Cinque frasi per la laurea (e la loro storia)

Guida alle migliori frasi per festeggiare la laurea

La laurea è uno dei traguardi più importanti della vita. Corona un lungo e faticoso percorso di studi e apre alla seconda fase della propria vita, quella del lavoro, della maturità, degli impegni. O almeno così dovrebbe essere, anche se la crisi economica e la precarietà hanno negli ultimi anni trasformato questo passaggio della vita nell’ingresso in un limbo da cui è difficile uscire.

Gioire per un traguardo raggiunto

Quando si festeggia una laurea, però, non c’è spazio per la tristezza e la preoccupazione. Quelle arriveranno, casomai, dopo. Per il momento invece è bello gioire, fare le foto coi parenti, subire gli scherzi goliardici e godersi un po’ di meritato riposo.

Proprio per rendere il più gioiosa possibile questa ricorrenza, i genitori e i parenti fanno a gara di solito nel coccolare l’ultimo rampollo. Già trovare un regalo adatto, però, è difficile, ma ancora più complicato è trovare una frase che non sia stantia da scrivere nel biglietto di accompagnamento.

Se quest’ultimo è, al momento, il vostro problema principale, vi diamo una mano noi. Qui di seguito troverete cinque tra le migliori frasi che si possono dedicare a un neolaureato, tra motti d’incoraggiamento, filosofie di vita e anche un po’ di sana ironia. Eccovele, con anche un po’ della loro storia.

 

1. Il motto di Steve Jobs

Non sarà originale, ma è sempre efficace

Partiamo dalla frase ormai più celebre, diventata quasi un modo di dire, ovvero il motto di Steve Jobs, «Stay hungry, stay foolish». Che sia adatta a una laurea è indubitabile: lo stesso Jobs la pronunciò nel 2005 durante una visita all’Università di Stanford, parlando agli studenti.

Il suo invito era infatti uno sprone ad affrontare la vita rimanendo «affamati e folli», desiderosi cioè di non conformarsi ma di seguire le proprie idee e aspirazioni.

Stay hungry, stay foolish.
(Steve Jobs)

La frase, da allora ad oggi, è rimbalzata ovunque ed è stata usata in qualsiasi contesto. E dire che Jobs l’università la frequentò per pochissimo, per poi abbandonare tutto e dedicarsi alla sua carriera imprenditoriale.

E lo fece perché era convinto – e lo diceva anche agli allievi di Stanford – che la chiave della formazione non fosse la scuola, ma la voglia di scoprire e provare. Come quella che deve accompagnare i laureati di oggi.

 

2. Che niente ci freni

Come dei novelli Don Chisciotte

La laurea è sicuramente un bel traguardo, ma è anche un punto di partenza. Come detto, da lì in poi si entra definitivamente nell’età adulta, e non è più possibile tornare indietro. Non ci si può più definire studenti, ma lavoratori (o, purtroppo sempre più spesso, disoccupati).

Perciò bisogna sì festeggiare il punto a cui si è arrivati, ma immediatamente rivolgere lo sguardo verso il futuro, verso le nuove mete che ci attendono.

Nessun limite oltre il cielo.
(Cervantes)

Varie frasi che abbiamo scelto fotografano questa situazione, in cui si guarda con soddisfazione al passato e con un po’ di paura al domani. Per questo serve un augurio che sia anche un incoraggiamento, uno sprone, come quella di Miguel de Cervantes, il celebre autore del Don Chisciotte.

Che ha il pregio di focalizzare l’attenzione sul fatto che, se siamo davvero determinati, nulla ci può fermare.

 

3. Il motto latino per chi arriva dal liceo

«Ora e sempre»

Non molto dissimile è il significato della terza frase che abbiamo scelto, forse quella più classica in caso di laurea. Si tratta infatti del motto latino Ad maiora!, usato da sempre non solo in caso di conseguimento di un diploma, ma anche quando si cambia lavoro, nei brindisi e in molte altre occasioni.

Il significato è «Verso cose più grandi!», traducibile anche, in maniera più estensiva, col «Sempre più in alto!» che veniva usato da Mike Bongiorno in un celebre spot.

Ad maiora!

Per chi ricorda un po’ del latino fatto al liceo, la frase è composta dalla preposizione ad che, assieme all’accusativo, significa “verso”, “in direzione di”. Maiora è invece un neutro sostantivato plurale, e indica pertanto le “(cose) più grandi”.

Da qui il significato, perfetto per l’occasione della laurea. Ma come si deve rispondere, quando l’augurio te lo fanno a voce? La replica più semplice e corretta è sempre in latino: basta infatti un bel Semper! per rafforzare l’augurio.

 

4. È stata dura, ma ce l’abbiamo fatta

La frase usata da Cicerone e Seneca

Sempre in lingua latina è anche il penultimo dei nostri auguri, Per aspera ad astra. A scriverlo per la prima volta pare sia stato addirittura Cicerone, uno dei più grandi dotti dell’antichità e soprattutto un grande retore, che di sicuro sapeva sempre usare le parole giuste al momento giusto.

La stessa frase, però, si ritrova anche in Seneca, segno che era piuttosto diffusa nel mondo latino.

Per aspera ad astra.
(Cicerone)

L’origine, probabilmente, deriva dagli antichi miti greci e in particolare dalle vicissitudini di Ercole. La frase si può infatti tradurre nella forma «Attraverso le asperità verso le stelle», per significare che la via che porta all’Olimpo è costellata di ostacoli.

In questo senso, è una delle migliori frasi possibili per un neolaureato, che ha sudato sette camicie per arrivare dove è arrivato ed ora sogna davvero di puntare alla gloria (lavorativa).

 

5. Per riderci un po’ su

Una frase ironica che arriva da I Simpson

Chiudiamo con un po’ di ironia. Ovvero con I Simpson, i personaggi di Matt Groening che da decenni ci abituano a deridere tutto quello che conosciamo.

E la laurea non poteva essere certo esente dal loro sarcasmo. Nel caso specifico, è per una volta Marge a essere caustica, quando, nel ventesimo episodio della sedicesima stagione, rimprovera Bart intimandogli di non prendere in giro i laureati.

Bart, non prendere in giro i laureati! Hanno solo fatto una scelta di vita sbagliata.
(I Simpson)

Quell’episodio, intitolato Casa alla larga da Homer, in realtà non parla più di tanto di laurea e università. Al centro c’è invece Ned Flanders, che, umiliato dalla cittadinanza di Springfield, decide di lasciare la città e trasferirsi a Humbleton, che sembra più adatta a un maniaco delle buone maniera come lui.

Scoprirà però che la nuova residenza è eccessiva anche per lui e tornerà perciò nella città dei Simpson.

 

 

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