Quanto sono belli e divertenti gli indovinelli per bambini? Appassionano sia gli adulti che i più piccoli: gli uni perché così si possono gustano le facce dei loro figli o dei loro nipoti, intenti a cercare una soluzione all’enigma. Gli altri perché mettono alla prova le loro capacità, desiderosi di vincere la sfida.

Certo, perché tutto questo funzioni bisogna avere a disposizione indovinelli ben fatti. Che siano intelligenti e non troppo facili, ma allo stesso tempo alla portata di bambini di 7, 10 o 12 anni.

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Bisogna che presentino, magari, pure un trabocchetto, o un falso indizio. Bisogna che siano insomma come quelle cose che poi ti portano a sbatterti la mano sulla fronte e a dire: «Dovevo capirlo!»

Insomma, che siano basati sugli animali o sulla matematica, che siano in prosa o in rima, che siano usati per puro gusto della sfida o all’interno di una caccia al tesoro, gli indovinelli piacciono molto. Noi ne abbiamo raccolti cinque che ci sembrano molto belli e interessanti. Eccoli qui di seguito, con anche, ovviamente, le soluzioni.

 

1. L’enigma della Sfinge

Partiamo da quello che forse è l’indovinello più famoso di tutti i tempi, ma che molto probabilmente i vostri bambini ancora non conoscono. Risale ai tempi dell’antica Grecia, visto che secondo la leggenda veniva offerto dalla Sfinge a chiunque volesse entrare nella città di Tebe.

La Sfinge, come sicuramente saprete, era un animale mitologico con corpo di leone e testa di donna, dotata anche di ali. Lei poneva l’enigma a chiunque si presentasse alle porte della città, e puniva con la morte quelli che non sapevano rispondere. L’animale infatti li divorava o strangolava [1].

Qual è quell’animale che la mattina cammina con quattro zampe, a mezzogiorno con due e la sera con tre?

La soluzione dell’enigma

La formulazione più semplice la trovate qui sopra, ma in originale l’enigma era un po’ più complesso. Lo Pseudo-Apollodoro lo riporta così: «Chi, pur avendo una sola voce, si trasforma in quadrupede, bipede e tripede?» Diodoro Siculo, invece, ne dà una versione ancora differente: «Chi è contemporaneamente bipede, tripede e quadrupede?».

Edipo e la Sfinge, in uno degli indovinelli più famosi della storiaQualsiasi siano le parole usate nell’indovinello, la soluzione, ovviamente, è però sempre la stessa. La risposta è infatti “l’uomo“.

L’essere umano, infatti, comincia la sua vita camminando su quattro zampe, in quanto i bambini imparano a muoversi gattonando. Poi passa a due sole gambe, vivendo così la gran parte della propria vita. Infine, in vecchiaia, non riesce più a reggersi solo su due gambe e inizia a camminare usando un bastone. Per questo non è più un bipede ma usa “tre zampe“.

Secondo la tradizione, l’enigma fu risolto da Edipo, che venne per ricompensa nominato re di Tebe. C’è da dire anche che poco prima l’eroe aveva ucciso suo padre (senza sapere che lo fosse), mentre la risposta data alla Sfinge gli consentì di sposare Giocasta, che lui non sapeva essere sua madre.

Da questa storia, infatti, deriva il celeberrimo mito di Edipo che tanto appassionò Sigmund Freud, il padre della psicanalisi. E, a proposito di drammi psichici, ci rimane da dire quello che accadde alla Sfinge: quando le fu data la risposta esatta, l’animale pensò bene di suicidarsi, gettandosi dalla rupe su cui era di solito appollaiata.

 

2. I conti in vacanza

Un po’ di non-sense

Dopo aver visto un indovinello mitologico, passiamo a qualcosa di più attuale ma allo stesso modo intrigante. Il secondo enigma per bambini che vi proponiamo, infatti, gioca le sue carte sui proverbi, ma lo fa con un gusto dell’assurdo che probabilmente piacerà ai ragazzi a cui lo proporrete.

Al centro del quiz c’è una storiella, che va raccontata con dovizia di particolari. Qui di seguito vi proponiamo una formulazione tutto sommato sintetica, ma voi se volete potete allungarne la “trama”, inserendo altri dettagli che poi renderanno più complicata la soluzione del mistero.

Due conti, marito e moglie, se ne vanno dal loro castello per una vacanza di una settimana in montagna. Visto che là si trovano molto bene, decidono però di allungare la permanenza oltre il previsto. Devono quindi avvertire il loro maggiordomo del cambiamento di programma e pertanto inviano al castello un biglietto, scrivendoci solo: 2+2=5. Come fa il maggiordomo a capire il messaggio?

I conti in vacanzaSe poi non riuscite a risolvere nemmeno voi l’enigma, vi diamo la soluzione. Il maggiordomo decifra il messaggio traducendolo in un semplice: «I conti non tornano». È indispensabile, quindi, che, per quanto possiate andare a braccio nella narrazione, vi ricordiate di dire, all’inizio, che i due viaggiatori sono appunto due conti.

 

3. Le cose tue

Una frase complicata

Non c’è bisogno sempre di storie ed indovinelli lunghi per stupire i bambini. A volta basta anche solo una frase ben assestata, una di quelle che ti lasciano con l’amaro in bocca perché la soluzione pare vicinissima eppure ti sfugge sempre.

Il terzo indovinello per bambini che vi proponiamo appartiene a questa tipologia. Si compone di due sole frasi, molto brevi. Ma di solito molto efficaci, soprattutto se gli ascoltatori sono piccoli. Perché dovete fare attenzione: l’indovinello non è semplicissimo, ma basta un suggerimento di troppo per renderlo banale.

È tuo ma lo usano sempre gli altri. Che cos’è?

In questo caso, infatti, la soluzione pare oscura fino a quando non si abbraccia un punto di vista diverso. Dopodiché tutto torna e la soluzione balza subito agli occhi, sia per i grandi che per i più piccoli.

È tuo ma lo usano gli altriE voi, l’avete capita qual è la risposta esatta? Se vogliamo complicarci le cose, diciamo pure che in realtà le possibili soluzioni sono due, entrambe valide. Una è “il nome“. L’altra “il tuo numero di telefono”. Sono entrambe cose tue, ma tu non le usi mai, perché vengono usate dagli altri.

 

4. Le angurie

Anche nel campo degli indovinelli esistono dei generi. Ci sono quelli che giocano sulle assurdità della vita e sui paradossi della logica. Quelli che invece ti traggono in inganno, dandoti un indizio e poi facendo in modo di fartelo dimenticare.

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La tipologia di indovinello che invece vi presentiamo ora appartiene a un’altra categoria ancora. Quella degli indovinelli cioè in cui devi ragionare sui rapporti di parentela per scoprire la chiave per decifrare l’enigma. Ecco infatti il testo del quesito.

Due padri e due figli vanno insieme a raccogliere delle angurie. Dopo qualche ora ritornano a casa, portando con loro tre angurie. Ognuno di loro, però, ne ha una in mano. Com’è possibile?

La soluzione è più semplice di quel che sembra, come sempre accade in situazioni del genere. A partire non sono quattro persone, come parrebbe dalla dichiarazione iniziale, ma solo tre. Ad andare a raccogliere le angurie sono infatti il nonno, il padre ed il figlio.

A caccia di angurie, per uno dei più bei indovinelli per bambiniL’inghippo sta nel fatto che il padre, in questo caso, è sia figlio del nonno che padre del figlio. In pratica ci sono tre persone, ma due sono anche dei padri e due sono anche dei figli.

Un altro indovinello simile

Una soluzione che in un certo modo richiama alla mente, seppur vagamente, anche un altro indovinello. Vi ricordate quando vi abbiamo parlato della sfinge? In realtà secondo la leggenda l’animale mitologico di solito poneva due indovinelli. Il primo, quello più famoso, l’abbiamo già visto.

Il secondo, invece, assomiglia in parte a questo dei due padri e due figli. Diceva: «Ci sono due sorelle: la prima dà alla luce l’altra e questa, a sua volta, dà vita alla prima. Chi sono le due sorelle?» La soluzione è più efficace in greco che in italiano [2]: il giorno e la notte.

 

5. Cos’hai e cosa non hai

Un indovinello breve ma enigmatico

Concludiamo con un ultimo indovinello che ricorda qualcuno di quelli che vi abbiamo già proposto. Un indovinello enigmatico, conciso ed efficace, che lascerà i vostri bambini intenti a lungo a pensare ad una possibile soluzione.

Se ce l’hai vuoi dirlo, ma se lo dici non ce l’hai. Cos’è?

Voi siete riusciti ad arrivare alla risposta? Per un adulto il quiz non è poi così impegnativo, ma a volte la soluzione tarda ad arrivare anche per noi che abbiamo qualche anno in più sulle spalle e qualche conoscenza sul groppone.

Non dirlo per non perderloLa risposta è “il segreto”. Quando abbiamo un segreto in mano, infatti, non vediamo l’ora di poterlo dire a qualcuno, di non tenerlo solo per noi. Ma appena l’abbiamo detto, lo perdiamo, perché di fatto quello che avevamo non esiste più. Un segreto è un segreto solo fino a quando non lo si comunica; dopo non lo è più.

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Note e approfondimenti

[1] Le fonti hanno infatti idee diverse sulle modalità dell’uccisione. Se volete saperne di più sulla sfinge, comunque, potete leggere qui.
[2] In greco infatti sia “giorno” che “notte” sono parole femminili.

 

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Ermanno “scrip” Ferretti ha 38 anni, vive tra Roma e Vienna (nel senso che abita più o meno a metà strada tra le due) e di mestiere fa l’insegnante. Ha una moglie e quattro figli. Ama il primo Nanni Moretti, il primo De Gregori, i primi R.E.M., i primi Belle and Sebastian, i primi Baustelle e il primo Nick Hornby. Pensa che i geni, quindi, dovrebbero morire a 40 anni. Ovviamente non si considera un genio. Con Fazi Editore ha pubblicato, nel corso degli anni, due libri: Per chi suona la campanella e Storia semiseria e illustrata della filosofia occidentale.