Come bloccare siti porno: i metodi su computer (e cellulare Android o iPhone)

I più efficaci sistemi per bloccare i siti porno

Uno dei problemi che affliggono invariabilmente tutti i genitori degli adolescenti – siano essi maschi o femmine – è costituito dai rischi che i ragazzi possono correre sul web; rischi simili e allo stesso tempo diversi: per quanto riguarda le femmine, ci si preoccupa che possano venire adescate da qualche malintenzionato, mentre per i maschi il timore è che possano passare la gran parte del loro tempo sui siti pornografici.

Non è raro che questi genitori, preoccupati, chiedano aiuto ad amici e parenti per individuare le modalità per proteggere i loro figli.

Nel caso delle ragazze, probabilmente la miglior difesa è l’educazione: renderle consapevoli dei rischi, contare sulla loro maturità e aiutarle nei problemi sociali giorno per giorno. Ma come comportarsi nel caso dei maschi?

Il parental control

Io personalmente ritengo che dipenda molto dall’età dei soggetti coinvolti. Se stiamo parlando di ragazzi delle superiori, infatti, credo sia inutile cercare di ostacolare la loro curiosità con divieti o blocchi di vario tipo.

Sono abbastanza grandi per trovare il modo di aggirarli, e magari le nostre imposizioni non farebbero altro che alimentare il loro desiderio, ottenendo il contrario dell’effetto voluto.

Se invece ci riferiamo a ragazzi e bambini più piccoli, è chiaro che in quei casi i genitori devono se possibile accompagnare i bambini nella navigazione e, ove non si potesse, applicare una sorta di parental control, un meccanismo che eviti ai minori di finire anche per sbaglio su siti inadatti alla loro età.

Come si impostano, però, questi controlli? Quali sono quelli più efficaci? Queste domande mi sono state rivolte spesso, nel corso degli anni, e ho maturato qualche piccola conoscenza nel settore. Ecco quindi i più validi sistemi per bloccare i siti porno, spiegati passo passo.

 

1. Chiedere aiuto ai motori di ricerca

A volte non serve nemmeno andare in cerca dei siti pornografici, perché sono in un certo senso loro a capitarci sottomano. Ricordo che qualche anno fa, cercando immagini di proletari su Google per una presentazione di storia, mi trovai inondato di sederi e donnine seminude, e non ho mai capito per quale motivo.

E, anche se è passato qualche anno e gli algoritmi dei motori di ricerca si sono raffinati, non è affatto impossibile che un’innocente ricerca ci catapulti dove non volevamo finire.

Le impostazioni di ricerca di Google
Per fortuna, sono gli stessi motori di ricerca che spesso ci vengono incontro, ben consapevoli dei rischi del mestiere. Partiamo da Google. Nella home page italiana, in basso a destra, si può cliccare su Impostazioni; nella pagina che si apre, la prima riga recita Filtri SafeSearch.

Spuntando la relativa casella il motore di ricerca filtrerà automaticamente i risultati che ritiene “espliciti”, togliendoci quasi sempre d’imbarazzo. Ricordatevi di cliccare su Salva a fondo pagina ed il gioco è fatto.

Non solo Google: come impostare i filtri su Bing e Libero

Sistemi simili sono presenti, comunque, anche su altri motori. Su Bing.it, ad esempio, bisogna cliccare sull’icona dell’ingranaggio in alto a destra e poi, nella pagina che si apre, selezionare Strict per impedire non solo che vengano visualizzate immagini sessualmente esplicite, ma anche che non compaiano i link testuali che portano a pagine di questo tipo; anche qui ricordatevi di cliccare su Save a fondo pagina.

Infine, su Libero.it dovete prima di tutto effettuare una ricerca (basta anche un banalissimo prova).

Nella pagina dei risultati, di fianco al campo di ricerca, troverete la scritta Protezione familiare; lì basterà cliccare su Modifica per poter impostare su ON il valore relativo ed ottenere risultati protetti dalle ricerche.

 

2. Chiedere aiuto al proprio sistema operativo

Non solo i motori di ricerca principali hanno integrato da tempo dei filtri per i genitori, ma anche gli stessi sistemi operativi offrono funzionalità molto simili. Vediamo insieme come impostarle e che vantaggi possono dare.

Partiamo da Windows. Nella versione 8 bisogna prima di tutto aver creato un account per il proprio bambino, operazione che si può fare cliccando su Impostazioni > Modifica Impostazioni PC > Account > Altri Account > Aggiungi un Account > Aggiungi un Account Bambino.

I controlli censura sul Mac

A quel punto si crea l’account, eventualmente anche senza bisogno di un indirizzo e-mail se si intende usare le impostazioni su un unico computer. Dopodiché si torna su Altri Account, si seleziona il profilo del bambino e si clicca su Modifica.

A questo punto nell’elenco Tipi Account si seleziona Bambino e poi, sempre da Altri Account, si possono Gestire Impostazioni di Family Safety Online, selezionando che filtro web si vuole impostare, se si vuole imporre delle restrizioni di orario, delle restrizioni per i giochi o per le applicazioni.

Da Windows a Os X

Su Mac il sistema è simile, anche se ovviamente la procedura prevede dei comandi diversi. In Impostazioni cliccate su Controlli censura.

A questo punto si può aggiungere, sulla sinistra, un profilo utente dedicato al proprio figlio, a cui si può associare un Finder semplificato, l’apertura solo di specifiche applicazioni, l’accesso solo a siti che non contengono contenuti espliciti.

Si può però anche controllare a chi l’utente può spedire mail o con chi può chattare, per quanto tempo può usare il computer, se può usare o meno la fotocamera integrata e addirittura se può leggere le parole volgari sul dizionario di sistema.

 

3. Utilizzare OpenDNS

Dopo questi sistemi piuttosto elementari ma molto efficaci, passiamo a soluzioni più adatte agli “smanettoni” (anche se in realtà comunque semplici) con OpenDNS, che soprattutto offre un sistema che può essere implementato anche al di fuori dell’ambito privato, ad esempio nelle scuole o all’interno di reti aziendali.

Per chi non lo sapesse, i DNS sono dei server a cui il nostro computer si rivolge quando vuole “risolvere” un indirizzo web. Ovvero, quando noi scriviamo un certo indirizzo all’interno del browser questo viene convertito dai server DNS nell’indirizzo IP corrispondente, che ci permette di collegarci al sito in questione.

La schermata di OpenDNS attraverso cui scegliere la propria protezione
In genere i server DNS ci vengono forniti direttamente dal provider che ci dà anche la connessione internet, ma si può facilmente cambiarli ad esempio per affidarsi ai server di Google o di qualche altro operatore che ci sembra più affidabile.

A questo punto entra in gioco OpenDNS. Quest’ultima è infatti un’organizzazione americana che da anni offre dei server DNS svincolati dai governi e dalle organizzazioni militari, quindi particolarmente graditi alla comunità web.

Uno strumento utile anche per le scuole

Appena si entra nel loro sito e si dichiara di essere degli utenti privati, si accede alla pagina in cui si possono attivare i Parental Controls.

I servizi gratuiti a disposizione sono due: il Family Shield, che offre un sistema già preconfigurato per bloccare i siti per adulti (usato tra l’altro da circa una scuola su tre negli Stati Uniti), e l’OpenDNS Home, che offre invece un servizio più flessibile e personalizzabile.

Per proteggere tutti i dispositivi della casa

Il vantaggio è che impostando i DNS dati da OpenDNS direttamente sul proprio router (tramite il suo apposito pannello di controllo), tutti i dispositivi connessi in casa avranno la stessa protezione.

Così il filtraggio dei siti per adulti funzionerà sul PC, sul Mac, ma anche sullo smartphone connesso alla rete wifi di casa, sull’iPad, sulla console fissa e portatile e su qualsiasi altro dispositivo che si connetta al web.

 

4. Usare un software commerciale

Le soluzioni per controllare e rendere più sicuro ciò che passa sugli schermi dei nostri computer però sono molte, e non tutte necessitano di un vostro intervento approfondito nelle impostazioni delle varie applicazioni o del vostro router.

Esistono, infatti, numerosi software commerciali che permettono una gestione più o meno precisa della protezione in maniera semplice e intuitiva, anche se ovviamente in cambio di un certo quantitativo di denaro.

Una schermata di K9 WebProtection
Tra le applicazioni più note in ambiente Windows si segnalano ZoneAlarm Internet Security Suite – che offre in realtà una gamma vastissima di opzioni di protezione, che coinvolgono anche virus e phishing –, K9 Web Protection, che ha un sistema di filtraggio più tradizionale, Qustodio, Norton Online Family, Net Nanny, Covenant Eyes e molti altri ancora. I prezzi sono in genere piuttosto abbordabili.

Per Mac (e, spesso, smartphone) i titoli sono più o meno gli stessi, solo con qualche eccezione. Tra tutti forse sembra emergere il già citato K9 Web Protection, che pare essere il più duttile e configurabile per diverse esigenze che vanno anche oltre il parental control.

 

5. Modificare il file hosts

Ultima soluzione per PC, adatta a chi vuole andare a mettere le mani nelle impostazioni di sistema e divertirsi a “smanettare” un po’, è quella di modificare il file hosts.

Di cosa si tratta? In pratica, è un file presente in ogni computer che viene interrogato prima di rivolgersi a quei famosi server DNS di cui parlavamo prima.

Quando digitiamo un indirizzo sulla barra del nostro browser, il sistema operativo prima di tutto verifica che quell’indirizzo non sia presente nel file hosts, quindi si connette al server DNS per risolvere il dominio e trasformarlo in un indirizzo IP, che punterà verso il server in cui si trova effettivamente il sito che vogliamo visitare.

Come e perché modificare questo file

Perciò, modificando il file hosts noi possiamo di fatto impedire l’accesso a determinati siti web: se ad esempio non vogliamo che nostro figli apra il sito taldeitali.com, basterà modificare questo determinato file e scrivere 127.0.0.1 www.taldeitali.com.

Questo farà sì che la richiesta di aprire il sito non dia alcun risultato. Se si sanno esattamente quali domini si vogliono bloccare, questo è un metodo che non è aggirabile ed è estremamente efficace.

Il file hosts in Windows con alcuni siti bloccati

Il difetto, però, è che bisogna elencare gli indirizzi uno a uno, e quindi c’è sempre la possibilità piuttosto alta che non si conoscano tutti i siti che si vorrebbe escludere.

In ogni caso il file hosts in Windows si trova nella cartella C:\WINDOWS\system32\drivers\etc\, in Os X in /etc/ (o /private/etc/), mentre nei sistemi Unix è in /etc/.

 

E per il cellulare? Altri 3 metodi per bloccare siti porno, oltre ai 5 già segnalati

C’è da dire, però, che il problema non sono solo i siti che si possono esplorare dal computer. La diffusione ormai capillare degli smartphone, spesso a giovane età, non rende affatto difficile aggirare il divieto dei genitori con uno strumento che sembra, tra l’altro, molto più difficile da controllare. Eppure anche in questo caso ci sono degli strumenti: scopriamoli.

 

Come bloccare i siti porno su Android

Partiamo da Android, il sistema operativo presente su tutti gli smartphone ad esclusione di quelli Apple. In primo luogo, anche qui si può lavorare sul file hosts sfruttando un qualsiasi editor apposito presente sul Play Store. Si tratta però, come per i computer, di un’operazione non adatta a chi è alle prime armi.

Il Norton Family Parental ControlPer chi vuole qualcosa di meno complicato, è bene dunque rivolgersi altrove. Ad esempio ad alcune app pensate apposta per fare da filtro, per installare cioè sul cellulare una sorta di Parental Control. Tra tutte, forse la più popolare e affidabile è Norton Family Parental Control1, sviluppata da una delle più importanti software house per la sicurezza.

Quest’app permette, una volta installata ed impostata a dovere, di impedire la navigazione in certi siti, che possono essere segnalati manualmente uno ad uno oppure bloccati tramite alcune categorie preimpostate. Così, una volta che vostro figlio cercherà di entrare in uno di quei siti troverà uno stop.

Ci sono da fare, però, due veloci precisazioni. La prima è che il blocco, in realtà, può essere aggirato, se si è abbastanza arguti. Il filtro infatti funziona sostanzialmente solo su Google Chrome, il browser preinstallato su Android. Se vostro figlio ne installerà un altro alternativo, riuscirà ad aggirare le limitazioni.

La seconda nota riguarda il costo. L’app si scarica gratuitamente e può essere utilizzata, sempre gratuitamente, per alcune delle sue funzioni, tra cui il blocco dei siti. Se però state cercando una protezione più completa, le opzioni aggiuntive in questo caso hanno un costo non bassissimo: si parla di un abbonamento da quasi 60 euro all’anno.

Come bloccare i siti porno su iPhone

E se invece non avete in casa un cellulare (o un tablet) Android e al suo posto usate terminali della Apple? Come gestirsi con iPhone e iPad? Non dovete disperare: in realtà coi prodotti di Cupertino risolvere questi problemi è perfino più facile che non con il sistema operativo di Google.

La schermata dell'iPhone per il blocco dei sitiIn questo caso non c’è bisogno, infatti, di installare app aggiuntive, perché iOS offre già integrati gli strumenti di cui avete bisogno. Basta, prima di tutto, aprire le Impostazioni e poi cliccare su Tempo di utilizzo.

A questo punto fate tap su Utilizza codice “Tempo di utilizzo”, che permette di impostare un PIN che ovviamente solo voi dovete conoscere, per evitare che i vostri figli disattivino i blocchi. Dopodiché si passa alla schermata Contenuti e privacy, e lì si mette su “on” la levetta appunto di “Contenuti e privacy”.

Le operazioni da fare non sono ancora finite, ma manca poco. A questo punto, infatti, basta andare su Restrizione dei contenuti > Contenuti Web e selezionare l’opzione Limita i siti Web per adulti. Inoltre, sempre in quelle schermate, è possibile aggiungere eccezioni alla regola o altri siti aggiuntivi.

Se si dispone, invece, di una vecchia versione di iOS, il percorso per attivare queste restrizioni è lievemente diverso. Bisogna andare in Impostazioni > Generali > Restrizioni > Abilita restrizioni. Poi bisogna scovare la voce Siti Web e fare la spunta su Limita i contenuti per adulti.

 

Come bloccare i siti porno tramite il router

Infine, c’è un’ulteriore possibilità da prendere in considerazione. Quando sono in casa, i vostri ragazzi navigano dal loro cellulare agganciandosi alla rete wifi. Pertanto, se non avete accesso ai loro dispositivi e non potete installarci app o modificarne le impostazioni, si può intervenire direttamente sulla rete.

Qui la faccenda si fa un po’ più complicata, perché esistono router di moltissime marche diverse, e il loro pannello di controllo presenta sempre delle lievi differenze. Una procedura generale, comunque, può essere individuata.

Come impostare il router per bloccare i siti porno
Prima di tutto bisogna entrare nel pannello di controllo del router. Una volta connessi alla rete di casa, bisogna quindi digitare sul proprio browser l’indirizzo 192.168.1.1 o 192.168.0.1 (dipende dal tipo di router) e poi inserire nome utente e password (se non li avete mai cambiati, di solito sono “admin” e “password” o “admin”).

Cercare la voce giusta

Una volta dentro al pannello, bisogna quindi cercare una voce che indichi appunto il controllo parentale. Di solito la si può individuare sotto la voce “Sicurezza” o qualcosa del genere. Lì bisognerà quindi attivare il controllo e si potrà, di solito, inserire anche manualmente alcuni siti che riteniamo vadano bloccati.

In questo modo, qualunque dispositivo si allaccerà alla rete di casa si troverà impossibilitato ad entrare in siti per adulti, rendendo vano ogni tentativo. Anche installare browser differenti o mettere mano alle impostazioni dei vari smartphone non darà alcun risultato.

Attenzione, però, a una cosa: ovviamente il blocco dei siti varrà per i vostri ragazzi ma anche per voi. Anche i computer di casa, infatti, si troveranno interdetto l’accesso a quegli indirizzi. Per toglierlo, bisognerà quindi ritornare dentro al panello di controllo del router e disattivare le opzioni apposite.

 

Note e approfondimenti

 

Segnala altri modi per bloccare i siti porno nei commenti.

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