La natura, come diceva il poeta, sa essere matrigna: ci dà ma ci toglie anche tanto, e spesso nelle maniere più impensabili. I cataclismi sono, purtroppo, sempre dietro l’angolo, nonostante i progressi della scienza, e quando non è la natura stessa a colpirci ci pensa l’uomo, con la sua tecnologia che scappa fuori controllo o la sua sete di potere e di grandezza. Ovvio che, davanti a temi del genere, l’arte abbia prodotto, nei secoli, centinaia di capolavori, che hanno cercato di sintetizzare la lotta dell’uomo contro queste forze avverse. Ma oggi il compito di raccontare queste storie è probabilmente affidato ai film catastrofici.

Sotto questa etichetta, infatti, vengono catalogati in genere quei film thriller, a volte anche d’azione, che hanno al centro della loro trama un evento disastroso, avverso, appunto una catastrofe. Si può trattare di un terremoto o di una glaciazione, come dell’affondamento di un transatlantico o dell’incendio di un grande palazzo.

Film del genere, d’altronde, hanno sempre un grande successo, anche quando non sono di ottima qualità. Un evento di questo tipo, infatti, è già di per sé altamente drammatico, emoziona e lascia col fiato sospeso, fa sperare e commuovere. È insomma adattissimo al cinema.

L’unico difetto è che, in genere, un film del genere necessita di capitali ingenti. Per riprodurre su pellicola i grandi eventi che danno origine alla trama c’è bisogno infatti di costosi effetti speciali, di gigantesche scenografie da distruggere, di cast ampi e corali. Quando però si spende molto, in genere si riesce anche a guadagnare.

Negli ultimi anni, anche grazie alla prospettiva di facili introiti, molti produttori si sono quindi buttati su questo filone, realizzando decine e decine di film. Alcuni sono particolarmente riusciti, altri invece piuttosto scontati e banali. Noi ne abbiamo scelti cinque che ci sembrano i migliori sul mercato, dagli anni ’70 a oggi: eccoveli.

 

1. The Day After Tomorrow

Quando abbiamo finito di scegliere i cinque film da mettere in questo elenco, subito ci siamo chiesti in che ordine proporveli. Partire dai più vecchi e poi proseguire via via con i più recenti oppure scegliere l’ordine esattamente inverso? Oppure, ancora, disporli sulla base dell’importanza?

Alla fine abbiamo optato per una soluzione di compromesso. Ci siamo infatti accorti che partendo dai più recenti ed andando poi via via a ritroso l’elenco si disponeva in un certo senso anche in un ordine tematico. Si partiva, infatti, da quelli più tragici e più catastrofici e poi si andava ai più ingenui, ai classici del passato.

I protagonisti di The Day After Tomorrow, uno dei più celebri film catastroficiParlando di film di questo tipo, infatti, risulta evidente fin da subito che un ruolo di primo piano lo giocano gli effetti speciali. E visti i clamorosi balzi in avanti che la grafica al computer ha portato in questo settore, di fatto i film più recenti sono anche quelli più convincenti, almeno dal punto di vista della spettacolarità.

Abbiamo scelto quindi di partire da The Day After Tomorrow – L’alba del giorno dopo, film del 2004 scritto e diretto da Roland Emmerich, regista tedesco specializzato nel settore. Nella sua carriera, infatti, vanta altri film catastrofici di livello come ad esempio Independence Day e Godzilla [1].

L’inverno è arrivato

Il film prende spunto dai dibattiti che riguardano le politiche ambientali davanti al problema del surriscaldamento globale. Un climatologo, Jack Hall, all’inizio della storia si rivolge infatti agli uomini più potenti del mondo per avvertirli del possibile avvento di una nuova era glaciale, senza però venir preso sul serio.

The Day After TomorrowÈ in particolare il vicepresidente degli Stati Uniti che minimizza gli allarmi dello studioso, rimandando gli investimenti necessari per arginare il problema. Le parole di Hall, però, si rivelano fin troppo fondate, tanto è vero che una serie di cataclismi climatici si abbatte sul mondo, colpendo in particolare gli Stati Uniti.

Tra chi viene sorpreso dal maltempo e da quella che pare essere una nuova glaciazione c’è anche il figlio di Hall, Sam, che si trova a New York per una gara scolastica assieme a vari compagni, tra cui la ragazza di cui è innamorato, Laura.

Mentre il padre cerca di trovare soluzioni al maltempo, finalmente riuscendo a collaborare con le autorità, il ragazzo dovrà cercare di sopravvivere e di mettere in salvo anche l’amica, che rimane pure ferita nelle vicende. Il tutto all’interno di un mondo per il quale non sembrano esserci molte vie di scampo.

 

2. Deep Impact

Nel luglio 1994 il mondo degli appassionati di astronomia fu scosso da una notizia unica, nel suo genere. Qualche mese prima, infatti, un gruppo di astronomi composto da Eugene Shoemaker, Carolyn S. Shoemaker e David Levy avvistò una cometa che girava attorno a Giove e che sembrava prossima a precipitare sul pianeta.

Un evento del genere non era mai stato osservato direttamente dagli studiosi, e quando la cometa precipitò, appunto nel luglio 1994, destò grande emozione. Permise anche di studiare il comportamento dell’orbita di Giove, ma al pubblico comune interessò soprattutto il modo in cui i detriti precipitarono sul pianeta.

I protagonisti di Deep ImpactSubito, i produttori di Hollywood decisero che tutta quell’emozione poteva essere convogliata in un soggetto cinematografico. Proprio con la consulenza dei coniugi Shoemaker, fu quindi allestita una sceneggiatura firmata da Bruce Joel Rubin e Michael Tolkin. Sceneggiatura in cui la cometa però non puntava su Giove, bensì sulla Terra.

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Avvistata da un giovane ragazzo appassionato di astronomia, l’orbita della cometa veniva individuata da un astronomo di fama, che però nella frenesia di comunicare la notizia moriva in un incidente d’auto. Così passava un anno prima che il resto del mondo si rendesse conto di quello che stava per accadere.

L’estremo sacrificio

Tutte le potenze mondiali, a quel punto, decidevano di intervenire, finanziando una missione che andasse nell’orbita terrestre per cercare di distruggere la cometa. Nel frattempo, sulla Terra si organizzavano rifugi che però non avrebbero mai potuto contenere tutti gli abitanti del pianeta.

Deep ImpactI tentativi nello spazio ben presto fallivano, o conseguivano risultati minimi, mentre il film seguiva le vicende di varie persone, mostrando come reagivano a una morte che pareva sempre più imminente.

Alla fine, però, un parziale lieto fine si intravedeva all’orizzonte, soprattutto grazie al sacrificio di astronauti e persone comuni, che decidevano di rinunciare alla loro vita nell’estremo tentativo di salvare la vita sul pianeta Terra.

Il film era diretto da Mimi Leder, una delle poche registe donna di Hollywood, e vedeva la partecipazione di un cast di prim’ordine, necessario per la riuscita di un film così corale. Tra gli interpreti figuravano infatti Robert Duvall, Téa Leoni, Elijah Wood, Vanessa Redgrave, Maximilian Schell e Morgan Freeman.

 

3. Titanic

Le catastrofi non sono, purtroppo, solo immaginarie. A volte le catastrofi avvengono anche nella vita vera: terremoti, tifoni, tsunami e altri prodigi della natura sono purtroppo ancora un elemento frequente trattato dai notiziari e in grado di segnare profondamente le nostre vite.

Ovviamente anche il cinema ha cercato di raccontare questi eventi, soprattutto quando hanno assunto i contorni del dramma e sono riusciti a segnare la vita di personaggi particolari. Così è stato ad esempio con la tragedia del Titanic, una catastrofe che ha affascinano fin da subito milioni di persone, anche per il suo valore simbolico.

Leonardo DiCaprio e Kate Winslet pronti a baciarsi in TitanicCome certamente saprete, il Titanic era un transatlantico che nel 1912 iniziò a solcare i mari dell’Oceano Atlantico, con lo scopo di garantire un collegamento settimanale tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, le due maggiori potenze economiche del tempo.

Era, all’epoca, la più lussuosa nave del mondo e forse l’esempio massimo di come la tecnica stesse cambiando la vita delle persone. In lui si convogliavano, in un certo senso, le speranze della belle époque, la fiducia in un progresso indeterminato per l’umanità. Purtroppo queste speranze andarono letteralmente a cozzare contro un iceberg.

L’incidente e il film

Nella notte tra il 14 e il 15 aprile 1912 il Titanic si scontrò contro un iceberg e affondò, portando alla morte di più di 1.500 persone. La vicenda scosse profondamente l’opinione pubblica del tempo e rimase emblematica, tanto è vero che fu portata più volte al cinema. L’adattamento più famoso, però, è quello del 1997.

Titanic, il film d'amore commovente per eccellenzaDiretto da James Cameron, Titanic si fregiava dell’interpretazione di due star in ascesa, che da lì in poi avrebbero dato vita a una luminosa carriera. Il protagonista maschile, Jack Dawson, era infatti interpretato da Leonardo DiCaprio, mentre il principale personaggio femminile, Rose, era affidato a Kate Winslet.

Il film puntava le sue carte sul dramma e sul romanticismo, presentando la storia d’amore di due ragazzi separati dalle diverse condizioni sociali. Ma, da un certo punto in poi, il vero protagonista diventava la catastrofe vera e propria, cioè il dramma dell’affondamento.

Mentre la nave lentamente sprofondava, sul ponte del Titanic serpeggiava infatti il panico e tutti cercavano di mettersi in salvo, anche mostrando in certi casi le peggiori forme di egoismo. Jack e Rose venivano così separati e anche il loro destino differiva, ma l’amore in un certo senso riusciva ad andare oltre la catastrofe.

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4. L’inferno di cristallo

I grandi kolossal catastrofici degli ultimi trent’anni che abbiamo presentato finora sono però solo l’ultima propaggine di un genere che ha radici molto più vecchie. Anche quando non c’erano gli effetti speciali computerizzati, infatti, il filone metteva in cantiere film importanti, baciati anche da copiosi incassi al botteghino.

L'inferno di cristallo, uno dei più famosi film catastroficiForse il titolo di maggior successo tra quelli della “vecchia era” fu L’inferno di cristallo, lanciato nelle sale nel 1974 con un cast formato da attori famosissimi. I due protagonisti erano infatti Paul Newman e Steve McQueen.

Il primo era già un veterano, con cinque nomination agli Oscar, ormai quasi cinquantenne ma reduce da un grande successo come quello de La stangata. Il secondo, McQueen, stava vivendo il periodo più intenso della sua carriera, visto che nei due anni precedenti era comparso in Getaway! e Papillon.

Accanto a loro c’erano giovani di belle speranze come Faye Dunaway, Susan Blakely e O.J. Simpson, vecchie glorie come Fred Astaire, William Holden e Jennifer Jones e pure qualche star televisiva come Richard Chamberlain e Robert Vaughn. A dirigere il tutto, il britannico John Guillermin, specializzato in film di guerra.

Il grattacielo e l’incendio

E in un certo senso L’inferno di cristallo era proprio un film di guerra, anche se ambientato nelle moderne metropoli americane. Il film raccontava infatti di un nuovo grattacielo costruito a San Francisco, il più alto del mondo, che veniva inaugurato alla presenza di tutte le autorità.

L’incuria nella realizzazione dell’impianto elettrico dell’edificio, però, provocava subito un corto circuito che sfociava presto in un incendio. E la situazione presto degenerava, portando gli ospiti ad atti di eroismo inatteso o di immane egoismo, crisi di panico e disperazione.

Paul Newman e Faye Dunaway in L'inferno di cristalloGrazie all’intervento dei vigili del fuoco si cercava di mettere in salvo varie persone, ma tutte le strade diventavano presto impraticabili, costringendo gli ospiti superstiti ad accatastarsi sulla terrazza panoramica in cima al grattacielo. E da lì si tentava la fuga prima tramite un elicottero, poi grazie a una sorta di teleferica.

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Come in ogni film catastrofico che si rispetti, le vittime alla fine erano parecchie, ma l’occhio dello spettatore aveva modo di posarsi su alcuni personaggi che – per via del loro altruismo o dei loro nervi saldi – riuscivano anche a salvarsi. E a strappare l’applauso liberatorio del pubblico.

 

5. L’avventura del Poseidon

Come abbiamo detto, negli ultimi decenni i film catastrofici hanno giovato parecchio dell’avvento della CGI, gli effetti speciali realizzati con la computer grafica. Prima di allora bisognava arrangiarsi con metodi più artigianali, ma i risultati riuscivano comunque, in certi casi, ad essere encomiabili.

L'avventura del PoseidonTalmente encomiabili, anzi, che a volte i grandi festival e premi internazionali dovevano attrezzarsi in fretta e furia per assegnare un premio a film di questo tipo. Questo è quello che avvenne anche per L’avventura del Poseidon, film del 1972 che venne premiato all’Oscar per la miglior canzone e, con un premio extra, per i migliori effetti speciali.

La pellicola, d’altronde, basava gran parte della sua riuscita proprio sugli effetti visivi curati da L.B. Abbott e A.D. Flowers. La storia – tratta da un romanzo – era quella di una nave da crociera, appunto il Poseidon, che nel Mar Egeo, poco prima di arrivare ad Atene, veniva investita da un’onda anomala di 50 metri d’altezza e si capovolgeva.

Anche qui, come in L’inferno di cristallo e in Airport (il film del 1970 che aveva aperto il filone hollywoodiano dei film catastrofici), la storia si concentrava su un gruppo di superstiti che dovevano cercare la salvezza tra fiamme, esplosioni e imprevedibili allagamenti.

Eroi e martiri

I ruoli principali erano affidati pure qui ad attori di buon livello. Il protagonista assoluto era forse Gene Hackman, impegnato a dar vita a un risoluto reverendo, Frank Scott. Di fianco a lui però si muovevano anche Ernest Borgnine, Shelley Winters ed altri importanti attori.

Nel cast, in un ruolo in realtà relativamente secondario, ci piace segnalarvi anche Leslie Nielsen, che qualche anno più tardi sarebbe diventato famoso grazie a una parodia di questo genere catastrofico. Divenne infatti uno dei protagonisti di L’aereo più pazzo del mondo (e poi, più avanti, della trilogia di Una pallottola spuntata).

Il cast de L'avventura del PoseidonCome in ogni film catastrofico che si rispetti, i morti si contano a centinaia, anche tra i protagonisti su cui la cinepresa indugia particolarmente. Ma in quest’ultimo caso si tratta in alcuni casi di sacrifici, della scelta cioè di morire in un’azione eroica per permettere ai compagni di viaggio di salvarsi.

Alla fine infatti l’unica via di fuga risulta essere quella di salire fino al fondo della nave, che è ora la sola parte che emerge sopra il pelo dell’acqua. E una volta giunti lì, i pochi sopravvissuti verranno salvati da un elicottero francese.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Qui, tra l’altro, potete leggere una gustosa intervista al regista, in cui si parla dei suoi prossimi lavori ma anche della sua idea di cinema.

 

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