Cinque domande con “Hai mai…” da fare a un amico, a una ragazza o sui social

Le domande con

Molti di noi sono convinti di avere vite tutt’altro che avventurose. Da quando ci alziamo la mattina a quando andiamo a letto la sera, siamo sicuri di intraprendere più o meno il solito tran tran. Poche, d’altra parte, sono le novità che ci colpiscono durante la giornata, tanto è vero che spesso siamo profondamente annoiati dalla nostra stessa vita. Nella maggior parte dei casi, però, questa è più che altro un’impressione non pienamente fondata. Cerchiamo di dimostrarlo tramite l’articolo di oggi, che si concentra sulle domande con “Hai mai…” all’inizio.

Scorrendo questa pagina, infatti, troverete cinque tipi di quesiti che si possono porre a un amico o a una persona appena conosciuta, ma in fondo anche a voi stessi. Sono domande all’apparenza innocue, che però sono studiate apposta per svelare qualcosa che in genere ci vergogniamo ad ammettere anche con noi stessi.

Ad accomunare tutte queste frasi è infatti la vergogna che di solito proviamo quando ammettiamo di aver fatto cose di questo genere. Ma non si tratta solo di imbarazzo: queste domande sono infatti strutturate in modo da aprire una conversazione, da svelare un mondo.

Se riuscirete a far ammettere al vostro interlocutore di aver fatto una di quelle cose che sono in elenco, avrete infatti un argomento per farvi raccontare una storia, uno spunto per approfondire la conoscenza.

Sono quindi domande pensate da un lato per far ridere e divertire, o anche solo per ammettere qualcosa che normalmente non siete disposti ad ammettere, ma dall’altro anche per dare il via a un colloquio e a un’amicizia.

Per questo sono anche quesiti utilissimi quando, nella vita reale o sui social, si sta conoscendo qualcuno di nuovo. Certo, non tutti potrebbero essere ben disposti davanti a domande così intime o comunque che richiedono sincerità.

Se però i patti sono chiari e l’altra persona può rivolgere anche a noi domande simili, allora il gioco può essere anche divertente.

Ora però bando alle ciance: ecco cinque domande con “Hai mai…” all’inizio che sono utilissime per una serata divertente e diversa dal solito.

 

1. La bugia e lo scocciatore

Come abbiamo detto in apertura, le domande di questo tipo hanno spesso un contenuto abbastanza imbarazzante. Ci costringono cioè a rivelare qualcosa di cui non andiamo propriamente fieri. E tra le cose che più ci imbarazzano un posto di primo piano lo meritano le bugie.

Chiedere però al nostro interlocutore se ha mai raccontato qualche bugia è forse troppo banale. Chi non l’ha mai fatto, d’altra parte? Ed essere troppo generici nella domanda permetterebbe alla persona che abbiamo di fronte di raccontarci sì una delle sue bugie passate, ma innocente, piccola, senza rivelarci in fondo niente di rilevante.

Hai mai raccontato una bugia per liberarti di uno scocciatore?

Per questo motivo se vogliamo parlare di bugie dobbiamo fin dall’inizio restringere il campo e costringere la persona a cui stiamo parlando a confidarsi in maniera precisa. La domanda che trovate in questo paragrafo fa proprio questo: chiede cioè conto di quelle bugie raccontate per liberarsi da una persona molesta.

Anche un avviso al nostro interlocutore

La locandina di Bugiardo bugiardo, uno dei film con Jim Carrey più convincentiLa particolarità di questa prima domanda, però, sta proprio nel fatto che in fondo noi stessi che stiamo ponendo il quesito siamo in un certo senso delle persone moleste.

E cioè che stiamo mettendo fin da subito con le spalle al muro il nostro interlocutore. Facendogli raccontare le scuse che utilizza per liberarsi dalle persone invadenti in un certo senso lo stiamo infatti costringendo ad evitare di usare quelle stesse bugie contro di noi.

È come, insomma, se stessimo dicendo: «Attento, perché so che a volte racconti bugie per non rispondere alle domande, ma con me non potrai farlo». Questo è il motivo per cui abbiamo scelto proprio questa domanda e per cui l’abbiamo piazzata proprio al primo posto nel nostro elenco: perché prepara il campo alle successive.

 

2. Copiare durante le verifiche

Ognuno di noi nella vita, prima o poi, tende a barare. Magari spesso si tratta di qualche piccola cosa, di qualche imbroglio dallo scarso peso; altre volte invece ci macchiamo di colpe più pesanti. In generale, però, a farci sentire in colpa non è quasi mai il fatto in sé, quello che cioè facciamo, ma l’idea che diamo agli altri.

Per un delinquente che si è macchiato di tanti crimini, ad esempio, essere sorpreso a rubare una mela è qualcosa di cui non darsi pensiero. La sua fama lo precede e non ha probabilmente più nulla da difendere, riguardo al proprio onore. Se però a rubare una mela è un ragazzino perbene, e viene beccato, l’onta sarà infinitamente maggiore.

Hai mai copiato durante un compito in classe?

Il senso di colpa, quindi, è sempre proporzionale non solo a quello che si fa, ma anche e soprattutto alla faccia con cui ci si presenta agli altri. Per questo, certe domande del nostro elenco non vanno bene per tutti, ma sono calibrate proprio per un certo tipo specifico di persona.

Così è anche per questa nostra seconda domanda, che andrebbe rivolta a una persona celebre per i suoi ottimi voti a scuola. Copiare in classe, infatti, non è una cosa così scandalosa: piccoli suggerimenti o piccole copiature hanno visto protagonisti molti di noi. Ma anche i secchioni copiano come gli altri comuni mortali?

Smascherare il secchione

Direte: un vero studente modello non copia mai, quindi questa domanda potrebbe risultare sprecata. Il nostro interlocutore potrebbe infatti semplicemente trincerarsi dietro a un «No, non ho mai copiato» e il discorso si chiuderebbe subito.

Per questo è importante da un lato richiedere alla persona che abbiamo davanti la massima sincerità, e dall’altro prevedere delle punizioni in caso di bugie. Ponendo questa domanda, infatti, bisognerebbe anche avvertire la persona del fatto che conosciamo alcuni suoi vecchi compagni di classe, e che andremo a controllare le sue dichiarazioni.

Copiare i compiti (foto di Hariadhi via Wikimedia Commons)
Copiare i compiti (foto di Hariadhi via Wikimedia Commons)

Sapendo che quello che dirà sarà sottoposto a verifica, il “secchione” starà più attento a negare. E sarà costretto ad andare indietro con la mente, cercando di ricordare le sue – seppur poche – marachelle. State sicuri che una copiatura – alle elementari, alle medie, alle superiori o addirittura all’università – la troverà di certo.

A quel punto, costringetelo a raccontarvi anche perché era ricorso ai compagni o ai bigliettini. Non aveva studiato? Aveva troppa paura? Era convinto di non farcela? E soprattutto chiedetegli se è stato in qualche modo beccato. Perché, si sa, i secchioni sono di solito i più goffi a copiare.

Leggi anche: Cinque belle domande per Obbligo o verità

Insomma, anche in questo caso il racconto di una disavventura scolastica può diventare lo spunto iniziale di una conversazione più ampia. Che può anche aiutarvi ad entrare in confidenza. Confessare i propri piccoli reati, ma anche le paure legate a certi professori, aiuta molto ad avvicinarsi.

 

3. Cibo sporco

«Se ci soffio sopra nei primi secondi…»

Copiare o raccontare qualche bugia sono ancora colpe piuttosto piccole, in linea di massima. Colpe che a volte siamo capaci di raccontare anche di nostra iniziativa, senza esserne costretti da un gioco o da una domanda con “Hai mai…” all’inizio. Ora però, da qui in poi, le domande si faranno più interessanti.

Abbiamo deciso infatti di proporvi nei prossimi punti dei quesiti più imbarazzanti e di conseguenza anche più divertenti. Come al solito, però, si tratta di domande che raggiungeranno il loro scopo solo se ci sarà una collaborazione e una complicità da parte delle persone che avremo di fronte.

Hai mai raccolto del cibo da terra o dalla spazzatura per mangiartelo?

In questo caso, puntiamo sull’alimentazione. Siamo infatti tutti più o meno abituati a dedicarci, ogni tanto, al cibo spazzatura. Ma quanti di noi nella vita hanno letteralmente tolto il cibo dalla spazzatura?

La spazzaturaSe vi è mai capitato di veder cadere a terra il vostro alimento preferito, sapete di cosa stiamo parlando: di quel magone che ti prende e che ti porta a raccogliere il tutto e a infilartelo in bocca di nascosto. «Non ha visto nessuno – ci diciamo – e quindi posso ancora mangiarlo. Tanto se ci soffio sopra subito, i batteri scompaiono» [1].

Ebbene, fatevi raccontare un’esperienza di questo tipo: tutti ne hanno almeno una. E chiedete anche di quale alimento si trattava: in questo modo scoprirete anche il cibo preferito del vostro interlocutore, una cosa che potrà sempre tornarvi utile in futuro.

 

4. Chi rompe (non) paga

Le domande di questo nostro articolo hanno una finalità ben chiara, che abbiamo provato ad esplicitare fin dal titolo: quello di favorire il sorgere di un’amicizia. Sono infatti funzionali a rompere il ghiaccio, a trovare degli argomenti di discussione e ad aprirsi alle confidenze.

L’amicizia, però, non è sempre facile. Ed è fatta anche di segreti, di cose non dette. In ogni buon rapporto, perfino in quello matrimoniale, ci sono una miriade di cose nascoste, di bugie o di semplici omissioni. Non se ne può fare a meno.

Hai mai rotto qualcosa che apparteneva a un amico facendo poi finta di niente?

Un buon modo, a nostro avviso, di far partire una nuova conoscenza è quindi quello di confidarsi proprio le mancanze di questo tipo. E magari di farlo in maniera divertente, come proviamo a fare con questa nostra quarta domanda.

Cose che si rompono in casaIl tema, è evidente, è quello degli errori involontari, se vogliamo della sbadataggine. Vi sarà capitato infatti un’infinità di volte di essere ospitati a casa di amici, per studiare o per una festa. E magari anche di fare qualche verso, di urlare e saltare come degli invasati.

Danni e colpe

Purtroppo, queste esperienze a volte degenerano e si finisce per far danni. A volte li si fa in compagnia – o in complicità – del padrone di casa. Altre volte invece ci capita di rompere qualcosa mentre nessuno ci guarda.

Leggi anche: Cinque domande da fare a un amico per conoscerlo meglio

A quel punto sorge la solita e annosa questione: confessare il malanno e assumersene le responsabilità oppure nascondere il tutto e aspettare che i padroni di casa se ne accorgano quando non saranno più in grado di identificare il colpevole? Spesso propendiamo, purtroppo, per la seconda scelta. Questa domanda però ci aiuta ad ammettere i nostri peccati.

 

5. Il test di gravidanza

Per amici intimi

Concludiamo con la domanda più pericolosa e intima. Dopo aver chiesto se si è mentito, rubato, rotto cose altrui e mangiato alimenti sporchi, chiudiamo infatti entrando nell’ambito della sessualità delle persone.

Ovviamente, una domanda di questo tipo non può essere posta a chiunque. Bisogna che ci sia quantomeno un po’ di sintonia con l’interlocutore, che l’amicizia sia abbastanza solida, che l’altro non percepisca questa domanda come un’indebita intrusione.

Hai mai fatto (o fatto fare) un test di gravidanza?

Per questo il quesito sulla gravidanza che trovate qui sopra va bene per amici già abbastanza intimi, che vogliono in un certo senso giocare ma anche far fare un balzo in avanti al loro rapporto. Non la si può fare sul web, ovviamente, a meno che non si sia assolutamente certi che l’altro possa rispondere: «No, mai fatto».

Un test di gravidanzaOvviamente, poi, ha senso se si sospetta che il nostro interlocutore possa rispondere “sì”. Deve quindi trattarsi di una ragazza o un ragazzo che abbia avuto una storia seria, e magari qualche possibile “incidente di percorso”. E soprattutto devono essere amici veri, se volete che rispondano.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Forse non lo sapete, ma questo tema è stato affrontato anche da vari studi scientifici. In questo articolo se ne fa un veloce sunto.

 

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