I 20 migliori ristoranti di New York

Scopriamo i ristoranti di New York, lasciandoci ispirare anche da Harry ti presento Sally

Ci sono città in cui i ristoranti diventano così famosi da essere considerati quasi dei monumenti storici; città in cui le specialità locali diventano protagoniste di pellicole cinematografiche e canzoni; città in cui mangiare significa anche conoscere la storia e lo stile di vita della metropoli e del paese in cui ci si trova. Una di queste città è senza dubbio New York City.

Nella capitale del multiculturalismo ristoranti ebraici convivono con pizzerie italiane, la cucina araba si sposa con quella francese, il più economico cibo da strada si divide la piazza con i ristoranti più cari del pianeta. Ma quali sono i locali più famosi di New York? Scopriamoli assieme.

 

1. Le Bernardin

La grande cucina francese con influenze orientali

Procedendo da nord verso sud, il primo ristorante di un certo peso che troviamo a Manhattan è Le Bernardin, un ristorante francese di pesce (ma con anche qualche piatto di carne) a Midtown, al numero 155 della Cinquantunesima Strada ovest, dalle parti della Settima Avenue, vicinissimo alla Radio City Music Hall e al MoMA.

Nominato quindicesimo miglior ristorante al mondo nel 2009 e più volte premiato da varie riviste newyorkesi, il locale venne aperto in realtà per la prima volta a Parigi nel 1972 dallo chef Gilbert le Coze, che decise di trasferirlo nella Grande Mela nel 1986.

Dopo la sua scomparsa il ruolo di capo chef è stato preso da Éric Ripert, famoso negli Stati Uniti anche per aver partecipato ad alcune trasmissioni TV sulla cucina ma soprattutto attualmente considerato uno dei migliori cuochi francesi al mondo, esponente di una tradizione che ha saputo rinnovare accogliendo tendenze di varie parti del mondo, soprattutto orientali.

Tra le specialità della casa, si segnalano il kindai maguro (il tonno giapponese), il manzo di Kobe e l’escolar, un particolare pesce delle acque tropicali che si pesca soprattutto in India.

Il costo di una cena da Le Bernardin non è forse tra i più economici, visto che il menu di degustazione con bevande comprese si aggira attorno ai 200 dollari, ma con un po’ d’attenzione alle pietanze si può rimanere comunque su cifre accettabili. Recensito con tre stelle sulla guida Michelin, è considerato il miglior ristorante di pesce di Manhattan.

 

2. Eleven Madison Park

Scendendo verso sud, a metà strada tra Midtown e Downtown troviamo l’Eleven Madison Park, di fianco – come il nome lascia intuire – al Madison Square Park, al numero 11 di Madison Avenue, a due passi dal celebre Flatiron Buidling.

E se Le Bernardin era una propaggine francese nella Grande Mela, l’Eleven Madison Park è invece un ristorante di cucina contemporanea americana guidato dal giovane e apprezzatissimo chef Daniel Humm.

Nativo di Zurigo ma impiantato stabilmente negli Stati Uniti dal 2006, Humm è considerato una delle grandi promesse della cucina internazionale ed è già stato premiato con tre stelle dalla guida Michelin.

La vera cucina tradizionale americana di lusso

Aperto nel 1998 dal ristoratore Danny Meyer – uno che a Manhattan di locali ne possiede ben undici, e tutti di prima qualità –, il ristorante è passato di mano nel 2006, acquistato proprio da Humm e dal suo socio Will Guidara.

Il menu si basa sulla tradizione agricola dello stato di New York e sui piatti tipici della zona, ma il prezzo di un pasto è ben poco proletario visto che il menu di degustazione si aggira sui 225 dollari a persona (e attenzione anche ai vini, decisamente sopra alla media), ma c’è anche da dire che prevede ben 15 portate.

Molto richiesto (la prenotazione va fatta almeno 28 giorni prima) ma anche molto professionale, ha i suoi punti di forza nello Sabayon, un guscio d’uovo allo zabaione con pezzi di storione affumicato, nel Venison, un filetto di cervo in una fava di cacao, e nei pretzel ricoperti di cioccolato.

 

3. Katz’s Delicatessen

Dopo i ristoranti di lusso spostiamoci su destinazioni più popolari e più amate dalle tasche dei turisti, approdando nel Lower East Side di Manhattan, e precisamente al numero 205 di Houston Street East, poco ad est di Little Italy.

Qui infatti si trova il Katz’s Delicatessen, forse il più famoso ed apprezzato deli newyorkese, specializzato in una cucina kosher style, cioè ebraica anche se non strettamente osservante1.

In un ambiente volutamente anni ’40 – anche se il locale è stato aperto nel 1888 – si sono susseguiti presidenti degli Stati Uniti e sindaci di New York, mescolati assieme alla gente comune che ogni giorno affolla i tavoli del deli.

Ci si può far servire dai camerieri o appropinquarsi per conto proprio al bancone, facendosi preparare sul momento il sandwich che si è scelto, accompagnandolo con insalate e l’immancabile cheesecake finale, nel perfetto stile newyorkese.

Il locale di Harry ti presento Sally

Il locale è così celebre che è spesso comparso in varie pellicole hollywoodiane: lo si vede in Donnie Brasco, Come d’incanto, I padroni della notte, Across the Universe e molte puntate di Law & Order.

Ma è stato protagonista soprattutto di una delle più celebri scene cinematografiche ambientate in un ristorante, quella di Harry ti presento Sally in cui Meg Ryan simula un orgasmo e una cliente ordina, al cameriere, «quello che ha preso la signorina».

Non a caso nel ristorante c’è un cartello che indica il tavolo della scena e, ironicamente, augura agli avventori di ottenere quello che ha avuto Meg Ryan.

 

4. Grimaldi’s Pizzeria

Arriviamo quindi al capo meridionale di Manhattan e attraversiamo il ponte di Brooklyn visto che le prossime due destinazioni del nostro percorso gastronomico si trovano nel più popoloso dei borough della Grande Mela.

La prima che incontriamo ha sede, anzi, proprio ai piedi del ponte, al numero 1 di Front Street, in una di quelle magnifiche posizioni con vista sull’East River e sullo skyline di Manhattan che tanto hanno affascinato i cineasti americani: il Grimaldi’s Pizzeria.

Questo è un altro locale lontano dall’alta cucina degli chef ma non per questo meno apprezzato dagli avventori, tanto è vero che non è raro trovare code anche di due ore o più per entrarvi.

Considerata quasi unanimemente la miglior pizza di New York e vincitrice di numerosi premi anche a livello nazionale, la pizza preparata da Grimaldi è sempre stata molto apprezzata anche da grandi divi dello spettacolo, come ad esempio Frank Sinatra, che era un frequente avventore del locale.

La pizza più buona di Brooklyn e non solo

Aperto dall’italoamericano Patsy Grimaldi, che aveva a sua volta imparato a preparare pizze nella parte italiana di Harlem negli anni ’40, il locale è poi passato di mano negli anni ’90, finendo per essere acquistato da Frank Ciolli.

Tra l’altro contro di lui i Grimaldi hanno poi portato avanti diverse cause legali per l’utilizzo di un marchio che ormai, a New York come nel resto del paese, ha una certa fama.

Tra i punti di forza della pizzeria, gli americani elencano un forno fatto di mattoni e il fatto che le pizze non si vendano fette, ma solo intere, cose che per noi sono la normalità ma a New York – dove si è inventata nei decenni una pizza tutta nuova – elementi del genere costituiscono indubbiamente un valore aggiunto.

C’è però da dire che al contrario della legna, il forno è qui alimentato a carbone, cosa che dà alla pizza un sapore piuttosto diverso da quello a cui siamo abituati.

 

5. Chef’s Table at Brooklyn Fare

Addentriamoci, al quinto punto, all’interno di Brooklyn, fino al numero 200 di Schermerhorn Street, vicino all’Atlantic Avenue e al Barclays Center, il nuovo palazzetto dello sport inaugurato appena due anni fa e campo da gioco della squadra NBA dei Brooklyn Nets.

Qui troviamo il Chef’s Table at Brooklyn Fare, di nuovo un locale di lusso, l’unico in tutta Brooklyn a poter vantare tre stelle Michelin.

Aperto solamente nel 2009 dal ristoratore César Ramírez, è strutturato secondo una filosofia di fondo molto particolare: i posti a sedere sono appena 18, disposti attorno a un bancone, e questo fa sì che la lista d’attesa per una prenotazione sia almeno di sei settimane.

Inoltre all’interno del locale sono proibite fotografie, l’uso del cellulare e perfino prendere appunti, cosa che ha reso abbastanza arduo nei primi tempi il lavoro dei recensori; l’aspetto positivo è che però, come il nome del locale lascia intuire, si mangia realmente in cucina, e quindi si vedono gli chef preparare ogni singolo piatto che viene poi servito.

Mangiare nella cucina dello chef, con influenze giapponesi

Al di là di queste particolarità, la cucina del locale è molto apprezzata anche se i prezzi, di conseguenza, non sono certo economici: i piatti sono principalmente a base di pesce, con un misto di cucina americana contemporanea e influenze giapponesi, francesi e vegetariane.

Vengono solitamente serviti dai quindici ai venticinque piatti decisi dallo chef (anche se non è raro avvicinarsi anche ai trenta), senza un menù all’interno del quale si possa scegliere, ma le porzioni sono ben calibrate e non si corre il rischio di “riempirsi lo stomaco” troppo presto.

Inoltre il punto di forza è la scelta degli ingredienti e l’accostamento dei sapori: si privilegiano soluzioni semplici anche se gli ingredienti sono spesso piuttosto rari e scelti con accuratezza, tanto è vero che molte guide descrivono la cucina del locale come la migliore e la più sorprendente di New York.

 

Altri 10 ristoranti di New York, oltre ai 5 già segnalati

New York è talmente grande che è praticamente impossibile vederla tutta. E, per lo stesso motivo, è impossibile mangiare in tutti i suoi locali più importanti. Ciononostante può darsi che si abbia la fortuna di recarvi là più volte e in questo caso può essere utile qualche altro suggerimento gastronomico: ecco altri 10 locali da provare.

 

Gramercy Tavern

Aperto nel 1994, il Gramercy Tavern è uno dei più importanti del Flatiron District. Sorge sulla ventesima strada, tra Broadway e Park Avenue, e vanta una stella Michelin. Dal punto di vista culinario appartiene alla New American cousine.

Di proprietà del celebre imprenditore gastronomico Danny Meyer, che abbiamo già citato, vanta ai fornelli lo chef Michael Anthony. I coperti sono 130, anche se ulteriori persone possono essere accomodate al bar. È stato eletto più volte il miglior ristorante di New York, sia dai clienti che dal New York Times. I prezzi sono piuttosto elevati.

Via Carota

Un pochino più abbordabile dal punto di vista del portafoglio è Via Carota, uno dei principali ristoranti italiani della Grande Mela. Sorge in Grove Street, nel West Village. Gli chef sono Jody Williams e Rita Sodi, partner anche nella vita.

Ispirato, nell’arredamento, a una villa settecentesca toscana in cui la Sodi è cresciuta, il locale è abbastanza giovane ma ha già incontrato il favore dei newyorkesi e delle riviste specializzate, visto che vanta alcuni importanti premi in bacheca. La cucina è quella tipica italiana, anche se in parte rivisitata.

 

Per Se

Il Per Se è un ristorante che serve cucina francese, considerato uno dei migliori al mondo. Dalla sua ha infatti tre stelle sulla guida Michelin e la presenza in numerose classifiche internazionali. Proprietario e capo chef è Thomas Keller, quello che è considerato il miglior cuoco d’America, originario della California.

Il ristorante è stato aperto nel 2004 al quarto piano del Time Warner Center, un celebre palazzo di Manhattan. È piuttosto caro e richiede un dress code adeguato. Negli ultimi anni, però, è stato criticato da alcune riviste newyorkesi per non aversi saputo rinnovare e per essere quindi «datato e pretenzioso».

The Modern

A volte, quando si visita New York, non si ha tempo di andare in cerca di un apposito ristorante, presi dalle mille cose da vedere. Per fortuna, però, in alcuni casi si riesce ad unire l’utile e il dilettevole: è il caso del The Modern, il ristorante del MoMA, il celebre Museum of Modern Art.

Nonostante sia d’appoggio a un museo, il ristorante è di prima classe, tanto è vero che vanta due stelle Michelin e una serie di importanti riconoscimenti internazionali. Il pasto costa circa 150-200 dollari a persona, ma non si devono aggiungere mance per il personale, che lì sono vietate.

 

Keens Steakhouse

In questo articolo, come avrete notato, abbiamo cercato di darvi una panoramica non solo sui migliori ristoranti di New York in assoluto, ma anche su quelli più variegati. Oltre a quelli di classe, infatti, trovano spazio ottimi locali più alla mano.

Per questo non deve stupire la presenza di una steakhouse che si trova nel Garment District, sulla 36ª strada (tra la Fifth e Sixth Avenue). Aperta nel 1885, è la seconda steakhouse più antica della città e ha avuto tra i suoi clienti storici anche personaggi come Babe Ruth, Theodore Roosevelt, Albert Einstein, J.P. Morgan e altri.

Uncle Boons

A New York si respira in ogni strada un’aria internazionale. Così nel nostro elenco non possono mancare neppure locali che si affacciano su altri mondi, come l’Uncle Boons, specializzato in cucina tailandese. Una cucina comunque di grande qualità, tanto da meritare una stella Michelin.

Gestito dalla coppia di chef costituita da Matt Danzer e Ann Redding, il locale è molto caratteristico, con piccoli tavoli ma anche con una finestra aperta sulla cucina. Sorge a Spring Street, quasi a Little Italy, a due passi dal già citato Katz’s Delicatessen.

 

Wildair

Il Wildair è un locale particolare. È nato qualche anno fa come una sorta di “progetto parallelo” portato avanti da due chef, Jeremiah Stone e Fabian von Hauske, che già lavoravano al prestigioso ristorante Contra, piuttosto caro e molto ben recensito, in Orchard Street.

Sempre in Orchard Street, nel Lower East Side di Manhattan, sorge quindi il Wildair, che forse oggi si può dire che abbia superato il suo “fratello maggiore”. Apparentemente questo dovrebbe essere solo un wine bar, ma offre cibo di grande qualità ed è rinomato soprattutto per il suo pane e la sua carne.

Cote

Anche il Cote offre una panoramica – per la verità non economica – su un mondo diverso: la cucina è infatti qui coreana. Per la verità, anzi, l’intento del proprietario Simon Kim era quella di fondere la tradizione coreana del barbecue a quella americana della steakhouse.

Questa particolarità e la qualità delle sue creazioni hanno permesso al ristorante di ottenere una stella Michelin. Ovviamente i piatti su cui puntare sono gli assortimenti di carne, come il Buthcher’s Feast. Il locale sorge sulla 22ª, molto vicino a Madison Square Park.

 

Nur

Sempre asiatica è anche la cucina del Nur, che però offre piatti del vicino Oriente. Il locale si trova sulla 20ª strada, vicino a Broadway, nel Flatiron District e punta a rendere particolarmente originale l’esperienza del visitatore al suo interno.

Ovviamente questa originalità un po’ si paga, visto che i prezzi sono abbastanza elevati. Il proprietario è lo chef Meir Adoni, che proviene da Tel Aviv ma è fortemente influenzato da tutta la cucina mediorientale, araba e nordafricana.

Superiority Burger

Visto che, nel nostro immaginario, il vero piatto americano è l’hamburger, abbiamo deciso di chiudere la nostra lista con un locale che ne serve di particolarmente prelibati. Stiamo parlando del Superiority Burger, ristorante dello chef Brooks Headley, che ha lavorato in passato con Joe Bastianich.

Il Superiority Burger – che potete trovare sulla nona strada, nell’East Village – ha però due particolarità. La prima è che i suoi hamburger sono tutti vegetariani. La seconda è che, nonostante questo, i suoi panini sono stati più volte scelti come i più buoni di New York. Vale la pena di provarli.

 

E voi, quale ristorante di New York preferite?

Note e approfondimenti

 

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