Il Neorealismo in Italia non fu propriamente una scuola o un movimento: al contrario, può essere considerato come una tendenza generale della cultura dell’epoca, che investe infatti diversi campi dell’arte, dalla letteratura al cinema alla poesia. Nasce dai profondi cambiamenti che la Seconda guerra mondiale portò con sé, ma i suoi germi erano già presenti negli anni ’30. Il termine Neorealismo, infatti, fu usato per la prima volta in riferimento a Gli indifferenti di Alberto Moravia, uscito nel 1931.

L’intellettuale neorealista si propone un riavvicinamento al mondo contadino e ai valori delle classi subalterne. La cronaca della realtà prende il posto del racconto romanzato, perché si pensa che il fatto sia in grado di parlare da sé, rivelando senza bisogno di filtri il suo significato etico ed estetico. Gli scrittori neorealisti sono scrittori impegnati, che denunciano le ingiustizie sociali e portano avanti un’importante testimonianza civile. Il loro intento si traduce anche in una lingua che sia il più possibile vicina a quella parlata, non escludendo le caratteristiche regionali.


Leggi anche: Cinque libri che danno risposte, cambiano la vita e fanno riflettere

 

Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini

Un viaggio nella terra natale si trasforma in una profonda riflessione sulla realtà del mondo

Conversazione in Sicilia di Elio VittoriniApparso a puntate sulla rivista Letteratura tra il 1938 e il 1939, Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini esce in volume nel 1941 per l’editore Bompiani. Il protagonista, di ispirazione autobiografica, si chiama Silvestro Ferrauto. È un tipografo di Milano, ma di origini siciliane, che si sente duramente provato da un doloroso senso di inerzia e impotenza nei confronti delle sofferenze del mondo.

Il suo penoso stato viene aggravato da un’inaspettata lettera del padre, che gli annuncia di aver lasciato la moglie, la madre di Silvestro, per un’altra donna. Il protagonista decide così di prendere un treno e tornare nel suo paese natale per far visita a sua mamma.

L’incontro col Gran Lombardo

Durante il viaggio in treno incontra uno dei personaggi più significativi del romanzo, il Gran Lombardo, che lo invita al risveglio e all’attivismo. Giunto in Sicilia, Silvestro fa visita alla madre e prende atto dello stato di penoso dolore e malattia in cui versa la sua terra natale. Attraverso Calogero l’arrotino, Ezechiele il sellaio e Porfirio il mercante di panni, vengono presentate l’ideologia marxista, la “filosofia del mondo offeso” e l’inerte cultura cattolica del tempo.

In particolare, la “filosofia del mondo offeso” prevede la divisione delle persone in due categorie: coloro che perseguitano e coloro che vengono perseguitati. Secondo Vittorini, sono i perseguitati i portatori della vera virtù, e l’avvertimento che rivolge ai suoi lettori è quello di fare attenzione a non trasformarsi mai in coloro che perseguitano.

 

Paesi tuoi di Cesare Pavese

La campagna piemontese in contrasto con la città rivela tutti i suoi segreti più scandalosi

Paesi tuoi di Cesare PavesePrimo romanzo di Cesare Pavese, Paesi tuoi viene pubblicato nel 1941 e provoca un grande scandalo a causa dei suoi contenuti sensuali e violenti. Il romanzo ruota infatti intorno al tema della contrapposizione fra città e campagna, due realtà che vengono rappresentate dai due protagonisti, Berto e Talino.

I due si incontrano in carcere, dove Berto è stato rinchiuso per aver investito un uomo in bicicletta e Talino per aver dato fuoco al fienile di un suo compaesano. Quando i giorni di prigione si avviano a conclusione, Talino invita Berto ad andare con lui in campagna. Inizialmente questi rifiuta, ma si lascia poi convincere.

Il fascino dell’arretratezza

All’arrivo in campagna, Berto rimane profondamente colpito tanto dal luogo quanto dalle persone che lo abitano. Gli odori e le sensazioni sono molto più potenti di quelle vissute in città, mentre gli abitanti della campagna si distinguono per la loro rozzezza e arretratezza culturale.

Man mano che la vicenda prosegue, Berto si invaghisce di Gisella, sorella di Talino e unica componente della famiglia a non sembrare grezza come tutti gli altri. La scoperta del passato incestuoso della famiglia e gli accadimenti finali fanno scivolare il romanzo verso la tragedia. Il punto di vista adottato è sempre quello di Berto, mentre la lingua di Pavese impiega spesso regionalismi e calchi del dialetto piemontese.

 

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino

Le conseguenze della guerra sulla vita di chi non ha ancora l’età per combattere

Il sentiero dei nidi di ragno, uno dei più famosi libri del neorealismo italianoL’appartenenza de Il sentiero dei nidi di ragno al Neorealismo è stata spesso contestata, a causa dei numerosi interventi di genere fantastico. Tuttavia, il suo configurarsi come importante testimonianza dell’esperienza partigiana durante la Seconda guerra mondiale fa del libro una delle opere più caratteristiche della corrente culturale neorealista.

Uscito nel 1947, Il sentiero dei nidi di ragno racconta la storia di Pin, un bambino ligure, che attraverso una variegata serie di personaggi viene a contatto con le esperienze più difficili e dolorose della sua epoca. Calvino non parla solo della guerra e della Resistenza, ma anche della difficile situazione di bambini e adolescenti lasciati a se stessi, costretti a imparare sulla loro pelle nuovi modi per sopravvivere e per farsi strada in un mondo che faticano a comprendere del tutto.


Leggi anche: Cinque indimenticabili bambini nella letteratura italiana e non solo

Un orfano che si mette nei guai

Orfano di entrambi i genitori, Pin vive con la sorella Nera, una prostituta che intrattiene spesso i soldati tedeschi. A causa di una scommessa, Pin finisce in prigione per aver rubato una pistola appartenente proprio a uno di quei militari. Dopo aver nascosto l’arma in un luogo segreto, dove i ragni fanno il nido, evade dal carcere grazie all’aiuto di Lupo Rosso, un partigiano, che però lo lascia a se stesso poco dopo.

L’incontro con il Cugino lo fa entrare in contatto con una banda di partigiani. Questo sarà l’unico personaggio a rivelarsi come vero amico di Pin, che verrà tradito e abbandonato anche dalla sorella.

 

Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini

Una singola via e una coralità di personaggi per raccontare il fascismo

Cronache di poveri amanti di Vasco PratoliniUscito nel 1947 dopo una gestazione di dieci anni, Cronache di poveri amanti di Vasco Pratolini è ambientato a Firenze tra il 1925 e il 1926, e racconta dei profondi cambiamenti che il fascismo provocò nella vita quotidiana degli italiani.

La protagonista del romanzo è Via del Corno, tra Palazzo Vecchio e Santa Croce, che rappresenta nel suo piccolo la realtà più ampia dell’Italia. Si tratta di un romanzo corale, che riflette anche le vicende autobiografiche dell’autore, e che presenta una singola via come osservatorio privilegiato su un’intera città.

Due personaggi agli antipodi

Corrado e Carlino sono ai due antipodi: il primo, soprannominato Maciste per la sua alta statura, è il maniscalco, e rappresenta tutti i valori che si oppongono al fascismo. Per questo motivo, è stimato e benvoluto. Carlino, al contrario, è un pedissequo sostenitore del duce ed è convinto di operare per il bene della patria.

In Via del Corno vivono poi gli Angeli Custodi, quattro ragazze bellissime e molto diverse tra loro: Milena riesce a liberarsi dalla sua fama di ingenua rivelandosi una donna coraggiosa e matura, Bianca è la più giovane e la sua condizione familiare la rende amara nei confronti della vita, Clara è colei che riesce a mantenere il suo spirito giovanile anche crescendo, mentre Aurora è il personaggio più triste, costretta a una vita da prigioniera a causa di una violenza subita anni prima, che le ha dato un figlio illegittimo.

 

La malora di Beppe Fenoglio

Il dolore e la fatica come condizioni esistenziali da cui non si può scappare

La malora di Beppe Fenoglio, importante esempio del neorealismo in letteraturaRaccontato in prima persona da Agostino Braida, il protagonista del romanzo, La malora racconta di un mondo prostrato tanto da ingiustizie sociali ed economiche quanto da un profondo senso di miseria esistenziale. Pubblicato nel 1954, narra della vita contadina delle Langhe di inizio ‘900. La famiglia di Agostino è molto povera, così il ragazzo decide di abbandonare la sua casa per andare a lavorare come servitore presso Tobia Rabino, mezzadro, mentre il fratello Emilio viene costretto a entrare in seminario.

Beppe Fenoglio descrive un mondo di uomini e donne imbruttiti da una vita di fatiche e dolori; i braccianti sono distrutti da un lavoro durissimo, i cui risultati difficilmente compensano lo sforzo. Anche le donne lavorano ininterrottamente, e credono di trovare un rifugio nella religione, che si rivela invece come la ricerca di un Dio invisibile che invita all’accettazione della sofferenza.

La speranza in Fede

L’unica fonte di speranza per Agostino è Fede, una ragazza di cui si invaghisce e che sembra rendere il lavoro più leggero con la sua sola presenza. Ma questo sollievo viene strappato al protagonista quando Fede viene portata via dalla sua famiglia per un matrimonio di convenienza.

Anche quando Agostino crederà di essersi finalmente liberato dalla sua condizione di servitore, la sua vita continuerà in ogni caso ad essere composta di stenti e sofferenza, senza possibilità di scampo.

 

Segnala altri esempi di Neorealismo nella letteratura italiana nei commenti.