Cinque eroine femministe dell’opera lirica

La Carmen di Bizet è una delle più celebri eroine dell'opera lirica

L’opera, nel suo complesso, non è un genere particolarmente femminista. Questa considerazione è al tempo stesso giusta e completamente sbagliata. È giusta perché oggettivamente nella maggior parte delle opere classiche sono quasi sempre gli uomini a condurre l’azione – il discorso sulle opere moderne è più complesso e lo affronterò in un altro momento. Forse. È sbagliata perché accusare le opere classiche di scarso femminismo è come accusare l’Iliade di scarsa coscienza sociale sul tema della schiavitù.

Contestualizzare l’opera

La civiltà si evolve e l’arte non può che rispecchiare il momento storico nel quale viene concepita, eppure il suo valore per noi resta assoluto. È sempre sbagliato cercare di misurare secondo i nostri criteri morali opere artistiche e intellettuali che sono state create quando questi criteri non esistevano. Tuttavia è interessante rilevare come a volte l’arte preceda la storia, rilevando o creando esempi eccezionali, che trascendono le convenzioni dell’epoca e stimolano l’immaginazione.

Nel mondo di Omero la schiavitù non era un fenomeno da mettere in discussione, nel mondo di Shakespeare non esisteva l’idea che il razzismo fosse sbagliato, nel mondo di Mozart non esisteva il femminismo e anche la democrazia non era un’idea popolare. Eppure l’arte di questi e molti altri padri del pensiero umano ci ha permesso di evolverci al punto da riconoscere l’importanza della libertà e dell’uguaglianza.


Leggi anche: Cinque opere liriche per chi non ha mai ascoltato l’opera

Per questo motivo ho pensato di celebrare cinque eroine dell’opera che non si lasciano incasellare nel ruolo di donzelle in attesa di un eroe che dia senso alle loro vite. Nessuno di questi personaggi è stato scritto in una “prospettiva femminista” (anche perché gli autori sono tutti uomini) e nessuno è stato pensato per essere rivoluzionario: non bisogna commettere l’errore di pensare che gli autori dei libretti avessero intenzione di criticare il ruolo della donna nella società.

Per ragioni letterarie, tuttavia, queste cinque donne sono state arricchite di caratteristiche insolite e sono diventate eccezioni, per lo più non intenzionali, rispetto agli stereotipi dell’epoca. E dopo tutto, forse, è anche dalle eccezioni che partono i cambiamenti.

 

Carmen

da Carmen di Georges Bizet, libretto di Henri Meilhac e Ludovic Halévy

Carmen, la gitana, è l’archetipo della donna indipendente, pericolosa e indomabile che esercitava un fascino irresistibile in certi ambiti del romanticismo francese. Nel XIX secolo tanto la musica quanto la letteratura cominciavano a uscire dai palazzi reali per esplorare i bassifondi. La Carmen è stata collocata a cavallo fra la tradizione dell’opera comica francese e il verismo e, inizialmente, non fu un successo. Oggi Carmen è forse il ruolo per mezzo soprano più popolare mai scritto e contiene quella che è probabilmente l’aria più famosa dell’intera storia dell’opera, la celebre L’amour est un oiseau rebelle, meglio nota come Habanera (adattata da un originale di Sebastián Yradier).

Carmen, naturalmente, incarna soprattutto uno stereotipo: quello della forza dell’amore passionale, che non segue le regole della morale né quelle della ragione. Il suo status di zingara la pone al di fuori delle costrizioni della società e le permette di perseguire aggressivamente i propri scopi con tutte le armi a sua disposizione, che si tratti di un coltello o della sua sfacciata e provocante sensualità.


Carmen
EUR 13,08 EUR 15,99
Generalmente spedito in 4-5 giorni lavorativi
Carmen
EUR 10,99 EUR 15,99
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Carmen
EUR 7,19 EUR 9,99
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi

Quando l’amore è una minaccia

Carmen ce lo comunica fin dalla sua prima celebre aria: il suo amore non è una promessa, ma una minaccia («Si je t’aime, prends garde à toi!», ovvero «Se io ti amo, attento a te!»). La seduzione può essere un gioco, un passatempo, ma anche un modo per spingere gli uomini all’obbedienza: basta la mera promessa della passione a spingere il soldato José, che dovrebbe arrestarla per aver aggredito un’altra donna a coltellate, a lasciarla scappare. José viene punito con il carcere per la sua trasgressione. Anche una volta uscito di prigione, José non sarà mai più un uomo libero: è ormai schiavo della passione per Carmen, la quale però è già passata oltre e si accompagna al torero Escamillo.

Gli ingredienti per una fine sanguinosa ci sono tutti e, ovviamente, a morire sarà proprio Carmen, per mano dell’amante che ha respinto e portato alla follia. Nonostante il finale ci suggerisca un approccio morale classico, per cui la donna che esce dal ruolo a lei assegnato paga a caro prezzo le proprie scelte, questo punto di vista è assente nella caratterizzazione musicale. Carmen non è solo una tentatrice, ma soprattutto una donna battagliera che mette al primo posto la propria libertà e la difende senza paura. Il suo amore non è innocente, ma non c’è traccia di decadenza compiaciuta o di corruzione morale nel suo personaggio. In questo caso l’opposto dell’innocenza non è il peccato, ma la consapevolezza.

 

Fidelio

da Fidelio di Ludwig van Beethoven, libretto di Joseph Sonnleithner

La protagonista di quest’opera è uno dei ruoli femminili più belli e complessi della storia dell’opera. In questa vicenda Leonore non è semplicemente l’eroina: è l’eroe. Beethoven, nella sua unica opera, ha divinamente messo in musica una storia che ribalta completamente lo schema classico.

Il protagonista maschile, Florestan, passa l’intera opera imprigionato in una segreta dal nobile e corrotto Pizarro, mentre sua moglie Leonore assume l’identità maschile di Fidelio e trova lavoro come assistente del guardiano della prigione. Sotto mentite spoglie, trama per liberare il suo sposo. Il fatto che i ruoli tradizionali siano stravolti rende particolarmente stridente il contrasto con il sottotitolo dell’opera, Il trionfo dell’amore coniugale.


Fidelio
EUR 21,99 EUR 24,95
Generalmente spedito in 4-5 giorni lavorativi
Fidelio
EUR 14,58 EUR 20,99
Generalmente spedito in 3-4 giorni lavorativi
Fidelio - Invito all'Opera
EUR 14,90
Generalmente spedito in 24 ore

Leonora-Fidelio non solo guida l’intera azione dell’opera, ribellandosi alla prepotenza di Pizarro che tutti gli altri personaggi subiscono senza reagire, ma si ritrova involontariamente al centro delle fantasie romantiche della giovane Marzelline. Leonore non si serve solo dell’astuzia – unica arma concessa alle donne nell’opera – ma anche della forza. Si ritrova, su ordine di Pizarro a scavare la fossa nella quale dovrà essere gettato Florestan e, nel secondo atto, si lancia fisicamente fra il proprio marito e il suo aguzzino, minacciando quest’ultimo con una pistola.

Il rovesciamento di ruoli

Florestan, invece, si fa carico di molti attributi tradizionalmente femminili. Prima di tutto è fisicamente debole, poiché Pizarro lo ha affamato per due anni. Inoltre il suo ruolo è essenzialmente passivo, poiché aspetta il proprio destino senza prendere iniziative, sognando che Leonore venga a salvarlo. Tutte le bambine che, nell’ascoltare le più celebri favole, si immaginano spontaneamente nei panni del principe o del cavaliere, troveranno in Leonore un modello ideale.

 

Adina

da L’elisir d’amore di Gaetano Donizetti, libretto di Felice Romani

Di Adina abbiamo già parlato. Forse il più tradizionale fra i personaggi di questa lista, la protagonista de L’elisir, alla fine della vicenda, sarà ben felice di abbandonare la propria indipendenza per il matrimonio. D’altra parte, come detto nella premessa, scardinare i ruoli tradizionali dei generi all’interno della società non era neppure lontanamente concepibile nell’orizzonte di Donizetti o di Romani (e tantomeno in quello di Eugène Scribe, autore dell’originale francese dal quale è tratto l’adattamento di Romani). Adina stessa, nel leggere la storia di Tristano e Isotta nella prima scena dell’opera, definisce Isotta “crudele”, poiché non ricambiava l’amore di Tristano: Isotta diventa “bella” solo quando è anche “fedele” al suo amante. Adina ancora non lo sa, ma sta raccontando la sua stessa storia, come si svolgerà di lì a poco.


Leggi anche: Cinque tra le opere liriche più belle che vi faranno innamorare del genere

Fatte queste dovute considerazioni, vale comunque la pena di soffermarsi su alcune caratteristiche quantomeno insolite per un personaggio femminile nel XIX secolo. Se nella critica si legge spesso il nome di Adina associato ad aggettivi come “capricciosa” e “volubile”, infatti, nel libretto il giudizio è assai meno tranciante. Nemorino, mentre spasima non ricambiato per la bella possidente, rileva prima di tutto una differenza intellettuale fra se stesso e l’amata. Mentre Adina “legge, studia, impara” e “non v’è cosa ad essa ignota”, il suo pretendente senza speranza si sente “sempre un idiota” che non sa fare altro “che sospirar”.

Vale la pena soffermarsi su questo dettaglio, se non altro perché, tra le tante qualità femminili superiori storicamente esaltate dalla letteratura, l’intelletto è presente assai di rado. Adina è inoltre molto più consapevole di tutte le proprie azioni: la sua scelta di “cambiar d’amante” regolarmente è ragionata, così come lo è il suo tentativo di fare ingelosire Nemorino. Quest’ultimo, dal canto suo, si trova a fare la mossa giusta per puro caso, dopo essere cascato con tutte le scarpe nella truffa di Dulcamara ed essersi accidentalmente ubriacato con una bottiglia di Bordeaux.


L'Elisir D'Amore
EUR 9,55 EUR 18,51
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
L'Elisir D'Amore
EUR 10,49 EUR 17,50
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi
Donizetti Gaetano - L'elisir
EUR 19,42 EUR 24,30
Generalmente spedito in 1-2 giorni lavorativi

Una donna intelligente, non furba

Lo stereotipo letterario della donna “scaltra”, ovviamente, non è una novità, eppure Adina non rientra esattamente nei canoni della furba seduttrice. A parte l’ingenuo trucco del lasciarsi corteggiare da un uomo per farne ingelosire un altro, il personaggio tende a essere razionale e intelligente, piuttosto che furbo. Consiglia a Nemorino di preoccuparsi del proprio futuro, ne ricompra la libertà dispensandolo dal dovere di partire per la guerra e, alla proposta di Dulcamara di stregarlo con un filtro d’amore, reagisce con sdegno, preferendo contare sulle proprie qualità.

L’amore trionfa, ovviamente, perché il lieto fine è un ingrediente essenziale del melodramma giocoso, ma non si tratta di un amore melenso. Nel vedere i due convolare a nozze, è difficile immaginarli poi nei ruoli di coppia tradizionali per l’epoca: Adina sarà sempre l’elemento intelligente e razionale della coppia, Nemorino, se tutto va bene, crederà a qualsiasi ciarlatano che passi per strada, dal momento che non ha mai capito di essere stato truffato da Dulcamara.

 

Adalgisa

da Norma di Vincenzo Bellini, libretto di Felice Romani

Norma è un’opera del pieno romanticismo italiano e, come suggerisce il titolo, Adalgisa non è la protagonista. Sospetto anche che a questo personaggio non siano mai state attribuite caratteristiche particolarmente “femministe”, ma d’altra parte a me capita raramente di essere d’accordo col pensiero comune su questo argomento. La storia si può riassumere così: nella Gallia occupata dai romani, Norma, sacerdotessa votata al dio Irminsul e figlia del capo dei druidi Oroveso, ha una relazione clandestina con il proconsole romano Pollione, dal quale ha avuto due figli che tiene nascosti.

Pollione però si innamora della giovanissima sacerdotessa Adalgisa e medita di portarla con sé a Roma. Norma, scoperto il tradimento, arriva sull’orlo della follia e medita prima di uccidere i figli e poi di far giustiziare la rivale. Arriva quasi a uccidere Pollione, ma alla fine decide di sacrificare se stessa, per avere tradito i propri voti e il proprio popolo. Pollione, commosso da questo gesto eroico, decide di morire con lei.


Norma
EUR 19,48 EUR 22,39
Generalmente spedito in 4-5 giorni lavorativi
Norma
EUR 16,74 EUR 16,74
Generalmente spedito in 24 ore
Norma
EUR 11,63 EUR 14,95
Generalmente spedito in 3-4 giorni lavorativi

A una prima analisi, è difficile immaginare un personaggio meno femminista di Adalgisa: sacerdotessa vergine ammaliata dal seduttore Pollione, è il prototipo della giovane donna angelicata, ingenua, pura, che si abbandona all’amore con innocenza e che per un uomo sarebbe pronta a trascurare il proprio dovere. Psicologicamente è meno complessa e tormentata della protagonista Norma, che pure commette tutti gli atti irrazionali che Adalgisa arriva solo a considerare.

La scelta dell’eroina

Adalgisa, però, fa qualcosa che le eroine romantiche di solito non fanno: smette all’istante di amare l’uomo che l’ha quasi sedotta, quando scopre che questi ha tradito e ferito un’altra donna. Tormentata dal senso di colpa, Adalgisa confessa a Norma di essersi innamorata e Norma è incline a perdonarla, quando sopraggiunge Pollione. Non appena Adalgisa si rende conto che l’uomo che ama è lo stesso che ha sedotto Norma, generando con lei due figli, e che si prepara ad abbandonarla al suo destino, ne è disgustata e lo respinge.

Da quel momento in poi le interessa solo del bene di Norma e della sua felicità. Se rinnegare i voti per amore poteva essere un’opzione, diventare complice del tradimento e dell’umiliazione di un’altra donna è inaccettabile. Questo tipo di lealtà e di senso dell’onore non è esattamente un tratto comune fra le fanciulle innamorate di epoca romantica.

 

Brunilde

da Sigfrido, La valchiria e Il crepuscolo degli dei di Richard Wagner

Cominciamo col dire che riassumere in un paragrafo l’intera sinossi della tetralogia Wagneriana nota come L’anello del Nibelungo è un compito impossibile, quindi ci concentreremo sul personaggio di Brunilde.

Maschilismo e femminismo

In un (discutibile) saggio sullo scarso femminismo dell’opera lirica, mi è capitato di trovare Brunilde fra gli esempi negativi, per via del suo suicidio sulla pira funeraria del proprio amante Sigfrido. Questo perché l’autrice del saggio, ignorando la storia e probabilmente anche i sottotitoli dell’opera, ha interamente tralasciato il fatto che questa guerriera imbattuta, figlia del padre degli dei, scelga di cavalcare in mezzo alle fiamme per spezzare una maledizione che durava da quattro opere per un totale di circa sedici ore di morti violente. La povera Brunilde risolve una faccenda che era sfuggita di mano a Odino in persona (Wotan, nella tetralogia wagneriana), ma una spettatrice disattenta la classifica sbrigativamente come “una donna che si getta sulla pira del proprio amante morto”: curiosamente, l’analisi è più maschilista dell’opera.

Der Ring Des Nibelungen
EUR 38,37 EUR 38,41
Generalmente spedito in 24 ore
Der Ring Des Nibelungen
EUR 79,00 EUR 79,00
Generalmente spedito in 24 ore
L'Anello Del Nibelungo
EUR 29,46 EUR 29,46
Generalmente spedito in 24 ore

Le valchirie, in realtà, come le amazzoni, si prestano alla perfezione a diventare icone dell’affermazione femminile. Nelle saghe norrene dalle quali Wagner ha tratto ispirazione per il suo capolavoro, Brunilde è descritta come una vergine guerriera che sfida a duello i propri pretendenti e che ha il compito di raccogliere le anime degli eroi caduti. Il Ciclo dell’anello di Wagner non ha eguali nella storia dell’opera, sia per la magnificenza della composizione, sia per le complesse influenze filosofiche che ne hanno determinato la scrittura.

È da escludere che Wagner, autore anche dei libretti, avesse intenti particolarmente femministi nella scrittura. Detto questo, tuttavia, il principio femminile della creazione è un elemento cardine della tetralogia e il fatto che la responsabilità del gesto risolutivo sia affidata a Brunilde non è un elemento di poco conto. In un universo di eroine tremanti che si lasciano morire per non essere di troppo disturbo, una valchiria è indubbiamente un modello di comportamento più stimolante.

 

Segnala altre eroine femministe dell’opera lirica nei commenti.