Se siete appassionati di fantascienza, sapete bene come questo genere di fiction abbia molto spesso sfruttato l’incontro con razze aliene tra le più disparate e fantasiose. E l’ha fatto in primo luogo per permettere un confronto – oserei dire, quasi alla maniera dei filosofi giusnaturalisti del ‘600 e ‘700 – tra la società terrestre e quella extraterrestre. E, in seconda istanza, per giocare sul fascino e la paura dell’ignoto, del diverso.

Alieni invasori, alieni portatori di civiltà, alieni incontrati in infinite peregrinazioni nello spazio. La letteratura, il fumetto, il cinema e le serie TV abbondano di questi topoi, a cui siamo ormai talmente abituati da non stupircene. Tra tutte le razze aliene che quindi costellano il nostro immaginario collettivo, ho cercato di sceglierne cinque, quelle a mio modo di vedere rappresentative delle diverse facce dell’altro in fantascienza. Vediamole insieme.

 

Marziani

Da sempre, gli alieni per eccellenza

I marziani di Mars Attacks!Se dovessimo segnalare i due pianeti verso i quali l’uomo ha sempre guardato, fin dai primordi, con occhi sognanti, sicuramente citeremmo la Luna in primo luogo e poi Marte. Il primo, ovviamente, perché costituisce il corpo celeste più vicino a noi e quindi più accessibile. Il secondo, per alcune scoperte scientifiche che, nel corso dei secoli, ne hanno messo in rilievo alcune somiglianze con la Terra.

Se di viaggi sulla Luna si parlava, in letteratura, già dal ‘500 (e a metà del ‘600 il poeta Cyrano de Bergerac immaginava i primi difficili contatti con gli abitanti del pianeta), l’esplorazione di Marte è più tarda. Ha però lasciato maggiormente il segno nella fantascienza contemporanea, forse anche per il fatto che la Luna, esplorata dagli americani e mostrata nelle TV di tutto il mondo, ha perso negli ultimi decenni buona parte del suo fascino.

Le prime apparizioni settecentesche

Del pianeta rosso si comincia a parlare, ancora vagamente, nel ‘700, ne I viaggi di Gulliver e in Micromega, ma è sul finire del secolo successivo, dopo le osservazioni dell’astronomo Giovanni Schiaparelli, che il pianeta diventa centrale nella fantascienza. Il primo celebre esempio è La guerra dei mondi di H.G. Wells, in cui – in una evidente metafora dell’imperialismo europeo – i marziani invadono la Terra. Dalla loro hanno una tecnologia molto avanzata, che permette loro di sottometterci, almeno fino a quando non vengono sconfitti dai nostri batteri.


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Pochi anni dopo, nel 1908, in Russia compare La stella rossa, firmato dal filosofo bolscevico – e futuro antagonista di Lenin – Aleksandr Bogdanov. In quel libro si immagina addirittura che i marziani vivano in un sistema di socialismo perfetto. Infine, negli anni ’10 Edgar Rice Burroughs (futuro creatore anche di Tarzan) scrive una serie di romanzi con protagonista John Carter, un ex soldato che si ritrova trasportato sul pianeta rosso.

Asimov, Dick, Bradbury

Nel dopoguerra, dipingendoli di volta in volta come bellicosi invasori o pacifici portatori di un mondo migliore, i marziani sono stati descritti da autori del calibro di Ray Bradbury, Arthur Clarke, Isaac Asimov, Fredric Brown e Philip K. Dick. In campo extraletterario, invece, si segnalano i film Atto di forza, Mars Attacks!, Mission to Mars e la parodia Fascisti su Marte.

Infine, per quanto riguarda i fumetti bisogna citare il Martian Manhunter (un eroe marziano che combatte al fianco degli omologhi terresti) della DC Comics. In casa Marvel, c’è invece Killraven, un terrestre che si ribella ai marziani che hanno assoggettato il nostro pianeta.

 

Kryptoniani

Da Superman al generale Zod

La morte di Supergirl in CrisisL’alieno più celebre della storia della nostra letteratura (disegnata e non) è sicuramente Superman (o, come era chiamato un tempo in Italia, Nembo Kid). Ovvero, il primo supereroe e il modello da cui sono discesi tutta una serie di personaggi dei fumetti americani prima e del cinema poi.

Nativo di Krypton, pianeta lontanissimo dalla Terra ma molto simile ad essa, Kal-El fu inviato, secondo la versione più celebre, sul nostro pianeta dal padre Jor-El per salvarlo dalla distruzione del suo mondo. Una distruzione avvenuta per cause che nel corso dei decenni sono mutate più volte. Tra le tante, meritano una menzione quella della guerra civile provocata da Zod, quella della vanità dei kryptoniani e quella dell’instabilità del nucleo del pianeta in seguito a un attacco terroristico.

Gli altri sopravvissuti di Krypton

Del pianeta sono sopravvissute poche cose. Prima di tutto, il già citato Kal-El, che sulla Terra, sotto gli influssi di un sole giallo, ha sviluppato incredibili poteri. Poi ci sono il generale Zod e le sue amanti Ursa e Faora, di volta in volta alternatesi nel corso degli anni e delle svolte di continuity. Loro si sono salvati perché imprigionati nella Zona Fantasma – una sorta di carcere posto in una dimensione parallela – e da lì più volte fuggiti recandosi sulla Terra, dove ovviamente sviluppano gli stessi poteri di Superman.

Inoltre c’è Kara Zor-El, meglio nota come Supergirl, cugina di Kal-El e inviata anch’essa sulla Terra prima dello scoppio di Krypton. Infine, c’è la kryptonite, minerale che annulla o compromette i poteri di Superman e, in certe versioni, la sua stessa vita.

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Dalek

Gli antagonisti del Dottore

Doctor Who contro i DalekL’anno è il 1963. La BBC ha appena lanciato la sua nuova serie di fantascienza, Doctor Who, che tra cambiamenti, cadute e rilanci è arrivata in grande stile fino a noi. All’eroe creato da Newman, Webber e Wilson serve un antagonista, o meglio ancora un’intera razza aliena che cerchi perennemente di catturare e sconfiggere il Dottore. Questa razza viene introdotta a partire dal 21 dicembre appunto del 1963, nell’episodio Il pianeta senza vita.

Si tratta dei Dalek, esseri esternamente dalla forma metallica ma con all’interno elementi organici, che riescono a sopravvivere proprio grazie a questo “guscio” che funge anche da armatura. Creati dallo scienziato umanoide Davros durante la guerra coi loro acerrimi nemici Thals, i Dalek tentano di sottomettere l’intero universo. Non risparmiandosi di ricorrere anche allo sterminio per raggiungere il loro scopo.

Perfette macchine da guerra

Tale mancanza di scrupoli è motivata anche dal fatto che Davros, nel crearli partendo dalla razza dei Kaleds, abbia estirpato tutte le emozioni e i sentimenti tranne l’odio, facendone delle perfette macchine da guerra. Essendo comparsi, a tutt’oggi, in circa 100 episodi delle varie serie di Doctor Who, sono di fatto i principali nemici del Signore del tempo.

 

Vulcaniani

La stoica razza di Star Trek

Il signor Spock, il vulcaniano più famosoParlando dei Dalek, abbiamo detto che in loro furono in origine represse tutte le emozioni tranne una, l’odio. Qualcosa di simile è accaduto anche ai Vulcaniani, razza aliena tra le principali protagoniste della coeva e famosa serie americana di Star Trek. Con un’unica differenza: qui le emozioni sono state represse tutte ed è rimasto spazio solo per la logica e la ragione.

Come dimostra la figura di Spock, il principale vulcaniano della serie, sono esseri esteriormente identici ai terrestri, con l’unica differenza delle sopracciglia non arcuate e delle orecchie a punta. Hanno inoltre una vita più lunga, il sangue verde e soprattutto non conoscono il desiderio sessuale, tranne nel periodo del pon farr, in cui i maschi sentono una spinta irrefrenabile all’accoppiamento e che si verifica ogni circa 7 anni.


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Vegetariani e astemi

Vegetariani, non bevono alcolici e salutano secondo il tipico gesto reso celebre da Leonard Nimoy. Cioè aprendo le dita mettendo indice e medio da una parte e anulare e mignolo dall’altra.

 

Xenomorfi

Quando gli alieni fanno paura

Uno Xenomorfo, appartenente a una delle più spaventose razze di alieniFinora abbiamo visto alieni piuttosto simili agli umani. Perfino i Dalek, che esteriormente non ricordano l’uomo, avevano emozioni e sentimenti poi estirpati ma del tutto uguali a quelli di noi terrestri. Molto diverso è invece il discorso per gli Xenomorfi, nome con cui è identificata la razza aliena di Alien, la pellicola di Ridley Scott che ha dato origine a vari seguiti improntati sull’horror fantascientifico.

Il nome della razza, creato unendo le parole greche xenos (“insolito”, “estraneo”, radice presente anche in “xenofobo”) e morphé (“forma”), ne sottolinea le fattezze del tutto innovative rispetto alla tradizione del genere. La testa di questi alieni – progettati perlopiù da Hans Ruedi Giger e Carlo Rambaldi – assomiglia infatti più a quella delle blatte o comunque degli insetti che non a quella di esseri umani.

Un esperimento sfuggito di mano

La razza è, secondo il prequel Prometheus (uscito lo scorso anno e diretto sempre da Scott), il frutto di alcuni esperimenti biogenetici condotti dalla razza aliena degli Ingegneri. L’esperimento sfuggì di mano e portò prima al contagio di alcuni componenti della squadra scientifica, e poi al proliferare degli Xenomorfi.

Particolarmente interessante e narrativamente curata è la riproduzione di questi esseri. In sostanza, la Regina depone un gran numero di uova che, una volta mature e venute a contatto con un altro essere vivente, si schiudono, attaccando tale essere sotto forma di FaceHugger, cioè incollandosi alla faccia della vittima e impiantandogli all’interno l’embrione del parassita. Proprio quest’embrione finirà per uccidere e mangiare il corpo di cui è ospite, trasformandosi così in un alieno adulto che, in parte, ricorda l’essere con cui era entrato in simbiosi.

 

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