Cinque film con John Travolta meno famosi ma non meno belli

John Travolta e i suoi film più belli, anche se meno famosi

John Travolta è un attore che nella sua carriera ha avuto alti e bassi, ma che ha saputo dimostrare negli ultimi anni di avere una grande versatilità: ruoli drammatici, ironici, talvolta rivelatori, come vedremo nei cinque film che vi illustrerò in seguito e che di certo vi colpiranno per le storie che raccontano.

In questa selezione, ho proprio per questo deciso di lasciare fuori titoli fin troppo scontati, come Grease, La febbre del sabato sera, Pulp Fiction o Hairspray, concentrandomi su pellicole che magari sono meno famose ma non per questo meno belle o interessanti.

 

I colori della vittoria

Uno spaccato crudo e sincero della politica americana

I colori della vittoria (Primary Colors) è un film del 1998 diretto da Mike Nichols, presentato fuori concorso al 51° Festival di Cannes.

Henry Burton (Adrian Lester) viene coinvolto nello staff per la campagna elettorale del governatore Jack Stanton (John Travolta), sebbene sia reticente a fidarsi del reale scopo di questo democratico che punta alla Casa Bianca per il titolo di presidente.


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Lungo tutto il percorso verso la candidatura, incontrerà determinati collaboratori del governatore, tra cui Libby Holden (Katy Bates), con la quale stringerà una grande amicizia, sebbene con risvolti drammatici. Tra scandali sessuali, tentativi di diffamazione sul passato poco ortodosso del governatore e gravidanze da nascondere, questo film illustra in maniera magistrale un dipinto dettagliato della politica.

Questa pellicola vi commuoverà sotto molti punti di vista e al contempo vi condurrà sulla ripida salita dell’affrontare le conseguenze delle proprie azioni.

 

A Civil Action

Lotta per la denuncia sociale

A Civil Action è un film del 1998 diretto da Steven Zaillian, basato su un fatto realmente accaduto.

La vicenda si svolge a Boston. L’avvocato Jan Schlichtmann (John Travolta), socio di uno studio legale, viene invitato a patrocinare una causa contro due industrie, “Beatrice Foods” e “WR. Grace & Co.”, accusate da Anne Anderson (Kathleen Quinlan) e da altre otto famiglie della cittadina di Woburn di aver inquinato l’acqua con i loro scarichi di rifiuti tossici. Per questo motivo, le famiglie hanno perso i loro figli a causa della leucemia.

Jan accetta il caso pensando di poter aumentare la fama del suo studio vincendo la causa. Presto lui e i suoi soci si ritroveranno coinvolti in una battaglia giudiziaria serrata con gli avvocati delle due aziende, Jerome Facher (Robert Duvall) e William Cheeseman (Bruce Norris), che li condurrà a un finale senza esclusione di colpi e dall’esito incerto.

La lotta per la giustizia percorrerà strade tortuose in questo film, che vi porterà a riflettere sui fondamenti della verità.

 

La figlia del generale

Una storia di vendetta

La figlia del generale (The General’s Daughter) è un film del 1999 diretto da Simon West.
Paul Brenner (John Travolta), parte della divisione investigativa criminale dell’esercito, si ritrova a indagare su un traffico di armi nella base di Fort MacCallum, in Georgia.

Successivamente, dopo averla incontrata durante le indagini all’interno della base, ritrova il cadavere di Elizabeth Campbell (Leslie Stephanson), capitano docente di guerra psicologica all’interno della base e figlia del generale Joseph Campbell (James Cromwell).

Il caso, a causa delle strane circostanze della morte di Elizabeth, che sembrano indicare anche una violenza sessuale, viene subito affidato a Brenner e alla psicologa dell’esercito Sarah Sunhill (Madeleine Stowe), specializzata appunto in casi di violenza.

Le indagini porteranno a scoprire la sconvolgente verità in merito a questo omicidio, che rivelerà il lato oscuro del passato di Elizabeth, di suo padre e anche delle accademie militari. Un film scioccante e rivelatore, che vi terrà con il fiato sospeso fino alla fine.

 

Basic

La verità è sempre relativa

Basic è un film del 2003 diretto da John McTiernan che racconta la lunga indagine di Tom Hardy (John Travolta), un ex ranger dell’esercito diventato agente della narcotici.

Costui viene incaricato dal colonnello Bill Styles (suo amico di vecchia data) di investigare sulla scomparsa del sergente Nathan West (Samuel L. Jackson) e dei suoi allievi, avvenuta nel corso di un uragano nelle foreste di Panama, durante un’esercitazione.

Tom, sregolato e all’apparenza poco affidabile per il suo atteggiamento a dir poco anticonvenzionale, comincia a indagare insieme al capitano Julia Osborne (Connie Nielsen).

L’indagine, che avrà come perno gli unici due sopravvissuti all’esercitazione, Kendall (Giovanni Ribisi) e Dunbar (Brian Van Holt), porterà Hardy e Osborne a capire come si sono svolti i fatti, sebbene alla fine Osborne scoprirà la più importante delle verità che si cela dietro all’ex ranger.

 

Una canzone per Bobby Long

Musica, segreti ed un’esplorazione dell’animo umano

Una canzone per Bobby Long (A Love Song For Bobby Long) è un film del 2004 diretto da Shainee Gabel che racconta la storia di Purslane (Scarlett Johansson), una ragazza in balia della sua vita senza un fine preciso che, appena venuta a conoscenza della morte della madre Lorraine, torna a New Orleans, dove quest’ultima viveva, per poter prendere maggior coscienza di se stessa e del suo passato.


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Qui incontra due uomini che vivono nella casa un tempo di proprietà della madre: Bobby Long (John Travolta) e Lawson Pines (Gabriel Macht). La convivenza forzata li porterà ad intrecciare le loro vite un po’ disastrate, pregne di un doloroso passato, rimorsi e rimpianti e in cui troveranno la strada per poter guarire le reciproche ferite.

Un film con una splendida colonna sonora, parte della quale interpretata da John Travolta stesso, e che contribuisce in modo leggero e sussurrato a fare da filo conduttore per tutta la storia.

 

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