In questo articolo parliamo di cinque donne pittrici, vissute in epoche differenti ma tutte accomunate da uno straordinario talento e dalla capacità di contribuire a mutare, in positivo, il volto dell’epoca in cui vivevano. Sono in queste righe presentate, secondo un ordine cronologico, la ritrattista Sofonisba Anguissola, prima pittrice, assieme alle sorelle, dell’era moderna. Maria Sibylla Merian, eccellente illustratrice botanica ed entomologa autodidatta, la prima a ricostruire la metamorfosi del bruco in farfalla. Margherita Volò Caffi, protagonista indiscussa della scena milanese della sua epoca grazie alle sue composizioni floreali. Berthe Morisot, facente parte del gruppo dei primi impressionisti e il cui salotto di casa era una sorta di centro vivo di promozione delle tendenze culturali. Infine Tina Blau, impressionista austriaca, straordinaria pittrice di paesaggi dal tocco aggraziato e molto naturale.


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Sofonisba Anguissola

La prima grande ritrattista donna

"Ritratto di Minerva Anguissola" ad opera della sorella Sofonisba, ma forse, in realtà, un autoritratto della stessa artistaSofonisba Anguissola nasce nel 1535 (o almeno questa è la data ritenuta più certa dagli storici dell’arte) a Cremona, città che in quegl’anni è, in Lombardia, seconda per importanza soltanto a Milano. Il padre è tra i protagonisti della vita cittadina dell’epoca, ricoprendo cariche pubbliche politiche e culturali. È anche un umanista: le porte della sua casa sono aperte a intellettuali e personaggi importanti. Sofonisba e le sue cinque sorelle minori crescono così in un ambiente familiare ricco di fermenti e stimoli e sono spinte dai genitori a coltivare le loro doti letterarie ed artistiche. La città di Cremona, inoltre, è ricca di botteghe ed è animata da eventi e manifestazioni, sollecitazioni che alimentano e rinvigoriscono l’immaginazione delle giovani ragazze.

Nel 1546 il padre decide di mandare le due figlie più grandi, Sofonisba ed Elena, a bottega dal pittore Bernardino Campi. Si tratta di una scelta estremamente moderna ed innovatrice: le due giovani non sono figlie d’arte e, tuttavia, vengono incoraggiate a seguire la via artistica. Quest’ultima, per Sofonisba, s’apre luminosa e lunga. Pittrice talentuosa e sensibile, di gusto e tratto sicuri, diventa una ritrattista di straordinaria fama, che valica i confini italiani (soggiornerà a lungo in Spagna). Muore novantenne attorno al 1625 nella città di Palermo.

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Maria Sibylla Merian

La pittrice che rappresentò gli insetti

Una tavola della "Metamorfosi degli insetti del Suriname" di Maria Sibylla MerianNata a Francoforte nel 1647, Maria Sibylla Merian è figlia dell’incisore ed editore Matthäus Merian. Anziano alla nascita della piccola, questi muore tre anni dopo, nel 1650. La madre si risposa presto con Jacob Marrel, grazie al quale Maria Sibylla può prendere lezioni di pittura e approfondire il suo interesse per lo studio e la raffigurazione degli insetti. Tra gli allievi del patrigno c’è anche Johann Graff, un pittore che ama ritrarre soggetti floreali, di cui s’innamora. Lo sposa nel 1665. Negli anni successivi inizia la sua collaborazione con Abraham Mignon (1640-1679), artista specializzato nella rappresentazione di fiori, frutta, nature morte.

Apprezzata per la sua maestria nel dipingere fiori su stoffa, tra il 1675 e il 1679 pubblica in tre parti il suo Il libro dei fiori, un’opera composta di tavole che illustrano fiori e piante e uniscono il suo amore per la natura e la conoscenza botanica alla cura del dettaglio e all’eleganza del tratto. Di particolare pregio i suoi dipinti di bulbose. Tra il 1679 e il 1683 dà alle stampe anche La meravigliosa metamorfosi dei bruchi, dopo vent’anni di attività preparatoria fatta di osservazione e riflessione. Il libro raccoglie incisioni acquerellate di bruchi e delle piante di cui si nutrono, ricostruzioni della loro trasformazione in crisalidi prima e farfalle poi di oltre cento specie. Le figure sono accompagnate da testi descrittivi ed esplicativi precisi e particolareggiati.


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L’artista continua la sua attività di naturalista e di rappresentazione in varie forme del mondo degli insetti e vegetale sino alla morte, avvenuta nel 1717. Maria Sibylla Merian è ancor oggi ricordata per essere stata una pittrice raffinata e un’entomologa autodidatta di valore. Aggiungiamo una curiosità: volle pubblicare i suoi scritti non in latino, lingua usata dai dotti, ma in tedesco, in modo che quante più persone possibili fossero capaci di avvicinarsi alle scienze della natura.

 

Margherita Volò Caffi

La specialista delle nature morte

"Natura morta con vaso di fiori", bel quadro di Margherita CaffiNon vi sono notizie così precise sulla vita di Margherita Volò Caffi da poterne ricostruire con esattezza tutta la biografia. Nasce nel 1651 circa. È figlia di Vincenzo Volò, naturalizzato milanese, detto “Vincenzino dei fiori” per la straordinaria capacità di dipingere composizioni botaniche. È allieva del padre, fondatore di una bottega familiare che influenza col proprio stile il gusto dei collezionisti milanesi di nature morte fino almeno ai primi due decenni del Settecento. Sposa in giovane età il cremonese Ludovico Caffi, specializzato nel dipingere fiori e tappeti, presso il quale Margherita con buona probabilità completa la sua formazione di artista.

Diventa una pittrice apprezzata e molto ricercata: numerosi sono i suoi committenti e sempre di prestigio. Il genere su cui si concentra è la natura morta, che dipinge su stoffa, tela e pergamena. Il suo gusto spiccato e lo studio delle nuove tendenze pittoriche le consentono di rinnovare il repertorio figurativo barocco lombardo. Ama disporre i fiori accostandoli in modo vivace e fantasioso. Predilige combinare tinte delicate come il rosa, il bianco e il giallo con quelle più vivaci come il rosso. Pittrice esperta, usa pennellate dense e sicure e inserisce colpi di luce con misura, che contribuiscono insieme al fondo scuro a far risaltare magnificamente i soggetti floreali da lei disegnati. Muore presumibilmente attorno al 1710.

 

Berthe Morisot

La signora dell’Impressionismo

"Giorno d'estate" di Berthe Morisot, uno dei capolavori di tutti i tempi nel campo della pittura femminileBerthe Morisot nasce a Bourges nel 1841. Assieme alle sorelle segue dei corsi di disegno. I genitori, riconosciute le sue capacità, la spingono a proseguire e approfondire l’istruzione artistica. Non potendo frequentare l’Accademia di Belle Arti perché donna, studia privatamente. Tra i suoi maestri si annovera anche Jean-Baptiste-Camille Corot, il cui stile di pittura, per la parte sperimentale e innovatrice, influenzò in modo decisivo gli impressionisti. Con lui Berthe impara a dipingere all’aperto. Nel 1874 aderisce al gruppo degli impressionisti francesi, partecipando come unica donna alla prima esposizione collettiva che essi allestiscono per il grande pubblico, in alternativa alle mostre ufficiali, dalle quali venivano regolarmente rifiutati. Nello stesso anno sposa Eugène Manet, fratello di Édouard, per il quale aveva posato come modella.

Nonostante le difficoltà, Berthe si afferma come una personalità di spicco dell’impressionismo. Casa sua diventa un luogo di ritrovo per artisti, non solo pittori, ma anche letterati e musicisti. Capace di tocchi leggeri e poetici, i suoi dipinti sono sempre molto luminosi. Ama usare colori chiari, come il bianco perlescente. I suoi soggetti preferiti sono scene di quotidianità e intimità domestica, con protagoniste donne e bambini. Il suo quadro più famoso è La culla, dipinto nel 1872.


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L’artista rappresenta la sorella Edma mentre guarda la figlia che dorme serena nella culla riparata da una tenda leggera. La mamma ha anche un braccio appoggiato al bordo del lettino per reggere con la mano il velo, accentuando il senso di cura e protezione trasmesso dal dipinto. L’ultima fase della carriera artistica di Berthe risente notevolmente dell’influenza di Renoir; il suo pennello si scioglie e il segno si fa più libero. Muore nel 1895 per le complicazioni di una polmonite. Lascia alcuni quaderni manoscritti preziosi per conoscere da vicino l’impressionismo.

 

Tina Blau

La paesaggista austriaca

"Canale in Olanda", una delle ultime opere di Tina Blau, datata 1916L’artista impressionista Regina Leopoldine Blau, conosciuta come Tina Blau, nasce nel 1845 a Vienna. Suo padre, un chirurgo che avrebbe voluto diventare artista, compreso il suo talento la incoraggia negli studi. Numerosi sono i suoi viaggi per rendere la sua formazione più completa e matura: in Olanda, in particolare, l’ampio paesaggio e la luce che lo investe sono ideali per studiare come tradurre il momento della percezione, di ciò che il suo occhio vede, nell’immagine dipinta.

Inizia la sua carriera di pittrice all’età di ventidue anni e nel 1873 presenta uno dei suoi quadri all’Esposizione universale di Vienna. Tra il 1875 e il 1876 divide uno studio con Emil Jakob Schindler, ma rompono il sodalizio per divergenze personali. Nel 1883 sposa l’artista Heinrich Lang e si trasferiscono a Monaco, dove insegna pittura di paesaggio e di natura morta. Nel 1891 rimane vedova e, dopo aver viaggiato tra Olanda e Italia, ritorna a Vienna nel 1893. La sua carriera di pittrice e insegnante prosegue brillantemente per molti anni ancora. Muore nel 1916 per arresto cardiaco.

Tina fa parte della corrente dell’impressionismo atmosferico austriaco: ama dipingere paesaggi e la luce che li pervade e assegna al colore un’importanza fondamentale nella resa di quest’ultima. Esso viene infatti steso secondo una sapiente gradazione di toni per rendere l’atmosfera desiderata. La pittura che ne risulta è sempre ariosa e molto naturale.

 

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