Lo diciamo subito: siamo dell’opinione che Cinquanta sfumature di grigio non sia un gran film. D’altronde, neppure il romanzo da cui è stato tratto, scritto da E.L. James, era un gran libro. Giocano entrambi su una serie di luoghi comuni senza tirare fuori nulla di nuovo. E anche nel campo dell’erotismo più o meno spinto, si è visto di molto meglio. Ciononostante, sia il libro che il film hanno avuto il merito di spostare il focus su un genere spesso bistrattato. E di riportare l’attenzione del grande pubblico su alcuni film simili a 50 sfumature di grigio.

Il periodo d’oro dell’erotismo

Il successo di questa pellicola, anzi, ha ridato fiducia ai produttori. Che hanno ricominciato, dopo qualche anno di pausa, a finanziare a gran iosa film sensuali, erotici, magari con un pizzico di perversione. Ridando slancio a un genere che aveva toccato il suo apice tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’00, ma che poi era calato. Pensate, solo per citare alcune pellicole su cui non ci soffermeremo, a Brivido caldo, a Basic Instinct, a Unfaithful – L’amore infedele e ad altri titoli simili.

Oggi vogliamo aiutarvi a riscoprire questi e altri film. Facendo una panoramica su tutte quelle pellicole che – come Cinquanta sfumature di grigio, e spesso anche meglio – hanno cercato di raccontarci le piccole e grandi perversioni sessuali dell’uomo e della donna moderni. Da parte nostra, abbiamo scelto film di qualità, diretti da grandi registi e interpretati da ottimi attori. Film che, soprattutto, ci permettono di spaziare addirittura dagli anni ’60 ai giorni nostri. Eccoli.


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Secretary

Il primo Mr. Grey

Secretary, con Maggie Gyllenhaal e James SpaderQuali sono le cose che hanno fatto la fortuna di Cinquanta sfumature di grigio e dei suoi seguiti? C’è una storia d’amore, certo, ma l’elemento che più ha suscitato l’interesse del pubblico e dei media è quello sessuale. Soprattutto il fatto che il protagonista maschile, Christian Grey, chieda alla sua amata, Anastasia, di seguire certe regole. Regole che si richiamano all’immaginario di dominazione e sottomissione BDSM.

In realtà, non era la prima volta che il cinema toccava questi temi. E non era nemmeno la prima volta che un personaggio chiamato Mr. Grey faceva proposte di questo tipo a una ragazza. Basta infatti tornare al 2002, ben prima che E.L. James si mettesse a scrivere sul web, per trovare Secretary, un film che aveva tutte queste caratteristiche. Sceneggiato da una donna – Erin Cressida Wilson – a partire da un racconto di Mary Gaitskill, il film aveva per protagonista maschile James Spader.

La trama

La trama seguiva le vicende di Lee Holloway, giovane donna da poco uscita dall’ospedale per episodi di autolesionismo. Intenzionata a dare una regolata alla propria vita, imparava a scrivere a macchina e trovava impiego nell’ufficio di un avvocato. Questo lavoro, però, presto si trasformava in qualcosa d’altro. La ragazza infatti accettava in maniera fin troppo remissiva i rimproveri del signor Grey (questo il nome dell’avvocato) e tra i due nasceva presto un’attrazione sessuale. Che sfociava in pratiche sadomaso.

Ben diretto e soprattutto magistralmente interpretato da Maggie Gyllenhaal (la sorella maggiore di Jake), il film ha suscitato un discreto interesse per lo strano ma realistico rapporto tra i due protagonisti. E ci sono tutti gli elementi che cercate: sesso, amore, dominio, sottomissione. E pure qualche colpo di scena. Da vedere.

 

Eyes Wide Shut

L’ultimo film di Stanley Kubrick

Eyes Wide Shut, film erotico e angosciante di Stanley KubrickIl più conturbante e famoso film degli ultimi vent’anni, almeno fino all’uscita di Cinquanta sfumature di grigio, è stato però un altro. Eyes Wide Shut, datato 1999, è infatti un film in cui di sesso si parla moltissimo, e in parte anche se ne fa.

I motivi del suo successo commerciale – incassò 162 milioni di dollari – furono però vari. In primo luogo, era diretto da un maestro del cinema come Stanley Kubrick. Il regista era fermo da più di dieci anni, visto che il suo lavoro precedente, Full Metal Jacket, era uscito nel 1987, e quindi l’attesa era alta. Inoltre morì poco dopo aver ultimato il montaggio. Infine le riprese furono lunghissime: dovevano durare solo due mesi, ma ce ne vollero quindici per soddisfare Kubrick. Mesi durante i quali i giornali aumentarono l’hype.

Tom Cruise e Nicole Kidman

Ciliegina sulla torta furono i due interpreti principali, Tom Cruise e Nicole Kidman. I due erano allora ancora sposati (si sarebbero separati poco dopo) e furono chiamati ad interpretare una coppia in crisi sul grande schermo. Una coppia di oggi, anche se il film era tratto da una novella del 1926 di Arthur Schnitzler, Doppio sogno. Una novella a cui Kubrick voleva lavorare già dagli anni ’50.

La trama si concentrava sui coniugi Harford, giovani e di successo, lui medico, lei molto avvenente. Qualcosa turbava però l’equilibrio della coppia e durante una notte fuori per una visita Bill, l’uomo, rimaneva coinvolto in una misteriosa e segretissima festa mascherata a sfondo sessuale. Una festa che sembrava finire molto male, visto che il medico veniva smascherato e gli altri coinvolti scomparivano. Ma l’inquietudine e la sessualità si legavano per tutto il film a doppio filo.

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9 settimane e ½

Tra i film simili a 50 sfumature di grigio, quello che ebbe più successo

9 settimane e ½, forse il più somigliante tra i film simili a 50 sfumature di grigioCome avrete notato, stiamo andando a ritroso nel tempo. Siamo partiti cioè dai film più recenti e ora ci stiamo avvicinando agli albori del genere. E, anche se c’erano degli antecedenti importanti di cui parleremo tra poco, l’erotismo per tutti, sul grande schermo, è probabilmente arrivato nel 1986 quando Adrian Lyne diresse 9 settimane e ½.

Anche qui, come spesso accade, la storia prende il via da un romanzo scritto da una donna. E, come nel caso di Cinquanta sfumature, si tratta di una scrittrice protetta da pseudonimo. Il romanzo 9 settimane e ½ era uscito nel 1978 ed era firmato da una certa Elizabeth McNeill. La storia, però, era fortemente autobiografica e il nome fasullo serviva a nascondere la reale autrice, la giornalista austro-americana Ingeborg Day.


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Il successo di quel romanzo spinse Lyne a dirigerne un adattamento. Il regista americano aveva appena ottenuto buoni riscontri con Flashdance e da lì in poi si sarebbe specializzato in film erotici, a volte più riusciti, altre meno. Suoi sono infatti anche Attrazione fatale, Proposta indecente, Unfaithful – L’amore infedele e il remake di Lolita.

In 9 settimane e ½ raccontava di Elizabeth, una donna compassata che lavorava in una galleria d’arte. L’incontro con l’affarista John (che di cognome faceva Gray, tanto per cambiare) però le faceva scoprire le gioie del sesso. Più che l’epilogo della storia d’amore, del film si ricordano però soprattutto alcune scene di sesso e il celeberrimo spogliarello. I protagonisti divennero, al tempo, delle celebrità: d’altronde, si trattava dei fascinosi Mickey Rourke e Kim Basinger.

 

Ultimo tango a Parigi

E la famigerata scena del burro

Ultimo tango a Parigi di Bernardo BertolucciOggi un film erotico non fa più di tanto scandalo. Certo, se ne parla diffusamente sui giornali, qualche trasmissione TV ci crea dei dibattiti e qualche vescovo scaglia la sua omelia sulla questione, ma nessuno si vergogna di andare a vederli. Né si pensa di bloccarne l’uscita. Da tempo, d’altra parte, siamo abituati anche a ben altro.

Negli anni ’70 non era però così. Nonostante la contestazione e l’avanzamento di quella che allora si chiamava la “liberazione sessuale”, i film che parlavano di sesso potevano avere notevoli problemi con la censura. Così accadde ad Ultimo tango a Parigi, che effettivamente per l’epoca era un film estremo. In Italia subì vari processi e Bertolucci, il regista, fu condannato, perdendo anche i diritti politici per qualche anno. Ma pure all’estero non andò molto meglio.

Marlon Brando e Maria Schneider

Al centro della trama c’era infatti la relazione sessuale tra due sconosciuti a Parigi. Da una parte c’era un americano di mezz’età, da poco rimasto vedovo. Dall’altra una giovane e bella donna. I due si incontravano per caso e iniziavano questa relazione puramente erotica, senza neppure conoscere i rispettivi nomi. E il film indugiava parecchio sui vari rapporti, con molte scene che all’epoca furono ritenute autentiche e non simulate.

I due protagonisti erano il navigato Marlon Brando – che proprio in quegli anni stava rilanciando la propria carriera – e la giovane Maria Schneider. Quest’ultima, negli anni, ha rilasciato dichiarazioni dure sul regista e autore della sceneggiatura, Bernardo Bertolucci. Nel film infatti c’è una celebre scena di sesso anale, uno stupro condotto con l’uso del burro, che l’attrice disse concordata a sua insaputa tra regista e attore. Bertolucci ha però negato che lo stupro fosse autentico, anche se ha ammesso che l’utilizzo del burro fosse improvvisato.

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Bella di giorno

Se la moglie si prostituisce

Bella di giorno di Luis BuñuelSe Ultimo tango a Parigi scatenò un putiferio in tutto il mondo la cui eco non si è ancora placata, immaginatevi le reazioni quando, cinque anni prima, uscì Bella di giorno. Il film mostrava meno di quanto non facesse quello di Bertolucci, ma il tema era comunque scabroso.

Nella pellicola, scritta e diretta da Luis Buñuel (con l’aiuto di Jean-Claude Carrière) a partire da un romanzo di Joseph Kessel, si seguono infatti le vicissitudini sessuali di una giovane donna della media borghesia. Séverine, questo il nome della protagonista, è sposata a un medico, il dottor Serizy. Tra i due c’è amore, ma manca l’intesa sessuale. La donna, infatti, si dimostra estremamente frigida. Ha però alcune fantasie di carattere sadomasochista, che non confessa al marito. Per questo i due non riescono a consumare.

Tra perversioni e fantasie

In seguito ad alcuni incontri e spinta da alcuni ricordi di infanzia, un giorno si reca in un bordello di lusso. Qui la proprietaria le assegna il nome d’arte di “Bella di giorno” e le manda un cliente. Séverine riesce a far sesso con lui e, dopo qualche titubanza, comincia a frequentare la casa di tolleranza con regolarità. Il tutto nelle ore di lavoro del marito, che non sospetta nulla. Questo, tra l’altro, finisce per migliorare anche la relazione matrimoniale.

La trama poi si evolve lungo strade impreviste, in parte oniriche e in parte reali. Quello che a noi interessa, però, sono le perversioni, spesso solo immaginate, della protagonista. Il film fece ovviamente scandalo, ma fu anche il più grande successo commerciale della carriera di Buñuel. Ottenne il Leone d’Oro di Venezia e va ricordato pure per la bellissima Catherine Deneuve nel ruolo della protagonista.

 

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