I quotidiani sono in crisi, lo sappiamo tutti. E non è solo una questione di vendite. Il problema è più generale, e investe il ruolo stesso della carta stampata. L’avvento dei social network ha cambiato il modo di informarsi delle persone, di prendere decisioni, di scegliere chi votare, e perfino la politica se ne è ormai resa conto. E se già la televisione aveva eroso l’autorevolezza del quotidiano, Facebook sembra averle dato il colpo di grazia.

Non è più così raro, quindi, trovare persone che si fidano di più di quello che trovano scritto sulla bacheca di un amico che su quello che esce sui quotidiani. Che preferiscono l’urlo del politico di turno propagato dalla rete che non il fact-checking della carta stampata. Che non solo non comprano quotidiani, ma li ritengono anche venduti, corrotti, falsi.

Come riconquistare credibilità

Ovviamente, la situazione è paradossale, perché a furia di dare dei bugiardi ai giornalisti si è finito per credere a chi il bugiardo lo fa per professione. Ma questo è l’esito inevitabile di un percorso sempre più avvitato su se stesso, del circolo vizioso in cui siamo caduti. Come se ne può uscire? Di sicuro non basta un’unica cosa, ma servirà un generale ripensamento del modo di fare informazione e di fare politica. Ma intanto un buon punto di partenza può essere cominciare a capire come funziona un quotidiano.

E quindi, imparare a maneggiarlo, leggerlo, scoprirlo. Partendo dalle sue sezioni, dalle sue parti. Conosciamo davvero com’è strutturato un quotidiano? Se avete qualche dubbio al riguardo, ecco le cinque principali parti di ogni giornale, spiegate per voi.

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Prima pagina

Titoli e fotografie

La prima pagina di Repubblica subito dopo gli attentati dell'11 settembre 2001La parte fondamentale di un quotidiano, se non altro perché è quella che lo riassume e ne permette la vendita, è la prima pagina. Qui trovano spazio vari elementi. In alto c’è la testata, ovvero il nome del quotidiano stesso. Subito sotto, in piccolo, troviamo la data, il prezzo e qualche altra informazione che può variare da caso a caso (il nome del direttore responsabile, da quanti anni il giornale viene pubblicato e così via).

Più sotto trova in genere spazio la cosiddetta Apertura, cioè il titolo principale del giorno. Di solito si estende orizzontalmente e viene misurata sulla base del numero di colonne che contiene sotto di sé. Un titolo a quattro colonne, ad esempio, è un titolo che sovrasta un articolo distribuito, appunto, su quattro colonne (o che quantomeno occupa quattro colonne della griglia del giornale). Più è alto il numero di colonne, più il titolo è visibile, più è importante.

L’importanza crescente delle immagini

Di solito, la prima pagina esibisce poi almeno una grande foto a colori, a volte associata a un titolo, a volte slegata da esso. In questo secondo caso si parla di una fotonotizia, in quanto il titolo si confonde con la fotografia e solo all’interno del giornale si trova la spiegazione del fatto mostrato nell’immagine.

Poi si trovano altri titoli. In genere, se in quella giornata manca una notizia “forte”, i titoli sono molti, in quanto ci sono varie notizie di medio livello che si spartiscono lo spazio. Quando invece succede qualche fatto eccezionale (l’attentato alle Torri Gemelle, lo sbarco dell’uomo sulla Luna, la vittoria della Coppa del Mondo) tutta la prima pagina è occupata da un unico, enorme titolo.

Comunque sia, altri articoli e titoli tipici che riempiono la prima pagina sono l’articolo di fondo (di spalla, di solito a sinistra, firmato dal direttore o da un giornalista prestigioso), il taglio medio (circa a metà pagina) e il taglio basso (a piè di pagina).

 

Cronaca

I vari colori: nera, bianca, rosa…

Tra le parti di un giornale spiccano le pagine dedicate alle cronacheSubito dopo la prima pagina viene dato spazio alla notizia o al tema del giorno, a cui sono riservate le prime sezioni interne del quotidiano. Dopodiché si passa alla cronaca, parte in cui in genere possono esser fatte rientrare anche le pagine di “Primo piano”. Ma che cos’è la cronaca e quanti tipi di cronache esistono?

In realtà “cronaca” è, nel linguaggio giornalistico, un termine abbastanza generico. Un articolo di cronaca è qualsiasi pezzo in cui si racconti un fatto o un avvenimento, in genere senza esprimere opinioni personali. Anche il resoconto di una partita di calcio è, in fin dei conti, un articolo di cronaca, anche se in genere lo si relega in una sezione specifica. Idem per le notizie di economia, di cultura e così via.


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Quelle che però di solito vengono identificate come pagine di cronaca sono quelle che si occupano di temi ben consolidati. Entrando più nel dettaglio, si parla in primo luogo di cronaca bianca quando gli avvenimenti riguardano la politica, le associazioni, i sindacati. In questo settore esistono poi degli specialisti: ad esempio c’è chi è addetto alla cronaca parlamentare, chi si occupa invece di cronaca vaticana e così via.

Crimini e processi

Si parla invece di cronaca nera, all’opposto, quando i fatti di cui si racconta sono violenti, come ad esempio reati, rapine, omicidi. Una sezione a parte merita il resoconto dei processi, che in genere vengono identificati come esempi di cronaca giudiziaria.

Infine, uno spazio rilevante in alcuni giornali è riservato anche alla cronaca rosa, quella che sempre più spesso viene chiamata “gossip”. In questa sezione vengono raccontati fatti molto particolari, che riguardano la vita familiare e sentimentale di VIP, attrici, teste coronate e così via.

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Cronaca locale

Un settore sempre più trainante per i giornali

Una pagina della cronaca di Brescia del Corriere della SeraCome dicevamo in apertura, è ormai molto semplice procurarsi le notizie. Basta accendere il televisore e piazzarsi su un canale all-news, attivare il computer (o semplicemente tirar fuori dalla tasca lo smartphone) e visitare un sito o un social network. Sono anzi addirittura le notizie a venire da noi, senza bisogno di andarle a cercare, tramite notifiche, condivisioni degli amici e così via. Però tutto questo vale per la politica nazionale e internazionale, per i grandi fatti e le grandi opinioni.

Se c’è un campo in cui i quotidiani hanno patito meno, in questi ultimi anni, la concorrenza di web e TV è però probabilmente quello della cronaca locale. Perché sono proprie le notizie cittadine, soprattutto quelle che arrivano dalla provincia, a sfuggire spesso all’occhio vigile dei nuovi canali d’informazione. Stiamo parlando di quegli articoli di basso profilo, quasi di ordinaria amministrazione, che però interessano molto da vicino chi vive nei luoghi interessati dal fenomeno.

In un fascicolo a parte

Che si tratti di una serie di marciapiedi da rifare o di una serie di piccoli furti, la cronaca locale continua a destare l’attenzione del lettore, e per questo i giornali hanno cominciato a darle sempre più spazio. Di solito, a livello strutturale questo tipo di informazione occupa un fascicolo a sé stante, venduto in abbinata col quotidiano nazionale. All’interno di questo inserto si trovano poi informazioni di vario genere: dalla politica alla cronaca, dallo sport (con le squadre delle serie minori) agli spettacoli e agli appuntamenti per il weekend.


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Cultura e spettacoli

Dalla terza pagina all’inserto

Il primo numero di Tuttolibri del 1975Un tempo la cultura occupava una pagina molto avanzata del giornale, la terza. Il fatto di scrivere lì, infatti, assicurava in certo senso anche sulle competenze del giornalista, che era penna di grande sapienza, capace di muoversi tra rappresentazioni teatrali, romanzi e musica classica. Oggi tutto è cambiato, anche perché i quotidiani non sono più destinati alle élite acculturate, ma a un pubblico molto ampio.

Per questo la cultura nella maggioranza dei casi è stata apparentata con gli spettacoli. Ovvero, essenzialmente, con la TV, che ormai da vari decenni occupa quasi tutto lo spazio riservato a questi temi. A rivaleggiare c’è, giusto ogni tanto, un po’ di musica, soprattutto in occasione della stagione dei concerti.

Da Tuttolibri ai suoi epigoni recenti

E la cultura, dov’è finita? In alcuni casi – e pensiamo soprattutto ai quotidiani maggiori, come il Corriere della Sera, la Repubblica o La Stampa – ha conquistato uno spazio a parte, sempre di prestigio ma separato dal quotidiano vero e proprio. La cultura è diventata infatti un inserto, che esce col quotidiano in genere una volta a settimana. Il primo esempio di questo tipo è stato il Tuttolibri proprio de La Stampa, ma oggi gli epigoni sono parecchi.

 

Sport

L’ultima parte, ma non quella meno importante

Una doppia pagina della sezione sportiva di un giornale nazionaleFiniamo con l’argomento che di solito chiude i giornali, ma che è anche in realtà uno dei più letti: lo sport. Presente nei quotidiani fin dall’inizio del ‘900, quando le gare e le partite iniziarono ad essere seguiti con passione crescente dalle masse urbane, lo sport ha anzi conquistato nel corso degli anni anche uno spazio autonomo, con quotidiani specifici a lui esclusivamente dedicati. Comunque, anche i giornali tradizionali gli riservano un certo numero di pagine, che crescono in occasione del lunedì.

Come detto, nel caso in cui i quotidiani contengano anche fascicoli di cronaca locale, il lunedì viene anzi dedicato quasi esclusivamente al racconto delle partite della giornata precedente. Grande spazio è ovviamente dedicato al calcio, ma a livello locale non si trascurano gli altri sport di squadra, soprattutto quando sono ben radicati sul territorio.

 

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