Cinque cose da sapere sul fisico di LeBron James

LeBron James durante i suoi allenamenti

Probabilmente, quest’anno LeBron James ha compiuto l’impresa più importante della sua carriera. The Chosen One, cioè “Il prescelto”, com’è stato soprannominato al liceo, è infatti riuscito a portare al titolo la squadra della sua regione, i Cleveland Cavaliers, interrompendo un digiuno che per la città dell’Ohio durava, in tutti gli sport, da 52 anni.

La maledizione di Cleveland

In America la chiamavano la Cleveland sports curse, “la maledizione sportiva di Cleveland”. LeBron è riuscita a sfatarla quasi da solo, se si eccettua l’aiuto indispensabile di Kyrie Irving. Un’impresa ancora più grande se si considera che è stata realizzata contro quei Golden State Warriors già detentori del titolo, che avevano appena stabilito un record straordinario di vittorie in regular season.

Il campione di Akron è riuscito a ottenere questi risultati grazie a una straordinaria forza di volontà e a un talento che tutti gli invidiamo, ma anche a un duro lavoro sul suo corpo e sul suo fisico. Vederlo in azione – sia che lo si ami, sia che lo si odi – è qualcosa di impressionante.


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Perché mai nella storia dell’NBA si era visto un giocatore di quella stazza riuscire a muoversi con tale levità e agilità. Qui sta il segreto di LeBron James: unire il corpo di un centro, muscoloso e pesante, alla velocità di un’ala e forse addirittura di una guardia.

   

 

1. Le misure

Tutti i dati del corpo del Re

LeBron James al tiro (foto di Keith Allison via Flickr)
LeBron James al tiro (foto di Keith Allison via Flickr)

Cominciamo dai numeri. Nato il 30 dicembre 1984, LeBron James deve ancora compiere 32 anni. Il 29 ottobre 2003, a neppure 19 anni d’età, fece il suo esordio nell’NBA, iniziando subito a stabilire i primi dei suoi numerosi record. Allora era ancora giovane e relativamente esile, oltre che ovviamente inesperto.

Non gli ci è voluto molto, però, per capire come funzionavano le cose nella lega e per mettersi a lavorare sul proprio corpo. In modo da tener fede a quel soprannome – The Chosen One – che gli era stato affibbiato fin dai tempi delle superiori.

Oggi misura 2,03 metri d’altezza per 108 chili di peso. La circonferenza del suo petto è di 117 centimetri, mentre quella dei suoi bicipiti è pari a 43 centimetri.

Il girovita è invece di 91,5 centimetri. Di scarpe porta un 48, almeno nella misura europea; in quella americana è un 15. Un corpo, insomma, spettacolare, come si può notare ogni volta che gioca ma ancora di più in quelle occasioni in cui, fuori dal campo, si toglie la maglietta.

 

2. Gli allenamenti

Il lavoro di Mike Mancias, il trainer personale

Il preparatore Mike Mancias con LeBron James
Il preparatore Mike Mancias con LeBron James

Ma come ha fatto James ad ottenere un fisico del genere? Come ha fatto a mettere su quella massa muscolare pur mantenendo un’agilità che solo chi pesa 20 chili meno di lui riesce ad esibire sul parquet? Di sicuro c’è voluto molto lavoro, ma anche una ottima predisposizione genetica.

E un allenamento ad hoc. Un allenamento che ovviamente il pubblico conosce solo fino a un certo punto. James ha infatti da molti anni un allenatore personale – col suo stipendio da 24 milioni di dollari se lo può decisamente permettere – che predispone per lui un regime alimentare e di esercizio molto controllato.

Questo personal trainer si chiama Mike Mancias e ha pochi anni più di LeBron. Ma una grande esperienza alle spalle. Basti pensare che nel 2001 aiutò Michael Jordan nell’ultima fase della sua carriera ai Washington Wizards.

Mancias segue James dal 2004: l’ha accompagnato alle Olimpiadi, l’ha seguito quando si è spostato a Miami, è rientrato con lui a Cleveland nel 2014.


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È lui che, con James, decide tutte le strategie di allenamento. Anche quando saltare qualche partita di regular season, com’è accaduto di recente, per ricaricare le pile. E che tipo di allenamento fanno, i due?

I dettagli non vengono ovviamente divulgati, ma per volere degli sponsor è stato realizzato un video di un’ora che permette di assistere a una seduta-tipo. Lo trovate a questo link.

 

3. Com’era al liceo

Esile ma con la propria gang

Un giovanissimo LeBron James ai tempi del liceo, quando Sports Illustrated lo presentò come The Chosen One
Un giovanissimo LeBron James ai tempi del liceo, quando Sports Illustrated lo presentò come The Chosen One

Il fisico di LeBron James è tanto più impressionante soprattutto se lo si confronta con quello che esibiva a 16 anni, quando le telecamere dell’Ohio iniziarono per la prima volta a seguirlo. A quel tempo il futuro King James giocava nella squadra del suo liceo, la St. Vincent-St. Mary High School di Akron, la sua città natale.

Un fisico che, come si può vedere qui di seguito, era tutt’altro che poderoso. James era già molto alto e se la sapeva cavare egregiamente con il pallone (al suo primo anno la squadra ottenne un record di 27-0), ma non esibiva una particolare massa muscolare.

Anzi, sembrava quasi gracilino. Anche al suo ingresso nell’NBA – anche se era già stato fatto qualche importante passo avanti – sembrava più un giocatore veloce che potente.

Gli inseparabili amici della high school

A proposito della high school, c’è da fare una piccola divagazione. James aveva già dato prova di essere un giocatore interessante anche prima, quando aveva l’età di un nostro ragazzo delle medie.

In quel tempo girava l’Ohio e si esibiva assieme a tre inseparabili amici: Sian Cotton, Dru Joyce III e Willie McGee. I quattro erano così affiatati che si promisero che avrebbero fatto il liceo assieme.

La scelta di quale liceo frequentare fu però inaspettata. Il St. Vincent-St. Mary era infatti non solo una scuola cattolica – cosa che non costituiva un problema, visto che anche LeBron lo è –, ma soprattutto una scuola privata di un certo livello. Con alunni provenienti da famiglie globalmente ricche, non certo da una ragazza madre rimasta incinta a 16 anni (com’era per la madre di James).

Era, infatti, il liceo della buona comunità degli irlandesi e degli italoamericani. Non a caso il soprannome del team sportivo è The Fighting Irish. Insomma, nessuno si aspettava che il giovane LeBron avrebbe portato lì “i suoi talenti”.

Eppure lo fece. E oggi, anche grazie alle sue donazioni, la palestra della scuola è intitolata a lui.

   

 

4. La dieta di Ray Allen?

Le voci sulla cura “Paleo”

Ray Allen, a destra, mentre insegue Bradley Beal (foto di Keith Allison via Flickr)
Ray Allen, a destra, mentre insegue Bradley Beal (foto di Keith Allison via Flickr)

Qualche anno fa, quand’era ancora un giocatore dei Miami Heat, si diffuse una strana voce sul web. LeBron aveva infatti postato sui social network qualche sua foto al mare, a petto nudo, e qualcuno aveva visto in quei selfie il segno di un dimagrimento eccessivo.

In realtà, a vederle oggi, quelle foto non sono poi così impressionanti. Certo, c’è forse una massa muscolare un po’ meno vistosa, ma può benissimo darsi che, date le vacanze, James si fosse preso qualche settimana di riposo.

I giornali sportivi, però, a quel tempo provarono ad ipotizzare una spiegazione. E il responsabile di quell’apparente dimagrimento fu indicato nel compagno di squadra Ray Allen.

Sì, l’ex campione dei Boston Celtics e autore del canestro decisivo in gara 6 durante le Finals del 2013. Secondo i giornali, LeBron avrebbe infatti provato una speciale dieta elaborata dal compagno di squadra.

Una dieta iperproteica

Una dieta chiamata “Paleo”, come abbreviazione di Paleolitico. Una dieta basata su quella di Atkins, che però aggiunge un po’ di gusto. In pratica, si mangiano carne, pesce, crostacei, pollo, uova, verdura, radici, frutti e bacche, cioè tutto quello che – secondo Allen – mangiavano gli uomini primitivi.

Si evitano però decisamente i carboidrati, oltre ai cereali, ai formaggi e derivati, ai legumi e soprattutto a zucchero e sale.

Non provatela però a casa. Questa dieta iperproteica, infatti, finisce per privare il corpo di sostanze indispensabili come il calcio e la vitamina D, e per dare invece troppe proteine, di cui di certo non difettiamo.

D’altronde, non è mai stato confermato che LeBron abbia seguito davvero questa dieta. E se anche l’avesse fatto, l’avrebbe fatto di certo per un periodo di tempo molto limitato. Anzi, come ha appurato BuzzFeed qualche tempo fa, prima delle partite LeBron mangia pollo, verdure e riso. E il riso, i carboidrati, li ha.

   

 

5. Gli atleti a cui è stato paragonato

Il confronto con Michael Jordan e Karl Malone

Michael Jordan in gioventù, durante una celeberrima schiacciata
Michael Jordan in gioventù, durante una celeberrima schiacciata

Ma a chi assomiglia, LeBron James? Molti negli anni si sono posti questa domanda, ma pochi sono riusciti a dare una risposta chiara. LeBron è, infatti, sostanzialmente inimitabile. Sia che lo si adori, sia che non lo si sopporti, non si può non ammettere che nella storia dell’NBA non c’è mai stato un giocatore del genere.

Un giocatore, quando è in buona, capace di tirare da 3 punti con le percentuali di una guardia, ma anche di penetrare con la potenza di un’ala grande, e allo stesso tempo di schiacciare e prendere rimbalzi come un centro.

È, insomma, il vero giocatore universale, che non a caso ha più volte cercato anche di vincere le partite da solo, occupando tutte le posizioni (e perfino quella dell’allenatore). Di giocatori così non ce ne sono mai stati prima, e forse non ce ne saranno poi.

Le differenze nei dati e nei numeri

Il paragone più frequente che viene fatto è quello con Michael Jordan, un altro immortale, il più forte del giocatore di tutti i tempi. Ma è un paragone basato semplicemente sulla qualità tecnica, non sul fisico.

Jordan è alto più o meno come LeBron (1,98 contro 2,03), ma il peso negli anni d’oro era decisamente diverso. All’epoca del primo three-peat Jordan pesava 92 chili, mentre oggi James ne pesa 108, ben 16 in più. Tutti di muscoli.

Il giocatore col fisico più simile, almeno stando ai numeri, è stato invece Karl Malone, la stella degli Utah Jazz protagonista di tanti duelli con i Chicago Bulls di Jordan.

I suoi dati parlano infatti di 2,06 metri d’altezza e 115 chili di peso, oltre a una grande etica del lavoro, una straordinaria prolificità sotto canestro e delle statistiche da record. Per la sua stazza, era anche un giocatore agile, veloce nelle ripartenze e rapido nei pick-and-roll. Ma giocava essenzialmente sotto canestro.

   

La differenze emerge, lampante, nelle statistiche. LeBron ha, in carriera, una media del 34% da tre punti (mentre Malone ce l’ha del 27%, con annate però in cui non tentava nemmeno un tiro da dietro il perimetro). LeBron, inoltre, ha quasi 7 assist a partita, Malone 3,6.

Questo non vuol dire che James sia più forte di Malone. Quest’ultimo è stato una leggenda e, statisticamente, sta ancora davanti a James in molte voci. Ma James è un giocatore diverso, il cui fisico – seppur simile – gli permette di fare cose diverse. Alcune delle quali Malone non poteva farle.

 

E voi, quale cosa del fisico di LeBron James preferite?

 

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