I cinque eventi del 2013/14 che entreranno nella storia secondo i nostri lettori

La crisi ucraina è uno degli eventi dell'anno che probabilmente entreranno nella storia

Spesso, nella vita di tutti i giorni, veniamo catturati da eventi momentanei, che carichiamo di un’importanza spropositata. Una certa dichiarazione del tal leader politico, una particolare gaffe, una comparsata televisiva che magari saranno dimenticate nel giro di pochi giorni generano, però, sul momento, molta più risonanza di una notizia che, lentamente ma inesorabilmente, è destinata invece ad entrare nei libri di storia. Bisogna insomma, a volte, fare proprio un esercizio mentale per analizzare gli eventi e guardarli dalla prospettiva del lungo periodo, per capire quali hanno realmente un peso e quali, invece, rimarranno per sempre un semplice rumore di fondo. Visto che l’annata politica, con l’arrivo dell’estate, volge ormai al termine, abbiamo chiesto a voi, per una volta, di fare lo stesso, cioè di riprendere in mano i fatti che più di tutti in questi mesi hanno catturato l’attenzione dei media e di valutare quali secondo voi entreranno nella storia. Ecco come avete risposto.

 

L’affermazione del Movimento 5 Stelle

Dal bipolarismo ad una specie di tripolarismo

Beppe GrilloPartiamo, come al solito, dal quinto posto e saliamo verso il primo, in una classifica che – come vedrete – è abbastanza dominata dagli eventi nostrani, che in effetti hanno visto, forse per la prima volta in molti anni, un rimescolamento delle carte tradizionalmente in gioco. Uno degli elementi che più di tutti ha catturato la vostra attenzione è stata la comparsa in scena, da protagonista, del Movimento 5 Stelle, la forza politica che alle elezioni del febbraio 2013 ha rovesciato tutti i pronostici ottenendo il 25% alla Camera e poco meno al Senato, trasformando di fatto il bipolarismo italiano che, tra alti e bassi, si era affermato dal 1994 in poi in una sorta di tripolarismo. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti: prima il segretario del PD Pier Luigi Bersani ha offerto al Movimento di entrare nel governo, offerta però non accolta; poi si è formato un primo esecutivo guidato da Enrico Letta, appoggiato dal PD e dal PDL; infine, circa un anno dopo le elezioni, questo stesso governo è stato sostituito da un nuovo Consiglio dei Ministri capeggiato da Matteo Renzi, sul quale avremo modo di tornare. Nel frattempo il Movimento ha continuato le sue battaglie, a volte raccogliendo il consenso del suo elettorato, altre volte suscitando perplessità nell’opinione pubblica; tra la dura opposizione al governo e alcune contestate espulsioni, si è così giunti alle elezioni europee di qualche settimana fa, contraddistinte da una serie di sorprese a livello continentale che però in Italia sembrano non avere particolarmente premiato la forza guidata da Beppe Grillo. Ad ogni modo, voi (sia che foste sostenitori, sia che foste antagonisti del Movimento) nei vostri commenti avete sottolineato il fatto che l’affermazione di questo gruppo è, di fatto, la prima grossa novità a livello di composizione delle forze in Parlamento dai tempi di Tangentopoli, e che proprio da questa affermazione si sono poi generati una serie di cambiamenti anche nei partiti più tradizionali.

 

L’ascesa di Matteo Renzi

L’anno da incorniciare dell’uomo più amato e odiato d’Italia

Matteo Renzi, Presidente del ConsiglioL’altra faccia della medaglia della vittoria di Beppe Grillo alle elezioni dell’anno scorso è stata l’affermazione, qualche mese più tardi, di Matteo Renzi, che prima ha compiuto una scalata interna al Partito Democratico trionfando alle Primarie del dicembre 2013 e poi, in maniera in parte inattesa, ha scalzato Enrico Letta da Palazzo Chigi, decidendo di prendere in mano direttamente l’esecutivo, una scelta che, nonostante i dubbi degli osservatori, si è rivelata vincente visto il trionfo elle successive elezioni europee, dove il PD ha raccolto il 40,8% dei voti stabilendo il record assoluto per un partito di centro-sinistra in Italia. Di Renzi abbiamo scritto varie volte in questi mesi: abbiamo sottolineato come sia il Presidente del Consiglio più giovane nella storia dell’Italia unita, come forse per primo abbia imparato a utilizzare i social network a fini politici e come anche voi, in uno dei nostri sondaggi passati, lo riteniate la personalità più importante del suo governo. D’altro canto, a giudicare da tutta la mole di messaggi che ci avete scritto, Renzi è un personaggio che continua a far discutere, sia che lo si ami, sia che lo si detesti: i suoi estimatori ne sottolineano la portata innovativa, la capacità di comunicare, la velocità con cui vuole prendere di petto i problemi ed affrontarli; i suoi detrattori, paradossalmente, segnalano le stesse cose, ma viste da un’ottica diversa, visto che la capacità di comunicare e la velocità d’esecuzione per loro si trasformano solo in astute mosse mediatiche volte a mascherare l’incapacità di fare realmente le cose, mentre l’innovazione è vista in realtà come un cambiamento, in peggio, degli ideale di base della sinistra. Comunque sia e comunque la crediate, per molti di voi Renzi è l’elemento realmente nuovo nella scena politica italiana, un elemento destinato a durare.

 

Le rivelazioni di Edward Snowden

La privacy nell’epoca degli smartphone e del terrorismo

Edward SnowdenNon c’è, però, solo l’Italia nei vostri pensieri e nella classifica dei fatti che secondo voi troveranno un posto nei libri di storia, visto che al terzo e al secondo posto della nostra graduatoria troviamo forse i due più importanti eventi che hanno sconvolto il mondo in questi mesi. Il primo è rappresentato da Edward Snowden, l’analista che già avevate nominato tra le persone più influenti dell’anno: balzato agli onori della cronaca esattamente un anno fa, il trentenne americano ha rivelato al Guardian che sia la CIA, sia la Sicurezza Nazionale usavano una serie di tecniche (perlopiù algoritmi informatici) per intercettare le comunicazioni di milioni di persone, dal più umile cittadino al più importante capo del governo straniero. Lo scandalo ha portato ad una serie di eventi non sempre gradevoli per lo stesso Snowden: l’analista americano, infatti, per sfuggire alle accuse di spionaggio si è dovuto rifugiare prima a Hong Kong e poi in Russia, dopo aver avviato trattative sia con l’Islanda che con l’Ecuador per cercare di ottenere asilo politico; dal punto di vista politico, l’amministrazione Obama è corsa ai ripari, varando una riforma dell’intero sistema antiterroristico americano che prevederà, come già avviene in tutti gli altri stati di diritto occidentali, che solo l’autorizzazione di un giudice davanti a determinate prove permetta alle agenzie di sicurezza di acquisire i tabulati e le registrazioni di conversazioni telefoniche e altre forme di intercettazione. In generale, comunque, la questione ha riaperto il già ampio dibattito sulla privacy nell’epoca degli smartphone, dei social network e di una rete web sempre più pervasiva, portando l’attenzione su – e regolamentando ancora meglio – come le aziende private possano gestire i dati dei loro utenti.

 

La crisi russo-ucraina

Una nuova guerra di Crimea?

Vladimir PutinPer qualche settimana ci ha messo tutti sull’allerta, come se ci fossimo resi conto all’improvviso che l’Ucraina non è poi così lontana in linea d’aria dai nostri confini; poi, nonostante la situazione non si sia per nulla pacificata, ci siamo abituati alla cosa, imparando ad aspettare pazientemente che la diplomazia facesse il suo corso: comunque la vogliamo vedere, la crisi russo-ucraina è stata sicuramente la più forte minaccia di guerra vicino ai nostri confini, che voi stessi avete percepito come ben più concreta di altre guerre civili che sono scoppiate non poi così distanti dall’Italia (oltre agli scontri in Siria, ricordiamo – ed erano inclusi nel nostro sondaggio – anche i colpi di stato in Egitto e in Libia). I fatti, in breve: nel novembre 2013 il governo ucraino guidato da Viktor Janukovyc ha sospeso un accordo di associazione tra l’Ucraina stessa e l’Unione Europea, nell’ottica di un’ampia politica di riavvicinamento alla Russia; la protesta popolare per questa scelta, però, è stata così dirompente da costringere il governo alle dimissioni prima e poi lo stesso ex premier alla fuga, mentre nello stesso tempo la leader politica dell’opposizione Julija Tymošenko veniva scarcerata. La nuova situazione apertamente antirussa ha però generato un movimento uguale e contrario in Crimea, regione ucraina a statuto speciale e abitata da una popolazione per la maggioranza di etnia russa: la superpotenza di Putin ha subito reclamato per sé la zona, di importanza strategica per i porti sul Mar Nero, facendo indire un referendum che ha generato forti tensioni sia in Ucraina che nell’Unione Europea e negli Stati Uniti. Al momento la situazione è in fase di stallo: la Russia rivendica l’esito del referendum, ma i politici ucraini dichiarano di voler tenere unito il paese.

 

La condanna di Berlusconi per frode fiscale

La fine dell’era berlusconiana?

Silvio BerlusconiNettamente al primo posto della nostra graduatoria però non troviamo i delicati equilibri internazionali, ma un fatto di cronaca giudiziaria che ha avuto (e continua ad avere) pesanti ripercussioni sul piano politico italiano: la condanna in via definitiva di Silvio Berlusconi per frode fiscale e soprattutto la sua interdizione dai pubblici uffici, pena che gli è stata inflitta assieme alla misura dei servizi sociali che il fondatore di Mediaset svolge presso una struttura che assiste i malati di Alzheimer. Nell’immediato, la sentenza emanata il 1º agosto 2013 ha comportato una frattura all’interno del PDL, l’uscita dei “falchi” berlusconiani dal governo Letta e la nascita del Nuovo Centrodestra; più in generale, ha prodotto una netta flessione elettorale della coalizione di centrodestra (il cui consenso è stato eroso, per motivi diversi, anche da Grillo e Renzi) e l’apertura di un ampio dibattito sulla futura leadership della coalizione, dibattito che – tra ipotesi di una successione dinastica (con la “discesa in campo” di Marina Berlusconi) ed altre figure più o meno giovani che vorrebbero salire alla ribalta – sembra ben lontano dal trovare una soluzione. In generale, come avete sottolineato anche voi nei vostri commenti, sembra che per la prima volta in vent’anni la presenza carismatica di Silvio Berlusconi abbia incontrato un ostacolo che pare invalicabile e che la sua leadership non solo sul centrodestra ma anche su tutta la politica italiana sia giunta sostanzialmente alla fine.

 

I risultati del sondaggio

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