I gatti piacciono, c’è poco da discutere. Basta guardare un social network in cui le fotografie abbiano una parte rilevante – pensiamo a Instagram ma anche a Facebook – per rendersi conto di quanto i possessori di felini amino coccolarli, fotografarli e mostrarli ai loro amici. Piacciono nonostante siano furbi e un po’ guardinghi, nonostante non si lascino quasi mai andare a facili esternazioni d’affetto, nonostante si considerino liberi e indipendenti, capaci di andare e venire dalle case a loro piacimento.

Piacciono anche per il loro pelo, bello da vedere ma anche morbido da accarezzare, che coi suoi colori sa dare anche una notevole personalità all’animale.

In natura esistono però anche alcune razze di gatti senza pelo: animaletti glabri che sulle prime possono lasciare interdetti, abituati come siamo a vedere i gatti come delle vere e proprie montagne di pelo, ma che hanno anche un loro fascino, una volta che l’occhio si abitua.


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Dato che si tratta di esemplati molto particolari e insoliti – oltre che rari da trovare dalle nostre parti –, abbiamo preparato una breve guida alle razze più curiose di gatti senza pelo. Eccovela.

      

 

1. Sphynx

La più celebre razza di gatti senza pelo è quella dello Sphynx. Originatasi in Canada – il nome completo sarebbe infatti Canadian Sphynx – attorno agli anni ’70 del secolo scorso, si è diffusa grazie alla particolarità che li fa assomigliare, come il nome suggerisce, alla mitica sfinge egiziana.

Gatti senza pelo erano presenti fin dall’antichità come mutazione spontanea, dovuta al gene recessivo classificato come “hr” (hairless, appunto “senza pelo”).

Queste mutazioni si esaurivano però con la morte di questi sporadici esemplari. Fu solo appunto nel Canada degli anni ’70 che un paio di gatti di strada ritrovati in queste condizioni furono allevati e fatti accoppiare.

Pelle di gomma, di pesca o di cera per il gatto nudo

La definizione della razza vera e propria si deve all’allevatore olandese Hugo Hernandez, che la codificò utilizzando due gattine discendenti da quei due esemplari canadesi, chiamate Punkie e Paloma.

Dal punto di vista esteriore, questi gatti hanno orecchie grandi, occhi a forma di limone e molto espressivi, una testa lievemente allungata, corpo muscoloso e a volte rugoso (più è rugoso e più l’esemplare è pregiato), zampe lunghe e coda sottile.

Due esemplari di Sphynx, la più celebre razza di gatti senza pelo
La pelle, infine, si presenta in tre “versioni tattili”. C’è la rubber, che dà un effetto gomma, simile al materiale antiscivolo; c’è la peach, che assomiglia a una pesca; infine c’è la wax, che invece richiama la consistenza della cera.

Contrariamente all’apparenza, che lo fa sembrare “scivoloso” e a volte un po’ inquietante, lo Sphynx è in realtà un gatto affettuoso e giocherellone. È anche piuttosto sano e robusto, anche se la mancanza di pelo lo rende vulnerabile alle temperature sia basse che alte (per via delle possibili scottature) e per questo va protetto e alimentato con cibo molto proteico.

 

2. Donskoy

La razza del Don Sphynx è stata pensata all’inizio come una variante dello Sphynx, anche se è oggigiorno sempre più nota col nome di origine russa di Donskoy.

Tutto prese inizio nel 1987, quando a Rostov sul Don, metropoli della Russia meridionale, fu individuata una gatta dalla pelliccia molto rada, che vagava randagia per la strada. Messa in salvo, si pensò all’inizio che avesse una qualche forma di dermatite e per questo fu curata, senza però che le medicazioni avessero effetto.

Il Donskoy
La gatta – chiamata Varya – ebbe dei cuccioli e questi persero entro il primo anno di vita quel po’ di peluria che avevano. A questo punto si capì che il problema non era derivante da una malattia, ma congenito e cioè genetico.

Da qui Varya fu studiata con maggiore intensità, e soprattutto una delle sue cucciole, Chita, fu adottata da una importante allevatrice che decise di metterne alla prova la genetica, facendola accoppiare con svariati gatti di strada.

Un carattere dominante per il Don Sphynx russo

Mentre il già citato gene “hr” dello Sphynx era recessivo, e quindi dava origine a cuccioli glabri solo se entrambi i genitori erano privi di pelo, il Don Sphynx dava vita a gatti “nudi” anche se accoppiato con esemplari normali, e quindi era dotato di un gene dominante.

Per il resto, il Donskoy ha un carattere e delle caratteristiche molto simili a quelle dello Sphynx, anche se qualche lieve differenza emerge al tatto (la pelle è un po’ più dura), all’odore (suda di più) e dal fatto che in genere il viso non presenta rughe.

 

3. Peterbald

Derivante dal Donskoy è anche il Peterbald, un gatto russo sviluppato a San Pietroburgo (in origine si chiamava Petersburg Sphynx) a partire proprio dai vari accoppiamenti condotti da Chita, la gatta figlia di Varya.

Nel 1994, infatti, l’esemplare di Donskoy fu fatto accoppiare con un gatto siamese, dando origine a gatti dalla pelliccia molto sottile e rada, che in alcuni esemplari risultava del tutto assente.

Il Peterbald
Simili ai gatti siamesi ed orientali, questi felini – a livello di razza – vengono fatti accoppiare ancora oggi solo tra di loro o con i siamesi, per preservarne le caratteristiche, e vengono chiamati non a caso “siamesi nudi”.

Accarezzare il velluto di questo incrocio con i gatti siamesi

Anche in questo caso il viso è allungato, il collo è slanciato e le orecchie sono molto grandi, anche se forse più appuntite rispetto a quelle delle razze viste finora. Gli occhi sono a mandorla, di colore verde oppure azzurri, mentre il corpo, seppur muscoloso, è decisamente slanciato.

Nonostante, come detto, esistano degli esemplari privi di pelo, nella maggior parte dei casi la peluria è presente, anche se si tratta di uno strato così sottile da sembrare velluto.


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Il legame genetico con i gatti siamesi, infine, rende questa razza caratterialmente diversa dalle altre della nostra cinquina. Dotati di buona vocalità, i Peterbald sono infatti molto atletici e abituati a saltare da una parte all’altra della casa, caratteristica invece totalmente assente nello Sphynx.

 

4. Bambino, lo Sphynx dalle zampe corte

Ancora più complessa è la storia del Bambino, una razza nuova, originatasi negli ultimi anni – e quindi non ancora riconosciuta ufficialmente – da altri incroci dello Sphynx.

Il primo cucciolo di questa nuova tipologia di gatti, il cui nome deriva proprio dall’italiano (ad indicare la piccolezza degli esemplari), è comparso sulla scena nel 2005 ed è stato subito registrato come una “razza sperimentale”.

Un esemplare di gatto Bambino
Il che lascia capire che non è ancora detto che la situazione, dal punto di vista genetico, si stabilizzi, né che debba arrivare per forza un riconoscimento ufficiale dai vari organismi preposti.

Il Bambino ha origine dall’incrocio tra lo Sphynx e il gatto bassotto o Munchkin, altra razza giovane e non ancora pienamente riconosciuta, la cui caratteristica principale è quella di avere le zampe corte.

Il Bambino, quindi, è una versione minuta dello Sphynx, in cui subito si notano appunto le zampe corte, contrapposte a orecchie ampie e tese. La pelle è in tutto simile a quella dello Sphynx, anche se tende ad assumere solo due colorazioni principali, cioè il bianco e il rosa, ed è priva di pelo.

 

5. Levkoy ucraino

Concludiamo la prima parte dell’articolo con un’altra razza proveniente dall’est Europa e di recente formazione, il Levkoy ucraino. Il primo esemplare di questo tipo risale al decennio scorso e si deve all’opera dell’allevatrice Elena Biriukova.

Il Levkoy è infatti frutto di un incrocio tra il Donskoy e un meticcio di Scottish Fold, gatto scozzese dal manto grigio la cui caratteristica principale è quella di avere la punta delle orecchie piegata.

Il Levkoy ucraino
Il Levkoy ucraino, infatti, è un gatto unico perché al corpo quasi privo di pelo tipico delle altre razze che abbiamo già visto associa un’espressione quasi triste ma insieme spavalda data dalle orecchie ripiegate e dalla forma degli occhi a mandorla. Inoltre, degno di nota è il profilo, che lo fa quasi assomigliare a un cane.

Il difficile riconoscimento della razza dagli occhi a mandorla

Negli ultimi anni molte polemiche e discussioni si sono generate attorno al riconoscimento ufficiale di questa razza, necessario per concorrere alle varie esposizioni internazionali.

Solo i club ucraini e russi, infatti, l’hanno da tempo effettuato, tanto è vero che gli esemplari di Levkoy hanno fatto in pochi anni una vera e propria razzia di premi in quei paesi, ma nel resto del mondo c’è ancora una forte resistenza.

Dal punto di vista comportamentale, infine, il Levkoy è gioviale e socievole ed è in grado di convivere pacificamente anche con altri animali, come i cani e perfino i topi.

 

Altre 2 razze di gatti senza pelo, oltre alle 5 già segnalate

I gatti senza pelo non sono molti e soprattutto non se ne vedono spesso. Ma andando a cercarli in giro per il mondo se ne possono incontrare anche altre due razze, oltre a quelle di cui abbiamo già parlato. Ve ne parliamo, velocemente, qui di seguito.

 

Minskin

I gatti Minskin sono frutto di un incrocio piuttosto recente tra gli Sphynx e il gatto bassotto (o Munchkin). Il responsabile di questa creazione è stato, nel 1998, l’americano Paul Richard McSorley, che già nel 2005, dopo vari esperimenti, era riuscito a generare 50 esemplari di questa nuova razza.

Il Minskin fotografato dal suo creatore, Paul Richard McSorley
Il Minskin fotografato dal suo creatore, Paul Richard McSorley

Mostra gambe piuttosto corte, che derivano dal Munchkin e che lo portano spesso a muoversi radente al terreno. Il suo corpo, comunque, è di medie dimensioni ma ha gli occhi grandi e orecchie larghe. A volte tende ad essere confuso con il gatto Bambino, a cui in effetti somiglia.

Non è completamente privo di pelo. Alle estremità o in alcuni punti del corpo, infatti, esibisce una pelliccia soffice come il velluto, particolarmente inusuale.

 
La razza è in fase di analisi da parte dei vari organismi internazionali1, che prevedono lunghi periodi di osservazione prima che una nuova razza possa essere introdotta a pieno titolo nei vari elenchi delle associazioni.

Gatto Elfo

Anche quella del Gatto Elfo è una tipologia decisamente nuova, nata sulla scorta del successo che i gatti senza pelo stanno cominciando ad avere in varie parti del mondo. Proprio per via della sua recente comparsa – il primo esemplare è del 2007 – alcuni lo considerano ancora solo una variante dello Sphynx, altri una razza vera e propria.

Le creatrici del Gatto Elfo sono Karen Nelson e Kristen Leedom, che hanno cercato di unire la caratteristica della mancanza di peli (estremamente importante per chi soffre di allergie) alle orecchie dell’American Curl. Il nome di Gatto Elfo, poi, è derivato dal fatto che questo micio ha in effetti un muso che sembra uscito da una leggenda medievale.

Il Gatto Elfo (foto di Kirimiti via Wikimedia Commons)
Il Gatto Elfo (foto di Kirimiti via Wikimedia Commons)

Le orecchie sono infatti lunghe e appuntite ma si ripiegano all’indietro. Completamente privo di peli, esibisce un corpo comunque muscoloso, simile a quello dello Sphynx da cui deriva. Sul muso allungato si vedono le rughe e gli zigomi prominenti.

Il peso è compreso tra i 4 chilogrammi e mezzo e i 7, mentre dal punto di vista del comportamento è molto attivo e intraprendente. Il carattere estroverso ed intelligente gli permette di socializzare abbastanza in fretta e di manifestare anche una certa affettuosità.

 

Domande e risposte finali

Come si chiamano i gatti senza pelo e a quale razza appartengono?

Esistono diverse razze di gatti senza pelo. La razza più famosa è quella Sphynx, che deve il suo nome alla somiglianza con la sfinge egiziana. La razza deriva da una mutazione genetica recessiva, che è stata conservata con opportuni accoppiamenti. Altre razze, derivate dagli Sphynx, sono la razza Donskoy, la Peterbald, il Bambino, il Levkoy ucraino, il Minskin e il Gatto Elfo.

Quanto costa un gatto Sphynx?

Il costo di un gatto Sphynx è abbastanza elevato. Si parte di solito dai 700 euro e, a seconda del pedigree, si sale anche fino a 2.000 euro e oltre.

 

L’infografica col riassunto finale

I migliori gatti senza pelo

 

E voi, quale razza di gatti senza pelo preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Ecco, ad esempio, la pagina che le dedica il TICA, l’International Cat Association, qui.

 

Segnala altre curiose razze di gatti senza pelo nei commenti.