Cinque divertenti personaggi secondari di Lupo Alberto

Lupo Alberto e gli altri animali della Fattoria McKenzie

Lupo Alberto, il celebre personaggio di Silver, compie proprio in queste settimane 40 anni di vita editoriale. Un traguardo storico per un fumetto italiano e ancora di più per una striscia, genere che purtroppo in Italia non ha mai attecchito pienamente, se non con sporadiche eccezioni (e il Lupo è una di queste).

Il personaggio comparve per la prima volta proprio nel febbraio del 1974 sulle pagine del compianto Corriere dei Ragazzi. La rivista era una costola del Corriere della Sera, in cui già pubblicavano Bonvi, il maestro di Silver, e Alfredo Castelli, che del fumettista fu uno dei primi estimatori. Da allora, il Lupo ha rapidamente acquisito una notevole popolarità, sopravvivendo sempre alle varie crisi in cui incappavano le riviste che lo ospitavano.

Dal Corriere dei Ragazzi alla McK, passando attraverso tanti editori

Dopo la chiusura del Corriere dei Ragazzi passò infatti all’Editoriale Corno, dove fu pubblicato in volumetti e poi in un primo periodico a lui dedicato, chiuso per il fallimento della casa editrice stessa. Quindi seguirono svariati editori – Glénat, Acme, Macchia Nera – fino all’attuale McK Publishing, che prende il nome proprio dalla Fattoria McKenzie.

Tra i tanti pregi che si possono attribuire al fumetto di Guido Silvestri, quello che a me sembra il principale è però la continuità. La storia del fumetto è per fortuna piena di serie che per un certo periodo sono riuscite a farci ridere e contemporaneamente pensare, ma pochissime sono riuscite a farlo per quarant’anni filati. Silver invece questo obiettivo l’ha raggiunto, da un lato facendo entrare la società italiana nelle sue storie – anche se ovviamente in maniera velata – e dall’altro costruendosi un parco di personaggi ampio e variegato.

Se agli inizi, infatti, buona parte dell’economia della striscia era basata sul rapporto tra Alberto, Mosè e la gallina Marta, negli anni sono cresciuti e hanno conquistato sempre più spazio Enrico La Talpa, la moglie Cesira e tutti gli altri personaggi della fattoria. Proprio per celebrare al meglio questo anniversario, quindi, dedichiamo la cinquina di oggi a cinque divertenti personaggi secondari di Lupo Alberto, dei quali troppo spesso ci si scorda.

 

Alcide

Il maiale intellettuale

alcideI due comprimari più importanti dopo i protagonisti della striscia sono probabilmente Alcide e Glicerina. Si tratta di una strana coppia di amici dal carattere tanto improbabile per la loro fisionomia quanto divertente e fonte di infinite gag. Partiamo da Alcide, il maiale. Personaggio storico della serie, è di fatto l’intellettuale della fattoria, appassionato com’è alla lettura di libri, a comporre poesie e più in generale a sognare un mondo migliore per sé e per i suoi colleghi animali.


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Se i maialini disneyani erano perlopiù giocosi zuzzurelloni o infaticabili lavoratori e il Porky Pig dei Looney Tunes era un ingenuo balbuziente che si faceva gabbare più o meno da chiunque, il maialino antropomorfo creato da Silver ha invece un carattere da timido studioso. Una caratteristica che forse non si sposa bene con l’immagine tradizionale che abbiamo del maiale ma che riesce a collimare col personaggio, forse per la tenerezza che un roseo e paffuto porcellino riesce naturalmente ad ispirare.

Socievole anche se timido

Socievole anche se timido, animato dalle migliori intenzioni ma a volte proprio per questo un po’ “pesante”, ambirebbe a guidare la fattoria per portare avanti la sua idea di rinnovamento e miglioramento dei compagni animali. Le sue ambizioni però si scontrano perennemente con il cane Mosè, che non ha alcuna intenzione di cedere lo scettro del comando.

 

Glicerina

Lo scemo del villaggio

GlicerinaSe Alcide è intelligente e timido, Glicerina il papero è esattamente il suo opposto. Proprio per questo, forse, i due si trovano così spesso assieme. Presente fin dalle primissime strisce disegnate da Silver negli anni ’70 – anche se allora aveva una fisionomia più allungata di quella attuale – il papero si chiama in realtà Joseph. Glicerina è infatti il soprannome che gli deriva dai tempi in cui faceva tutto con il fratello Anitro e i due formavano una coppia “esplosiva” (Anitro-Glicerina).

Tonto come pochi (tendenza per la verità comune ad altri paperi del mondo del fumetto e dei cartoni animati), è però a differenza di Duffy Duck e Paperino ben poco collerico, se non in sporadiche occasioni in cui i compari si divertono troppo alle sue spalle. Per questo è il perfetto ascoltatore per Alcide, che ama istruirlo sulle questioni più diverse. I due compari hanno esordito nelle avventure del Lupo nella storica striscia numero 34 in cui Glicerina dimostrava subito una mancanza d’acume fuori dalla norma confondendo un panino con una saponetta.

Un ex genio

Tra l’altro, negli anni abbiamo anche scoperto che in realtà alle elementari Glicerina era sostanzialmente un genio perché la rivalità col fratello lo spingeva a fare sempre meglio. La separazione da Anitro, dovuta proprio a questa competizione esagerata, lo ha fatto però regredire rapidamente.

 

Krug

Il toro a cui non servono parole

krugOgni villaggio, o se vogliamo ogni microcosmo, ha all’interno alcune figure imprescindibili. C’è il leader, che nel caso della Fattoria McKenzie possiamo identificare con Mosè. C’è l’anarchico, il ribelle, ovvero Lupo Alberto. C’è quello con l’andamento da vecchio professore in pensione, cioè il già citato Alcide, e quello con l’andamento da eterno ripetente, cioè appunto Glicerina. Di tipi classici ce ne rimangono ancora tre, almeno per oggi: la bella dietro alla quale tutti corrono, il nerd ed il bullo.

Partiamo da quest’ultimo che nel nostro caso si identifica con il toro Krug, prototipo dell’armadio irascibile e violento, molto più di quanto non sia già, di tanto in tanto, Mosè. Ma seppure il bobtail rappresenta l’ordine costituito e gira infatti spesso armato di bastone a mo’ di manganello, Krug è la forza che va ben oltre la legge. Il toro è, anzi, la forza che il più delle volte non ha nemmeno bisogno di venire espressa perché è già sottintesa nello sguardo truce che rivolge al suo interlocutore.


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Anche lui creato nel 1974 e comparso nella prima manciata di strisce, non ha mai avuto un ruolo di primo piano nella serie, usato perlopiù come contrappunto alle disavventure dei vari personaggi, Alcide e Glicerina in primis. Ha inoltre una “relazione complicata”, come si usa dire oggi, con la signora de Lattis, mucca della fattoria.

 

Odoardo

Il nerd occhialuto

odoardoCome avevamo anticipato, è ora il momento di parlare del nerd di turno, anche se quando è comparso per la prima volta nelle strisce di Lupo Alberto, negli anni ’70, lo si definiva solo un secchione. Odoardo è infatti il cugino di città di Marta che ogni tanto – ma per la verità negli ultimi tempi in maniera abbastanza frequente, tanto da essere diventato quasi un abitante della fattoria – scende in campagna per recare visita alla parente.

Molto istruito, occhialuto e con una dentatura non proprio perfetta, è il prototipo del perfetto quattrocchi, non mancandogli tra l’altro quella carica di pedanteria che lo rende presto inviso a tutti gli animali dei McKenzie. Infatti riesce ad avere un qualche rapporto sociale, parenti a parte, solo con Alcide, bisognoso di un suo simile col quale confrontarsi su temi meno materiali e beceri della media.

Da secchione ad animale del web

Nel corso del tempo, infine, la sua figura si è attualizzata, adattandosi ai tempi e alle mode. Oggi, infatti, quasi come se fosse un personaggio di The Big Bang Theory, passa gran parte del suo tempo libero su internet, dove sfida in battaglie virtuali altri animali mai conosciuti dal vivo.

 

Silvietta

Una giovane sempre più moderna

Apparsa relativamente tardi rispetto a tutti gli altri personaggi presentati finora, Silvietta è però diventata negli ultimi tempi una delle beniamine del pubblico, grazie al suo carattere volitivo e al passo coi tempi. Uccello appartenente alla famiglia della “passera scopaiola”, è comparsa in origine solo per fornire nuovi spunti da utilizzare col personaggio di Enrico La Talpa. Giocando sul fatto che quest’ultimo pensava che la sua specie di appartenenza fosse un invito a un rapporto più stretto e personale.

In realtà Silvietta, che in principio era una giovinetta piuttosto ingenua, è poi invecchiata di pari passo alla serie. È diventata così prima un’appassionata studentessa e oggi addirittura un’aspirante medico. Tanto che ormai è abbastanza adulta da capire per tempo le intenzioni di Enrico e da trattarlo di conseguenza, magari solidarizzando con la stessa signora Cesira.

 

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