Cinque divertenti spot pubblicitari con animali

Un cane e un elefante nello spot Friends Furever di Android

Se vi piacciono gli animali, sapete quanto possano essere buffi, se presi nel giusto contesto: abituati come siamo a vederli rincorrersi per sbranarsi in documentari naturalistici o, in circostanze completamente diverse, a vederli accoccolati sui corpi dei loro padroni nelle foto sui social network, ci fa naturalmente ridere trovarceli in spot pubblicitari inattesi che esaltano alcuni dei loro lati a cui mai avremmo pensato.

Forse proprio per questo motivo, i pubblicitari di tutto il mondo già da qualche tempo usano gli animali non solo in maniera “coccolosa”, per reclamizzare cioè la tenerezza di una certa carta igienica o di alcuni prodotti per bambini, ma anche con ironia, facendosi aiutare di tanto in tanto pure dalla computer grafica, che permette di riplasmare a proprio gradimento animali di tutti i tipi. Ma quali sono gli esempi più significativi di questa nuova tendenza? Ecco le nostre cinque scelte.

 

Android

Be together, not the same (Friends Furever)

Da tempo, Google promuove Android – il suo sistema operativo per smartphone – con la stessa tattica con cui, molti anni fa, Apple promuoveva i suoi computer: se infatti l’azienda che fu di Steve Jobs chiedeva agli utenti di pensare diversamente (think different) in modo da scegliere un’alternativa a Windows, oggi la società di Larry Page e Sergey Brin chiede ai consumatori di “stare insieme, non di essere la stessa cosa”, proprio perché Android, nel confronto con l’iPhone, promuove la diversità.

Questa diversità è stata messa in luce da una serie di spot, il più interessante dei quali è quello che è stato intitolato Friends Furever, giocando sul significato della parola fur, che in inglese significa “pelo”, “pelliccia”. Questo nuovo spot è stato rilasciato su YouTube – che, non a caso, fa parte della galassia di Google – lo scorso febbraio e lo potete vedere qui.

 

Kia Soul EV

Animals

Molto meno naturali sono gli animali dello spot che la Kia ha lanciato l’anno scorso per presentare la propria nuova vettura elettrica, la Soul EV: i criceti che vi figurano, infatti, hanno le facce e le espressioni – oltre che le dimensioni – più dei cartoni animati che dei documentare del National Geographic, e anche lo spot in sé e per sé è diretto sì ai bambini, che si lasciano affascinare dalla dolce pelosità dei suoi protagonisti, ma anche e soprattutto agli adulti, visto il finale decisamente ammiccante e l’accompagnamento della canzone Animals dei Maroon 5.

Il mercato delle auto elettriche, per quanto notevoli siano state le innovazioni negli ultimi anni, stenta a decollare e il tentativo della Kia, diretto soprattutto al mercato americano, era quello di catturare l’attenzione con una vettura accattivante e moderna. La prima messa in onda dello spot è avvenuta durante le premiazioni degli MTV Video Music Awards, nell’agosto del 2014, suscitando subito riscontri più che positivi. Lo potete vedere qui.

 

Budweiser

Clydesdales Donkey

La Budweiser è una delle birre più vendute del mondo, l’unica che riesce a tener testa, per volume d’affari, alle marche asiatiche. Da molto tempo, la sua strategia pubblicitaria coinvolge degli animali e in particolare i cavalli di razza clydesdale, degli esemplari da tiro pesante, originari della Scozia e caratterizzati dalla folta peluria setosa sulle zampe. Si tratta di animali molto socievoli e di buona indole, ma al contempo anche dall’aspetto nobile e fiero, che ben si associa alla strategia comunicativa della marca di birra americana.

Nel 2004, in occasione del XXXVIII SuperBowl – durante il quale, come saprete, gli spazi pubblicitari si vendono a peso d’oro –, i pubblicitari provarono a creare un’interessante variazione sul tema, che mettesse per una volta al centro della scena non un cavallo, ma un asino. Lo spot, che potete vedere qui, è in inglese, ma la traduzione della voce fuori campo è la seguente: «Fin da quando sono nato, ho sempre sognato di essere un clydesdale della Budweiser. L’unico problema è che sono nato asino. Così, per tutta la vita mi sono esercitato nella camminata dei clydesdale, nel trainare come un clydesdale. Ho anche provato le hair extensions sulle mie zampe. E poi è arrivato il grande colloquio; mi hanno guardato negli occhi e mi hanno detto: “Cosa ti fa pensare che saresti un buon clydesdale, figliolo?”. E la mia risposta è stata: “Aaaaauuuuuuh”. Devo aver detto qualcosa di giusto».

 

FMX 2013

Rollin’ Wild

L’FMX è una grande conferenza dedicata al mondo dell’animazione, degli effetti speciali, dei giochi e dei nuovi media che si tiene ogni anno a Stoccarda, in Germania, organizzata dall’Institut für Animation, Visual Effects und digitale Postproduktion. Giunta quest’anno alla sua ventesima edizione – anniversario che è stato celebrato proprio all’inizio di questo mese –, la kermesse è forse la più importante a livello europeo e accoglie migliaia di visitatori e addetti del settore, che si confrontano coi colleghi e presentano le novità del mercato.

Un paio d’anni fa, per celebrare quella che allora era la diciottesima edizione, fu lanciata una serie di spot realizzati ovviamente in digitale, con protagonisti degli animali. Il titolo della serie era Rollin’ Wild e l’idea era: cosa succederebbe se gli animali fossero tutti rotondi? Qui trovate la risposta degli animatori, che prende in giro i più classici documentari sulla vita selvaggia della savana e della foresta.

 

De Lijn

It’s smarter to travel in groups

Concludiamo con una serie di spot forse un po’ meno noti, perché sostanzialmente realizzati solo per il piccolo mercato belga, ma non per questo meno belli. La De Lijn è l’azienda del trasporto pubblico della regione fiamminga del Belgio: gestisce tram, autobus e filobus in città come Anversa, Gand e Bruges. Per rilanciare una forma di traffico che rischia a volte di essere soppiantata dall’auto individuale, nel 2011 ha finanziato la serie di spot che potete vedere qui.

L’idea è quella di sottolineare come in gruppo si viaggi meglio (lo slogan è, non a caso, «it’s smarter to travel in groups», “è più intelligente viaggiare in gruppo”, tra l’altro pronunciato in inglese, lingua franca tra il fiammingo e il francese che dividono il Belgio), mostrando come anche gli animali più piccoli, se uniti, possano aver ragione dei loro predatori.

 

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