Quando pensiamo all’Australia non ci vengono certo in mente le automobili. Pensiamo ai canguri, al limite alle spiagge e al deserto. Eppure nel gigantesco stato-continente sono state create alcune delle auto più caratteristiche degli ultimi decenni.

La produzione, in Australia, si è sviluppata negli ultimi 70 anni, a volte con imprese straniere che hanno creato dei modelli appositi per la terra dei marsupiali, a volte con industrie locali. Oggi le cose vanno meno bene di un tempo, perché importare le auto è diventato più economico che produrle in loco, ma il passato offre varie soluzioni interessanti. Ecco quindi le cinque più memorabili auto australiane di tutti i tempi (almeno secondo noi).

 

Ford XY Falcon GTHO Phase III

La più veloce auto sulle strade australiane degli anni ’70

Guida alle migliori auto australiane, a partire dalla Ford XY FalconTra quelle industrie automobilistiche che in Australia posero una loro base importante bisogna sicuramente citare la Ford. Una casa che produsse, anzi, quella che è forse la più iconica delle auto prodotte nell’emisfero australe, la Ford XY Falcon GTHO Phase III che vedete anche qui di fianco. Tipico esempio di muscle car, la vettura uscì nel 1971, come quarto modello della serie GT, venendo in parte esportata anche verso il Sud Africa, ma non affacciandosi mai a nord dell’equatore.

Era una macchina molto veloce, la più veloce disponibile per il mercato australiano, capace di raggiungere i 228 chilometri all’ora e i 7.500 rpm in quarta, in assenza di limitatore. Anche la ripresa era, per l’epoca, pazzesca, capace di passare da 0 a 60 miglia orarie (qualcosa di vicino al nostro 0-100 km all’ora) in 8,4 secondi.


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750.000 dollari australiani per recuperarne una

Purtroppo una diffusa paura sociale nei confronti di auto di questa caratura sconsigliò alla Ford di dare un seguito a questo modello. Una scelta che però ha reso ancora più epica e mitica la GTHO Phase III, tanto è vero che nel mercato dei collezionisti i modelli del 1971 vengono valutati anche fino a 750mila dollari australiani.

 

Holden VL Commodore

Un misto di tecnologia australiana e giapponese

La Holden VL CommodoreIn Australia, però, non hanno fatto affari solo le aziende straniere. Qualche industria automobilistica locale nacque anche qui. La più importante, soprattutto nell’immediato dopoguerra, fu la Holden di Melbourne. Una società che in verità già dagli anni ’30 rientra all’interno del gruppo americano di General Motors, ma che produce esclusivamente per il mercato dell’Oceania, a volte anche con modelli originali rispetto alla casa madre.

Una delle auto Holden più famose e amate è infatti la Commodore. Lanciata nel 1978 a partire dall’omonimo modello della Opel, fu innovata e modificata in Australia, dando vita a diverse serie. Il successo fu ottimo, tanto è vero che alcune di queste auto furono esportate anche nell’emisfero boreale, sotto i marchi Vauxhall e Pontiac.

Fino a 210 miglia orarie, e anche di più

In particolare, la più amata in Australia è la Holden VL Commodore, prodotta dal 1986 al 1988. Equipaggiata con un potente motore derivato da Nissan, mescolava tecnologia giapponese e australiana che permettevano di raggiungere facilmente le 210 miglia all’ora. E con qualche modifica si poteva arrivare anche più su. Anche per questo fu scelta dalla polizia australiana, che ne fece il modello preferito per le sue volanti.

 

Bolwell Nagari

La supercar leggerissima

La Bolwell Nagari, una delle più belle auto australiane di sempreSe la Holden e la Ford che abbiamo presentato finora stupivano per le ottime prestazioni a prezzi relativamente popolari, la Bolwell Nagari invece puntava tutto sulla rarità. Il modello, infatti, entrò in produzione nel 1970 e venne venduto fino al 1974, ma in quei quattro anni ne furono piazzati in tutto appena 118 esemplari.

D’altronde, l’idea di Graeme Bolwell era quella di realizzare fin dall’inizio una supercar destinata a pochi, e quindi che potesse permettersi di alzare i costi. Per questo fece visita alle industrie della Lotus, in Gran Bretagna, desideroso di apprenderne i segreti e di trovare qualche spunto. Lì comprese che la chiave per un’auto più veloce stava anche nella leggerezza della struttura, e diede incarico ai suoi ingegneri di creare una vettura decisamente poco pesante.


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Un’auto “fluente”

La Nagari – parola che in lingua aborigena significa “fluente” – era infatti leggerissima. Pesava appena 920 kg, ma grazie a un motore Ford V8 poteva disporre di una potenza di più di 330 cavalli. Insomma, era un’auto veloce e potente, così tanto che di recente una rinata Bolwell (l’industria originale ha chiuso i battenti a fine anni ’70) ha deciso di produrne una nuova serie, cercando di sfruttarne il marchio.

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HSV GTS Maloo

Rombo di tuono

La potente HSV GTS Maloo, dal caratteristico romboAbbiamo già parlato della Holden, la più importante casa automobilistica australiana. Negli anni, la società si è imbarcata in alcuni progetti anche interessanti e innovativi, legati soprattutto alla velocità. Le strade australiane, infatti, non hanno i problemi di traffico e di congestione europei, e permettono di premere abbastanza sull’acceleratore.

Proprio con l’obiettivo di costruire automobili particolarmente veloci nel 1987 la Holden ha costituito una nuova divisione interna, la Holden Special Vehicles, ovvero HSV. La cui creazione più interessante è la recente GTS Maloo, lanciata nel 2014. Il termine “maloo”, in aborigeno, significa “tuono”, e fu scelto perché il rombo del tubo di scappamento assomiglia proprio a un tuono.

In 260 esemplari

Di quest’auto sono state create solo 250 unità, a cui se ne devono aggiungere 10 prodotte in esclusiva per la Nuova Zelanda. I dati comunque sono impressionanti, soprattutto per quanto riguarda la ripresa, visto che può arrivare alle 60 miglia orarie in 4,4 secondi. Il tutto grazie a un motore ricavato da quello della Chevrolet Camaro ZL 1.

 

Mitsubishi Ralliart Magna

La stilosa auto ispirata al rally

La Mitsubishi Ralliart Magna, prodotta in pochi esemplariAbbiamo aperto con una casa automobilistica internazionale che aveva aperto la sua divisione australiana, la Ford, e concludiamo con una compagnia che ha fatto lo stesso, anche se originaria del Giappone. Stiamo parlando di Mitsubishi, che dal 1980 ha una sua sussidiaria in Australia, con sede nei sobborghi di Adelaide. E, soprattutto, del suo modello più interessante, la Mitsubishi Ralliart Magna.

Fortemente influenzata dallo stile della Lancer Evolution VI prodotta dalla casa madre, la Ralliart Magna ha un design aggressivo dato anche dallo spoiler posteriore e dal bumper frontale. Ma anche le sospensioni e lo sterzo furono pensati apposta per un’auto che doveva non solo dare l’impressione dell’auto da rally, ma anche la sua guidabilità.


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Le limitazioni legate al budget

Qualcuno lamentò difetti di progettazione legati allo sterzo, visto che tutta la potenza del motore veniva irrorata esclusivamente verso le due ruote anteriori. In ogni caso non ci fu tempo per accorgersene, visto che la produzione durò poco dato che erano fin da principio stati programmati appena 500 esemplari. Inoltre, alcuni problemi di budget imposero delle limitazioni al progetto originale, facendo sì che la macchina fosse depotenziata rispetto alle aspettative. Nonostante tutto questo, però, la Ralliart Magna rimane una delle auto più intriganti della storia australiana.

 

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