Cinque cose da vedere a Lisbona

Alla scoperta delle più importanti cose da vedere a Lisbona

 
Chi mi segue sui social network sa che ho passato i primi giorni dell’anno nuovo a Lisbona, in una eroica vacanza con tre figli e due passeggini al seguito. Eroica non solo per i figli, ma anche perché, nonostante il clima più che mite, abbiamo scoperto che pioggia e vento, soprattutto se presi guardando il mare, possono essere una combinazione quasi letale.

Ad ogni modo, la vacanza è stata divertente ed interessante e quindi ora è giunta l’ora di ricapitolare e fare una selezione di quanto ammirato stendendo l’inevitabile lista dei cinque consigli su cosa vedere a Lisbona (in tre giorni o più).

 

Belém

Torre, monastero, monumento

Tutte le cose più belle passano attraverso la sofferenza. La vittoria più esaltante in campionato è quella in rimonta, l’amore più felice è – come insegna Manzoni – quello contrastato, il furto più riuscito è quello passato attraverso mille trappole e rischi. Così, arrivare a Belém, bella zona a sud-ovest di Lisbona, vi sembrerà ancora più magnifico dopo lo scomodissimo viaggio in un tram affollato dell’ora di punta.

Se c’è un appunto che, infatti, mi sento di muovere alla capitale del Portogallo – ma è un appunto che si potrebbe fare a molte città del sud Europa – è la poca efficienza dei trasporti. Stazioni della metropolitana in cui quasi sempre l’ascensore è fuori servizio (e con due passeggini al seguito può essere un bel problema), code letteralmente chilometriche ai pochi check-in in aeroporto, zone di grande interesse turistico servite da pochi e scomodi tram.

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Comunque a Belém in un modo o nell’altro si riesce ad arrivare. E, come dicevamo, dopo la fatica lo spettacolo può essere ancora più esaltante. Tre sono le cose da vedere, una in fila all’altra. Prima di tutto, alla fermata del tram vi troverete davanti allo splendido Monastero dei Geronimiti, costruito tra il ‘500 e il ‘600 per celebrare Vasco da Gama. In quel luogo, infatti, lui e il suo equipaggio si erano raccolti in preghiera prima di andare a scoprire la rotta per le Indie.

La bellezza dello stile manuelino

Costruito in stile manuelino – che mescola tardo barocco e influenze rinascimentali – il Monastero offre vari motivi di interesse. Nella chiesa è contenuta la stessa tomba di Vasco da Gama. All’esterno c’è invece un bellissimo chiostro visitabile a pagamento in cui è anche sepolto Fernando Pessoa. E poco più in là, sul mare, si può visitare il maestoso Monumento alle Scoperte, costruito nel 1960 per celebrare l’epoca dei grandi viaggi via mare di cui il Portogallo fu protagonista. Se ne può salire fino alla cima per vedere il panorama.

Infine, a poche centinaia di metri sempre sul fiume Tago si erge la celere Torre di Belém, anch’essa costruita nella prima parte del ‘500 in stile manuelino e patrimonio dell’umanità dell’UNESCO. Imponente nell’aspetto, se ne possono visitare a pagamento le segrete e soprattutto i piani alti. In quest’ultimo caso si arriva prima a una terrazza e poi fino alla cima della torre, anche se si deve percorrere una scala a chiocciola molto stretta che lascia procedere solo in un senso di marcia. È quindi quasi automatico che si verifichino ingorghi tra i visitatori.

 

Le piazze del centro

Il Rossio e Piazza del Commercio, cuori di Lisbona

Spostiamoci ora nel cuore pulsante della città, cioè nella zona che da Avenida da Liberdade porta da un lato al Chiado, dall’altro al quartiere Baixa. Da qui si arriva poi prima al Rossio – la piazza culturale e del passeggio – e poi a Piazza del Commercio, davanti al mare e al capo meridionale della capitale. Qui si trovano, nello spazio di poche centinaia di metri, negozi, bar storici (con anche una celebre statua dedicata a Fernando Pessoa), decorazioni legate al periodo dell’anno, ma soprattutto grandi assembramenti di persone intente a fare shopping o a passeggiare.


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Il Rossio, come accennavamo, è una grande piazza in cui si sono svolti alcuni dei più grandi eventi della città, dalle corride agli autodafé. Oggi ospita caffè, artisti di strada, intrattenimenti vari e il Teatro Nazionale.

Piazza del Commercio, invece, è un immenso quadrato di 170 metri di lato, realizzata nel luogo dove sorgeva il Palazzo Reale crollato col terribile terremoto del 1755. La piazza stupisce per la vista panoramica che offre da un lato sul fiume Tago e dall’altro sui palazzi che la circondano e sulla porta – un arco trionfale realizzato a fine ‘800 da Verissimo da Costa – che conduce alla Rua Augusta.

 

Chiesa e Convento del Carmo

Gli effetti del terremoto del 1755

L’evento che, nel ‘900, ha scosso di più le coscienze degli europei, dai filosofi agli storici, dai teologi alla gente comune, è stato indubbiamente l’Olocausto. Tanto è vero che spesso si parla di “religione dopo l’Olocausto”, “rapporti tra le etnie dopo l’Olocausto” e così via, segno che quel catastrofico evento è diventato uno spartiacque nella storia dell’umanità.

Secondo vari storici, qualcosa del genere era già avvenuto nel ‘700, e in particolare nel novembre del 1755. In quel mese, infatti, un terremoto del nono grado della scala Richter si abbatté su Lisbona e sul mare davanti ad essa, provocando uno tsunami con onde anche di 15 metri. La città finì distrutta e morì circa un terzo della popolazione della capitale lusitana.

Il segno più eclatante di quel drammatico evento – che sconvolse la vita e la filosofia, tra gli altri, anche del celebre Voltaire – lo si può oggi vedere al Convento del Carmo, o almeno a quel che ne resta, di fianco al Rossio. I resti, mai più ricostruiti dopo il 1755, si possono ammirare da due angolazioni.

L’Elevatore di Santa Justa

La prima è prendendo l’Elevatore di Santa Justa, un ascensore che – a pagamento – porta in cima a una torre costruita nel 1901 che dà una visuale dall’alto di tutto il centro. L’Elevatore costeggia proprio alcuni degli archi rimasti in piedi della chiesa, con un effetto che, dopo il tramonto, ti fa sembrare dentro a un noir degli anni ’40, tipo Il terzo uomo.

La seconda è entrando dalla porta principale e pagando un modico biglietto, tramite cui si possono visitare da dentro i resti e un piccolo museo che ne è stato ricavato. La chiesa era gestita dalle carmelitane e, all’epoca del crollo, era la più grande chiesa gotica cittadina.

 

Chiesa di San Rocco

Andare a vedere il trionfo del barocco

Prima di partire per Lisbona mi sono documentato parecchio, consultando guide turistiche, siti specializzati, consigli dei viaggiatori. Questo aveva portato me e i miei compagni a stendere un elenco di priorità sulle mete da visitare, su che cosa vedere nella capitale portoghese, nel quale la Chiesa di San Rocco non figurava ai primissimi posti.

Ho dovuto rivedere però in parte questa decisione già scendendo dall’aereo a Lisbona. Io e i miei compagni siamo infatti stati intrattenuti da un portoghese che sapeva un po’ d’italiano e aveva voglia di chiacchierare. Secondo lui la vera meta da non perdere era proprio San Rocco.


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La chiesa, anch’essa cinquecentesca, è da notare soprattutto per alcune cappelle laterali di epoca successiva, la più importante delle quali è quella di San Giovanni Battista. Opera di maestranze italiane, fu costruita a Roma nel ‘700 con materiali pregiati (alabastro, lapislazzuli, marmo di Carrara) e poi trasportata a Lisbona dopo la benedizione papale via mare.

Dove vedere gli azulejos

Inoltre in altre cappelle è interessante vedere la doratura del legno secondo una tecnica tipicamente portoghese, gli azulejos, cioè piastrelle di ceramica smaltate e decorate. Infine, la chiesa si segnala per l’abbondanza tipicamente barocca, in aperto contrasto con la facciata che è invece piuttosto austera.

 

La zona dell’Expo

Parco delle Nazioni e Oceanario

Concludiamo spostandoci, questa volta in metropolitana, a nord-est, nella direzione del nuovo ponte Vasco da Gama, costruito nel 1998 per la lunghezza record in Europa di 17 chilometri. Alla fermata Oriente della linea rossa si entra, infatti, in un quartiere di recente costruzione, realizzato anch’esso nel 1998 in occasione dell’Expo sul quale la città investì, a giudicare dai palazzi e dalle costruzioni, un’enorme quantità di denaro.

Due le cose di particolare rilievo. In primo luogo il cosiddetto Parco delle Nazioni, una sorta di piazza che sfocia sul Tago costeggiata dalle bandiere e dalle schede informative di tutte le nazioni del mondo.

In secondo luogo, il bellissimo Oceanario, un enorme acquario in cui sono contenute decine di specie acquatiche provenienti da ogni zona del mondo. Lì primeggia, tra le attrazioni, un’enorme vasca a cui si può appoggiare perfino la faccia e in cui nuotano, fianco a fianco, pescecani, razze, pesci esotici, pesci palla e tanto altro ancora.

 

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