12 film che fanno riflettere e ti cambiano la vita

Come Fight Club può cambiarti la vita

Non sono per forza i più belli o i più riusciti, ma sono quelli che riescono in qualche modo a farti vedere il mondo in maniera diversa, a farti riconsiderare il tuo stile di vita, a farti prendere in esame le cose a cui dai più importanza per controllare se davvero meritano quella considerazione: stiamo parlando dei film che ti fanno riflettere e che soprattutto sono in grado di cambiarti la vita.

Ognuno, in casi come questo, ha una sua personalissima lista, perché si possono trovare le risposte anche in scene che di per sé non vogliono dir nulla; noi, però, abbiamo cercato di scegliere cinque film che ci pare possano parlare a molti e forse addirittura a tutti, perché riescono a toccare corde universali. Scopriamoli assieme.


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1. Forrest Gump

La vita come una scatola di cioccolatini

Forrest Gump è uno dei classici film che cambiano la vita (o almeno il modo di pensare)«La vita è uguale a una scatola di cioccolatini: non sai mai quello che ti capita». In questa frase, imparata da sua madre, si condensa la filosofia di vita di Forrest Gump, personaggio straordinario nato dalla mente del romanziere Winston Groom e portato sul grande schermo da Robert Zemeckis nel 1994.

Un film che ha segnato un’epoca, che si è portato a casa sei premi Oscar, ovvero tutti quelli principali, e che è diventato un vero e proprio fenomeno di costume: nella seconda metà degli anni ’90 non c’era persona sulla faccia della terra che non avesse pronunciato almeno una volta la frase “stupido è chi lo stupido fa” o non avesse apprezzato le disavventure del buon Gump.

Il successo nonostante la scarsa intelligenza

La storia è nota. Forrest è un bambino dal quoziente intellettivo piuttosto basso che però, prima grazie alla tenacia della madre e poi alla sua stessa forza di volontà (alimentata, di tanto in tanto, dal grande amore della sua vita, Jenny), riesce ad arrivare ai vertici della società americana, primeggiando nell’atletica e in guerra e diventando un vero e proprio guru, sempre all’insegna di frasi e motti che manifestano come la vita sia molto meno complicata di come a volte ce la figuriamo.

Nonostante attraversi trent’anni di storia americana, non c’è critica sociale nel film ma solo una spinta motivazionale ad andare avanti, perché se non si molla, se si insiste, se “si corre” non c’è ostacolo che tenga.

 

2. La vita è bella

L’importanza della speranza

La vita è bella, straordinario film di Roberto BenigniCompletamente diverse sono l’ambientazione e la trama di La vita è bella, altra pellicola capace di fare il botto ai premi Oscar (miglior film straniero, miglior attore protagonista e miglior colonna sonora) del 1999, due anni dopo la sua uscita in Italia.

La trama della straordinaria pellicola di Roberto Benigni, sceneggiata assieme al fido Vincenzo Cerami, infatti si concentra su una pagina tragica della nostra storia recente, e cioè l’Olocausto, riuscendo però a far convivere dramma e comicità, pesantezza e leggerezza, in un mix talmente equilibrato da risultare in una qualche misura irripetibile.

La storia è quella dell’ebreo Guido, che nel ’39 si trasferisce ad Arezzo e qui si innamora di una donna non ebrea, Dora, che riesce dopo qualche vicissitudine a conquistare; i due hanno un figlio, Giosuè, ma nel ’45, nelle fasi finali della guerra, vengono deportati dai tedeschi verso un lager.

Un gioco a premi per vincere un carro armato

Qui Guido riesce, tramite buona inventiva e un po’ di fortuna, a far credere al proprio figlio di star partecipando ad un gioco a premi per la conquista di un carro armato vero, risparmiandogli l’orrore del lager e riuscendo così a dargli la fiducia e la speranza necessarie per sopravvivere. Un film che insegna che anche nelle tragedie più immani ci può essere un filo di speranza, e che questa speranza e la dignità possono essere l’unico antidoto contro la barbarie.

 

3. Fight Club

Ritorno alle passioni primordiali

La locandina di Fight Club, bel film che fa riflettere ed emozionaFinora abbiamo parlato di due film che presentano personaggi che, da una situazione ostica o tragica, riescono a emergere grazie alla loro forza d’animo interiore. Fight Club, al contrario, ci presenta un mondo in cui l’unico modo per sopravvivere è accettare la tragedia e in un certo senso cavalcarla.

Diretto da David Fincher a partire dal bel romanzo omonimo di Chuck Palahniuk, il film non ha avuto molto successo alla sua prima uscita, nel 1999, ma ha saputo conquistarsi estimatori e fan con l’andare del tempo, diventando rapidamente di culto, anche grazie alle ottime interpretazioni dei suoi tre protagonisti, Edward Norton, Brad Pitt e Helena Bonham Carter (ma nel cast ci sono anche Jared Leto e Meat Loaf).


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In una sorta di nichilismo post-moderno, Palahniuk e Fincher ci presentano la vita apparentemente insensata del protagonista, una vita che riceve una scossa dall’incontro con Tyler Durden, produttore di sapone che organizza anche incontri di lotta clandestini all’insegna del motto “combatti per conoscere te stesso”.

In breve i due radunano attorno a loro una serie di disperati alla ricerca di un’identità e di un senso nella loro esistenza, fino a un esito sconvolgente e tragico. Un film che cerca di ridimensionare il mito del successo e dello stile di vita occidentale in favore di passioni più primordiali e autentiche.

 

4. La ricerca della felicità

Il sacrificio e il successo

La ricerca della felicità, di Gabriele MuccinoÈ in qualche misura italiano anche La ricerca della felicità, film datato 2006 e diretto da Gabriele Muccino in quello che è stato il suo primo lavoro americano. Scritto da Steve Conrad a partire dalla vera vita dell’imprenditore Chris Gardner, il film è stato interpretato e prodotto da Will Smith, che vi ha recitato assieme al figlio Jaden, a Thandie Newton e a Dan Castellaneta, il celebre e compianto doppiatore originale di Homer Simpson.

La trama, fortemente drammatica, narra il percorso lavorativo di Gardner nei primi anni ’80 a San Francisco: l’uomo si era infatti lanciato in un investimento rischioso, acquistando una partita di scanner medici che poi non riusciva a vendere ai vari ospedali. Questo lo portò letteralmente sul lastrico, incapace di pagare un affitto per sé e per il proprio figlio, rimastogli appresso dopo l’abbandono della moglie.

L’etica americana

Ciononostante, l’uomo riuscì ad entrare in un’agenzia di broker a costo di innumerevoli sacrifici e poi a risollevarsi, ridando ordine e dignità alla sua vita. Un film centrato sull’importanza del sacrificio, decisivo – nell’etica americana e calvinista – per giungere al successo, in cui la felicità viene forse ridotta solo a una questione economica ma che non manca di ispirare chiunque voglia credere di potercela fare, nella vita, con le proprie forze.

 

5. I sogni segreti di Walter Mitty

Come diventare artefici del proprio destino

I sogni segreti di Walter MittyMolto recente è poi I sogni segreti di Walter Mitty, bella pellicola del 2013 sceneggiata ancora una volta da Steve Conrad – ormai uno specialista dei film che tentano di cambiare prospettiva alla nostra vita, visto che ha al suo attivo anche The Weather Man – a partire da un racconto, The Secret Life of Walter Mitty, scritto addirittura nel 1939 da James Thurber, grande vignettista e scrittore del New Yorker dei tempi d’oro.

Il film è stato prodotto, diretto e interpretato da Ben Stiller, per la verità dopo una lavorazione che durava addirittura dal 1994 ed era passata più volte di mano, e vede anche la partecipazione anche di Sean Penn e Shirley MacLaine.


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La storia è quella, appunto, di Walter Mitty, un timido impiegato della rivista Life che sogna continuamente a occhi aperti, pur non trovando mai il coraggio per prendere in mano la propria vita. A scuoterlo dal suo torpore arrivano due notizie: da un lato, l’imminente chiusura della versione cartacea del magazine, col conseguente licenziamento di molti impiegati.

Dall’altro, l’invio da parte del fotografo di punta di un negativo fondamentale, destinato a diventare la copertina dell’ultimo numero in edicola, negativo che però Mitty perde. Da qui parte una sarabanda di avventure che modifica profondamente il protagonista. Un elogio di ogni tentativo di diventare artefici del proprio destino e un invito, caloroso e quasi commosso, a prendere in mano la propria vita.

 

Altri 7 film che ti cambiano la vita e ti fanno riflettere, oltre ai 5 già segnalati

Questi primi film potrebbero davvero colpirvi dritti al cuore e alla mente, ma forse potreste averli già visti. Per questo motivo abbiamo deciso, in modo più veloce, di suggerirvi qualche altro titolo. Si tratta di grandi classici che però non hanno smesso di lasciare il segno.

 

Le ali della libertà

Le ali della libertàTratto da un racconto di Stephen King, Le ali della libertà è stato realizzato nel 1994 grazie alla regia e alla sceneggiatura di Frank Darabont. Vanta un cast di prim’ordine, coi due ruoli principali affidati a Tim Robbins e Morgan Freeman.

Amatissimo dal pubblico, narra la storia di Andy Dufresne, un banchiere condannato ingiustamente a due ergastoli. Imprigionato in un carcere molto duro, impara lentamente a sopravvivere, nonostante la corruzione del direttore e la violenza delle guardie e di alcuni compagni di prigionia. Ed elabora un astuto modo per riguadagnare la propria libertà.

L’attimo fuggente

L'attimo fuggenteL’attimo fuggente lo conoscete certamente tutti, ma può darsi che da molto tempo non lo guardiate più. Eppure il capolavoro di Peter Weir, nonostante una certa vena retorica, riesce ad incantare ancora oggi, anche a causa del trasporto e del talento dei suoi attori, in primis Robin Williams.

In questo caso la trama si concentra su un professore di letteratura, John Keating, che nel 1959 arriva ad insegnare in un prestigioso collegio maschile. Qui i suoi modi insoliti e coinvolgenti finiscono per affascinare gli studenti, ma anche per destare la preoccupazione dei più conservatori tra i genitori.

 

La città incantata

La città incantataIn mezzo a tanti film hollywoodiani ed in live action vogliamo proporvene uno un po’ particolare. La città incantata proviene infatti dal Giappone ed è un cartone animato, prodotto dal maestro dell’animazione giapponese Hayao Miyazaki nel 2001.

La protagonista è Chihiro, una bambina di 10 anni che per caso si trova introdotta in una città abitata da diversi spiriti. Mentre i suoi genitori vengono trasformati in maiali da una maga, lei si impegna per liberarli facendo esperienza di diverse realtà. Un film magico, premiato con l’Orso d’Oro a Berlino e l’Oscar per il miglior film d’animazione.

The Truman Show

The Truman ShowPeter Weir l’abbiamo già citato a proposito de L’attimo fuggente. Qualche anno più tardi, nel 1998, ha però diretto un altro film che merita di essere incluso in questa lista, il particolarissimo Truman Show interpretato da Jim Carrey.

La storia anticipava alcuni temi che oggi sono divenuti di primaria importanza, come il ruolo della televisione e i meccanismi di controllo della società, che ormai mettono a rischio sempre più pesantemente la privacy. Al centro della trama c’era infatti Truman, un uomo cresciuto per anni senza sapere di vivere all’interno di un reality show.

 

Vita di Pi

Vita di PiTratto da un romanzo del canadese Yann Martel, Vita di Pi è un film del 2012 di Ang Lee, già vincitore di svariati premi Oscar, Orsi d’Oro a Berlino e Leoni d’Oro a Venezia. Anche Vita di Pi, d’altra parte, gli ha fruttato numerosi riconoscimenti, tra cui un ulteriore Oscar per la miglior regia.

Pi è un ragazzo indiano che parte, col padre e la famiglia, alla volta del Canada, in cerca di fortuna. La famiglia si porta dietro però una serie di animali, visto che in patria gestiva uno zoo. Così, quando la nave fa naufragio, Pi si ritrova su una zattera di salvataggio con Richard Parker, che, a dispetto del nome, è una tigre.

Se mi lasci ti cancello

Se mi lasci ti cancello, ovvero Eternal Sunshine of the Spotless MindAvete mai sognato di poter cancellare dalla vostra memoria tutti i pensieri negativi, i ricordi sbagliati e le sofferenze patite? Questo è lo spunto iniziale di Se mi lasci ti cancello, film del 2004 diretto da Michel Gondry e a volte presentato anche col suo titolo originale di Eternal Sunshine of the Spotless Mind.

Il protagonista, Joel, scopre infatti che la sua ex lo ha completamente rimosso dalla memoria grazie ad una macchina offerta dalla Lacuna Inc. Per ripicca, cerca di sottoporsi allo stesso trattamento, con esiti però inaspettati. Nel film recitano star del calibro di Jim Carrey, Kate Winslet, Mark Ruffalo, Elijah Wood, Kirsten Dunst e Tom Wilkinson.

 

Qualcuno volò sul nido del cuculo

Qualcuno volò sul nido del cuculoTorniamo un po’ indietro nel tempo, risalendo fino al 1975. In quell’anno il mondo del cinema fu sconquassato da un film stranissimo, diretto da un regista emigrato dalla Cecoslovacchia di nome Miloš Forman. Il film si intitolava Qualcuno volò sul nido del cuculo ed era stato fortemente voluto da Michael Douglas, giovane attore passato momentaneamente alla produzione.

La pellicola era la prima a parlare veramente di disagio mentale, visto che la storia era ambientata in un ospedale psichiatrico. Il protagonista, Randle McMurphy (interpretato da Jack Nicholson), vi finiva dentro simulando una pazzia che gli poteva evitare una condanna, ma poi si trovava invischiato nelle storie di vari pazienti.

 

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Forrest Gump e il suo sergente istruttore

 

E voi, quale film che fa riflettere preferite?

 

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