Ci sono tanti modi per giudicare un film: si può guardare all’aspetto puramente artistico, si può guardare a come un film si rapporta col suo tempo e la sua società, si può guardare al talento del regista e degli attori. Ma un film diventa di culto quando ha qualcosa di diverso.

Paradossalmente, anzi, un film di culto può essere anche un film tecnicamente brutto, non riuscito, mal recitato. Perché quello che conta è un fattore diverso: la capacità di saper leggere il proprio pubblico.

La verità è che non gli piaci abbastanza, la pellicola di cui parliamo oggi, non è ad esempio un film artisticamente straordinario, né presenta chissà quale storia originale. Ma non è questo il punto. Perché questo è un film in cui le ragazze di oggi si ritrovano, in cui riscoprono le loro stesse manie, paure e idiosincrasie [1].

D’altronde, cosa c’è di più bello che vedere che non si è sole in certi atteggiamenti, che le proprie debolezze sono anche quelle di altre? Che non siamo stupide o pazze a voler credere a una certa illusione, ma solamente fragili e bisognose di qualcosa, come tutte le altre donne del mondo?

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La verità è che non gli piaci abbastanza ha proprio questo pregio: ha saputo – prima e meglio di altri – portarci a ridere e sognare sopra alle nostre paure sull’amore, e per questo è entrato nel cuore di molte.

Il legame con Sex and the City

E l’ha saputo fare soprattutto grazie a un’ottima sceneggiatura firmata da Marc Silverstein e Abby Kohn a partire da un soggetto di Greg Behrendt e Liz Tuccillo [2]. Autori, questi ultimi, che erano già nel team creativo di Sex and the City.

Con questa serie, d’altronde, il film condivide il gusto dell’autoironia femminile, l’analisi socio-amorosa e ovviamente l’interesse per i sempre più problematici rapporti di coppia. E allora ricostruiamo insieme la trama e soprattutto le battute di La verità è che non gli piaci abbastanza tramite cinque sue memorabili frasi.

 

1. Non sei un’eccezione

Gigi e i consigli di Alex sugli uomini

La tesi di fondo del film è che le ragazze vengono cresciute facendo loro credere che se un maschio manifesta atteggiamenti ostili o di disinteresse nei loro confronti è in realtà perché ha un debole per loro.

La scena iniziale è in questo senso emblematica. Si vede Gigi, la protagonista, da bambina, che viene spinta a terra dal maschietto per il quale ha una cotta, che tra l’altro subito dopo la offende.

No, non sei un’eccezione, per niente. Anzi, tu sei la regola, e la regola è questa: se un uomo non ti chiama, non vuole chiamarti.

Andata a farsi consolare dalla mamma, riceve la prima di molte lezioni che finiranno per plasmarne il carattere e le aspettative. Ovvero: se quel bambino si è comportato così con lei è solo perché è innamorato di lei e non osa ammetterlo.

Per questo Gigi cresce con l’illusione che se i maschi si comportano male con lei non è per disinteresse, ma per mille altri motivi, per lo più positivi. Almeno fino a quando non incontra Alex, il miglior amico di uno dei suoi ultimi cavalieri, che le spiega che se un maschio non la richiama entro una settimana significa che non ha alcun interesse nei suoi confronti.

Sembra quasi una banalità, ma in effetti quello che Alex le dice è molto semplice: se un uomo non ti cerca non è perché ha perso il tuo numero o qualcosa o qualcuno gli ha impedito di ritrovarti. È perché non ha mai avuto intenzione di chiamarti. Una verità che per Gigi, come per molte altre donne, è però difficile da accettare.

 

2. Se un uomo ti ignora…

E non è nemmeno semplicemente questione di chiamare. Perché non è un problema telefonico. Se un uomo ti ignora è perché vuole ignorarti.

Tante volte a noi piace illuderci, pensare che se la persona di cui siamo innamorate non si fa avanti è per colpa della sua naturale timidezza, della sua ritrosia, della sua paura delle donne.

Perciò fidati di me se ti dico che se un uomo ti tratta come se non gliene fregasse un cazzo di te, non gliene frega un cazzo di te davvero! Senza eccezioni.

Il tutto salvo poi sorprenderlo con le labbra sulle labbra della prima venuta. E comunque continuare a giustificarlo, dentro di noi, pensando che sicuramente la colpa debba essere della ben più disinibita ragazza.

Oppure ci diciamo che è un tipo con la testa sulle spalle, a cui piace prendere le cose con la giusta velocità, senza affrettare alcun passo. Salvo trovare anche lui poi nel retro di un bar, impegnato ad esplorare ogni centimetro della ragazza seminuda di turno. E comunque giustificando pure lui, pensando che magari è un poliziotto e le perquisizioni le fa di mestiere.

Il corollario alla legge precedente

Insomma, cerchiamo sempre mille scuse pur di non ammettere quello che abbiamo sotto agli occhi. Cioè che l’uomo di cui ci siamo innamorate, o quello su cui abbiamo riposto le nostre speranze, non è degno del nostro interesse.

Perché, in fondo, è tutto dannatamente semplice: se sembra che non gliene freghi nulla di te è perché effettivamente non gliene frega nulla. Se ti tratta male è perché non ti vuole bene, se ti picchia è perché non ti ama.

Per carità, il film non affronta il tema della violenza, né fisica né psicologica, e rimane molto in superficie, su blande tematiche amorose, ma quanto avremmo bisogno di sentirci dire queste parole, ogni tanto?

La cronaca è piena di storie di donne che subiscono atti di violenza spesso dai propri mariti, senza però che riescano a capire che non c’è nessun cervellotico meccanismo che giustifichi quegli uomini. Se ci trattano male, è solo perché non ci vogliono bene.

 

3. Perché vi fate tutte queste pippe mentali?

Chi legge questa pagina avrà sicuramente già visto La verità è che non gli piaci abbastanza, e qualcuno probabilmente l’avrà guardato anche svariate volte. Penso però che sia comunque utile ricapitolarne a grandi linee la trama.

La pellicola infatti segue le disavventure sentimentali di nove personaggi: l’ingenua Gigi (interpretata da Ginnifer Goodwin), il suo amico Alex (Justin Long), la bella Beth che vorrebbe sposarsi (Jennifer Aniston) e il suo compagno che invece vorrebbe continuare a convivere (Ben Affleck).

Ma di che parli? Gigi, che ti ho sempre detto da quando ci conosciamo? Se un uomo vuole stare con te, farà in modo che succeda. Ti chiederà di uscire. Io ti ho chiesto di uscire? Perché fate così? Oh, cazzo. Perché voi donne fate così? Perché vi fate tutte queste pippe mentali? Prendete ogni cosa che un uomo fa e la trasformate in un’altra cosa. Siete fuori!

E poi ci sono anche l’amichevole e fedele Janine (Jennifer Connelly), il suo marito fedifrago Ben (Bradley Cooper) e la sua amante Anna (Scarlett Johansson) [3].

Alex dice no a Gigi

Mentre all’inizio del film l’unica donna fragile e insicura sembra essere Gigi, man mano che la storia procede anche le sue due amiche Beth e Janine si trovano coinvolte, loro malgrado, in problemi sentimentali non indifferenti. Man mano che la pellicola procede, anzi, le parti si invertono.

Le amiche devono infatti barcamenarsi tra uomini che non si vogliono impegnare ed altri, pur impegnati da molti anni, che cedono alle prime lusinghe della bella insegnante di yoga di turno. Scoprendo e facendoci scoprire, in questo modo, che anche chi non vive le “pippe mentali” finisce per diventare vittima delle circostanze.

Ma è soprattutto sul rapporto tra Gigi e Alex che si gioca il fulcro del film. Lui le fa da consigliere sugli uomini, le spiega quel codice che lei sembra non riuscire mai a comprendere fino in fondo. Lei, però, finisce inevitabilmente per innamorarsi di lui, credendo anche di essere ricambiata perché i segnali sembrano esserci. E invece…

 

4. La proposta di matrimonio

Uno dei temi che emergono dal film, oltre a quello amoroso, è quello più generale della felicità. All’inizio, infatti, sembra che per una donna la chiave per essere felice stia tutta nel trovare l’amore della propria vita, l’uomo tanto desiderato fin da quando si era bambine.

Col procedere della storia, però, ci rendiamo conto che la realtà delle cose è ben più complessa. Ci sono situazioni in cui, effettivamente, trovare una persona che ci ama e di cui siamo innamorate risolve tanti problemi e ci dà finalmente sollievo. Ma ci sono anche altre situazioni in cui è proprio il nostro compagno la persona che più di tutte ci fa del male.

Devo far felice te per avere la possibilità di essere felice io.

Emblematico in questo senso è il caso di Ben e Janine, con lui che finisce per tradirla. In modo però simile funziona anche quello – meno estremo negli esiti – di Beth e Neil.

Neil e Beth, ovvero Ben Affleck e Jennifer Aniston

I due convivono infatti da sette anni, ma lei sente l’esigenza di regolarizzare la situazione. Per questo mette alle strette il compagno, imponendogli di scegliere se sposarla oppure lasciarla. Dato che lui, però, non crede nel matrimonio, i due decidono di andare ciascuno per la propria strada.

Tempo dopo, però, la donna si ricrede, soprattutto perché si rende conto che i mariti delle altre (come ad esempio quello di sua sorella) sono in realtà molto meno presenti e attenti di quanto non fosse Neil. Decide quindi di lasciar perdere le proprie pregiudiziali e tornare assieme al suo vecchio amore.

In una delle scene finali della pellicola, però, avviene quello che potete vedere nel video che vi abbiamo inserito due paragrafi più sopra. Gli interpreti, come vedete, sono Jennifer Aniston e Ben Affleck.

 

5. Il lieto fine?

Come detto, per quanto affronti alcuni temi con un piglio a volte fin troppo leggero, La verità è che non gli piaci abbastanza è però un film in cui i personaggi compiono un percorso.

I protagonisti della pellicola infatti crescono, cambiano e capiscono varie cose. In questo senso, il lavoro di Ken Kwapis può essere letto anche come una specie di storia di formazione (amorosa).

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La riflessione complessiva su quanto è accaduto, non a caso, è affidata nel finale alla voce fuori campo di Gigi. Questa voce riprende il filo del discorso con cui la pellicola si era aperta e traccia le somme di quanto avvenuto. E, soprattutto, si chiede: davanti a tutto questo, è possibile un lieto fine?

Anche ammesso che tutto vada per il meglio, questo lieto fine sarà aderente a quello delle storie che ci raccontavano da bambine? Esistono le eccezioni e possiamo essere davvero noi queste eccezioni? Oppure dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco, rinforzarci i muscoli e buttarci semplicemente nella mischia, cercando di incassare meno colpi possibili?

Mentre cresciamo ci insegnano tante cose: se un ragazzo ti dà un pugno, gli piaci; non tagliarti i capelli da sola; un giorno incontrerai un uomo meraviglioso e anche per te ci sarà il lieto fine. Ogni film che vediamo, ogni storia che ci viene raccontata ci scongiura di aspettare questo: la svolta del terzo atto, la dichiarazione d’amore inaspettata, l’eccezione che conferma la regola. Ma a volte siamo talmente concentrate sulla ricerca del lieto fine che non riusciamo a interpretare i segnali, a riconoscere chi ci vuole da chi non ci vuole, chi resterà da chi andrà via. E forse nel lieto fine non è compreso un uomo meraviglioso. Forse sei tu, da sola, a rimettere insieme i pezzi e ricominciare, per liberarti, nell’attesa che arrivi qualcosa di grande in futuro. Forse il lieto fine è solo… andare avanti.

Le varie storie giungono a conclusione, alcune bene, altre male

È vero, a qualcuno di molto fortunato tocca il lieto fine, tocca il principe azzurro. Tocca l’uomo che, pur non credendo nel matrimonio, accetta di sposarti, perché è convinto che la sua felicità passi irrimediabilmente attraverso la tua, e che solo rendendo felice te potrà essere felice anche lui.

D’altronde, a qualche donna tocca pure Ben Affleck in carne ed ossa o qualcuno che gli assomiglia. Ma non tutte sono così fortunate; e non è nemmeno detto che serva davvero quello, nella vita. Cosa dovrebbero fare le altre? Accontentarsi? Continuare a cercare? Rassegnarsi?

È difficile dare una risposta generale, e in fondo anche il film non tenta minimamente di fornirla. Anche perché una risposta generale non c’è: ognuna forma la propria felicità a modo proprio, coi propri compromessi.

Presentandoci le vite di tre donne – cioè i personaggi principali della storia – la pellicola cerca d’altronde di mostrarci tre modi diversi per arrivare a un finale. Un finale che forse non è sempre lieto – di mezzo c’è pur sempre un divorzio –, ma almeno può essere sereno, e soprattutto può essere una nuova partenza verso qualcos’altro.

L’importante, sembra dirci La verità è che non gli piaci abbastanza, è continuare a guardare avanti, proiettati nel futuro. Perché è solo dal futuro che possono venire i miglioramenti.

 

 

Note e approfondimenti

[1] D’altronde, ebbe successo subito, anche appena uscito al cinema.
[2] I due, in realtà, avevano condensato le loro considerazioni all’inizio in un vero e proprio libro, entrato anche nella classifica dei best-seller del New York Times.
[3] Nel cast poi ci sono anche altre star, come Drew Barrymore, Sasha Alexander e Kris Kristofferson.

 

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