Cinque famose serie TV ambientate in California (Los Angeles esclusa)

Viaggio nei telefilm ambientati in California, a partire da Baywatch

Della California abbiamo avuto modo di parlare in varie occasioni. Ne abbiamo presentato le strade e le mete turistiche più interessanti, senza parlare di tutti i film, gli album, le start-up, i miti che lì sono nati e lì sono tramontati e ai quali abbiamo dedicato più di qualche riga.

Oggi quella stessa regione tanto sognata dagli americani e dagli europei la analizziamo dal punto di vista della TV. Perché a farci conoscere Los Angeles, San Francisco, San Diego e le spiagge sull’Oceano Pacifico sono stati soprattutto i telefilm. Serie che, certo in modo a volte banalizzante e superficiale, ci hanno introdotti per primi alle tipiche atmosfere californiane.


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E di serie TV lì ambientate ce ne sono parecchie. Pensate anche solo a quelle degli anni ’90, da Beverly Hills 90210 a Willy, il principe di Bel-Air, da Baywatch a Bayside School. Si tratta di show che hanno creato il mito della perenne estate della west coast, delle metropoli del divertimento e del sole, dell’integrazione razziale e delle belle donne. Un mito distante poi dalla realtà che in quegli stessi anni ci mostravano i telegiornali, intenti a raccontarci la rivolta del 1992, quella provocata dal pestaggio di Rodney King.

Ma Los Angeles, che assorbe troppo l’attenzione, per una volta lasciamola da parte, con i suoi pregi e le sue contraddizioni. Scopriamo invece assieme cinque famose serie TV ambientate in California, o, meglio, nel resto della California, scegliendole tra quelle più delle altre legate al territorio e alle sue caratteristiche storiche e sociali.

 

Le strade di San Francisco

Gli inseguimenti del giovane Michael Douglas

Alla fine degli anni ’60 nel mondo c’erano varie “capitali” della contestazione giovanile. Parigi e Praga la facevano da padrone in Europa, mentre negli Stati Uniti il predominio l’aveva indubbiamente San Francisco. Non a caso, da allora la città è rimasta nell’immaginario la capitale degli hippie e del modo di vivere alternativo.

La causa di questa fama è dovuta in parte ad alcune canzoni. Tra le quali di sicuro ricorderete San Francisco (Be Sure to Wear Flowers in Your Hair), nella quale Scott McKenzie raccomandava a chiunque volesse andare nella città californiana di presentarsi con dei fiori nei capelli. Ma quella fama è legata anche all’effettiva presenza di quartieri “flower power” come quello di Castro.

È vero però che il cinema ha a lungo cercato di attenuare questo mito, presentando un’altra faccia della città, quella legata alla delinquenza e alla malavita. Questa faccia emerge ad esempio nel lungo ciclo dell’ispettore Callaghan (interpretato proprio da un nativo di San Francisco che poco aveva a che spartire con gli hippie, Clint Eastwood), in cui al centro dell’attenzione c’erano la criminalità e la dura lotta che la giustizia combatteva contro di essa.

Le strade e le colline

Sullo stesso filone si inseriva anche Le strade di San Francisco, famosa serie TV degli anni ’70 della ABC trasmessa anche in Italia. Una serie che ci ha aiutato a conoscere anche le caratteristiche strade a “saliscendi” della città californiana.

Interpretata dal veterano Karl Malden e da un giovanissimo Michael Douglas, la serie era un giallo tradizionale in cui una coppia di detective della polizia indagava, con empatia e sagacia, su vari crimini accaduti in città. E la grande novità rispetto ad altre serie dell’epoca era la frequentissima presenza di scene girate in esterna, oltre ai caratteri “umani” e normali dei protagonisti.

 

Baywatch

Le spiagge (e le donne) di Santa Monica

Al di là di qualche sporadica eccezione, fino agli anni ’90 le serie televisive tradizionali venivano ambientate sulla costa est o al massimo nel Midwest. All’ovest finivano invece i western, o comunque quelle storie di frontiera tipo Rin Tin Tin e Zorro. Tutto cambiò, però, appunto negli anni ’90, quando d’improvviso le TV degli Stati Uniti sembrarono scoprire la bella vita della west coast, memori di un edonismo reaganiano forse un po’ in ritardo sui tempi, ma comunque sentito.

E se vogliamo parlare di costa, benessere e vita senza pensieri negli anni ’90 non possiamo non pensare a Baywatch, serie che pure aveva un impianto drammatico ma che nel bene e nel male ha segnato quel decennio per questioni che esulavano dal dramma. Si può anzi dire che lo show delle bagnine abbia investito gli adolescenti dell’epoca (in tempesta ormonale) come un camion in pieno volto.

I bagnini e, soprattutto, le bagnine

Trasmesso per undici stagioni dalla NBC, lo show presentava le avventure di una serie di bagnini sulla spiaggia di Santa Monica (e, verso la fine, delle Hawaii). Tra i protagonisti figuravano un David Hasselhoff reduce da Supercar ma soprattutto una serie di bellezze femminili mozzafiato, da Pamela Anderson a Carmen Electra, da Yasmine Bleeth a Nicole Eggert.

Bellezze sulle quali le telecamere indugiavano in maniera fin troppo esplicita, soprattutto durante le scene di corsa sulla spiaggia. Quelle costituivano anzi il vero punto focale di ogni puntata e dell’intera serie, amplificate dall’uso del rallentatore e da inquadrature ammiccanti.

 

The O.C.

La gioventù nella contea di Orange

La California non è solo terra di grandi metropoli – Los Angeles in primis – e belle spiagge, ma anche uno stato con zone ad un’altissima densità di popolazione. Lì ci sono contee che, pur mancando magari un vero e proprio capoluogo degno di questo nome, riescono a raccogliere milioni di abitanti nello spazio di poche decine di chilometri.

Così è ad esempio per la cosiddetta Silicon Valley, dove si rincorrono l’una dopo l’altra tante cittadine di per sé piccole ma che formano un tessuto territoriale ampio e popoloso. Tra queste ci sono anche le ormai arcinote Cupertino, Palo Alto, Mountain View e così via.


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Una delle zone più popolose degli USA

Una situazione simile è quella di Orange County, contea posizionata nella zona meridionale dello stato, tra Los Angeles e San Diego. In quella zona mancano infatti grandi centri – le città più popolose sono Newport Beach e Santa Ana – ma si superano i tre milioni di abitanti, dato che la rende la seconda contea più popolosa della California e la quinta degli Stati Uniti.

È la zona, per intenderci, di quella Anaheim dove ha sede Disneyland e di quella Laguna Beach che ha fatto da sfondo per un reality di MTV. È anche la contea in cui è stata ambientata per quattro stagioni la seguita serie TV The O.C., trasmessa da Fox e introdotta, nella sigla, dalla celebre California dei Phantom Planet.

Lo show aveva per protagonisti quattro ragazzi interpretati da Ben McKenzie, Mischa Barton, Adam Brody e Rachel Bilson. Tre di questi appartenevano alla ricca borghesia che contraddistingue la zona, mentre uno, il ribelle Ryan, capitava lì dopo un’adolescenza difficile e doveva riuscire in qualche modo ad inserirsi.

Dopo un grandissimo successo tra i più giovani nelle prime due stagioni, dovuto anche alla sua rappresentazione degli adolescenti californiani e del loro stile di vita, la serie ha rapidamente perso spettatori dalla terza annata in poi. Ed è di conseguenza stato presto chiuso.

 

Weeds

Un’amabile spacciatrice

La California è una terra strana. Spesso è lo stato più avanzato su temi sociali che qui in Italia definiremmo “di sinistra”, ma altrettanto spesso è governata da inflessibili repubblicani. Ad esempio, qui sono stati governatori sia Ronald Reagan che Arnold Schwarzenegger.

Negli ultimi anni si è molto discusso, pertanto, di matrimonio gay e di legalizzazione della marijuana, in un modo che ha avuto grande risalto a livello nazionale. Lo stato ha infatti un ruolo trainante all’interno degli USA, e molti guardano o hanno guardato alle sue decisioni come a un esempio.

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Riguardo alla cannabis, in particolare, varie sono state le proposte di legge che hanno tentato di legalizzarla. Dopo che nel 1996 essa è stata ammessa per uso terapeutico, infatti, al parlamento della California sono stati presentati vari tentativi di riforma, che hanno portato ad esempio nel 2011 a depenalizzare il possesso di una quantità inferiore all’oncia (che viene punita ora con una multa simile a quella dovuta ad un’infrazione stradale), ma non a legalizzarla pienamente.

L’ottima produzione di Showtime

All’interno di questo dibattito si è inserita anche una serie prodotta da Showtime, il canale via cavo della CBS. Un canale che negli ultimi anni si è specializzato nella produzione di serial di ottima qualità, a volte incentrati su temi scabrosi. Tra i tanti, meritano una citazione Queer as Folk, The L Word, I Tudor, Dexter e Californication.

Tra il 2005 e il 2012 è stato poi trasmesso Weeds, telefilm che racconta la storia di una giovane vedova borghese che, per mantenere il suo tenore di vita, decide di mettersi a spacciare marijuana. Prima la vende solo agli amici e poi a sempre più persone, infilandosi anche all’interno degli scontri della malavita locale.

Se un tema simile (anche se legato alle droghe chimiche, che costituiscono tutt’altra faccenda) è stato affrontato in tempi recenti anche da Breaking Bad, qui il clima è più vicino alla commedia nera e alla satira sociale. Infatti sono la società e lo stile di vita californiani a venire costantemente bersagliati dalle frecciatine degli sceneggiatori.

 

Sons of Anarchy

California on the road

Quando, qualche tempo fa, vi abbiamo presentato le più famose strade degli Stati Uniti, ci siamo soffermati in particolare sullo stato che ha la sua capitale in Sacramento. Qui infatti termina la mitica Route 66 che prende avvio da Chicago e qui si può percorrere la bellissima Pacific Coast Highway, che offre splendidi scorci sull’Oceano.

Se poi si pensa che Easy Rider, il road movie per eccellenza, vedeva i protagonisti partire e viaggiare a lungo su quelle strade, era inevitabile che prima o poi perfino la TV dedicasse spazio alla California on the road. Questo è avvenuto in particolare a partire dal 2008 con Sons of Anarchy, serie piuttosto cruda che segue le vicende di un omonimo club di motociclisti della città immaginaria di Charming, situata nella Valle di San Joaquin.

La serie è trasmessa da FX, altro canale via cavo di proprietà stavolta della Fox, specializzato in produzioni dai toni duri. Qui sono state trasmesse, ad esempio, The Shield, Nip/Tuck, Dirt, Damages e American Horror Story. Toni duri a cui non si sottrae però neppure Sons of Anarchy.

Scontri e malavita

Nella serie non mancano scontri tra bande rivali, delinquenza e malavita, organizzazioni ultranazionaliste e terroristiche, omicidi, vendette e tossicodipendenza. Il tutto è però sceneggiato e interpretato in maniera eccellente, come spesso accade in queste produzioni per il selezionato pubblico delle emittenti via cavo.

 

 

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