La pallavolo è uno sport appassionante, in cui, tra l’altro, le nostre Nazionali sono spesso andate molto bene. Praticato e amato, foriero di medaglie e ottime prestazioni, in Italia ha sempre avuto ottimi riscontri. Esistono, però, anche appassionati che magari ci si accostano raramente, solo in occasione delle Olimpiadi. O che lo seguivano tempo fa, e si trovano spaesati di fronte ad alcune novità. A loro serve insomma, e oggi cerchiamo di darla, una guida alle principali regole della pallavolo.

La FIVB

Prima di tutto bisogna dire che esiste un organismo internazionale che presiede a queste regole. Si chiama Federazione Internazionale di Pallavolo – o, alla francese, Fédération Internationale de Volleyball (FIVB) – e ha sede a Losanna, in Svizzera. Organizza i mondiali maschili e femminili, la World League, il World Grand Prix e le altre competizioni internazionali. Inoltre, da qualche tempo coordina anche il crescente movimento del beach volley, che ha sempre più praticanti.

Ma come si gioca a pallavolo? Quali sono le regole principali? Quali i fondamentali e cosa prevedono? E i falli che si possono commettere? Tutte domande più che legittime, a cui cercheremo di dare una veloce risposta, fornendo anche una panoramica sui ruoli e le strategie di gioco, anche se le regole della pallavolo rimarranno il fulcro del nostro articolo. Andiamo a cominciare.

 

Il punteggio: come si calcola e come si vince

I set, i punti di vantaggio, le battute

Come si fa punto a pallavoloPartiamo dai punti, la cosa più importante se si vuole seguire una partita anche alla TV senza perdersi. Nella pallavolo attuale le squadre segnano un punto quando riescono a far cadere la palla nella metà campo avversaria, oppure quando la palla esce dal campo dopo che gli ultimi ad averla toccata sono gli avversari.

Le partite durano cinque set. Ogni set si chiude quando una squadra arriva a 25 punti, con almeno due punti di scarto sugli avversari. Altrimenti si va avanti fino a quando non si ha il vantaggio di due punti. La partita viene vinta dalla squadra che per prima porta a casa 3 set. Se le due formazioni arrivano sul punteggio di 2 set a 2, però, l’ultimo e decisivo set si chiama tie-break e si conclude quando una delle due squadre raggiunge non i 25 ma i 15 punti. Anche in questo caso, comunque, vale la regola dei punti di scarto.

Il cambiopalla

Ultima cosa da dire: quando una squadra segna un punto, acquisisce o conserva anche il diritto alla battuta. Se già stava battendo, continua a battere; se invece a battere erano gli avversari arriva un cambiopalla. Ma il punto viene assegnato in ogni caso.

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I tocchi consentiti

Quanti e di che tipo

Quanti tocchi si possono fare in un'azione di volley?Scopo del gioco, quindi, è quello di respingere gli attacchi avversari e cercare di buttare a terra la palla al di là della rete. Per farlo, bisogna ovviamente prendere il pallone quando lo lanciano gli avversari e farlo arrivare di là. Il tutto avviene tramite una serie di tocchi, che sono regolamentati dettagliatamente.

Intanto diciamo questo: ogni squadra ha a disposizione tre tocchi per mandare la palla dall’altra parte del campo. Superare questo numero, e arrivare ad esempio a quattro o cinque tocchi, regala il punto agli avversari. Ci sono però delle eccezioni. Ad esempio, se la squadra in difesa va a muro – cioè uno, due o tre difensori saltano davanti alla rete per tentare di creare con le mani un ostacolo alla schiacciata avversaria –, l’eventuale deviazione del muro non conta e si hanno a disposizione ancora tre tocchi.

E la rete?

E se la palla finisce contro la rete? Può capitare infatti che durante un’azione difensiva la squadra che sta costruendo i propri passaggi mandi la palla in rete. Se questa non tocca terra e viene rialzata si può continuare a giocare. Attenzione, però: la rete non azzera il conteggio dei tocchi.

Inoltre, nessun giocatore può toccare per due volte consecutive la palla, se non nel caso in cui uno dei due tocchi sia stato fatto a muro. Questa regola è particolarmente importante non solo per evitare che un giocatore faccia tutto da solo, ma anche per regolamentare il modo in cui si colpisce il pallone. Il regolamento infatti prevede che si possa toccare la palla con qualsiasi parte del corpo, ma non la si possa accompagnare. Il contatto, che avvenga con le mani, con la testa o con i piedi, dev’essere secco e unico.

 

I ruoli in campo

Dal palleggiatore all’opposto

I ruoli nella pallavoloCome probabilmente saprete, sul campo da pallavolo si dispongono sei giocatori per squadra. Ognuno occupa una posizione precisa, anche se durante la costruzione dell’azione ci si sposta e ci si mischia secondo vari schemi. Inoltre, ogni volta che si ritorna in possesso della palla avviene una rotazione che fa sì che tutti i giocatori sul campo (o quasi, come vedremo) abbiano il proprio turno di battuta.

La rotazione avviene in senso orario. Per praticità, è convenzione chiamare ognuna delle sei zone del campo in cui si dispongono i giocatori con un numero. Così chi è alla battuta, nell’angolo a destra più lontano dalla rete, occupa la posizione numero 1. Il 2 è sottorete davanti all’1, perché è quello a cui toccherà battere al turno successivo. Il 3 è alla sua sinistra, sotto la rete, al centro. Poi vengono il 4, il 5 e il 6.

Il palleggiatore

A ruotare sono però giocatori con specializzazioni diverse, che quando scatta l’azione d’attacco si muovono e vanno a coprire una zona precisa del campo. In primo luogo c’è il palleggiatore, il regista della squadra. Lui se possibile non riceve la battuta avversaria, ma si posiziona sotto la rete, pronto ad effettuare il secondo tocco. Il suo compito è infatti quello di alzare la palla per un attaccante. Deve essere quindi rapido, preciso, abile nel chiamare gli schemi e nel leggere le varie situazioni di gioco.

Poi c’è il centrale, cioè l’attaccante che va a posizionarsi nella zona 3, sottorete al centro. Lui, in attacco, prende soprattutto le palle veloci, cioè le alzate ravvicinate che il palleggiatore gli fa di tanto in tanto per sorprendere la difesa avversaria. Quando, per via della rotazione, finisce in seconda linea, in genere viene sostituito dal libero.


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Parliamo dunque di questo libero, il ruolo più recente, visto che è stato introdotto solo nel 1997. Si tratta di un giocatore specializzato in difesa, che veste sempre una maglia di colore diverso rispetto ai compagni. Entra per sostituire un attaccante non particolarmente dotato in fase difensiva e staziona sempre in seconda linea. Quando le rotazioni lo spingerebbero verso l’avanti, infatti, deve cedere il posto al compagno che aveva sostituito. Il libero, quindi, di solito deve solo ricevere, o alzare in situazioni d’emergenza. Non può battere, schiacciare o murare.

Completano il pacchetto gli schiacciatori e l’opposto. I primi hanno un ruolo sia difensivo che offensivo, perché devono ricevere ma anche andare a schiacciare. Solitamente, in campo ce n’è uno più forte nella ricezione e uno nella conclusione, per equilibrare la squadra. L’opposto è invece sempre uno schiacciatore, che si posiziona però in posizione appunto opposta rispetto al palleggiatore. In genere è il più forte attaccante della squadra e dev’essere anche particolarmente resistente.

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Dimensioni e numeri

Il campo e il pallone

Quanto dev'essere grande il pallone ed altre regole della pallavoloDiamo ora un po’ di numeri, o, meglio, di cifre. Partiamo dal campo. In generale si tratta di un rettangolo lungo 18 metri e largo 9. Visto che la rete lo divide esattamente a metà, abbiamo in realtà due quadrati di lato 9 dall’una e dall’altra parte. Inoltre ogni metà campo è divisa da un’ulteriore linea parallela alla rete, posta a 3 metri da essa e a 6 dal fondo campo. La rete arriva a 2,43 metri nelle competizioni maschili e a 2,24 metri in quelle femminili. A sua volta, è alta un metro.

Ai bordi del campo deve poi essere lasciata una zona libera di almeno 3 metri, che salgono a 6,5 nelle competizioni internazionali. Il tetto non deve essere più basso di 7 metri, che salgono anche in questo caso a 12,5 nelle gare mondiali. Il pallone, infine, deve avere una circonferenza compresa tra i 65 e i 67 centimetri. Il peso è di 260-280 grammi.

 

I cambiamenti delle regole della pallavolo

I set e le battute

Come sono cambiare le regole della pallavolo negli ultimi anniLa pallavolo è uno sport con una storia molto lunga e interessante. Fu inventata infatti alla fine dell’Ottocento e ha cristallizzato le sue regole tra gli anni ’30 e ’40 del secolo successivo. Ciononostante, anche in tempi recenti il suo regolamento ha visto delle modifiche importanti. Il motivo è da ricercare nella crescita del movimento e nella sempre maggior copertura mediatica degli eventi.

Le partite di pallavolo, infatti, per lungo tempo si sono dimostrate difficili da prevedere. Potevano durare abbastanza poco, con squadre che prevalevano rapidamente sugli avversari, ma anche moltissimo, con partite pressoché interminabili. Questo rendeva difficile la loro trasmissione televisiva, e sappiamo bene quanto la TV e i suoi soldi incidano sullo sport. Per questo, negli anni ’90 si studiarono delle modifiche che dovevano accorciare la durata delle gare e renderle più uniformi.


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Dal 2000 è quindi in vigore il cosiddetto Rally Point System. In precedenza, i set si chiudevano quando una squadra raggiungeva i 15 punti (con almeno 2 di vantaggio). E i punti venivano assegnati non in ogni azione, ma solo quando a segnare era la squadra in battuta. Altrimenti, si procedeva semplicemente ad un cambiopalla, senza assegnare punti.

Partite più corte

Da allora, invece, ogni azione si conclude con un punto, che può essere dato sia alla squadra che ha battuto, sia a quella che ha ricevuto. Inoltre i set si concludono a 25 e non più a 15, con l’eccezione dell’eventuale tie-break (più corto).

Infine, in quegli anni è stata introdotta, come detto, la figura del libero, utile a garantire un miglior approccio difensivo. Questo – combinato al nuovo punteggio – ha fatto sì che si evolvessero anche le tattiche, soprattutto in battuta. Senza più il cambiopalla poteva imporsi uno stile di servizio più cauto, fatto per non rischiare più di tanto visto che un errore in battuta ora comporta un punto per gli avversari. In realtà, l’introduzione del libero invece costringe i battitori a forzare ancora la mano. Non si può infatti lasciare a un libero l’opportunità di costruire con tutta calma un’azione offensiva.

 

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