Cinque film a luci rosse che hanno fatto epoca

Robert De Niro in Taxi Driver durante una delle sue visite in un cinema a luci rosse

Alzi la mano chi non ha mai visto un film a luci rosse. Bene o male, chi per curiosità, chi per vera e propria passione, un filmino lo abbiamo guardato tutti senza farci tante domande sul genere in sé o su quali siano le pellicole di quel tipo ad aver fatto la storia; solitamente quando si guardano film di questo tipo si cercano altre risposte, ma questo è un altro argomento.

Prima di soffermarci su cinque film a luci rosse che hanno fatto epoca, proviamo a chiederci perché quel tipo di film sia catalogato proprio con la dicitura “a luci rosse”. Ayzad nel suo XXX. Dizionario del sesso insolito (Castelvecchi, 2009) propone tre spiegazioni, la prima delle quali è fantasiosa anche secondo lui e affonda le sue radici addirittura nella Bibbia, nel libro di Giosuè per la precisione: siamo a Gerico e la prostituta Raab protegge i soldati del Signore che ricevono l’ordine di risparmiare la casa della donna, identificata con una corda rossa appesa alla porta.


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A quanto pare, però, l’origine del termine “a luci rosse” ha altre due spiegazioni, questa volta più plausibili: la prima vuole che in Cina, secondo un antichissimo uso, le case di piacere fossero indicate con lanterne rosse; la seconda ci porta sulle ferrovie dell’America dell’Ottocento, dove gli operai erano soliti lasciare le loro lampade di segnalazione, rosse, a portata di mano nei pressi dei luoghi in cui si incontravano con le prostitute.

Com’è e come non è, il termine “a luci rosse” è passato a indicare la raffigurazione su video o foto di atti sessuali (pratica, quella di rappresentare tali atti, antica quanto l’uomo). E dopo questa introduzione, passiamo a vedere cinque film a luci rosse che hanno fatto epoca.

 

Io sono curiosa. Giallo (1967), il primo film a luci rosse europeo

Più un documentario che altro, ma fece scalpore

La locandina originale di "Io sono curiosa"Siamo nel 1967 e il regista e sceneggiatore svedese David Harald Vilgot Sjöman gira quello che è considerato il primo film a luci rosse europeo: Io sono curiosa. Giallo. La pellicola ha un taglio documentaristico ed è considerata a luci rosse, anche se più di qualche critico non la vede come un film osceno.

Potremo quasi parlare di un meta-film perché nella trama la protagonista, Lena (interpretata da Lena Nyman) è chiamata a partecipare come personaggio principale di un film sulla giustizia sociale diretto proprio da Vilgot Sjöman, che interpreta se stesso. Prima di giungere a questo punto, Lena ha avuto modo di sperimentare tutto quello che voleva sperimentare e anche durante le riprese del film si innamora del giovane attore Börje. Insomma, un polpettone nordico, diciamolo pure, che oggi non desterebbe certo alcuno scalpore.

 

Boys in the Sand (1971), il primo film gay a luci rosse

Nato come una parodia, ebbe un enorme successo

"Boys in the Sand", il primo porno gay della storiaNel 1970 William Friedkin girò il film Festa per il compleanno del caro amico Harold che è passato alla storia per essere stato il primo film hollywoodiano a trattare il tema dell’omosessualità. In inglese il titolo del film è The Boys in the Band.

Fu così che l’anno successivo il regista Wakefield Poole ne girò una parodia dal titolo Boys in the Sand che è considerato il primo film omosessuale a luci rosse (prima di questo, bisogna ricordare Song of the Loon che è del 1970 ed è considerato il primo western gay, ma non certo a luci rosse). Tra l’altro The Boys in the Sand ha lanciato Casey Donovan, ritenuto il primo pornodivo gay. Il successo del film (solo negli USA portò a casa ben 800mila dollari) spinse diversi produttori a investire in questo campo.

 

Gola profonda (1972), tra i film a luci rosse più noti

Il primo film per adulti ad avere una trama ben definita

"Gola profonda", il più celebre film a luci rosse della storiaIl primo film a luci rosse made in USA è stato Mona the Virgin Nymph diretto nel 1970 da Michael Benveniste e Howard Ziehm. Tuttavia è con Gola profonda del 1972 che si ebbe un enorme successo. La pellicola era diretta da Gerard Damiano e interpretata da Linda Lovelace. È stato il primo film del genere ad avere una trama in tutto e per tutto (insomma: lo sappiamo che in questi film ogni scusa è buona per andare a finire lì!) e personaggi ben delineati. Il film ebbe un tale successo che uscì dai soliti circuiti del cinema a luci rosse e venne apprezzato anche da un pubblico mainstream.


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Come è noto, Gola profonda racconta la storia di Linda, una prostituta, che non riesce mai a essere soddisfatta dai suoi incontri di sesso, tanto che nemmeno gli uomini più dotati riescono a farle provare piacere. Tutto questo fino a quando, grazie al dottor Young, viene a scoprire che la sua clitoride non è lì dove dovrebbe essere, ma è in gola. E così il significato di “gola profonda” è chiaro a tutti, vero?

 

The Opening of Misty Beethoven (1976), il migliore di tutti i tempi

Una perla del genere, assicurano gli esperti

"The Opening of Misty Beethoven"Siamo nel 1976 e Radley Metzger gira The Opening of Misty Beethoven, noto anche semplicemente come Misty Beethoven, considerato come il miglior film a luci rosse di tutti i tempi. Il film è stato girato tra Roma e New York e quando uscì era il film a luci rosse più costoso di sempre.

È una parodia in chiave spinta del Pigmalione di George Bernard Shaw e narra di un medico sessuologo, Seymour Love (che fantasia!), che vuole trasformare una prostituta di basso rango – Dolores “Misty” Beethoven, interpretata da Constance Money – in una dea del sesso. Ma le cose non vanno come il dottore aveva programmato e l’elevazione a dea del sesso è così alta che la nostra Dolores “Misty” Beethoven diventa la dominatrice del dottor Love.

 

Sesso nero (1978), il primo film a luci rosse italiano

Secondo il regista, il film «faceva parte di un discorso di ricerca, di pionierismo»

La versione internazionale di "Sesso nero"E come stanno le cose nella terra del grande Rocco Siffredi? Sembra che il primo film a luci rosse italiano sia Sesso nero, di Joe D’Amato, girato nel 1978 ma uscito nelle sale solo nel 1980. Diciamo “sembra” perché non tutti sono d’accordo su questo fatto (per la serie: noi italiani riusciamo a litigare pure sui filmini sozzi!).

Comunque, Sesso nero non ha a che fare con le tanto declamate doti degli uomini di colore, ma con la magia nera. Racconta di un uomo, Mark, che prima di sottoporsi all’operazione di prostata che potrebbe renderlo impotente, decide di andare a spassarsela a Santo Domingo, dove anni prima aveva conosciuto Maira, la ragazza della sua vita.


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Mentre va alla ricerca di Maira si diletta con altre donne fino a quando viene a sapere che Maira è morta e suo padre era uno stregone. A questo punto il nostro Mark ha delle allucinazioni ed è convinto di vedere Maira viva e con lei ha un rapporto sessuale al termine del quale, scoperto l’inganno cui è stato sottoposto, si evira. Alla faccia della prostata!

Il film è considerato una pietra miliare del genere, tanto che nel 2006 venne proiettato, in versione restaurata, alla prestigiosa Cinémathèque Française.

 

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