Cinque frasi sulla danza classica perfette per un saggio

Le migliori citazioni e frasi sulla danza

Della danza sono state dette, e si dicono ancora, tante cose diverse, ma probabilmente è meglio sentirne parlare da chi se ne intende veramente. Per questo motivo, in questo post, vi vengono proposte cinque frasi pronunciate o scritte da ballerini e coreografi che hanno fatto la storia della danza. Ognuno di loro aveva un proprio stile e un proprio modo di considerare il ballo; tutti hanno portato una rivoluzione in questo immenso universo.

Le frasi qui riportate sono espressione tanto del loro modo di vedere la danza quanto consigli e spunti di riflessione per chi, oggi, ama ballare, che sia nel teatro più prestigioso del paese o nel salotto di casa propria.

 

1. «Non lasciarti addomesticare»

Isadora Duncan può essere considerata una delle madri della danza moderna. Statunitense, visse e danzò tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX. Apprezzata da principio soprattutto in Europa, fu una rivoluzionaria: abolì le scarpette da punta e i pesanti tutù, danzando a piedi nudi avvolta in leggere vesti ispirate agli abiti degli antichi greci.

Sei stato selvaggio, un tempo. Non lasciarti addomesticare.

Isadora Duncan, una rivoluzionaria del ballettoEd è all’arte greca che si rifece per creare la sua danza, lasciando dietro di sé le regole del balletto accademico. Fondò la sua prima scuola vicino a Berlino, per poi diffondere la sua arte in tutta Europa.

La citazione qui riportata esprime in sintesi il suo pensiero e il suo modo di fare danza, che deve essere soprattutto libero, ma anche una delle sensazioni più importanti provate dal ballerino, in particolare quello di danza moderna e contemporanea.

Il consiglio di Isadora Duncan alle ballerine

L’invito di Isadora Duncan è rivolto all’anima del danzatore, che deve andare a scavare nei suoi istinti primordiali, portando alla luce liberamente ciò che sente nel profondo ed esprimendolo attraverso il proprio corpo senza curarsi delle costrizioni esterne.

In poche parole, la danzatrice condensa la sua arte e dà un consiglio importante per chi vuole avvicinarsi al mondo della danza moderna.

 

2. Quando a danzare è il sangue

Proveniente da una famiglia povera, Anna Pavlova condensa in questa frase tutta la sua vita. La ballerina russa vede il suo destino quando per la prima volta assiste ad una rappresentazione de La bella addormentata. Da quel momento, tutta la sua vita sarà dedicata al balletto.

Nata a San Pietroburgo nel 1881 e morta di pleurite poco prima di compiere cinquant’anni, Anna Pavlova è famosa soprattutto per la sua personale interpretazione de La morte del cigno, per essere stata un’ambasciatrice della danza nel mondo e per i cambiamenti che introdusse nel balletto.

Un ballerino danza, perché il suo sangue danza nelle vene.

Arrivata in un momento in cui la ballerina doveva essere forte e vigorosa, la Pavlova scatena una rivoluzione con il suo corpo esile e aggraziato, ma non per questo meno resistente, tanto che modifica anche le scarpette da punta, rendendole più simili a come sono oggi.

La passionalità di Anna Pavlova

Anna Pavlova, ambasciatrice della danza nel mondoQuello che Anna Pavlova ci vuole dire con la frase qui riportata è che il destino di un ballerino è iscritto nel suo stesso corpo. Una persona che danza lo fa perché è il suo stesso corpo a chiederle di farlo ed essa non ha la forza né il potere per opporsi a questo grande desiderio.

La danza è una passione sanguigna, che si genera dentro il ballerino e non può essere domata, similmente a quanto diceva anche Isadora Duncan.

Il messaggio che Anna Pavlova vuole trasmettere è quello di danza come necessità inevitabile, come unico potente mezzo di espressione di qualsiasi individuo che sente, appunto, il proprio sangue danzare nelle vene.

 

3. Piccole morti quotidiane

La danzatrice e coreografa che ha pronunciato queste frase è probabilmente una delle poche figure legate alla danza conosciuta anche dai non addetti ai lavori. Questo perché Martha Graham può essere considerata a tutti gli effetti la profetessa della danza moderna americana, che ha poi influenzato il moto di ballare di tutto il mondo.

Danzare sembra affascinante, semplice, incantevole. Ma il cammino verso il paradiso della realizzazione non è meno complesso di tutti gli altri. C’è una fatica così grande che il corpo grida, persino nel sonno. Ci sono momenti di completa frustrazione, ci sono piccole morti quotidiane…

Danzatrice longeva, è nata nel 1894 e morta nel 1991. Fondò una scuola, con compagnia annessa, nel 1927, dandole il suo nome. Diventò celebre negli anni ’50 e rimase attiva quasi fino agli ultimi anni della sua vita. La Graham cambiò la danza partendo dalla concezione stessa di spettacolo, e studiando il teatro.

Riportò il movimento alla sua dimensione rituale, facendo sì che il danzatore attingesse alla propria intimità più profonda per portare la coreografia sul palcoscenico.

La fatica di Martha Graham

Martha Graham, una ballerina che conosceva la fatica della sua disciplinaNella citazione qui riportata, Martha Graham pone l’accento sull’aspetto più fisico della danza, per lei molto importante. Sottolinea come, dietro ad uno spettacolo, che all’occhio dello spettatore appare bellissimo e in cui i movimenti dei ballerini sembrano venire fuori con grande semplicità, ci siano ore e ore di grande lavoro e grandi sacrifici.

La vita di un ballerino, soprattutto se professionista, è costellata da momenti di grande dolore, sia fisico sia mentale, che vengono tutti superati in nome del bene superiore, ossia del momento in cui finalmente si va in scena. Il discorso della Graham è ancora attuale, se si pensa a quanto, ai giorni nostri, la danza sia sottovalutata.

 

4. «Ogni uomo dovrebbe danzare»

Rudolf Nureyev parte dalla Russia, ma ben presto grazie alla sua intraprendenza gira le compagnie e i teatri di tutta Europa, diventando un ballerino e coreografo di fama internazionale.

Nato in Siberia nel 1938 a morto a Parigi nel 1993, si distingue soprattutto per la sua revisione di classici del repertorio del balletto russo, tra cui Il lago dei cigni, Lo schiaccianoci e Don Chisciotte.

Ogni uomo dovrebbe danzare, per tutta la vita. Non essere ballerino, ma danzare.

Pur essendo noto per il suo carattere intollerante, ebbe una grande influenza sulla danza, poiché seppe dare più importanza ai ruoli maschili nel balletto classico e abbatté i confini tra danzatore classico e moderno, cimentandosi in entrambi gli stili.

Rudolf Nureyev, il grande ballerino russo

La danza come momento esistenziale per Rudolf Nureyev

Le due semplici frasi qui riportate rimandano alla dimensione della danza come parte fondamentale della vita di ogni uomo. Danzare non è importante solo per il ballerino, ma per ogni essere umano. La danza è una forma di espressione, ma anche di sfogo e di liberazione.

È un atto che permette all’uomo di lasciarsi andare, percepire il proprio corpo e fonderlo con il mondo circostante. Secondo Nureyev, quindi, è importante che ogni uomo danzi, sempre, per sentire se stesso.

 

5. Come dimostrare l’amore

Fred Astaire, ballerino, coreografo e attore americano, è noto soprattutto per i film girati insieme a Ginger Rogers ed è considerato uno dei più grandi danzatori del XX secolo. Vissuto tra il 1897 e il 1989, seppe mescolare tra loro musica, cinema e danza, affermandosi come figura unica nel suo genere.

Fred Astaire, grande interprete del tip tapÈ stato attivo in teatro e al cinema per quasi ottant’anni, girando trentuno film musicali. Unì la musica jazz a quella europea, e fece del tip tap una vera e propria forma d’arte, diventandone maestro indiscusso. La sua immensa attività gli valse l’Oscar alla carriera, assegnatogli nel 1950.

Il ballerino, con una frase semplicissima ma ricca di significato, pone l’accento sulla danza come linguaggio. Come qualsiasi altro linguaggio, in primis quello verbale, la danza è portatrice di significati a seconda delle diverse combinazioni.

Non dimostro il mio amore con un bacio, lo dimostro ballando.

Fred Astaire ci sta dicendo che, per lui, così come per la maggior parte dei ballerini, la danza è ciò che gli permette di esprimersi al meglio, di veicolare nel modo più efficace possibile ciò che vuole comunicare. La danza è per lui il primo linguaggio, il migliore, il più completo e, soprattutto, quello che sa utilizzare al meglio.

 

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