Hollywood è un posto magico, soprattutto quando si tratta di creare la tensione. È difficile infatti trovare, nel panorama cinematografico mondiale, dei thriller efficaci e ben fatti come quelli americani, in cui l’eccitazione e la paura salgono gradualmente fino al loro acme.

Ma i thriller sono ancora più spaventosi quando ci viene fatto sapere che sono tratti da una storia vera. Perché in quel caso i nostri meccanismi di difesa – «è solo un film, cose del genere non succedono nella vita reale» – vengono all’improvviso scardinati.

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La paura e la tensione salgono quindi a livelli incredibili, ed è difficile non lasciarsi colpire da pellicole di questo genere. Ma quali sono i migliori film thriller tratti da storie vere?

 

1. Psyco

Bisognava cominciare per forza da un classico. E i classici, in fatto di thriller, hanno un solo nome a cui fare riferimento: quello di Alfred Hitchcock.

Il re del brivido non poteva mancare, anche se il più delle volte l’ispirazione dei suoi film derivava da storie completamente inventate. Uno dei suoi capolavori, però, ha un fondo di verità: si tratta di Psyco, il film che ha reso famoso Anthony Perkins.

La storia la sapete. Una giovane donna scappa con una ingente somma di denaro e, sentendosi braccata, trova rifugio in un motel, il Bates Motel. Il gestore è un uomo apparentemente innocuo, Norman Bates, che sembra vivere all’ombra della madre invalida.

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Mentre fa la doccia, però, la ladra viene sorpresa dall’anziana signora che, armata di pugnale, la uccide. Sulla scomparsa della donna indagano prima un detective, e poi la sorella e l’amante, incappando di nuovo nella vecchia assassina, che però si rivela essere qualcosa di diverso da quel che ci si aspettava.

Ispirato alla storia di Ed Gein

Alfred Hitchcock con il ciak di PsycoLa storia del film è ispirata parzialmente alla vita di Ed Gein, un serial killer che in realtà ha fornito materiale per molti film, compresi Non aprite quella porta e Il silenzio degli innocenti.

Quest’uomo fu arrestato nel 1957, appena tre anni prima della realizzazione del film di Hitchcock. In casa sua vennero trovati il cadavere dissezionato di una donna, ma anche nasi, labbra umane, pelle, ossa e reperti disseminati per tutte le stanze.

Gein era vissuto per qualche tempo con la madre paralizzata, ma dopo che questa era morta aveva perso definitivamente il lume della ragione. Secondo gli inquirenti, aveva ucciso varie donne o dissotterrato i loro cadaveri, con l’intento di costruire una sorta di maschera femminile con cui impersonare la sua stessa madre defunta.

 

2. Z, l’orgia del potere

Decisamente lontano dalla crime-story ma orientato verso il thriller politico è invece Z, l’orgia del potere, capolavoro del regista greco Costa-Gavras.

Uscito nel 1969, il film si aggiudicò il premio Oscar per la miglior pellicola straniera e il Premio della Giuria al Festival di Cannes. E che fosse ispirato a fatti reali è evidente fin dai titoli, dove compare la scritta: «Ogni somiglianza con avvenimenti reali, persone morte o vive non è casuale. È volontaria».

La storia parte dal comizio di un deputato di sinistra, che si tiene in una città non meglio precisata dell’area del Mediterraneo. Un comizio che viene osteggiato da gruppi di estrema destra, appoggiati neppure troppo velatamente dalla polizia locale.

Ζ (Costa Gavras) – Trailer

Il deputato viene così aggredito al termine della manifestazione e ucciso da un paio di uomini con una manganellata in testa. Da lì partono le indagini di un magistrato che, nonostante i tentativi di depistaggio, appura la matrice politica dell’omicidio e incrimina i vertici della polizia.

A poco serve il suo impegno: le condanne sono lievi, e poco dopo un colpo di Stato porta al potere i militari.

La storia della presa del potere dei colonnelli in Grecia

Il manifesto di Z - L'orgia del potereIl film si ispira a un romanzo omonimo di Vasilīs Vasilikos, a sua volta drammatizzazione di una serie di fatti che erano effettivamente avvenuti in Grecia tra il 1963 e il 1967.

La dittatura dei colonnelli, che tenne in mano le redini del potere ellenico dal 1967 al 1974 [1], fu infatti uno degli effetti dell’omicidio del deputato Gregoris Lambrakis a Salonicco nel 1963, un omicidio in cui davvero avevano avuto un ruolo cruciale le forze di polizia e dei servizi segreti.

Il film era quindi un atto d’accusa ben circostanziato, che, anche per la sua abilità tecnica, colpì al cuore gli spettatori.

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3. Quel pomeriggio di un giorno da cani

Mettiamo di nuovo da parte la politica – che comunque riprenderemo – e torniamo sulle piste del thriller puro con Quel pomeriggio di un giorno da cani, capolavoro del 1975 di Sidney Lumet. Il film è famoso per aver aperto la strada a un filone che, da allora, è diventato piuttosto popolare: quello della rapina con ostaggi.

La storia è infatti quella di due banditi, Sonny e Sal, che effettuano un colpo a Brooklyn in un tardo pomeriggio, ma si trovano con un bottino scarso e la polizia all’esterno della banca. Quella che doveva essere una veloce rapina si trasforma così in un’estenuante trattativa, da cui emerge anche l’umanità dei criminali.

QUEL POMERIGGIO DI UN GIORNO DA CANI – trailer.mp4

Sonny ha infatti famiglia ma anche un amante omosessuale che vuole cambiare sesso. Inoltre non sembra avere realmente intenzione di far del male agli ostaggi. L’esito sarà però tragico.

La rapina con ostaggi più famosa della storia del cinema

Quel pomeriggio di un giorno da cani, uno dei film thriller tratti da storie vere più famosiAd ispirare il film era stato un articolo comparso nel 1973 su Life [2] e a sua volta cronaca di un fatto realmente accaduto.

Sonny (il personaggio interpretato da un maestoso Al Pacino), infatti, al secolo era John Wojtowicz, che per quella rapina scontò vari anni di prigione. Intervistato poco dopo l’uscita del film, affermò che la pellicola era veritiera solo al 30%, ma che l’interpretazione di Pacino e John Cazale era stata ottima.

D’altronde, l’autore della sceneggiatura, Frank Pierson, affermò di aver cercato più volte di visitare Wojtowicz in carcere per avere maggiori dettagli sull’accaduto. Il criminale, però, aveva venduto i diritti della sua storia per solo 4.000 dollari e riteneva di essere stato pagato troppo poco. Per questo si rifiutò sempre di fornire ulteriori dettagli [3].

 

4. Argo

Avviciniamoci ai tempi più recenti con Argo, bel film diretto e interpretato nel 2012 da Ben Affleck. Anche in questo caso si tratta di una pellicola in cui la tensione deriva da moventi politici, anche se non mancano scene concitate degne di una spy story.

Una commistione di generi che ha giovato al risultato finale, a giudicare dai tre premi Oscar e due Golden Globe vinti.

Argo – Trailer italiano ufficiale in HD

Lo spunto deriva dai fatti – realmente accaduti – della Rivoluzione islamica in Iran. Come forse saprete, durante i mesi della presa del potere di Khomeyni, l’ambasciata americana a Teheran fu presa d’assalto da giovani rivoluzionari, che tennero in ostaggio per più di un anno una cinquantina di cittadini americani.

Sei funzionari che lavoravano in quella struttura, però, riuscirono subito a scappare e a rifugiarsi a casa dell’ambasciatore canadese. Da lì partì l’operazione di recupero della CIA.

A salvare gli americani in Iran

Il film si basa infatti sulle memorie di Tony Mendez, l’agente che coordinò tutta l’operazione e che nella pellicola fu impersonato da Ben Affleck.

L’idea che gli permise di riportare in patria i malcapitati fu quella di organizzare un finto kolossal cinematografico – intitolato, appunto, Argo – che si sarebbe dovuto girare in Iran a fronte di una produzione canadese. Proprio con questa scusa riuscì a entrare nel paese e prelevare i connazionali.

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5. Captain Phillips – Attacco in mare aperto

Concludiamo con un film che può ricordare in qualche modo Quel pomeriggio di un giorno da cani. Solo che qui l’ambientazione non è una banca di Brooklyn ma una barca al largo della costa somala.

Captain Phillips è infatti una pellicola diretta nel 2013 da Paul Greengrass e ispirata a veri fatti storici, raccontati nel 2010 da Richard Phillips nella sua autobiografia [4].

Contro i pirati somali

Gli eventi risalgono all’aprile del 2009. Phillips era il comandante di una nave portacontainer chiamata Maersk Alabama, diretta verso il Kenya per portare aiuti umanitari. Una nave che però veniva assalita da un gruppo di pirati somali, che prendevano in ostaggio l’equipaggio e chiedevano un riscatto milionario agli Stati Uniti.

L’operazione generò una grande eco negli States, perché era da secoli che una nave americana non veniva dirottata, ma anche per le sorti di Phillips (interpretato nel film da Tom Hanks), che rischiava seriamente la vita.

Captain Phillips — Attacco in mare aperto – Trailer ufficiale italiano

Dopo una serie interminabile di trattative e qualche tentativo di colpo di mano, gli americani finivano per intervenire con la forza e risolvere la situazione.

La pellicola ha avuto un ottimo riscontro in fase di nomination, ma non ha portato a casa nessun premio maggiore. Né le sei nomination agli Oscar, né le quattro ai Golden Globe si sono infatti tramutate in un riconoscimento, visto che il film è stato preceduto in varie categorie da 12 anni schiavo o Gravity.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Quella dittatura, guidata dal generale Georgios Papadopoulos e da altri alti esponenti dell’esercito ellenico, si configurò come una dittatura para-fascista, non a caso guardata con favore da molti estremisti di destra anche italiani. E una dittatura che si scagliò non solo contro i partiti politici, ma anche contro le influenze straniere e la cultura. Non a caso è celebre il monologo della voce narrante di Z, che si riferisce proprio alla Grecia: «Contemporaneamente i militari hanno proibito i capelli lunghi, le minigonne, Sofocle, Tolstoj, Mark Twain, Euripide, spezzare i bicchieri alla russa, Aragon, Trotskij, scioperare, la libertà sindacale, Lurcat, Eschilo, Aristofane, Ionesco, Sartre, i Beatles, Albee, Pinter, dire che Socrate era omosessuale, l’ordine degli avvocati, imparare il russo, imparare il bulgaro, la libertà di stampa, l’enciclopedia internazionale, la sociologia, Beckett, Dostojevskij, Čechov, Gorki e tutti i russi, il “chi è?”, la musica moderna, la musica popolare, la matematica moderna, i movimenti della pace, e la lettera “Ζ” che vuol dire “è vivo” in greco antico».
[2] A questo link si trova un’analisi di vari articoli della stampa americana che hanno influenzato o ispirato dei film di Hollywood.
[3] Questo e altri dettagli su tutta la questione possono essere letti qui.
[4] In italiano il libro si intitola Il dovere di un capitano.

 

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