Maggie Smith la conoscete di sicuro tutti, perché l’avete vista e rivista in megaproduzioni hollywoodiane come i film di Harry Potter o in affascinanti serie TV come Downton Abbey. Pochi, però, ricordano tutta la sua carriera, che è stata molto lunga e ricca di premi. Nel suo palmares, l’attrice britannica vanta infatti due premi Oscar vinti negli anni ’70 e altre quattro nomination, oltre a tre Golden Globe, tre Emmy, sette BAFTA e un Tony Award.

Insomma, quella della Smith è una carriera che ha pochi eguali nella storia della recitazione. Formatasi come attrice shakespeariana, ha iniziato a comparire al cinema sul finire degli anni ’50, poco più che ventenne, facendosi notare per Senza domani. Fu però un ruolo ancora una volta shakespeariano – quello di Desdemona nell’Otello di Laurence Olivier del 1965 – a lanciarla nell’Olimpo delle grandi, facendole ottenere le prime nomination nei più importanti premi internazionali.

Da Shakespeare ai gialli, dalle commedie ai film in costume

Poi, una serie di film di successo, visti in parte anche in Italia: La strana voglia di Jean (di cui parleremo), In viaggio con la zia, Invito a cena con delitto, Assassinio sul Nilo, California Suite, Delitto sotto il sole, Camera con vista.

All’inizio degli anni ’90 aveva ormai più di cinquant’anni e un aspetto da austera signora dall’accento britannico. Questo le aprì le porte di ruoli sempre più in bilico tra severità e umorismo. Comparve così in Hook – Capitan Uncino, Sister Act 1 e 2, Riccardo III, Il club delle prime mogli, Un tè con Mussolini e Gosford Park. Fino ad arrivare al successo recente, legato al personaggio della professoressa Minerva McGranitt nella serie di film di Harry Potter.


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Oggi, a quasi 82 anni d’età, Maggie Smith continua ad essere celebrata come una delle più grandi attrici della sua generazione. Non a caso, è amata e stimata da almeno tre generazioni diverse di spettatori, cosa non facile per un’interprete che, tutto sommato, negli ultimi trent’anni ha avuto soprattutto ruoli da comprimario.

Ma il talento sa andare oltre queste quisquilie. Riscopriamo dunque assieme le cinque più belle interpretazioni di Maggie Smith in film e programmi televisivi.

 

La strana voglia di Jean

Una professoressa da Oscar

La strana voglia di Jean, primo film importante con Maggie Smith come protagonistaTorniamo indietro agli anni ’60, l’epoca in cui Maggie Smith cominciava a farsi conoscere al grande pubblico. Il primo ruolo da protagonista assoluta a garantirle un certo successo fu quello di Jean Brodie in La strana voglia di Jean, pellicola oggi non più molto famosa ma che ha avuto un ruolo importante nella storia del cinema inglese. Non lasciatevi ingannare dal titolo italiano: la storia ha poco di sessuale, e si concentra piuttosto sulla strana figura di un’educatrice nella Scozia degli anni ’30.

Tratto da un romanzo di Muriel Spark e dal relativo adattamento teatrale di Jay Presson Allen, il film presenta la figura di Jean Brodie, un’insegnante di scuola media anticonvenzionale e ambigua. Mentre impartisce alle sue ragazze un’educazione controcorrente, non nasconde le sue simpatie fasciste e le manipolazioni a cui sottopone le allieve. Il rapporto tra queste ultime e l’educatrice si evolve di conseguenza nel tempo, andando verso un esito piuttosto tragico. Per questa interpretazione la Smith ottenne il suo primo Oscar, come miglior attrice protagonista, davanti a rivali come Jane Fonda e Liza Minnelli.

 

Camera con vista

Il grande successo di James Ivory

Camera con vistaAlcuni dei più vecchi film con Maggie Smith li abbiamo citati nell’apertura, ma sono pellicole oggi in parte dimenticate, o difficili da recuperare. Facciamo dunque ora un salto in avanti e concentriamoci sull’ultimo trentennio. Nel 1986 uscì un film che fruttò alla Smith una nuova nomination agli Oscar, oltre a una serie di altri premi conquistati, tra cui il Golden Globe. Si trattava di Camera con vista, opera di James Ivory tratta dall’omonimo romanzo di E.M. Forster. Nel cast, d’altronde, c’erano star (del presente e del futuro) di prim’ordine: Helena Bonham Carter, Daniel Day-Lewis, Judi Dench ed altri ancora.

La trama è quella di una complicata storia d’amore vissuta agli inizi del ‘900 tra due giovani inglesi. Mentre si trova in vacanza a Firenze assieme alla cugina Charlotte (interpretata proprio da Maggie Smith), Lucy conosce George, un ragazzo anticonvenzionale che però finisce per affascinarla. I due, dopo una frequentazione piuttosto fredda – secondo i dettami sociali dell’epoca –, finiscono per baciarsi, ma proprio in seguito a questo fatto Lucy lascia l’Italia. Tornata in patria, si fidanza con Cecil, un ricco e snob gentiluomo di città, ma un nuovo incontro con George riaccende la passione tra i due.

 

Gosford Park

Il giallo in costume di Robert Altman

Gosford Park, bel film di Robert AltmanIn costume è anche Gosford Park, film diretto nel 2001 da Robert Altman. Una pellicola che cerca – non senza una certa dose di humour – di catturare il fascino del primo Novecento inglese, mescolandolo questa volta con l’attenzione ai rapporti sociali e la passione per gli intrighi gialli. Durante un fine settimana del 1932, infatti, una serie di ospiti di prestigio si reca nella villa di campagna di sir William McCordie per una battuta di caccia. Il rapporto tra signori e servi, tra britannici e americani, tra nobili ed arricchiti si sviscera fino a quando non viene commesso un omicidio.


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Gosford Park è la classica pellicola corale, in cui trovano spazio attori di grande talento. Oltre alla Smith, è da segnalare la presenza di Michael Gambon (che con l’attrice avrebbe recitato anche nella saga di Harry Potter), Kristin Scott Thomas, Ryan Philippe, Stephen Fry, Clive Owen, Helen Mirren ed Emily Watson. Il film si aggiudicò un Oscar (per la sceneggiatura) e un Golden Globe (per la regia), ma la Smith ottenne altre nomination come miglior attrice non protagonista sia agli Oscar che ai Golden Globe che ai BAFTA, tutte e tre assieme alla collega Helen Mirren. Le due attrici furono però superate da Jennifer Connelly – per A Beautiful Mind – in tutti e tre i casi.

 

La saga di Harry Potter

Nel ruolo di Minerva McGranitt

Minerva McGranitt, interpretata da Maggie SmithI film che abbiamo citato finora ebbero un ottimo successo di critica e un discreto riscontro di pubblico, ma il nome di Maggie Smith è diventato celebre nel mondo per pellicole del tutto diverse. Per quelle, cioè, di Harry Potter. A partire dal 2001, quando aveva ormai già 66 anni, la Smith è infatti divenuta la professoressa Minerva McGranitt, direttrice della Casa dei Grifondoro e punto di riferimento per Harry e per i suoi compagni. La professoressa, severa ma allo stesso tempo comprensiva, è uno dei personaggi più amati dai fan del libro, e la Smith ha saputo dipingerla in maniera encomiabile sul grande schermo.

L’attrice ha recitato in tutti e sette i film della saga, da Harry Potter e la pietra filosofale del 2001 fino a Harry Potter e i doni della morte – Parte 2 di dieci anni dopo. Assieme a lei, come insegnanti ad Hogwarts, altri pezzi da novanta del cinema inglese e mondiale come Robbie Coltrane, Alan Rickman, Richard Harris e Michael Gambon, questi ultimi due impegnati uno dopo l’altro nel ruolo di Albus Silente.

 

Downton Abbey

Sarcasmo e costumi nella serie adorata dalla critica

Maggie Smith, una delle più grandi attrici inglesi ad aver recitato in film e serie TVConcludiamo con una serie TV a cui Maggie Smith si è dedicata negli ultimi anni, tra il 2010 e il 2015: Downton Abbey. Anche in questo caso, si tratta di una serie in costume, che racconta quel periodo decisivo della storia inglese in cui, tra gli anni ’10 e gli anni ’20 del Novecento, la Gran Bretagna perse il suo ruolo centrale nello scacchiere mondiale. E lo fa con una cura dei dettagli talmente maniacale da aver incantato mezzo mondo, ottenendo talmente tanti riconoscimenti che il libro del Guinness dei Primati l’ha scelta come serie più acclamata dalla critica di tutti i tempi.

La Smith interpreta il ruolo di lady Violet Crowley, contessa madre di Grantham. Si tratta di una donna vecchio stile, settantenne all’inizio della serie, piuttosto rigida nei confronti dei cambiamenti e delle innovazioni che stanno investendo la sua casa e la sua vita. Maggie Smith, da questo punto di vista, è abilissima nel rappresentare le difficoltà della donna, come quando si copre gli occhi davanti alla luce elettrica da poco arrivata in casa. Ma il personaggio è anche arguto e sarcastico e presenta, con lo scorrere delle puntate, anche una certa umanità. Per questa interpretazione l’attrice si è aggiudicata il suo terzo Golden Globe e ben due Emmy (nel 2011 e 2012).

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