V for Vendetta, insieme a Miracleman, è l’opera grazie alla quale Alan Moore dimostrò tutte le sue potenzialità di sceneggiatore all’inizio degli anni ‘80. Potenzialità concretizzatesi con successive storie quali Watchmen e From Hell.

Pubblicata sul mercato inglese a partire dal 1982, V for Vendetta – incentrata sulla lotta di un emulo di Guy Fawkes ambientata in una distopica Inghilterra – rimase in un primo momento incompleta a causa della chiusura della rivista che ne pubblicava i vari episodi. Alcuni anni dopo, però, Moore, ormai divenuto celebre anche negli Stati Uniti, vide completata questa storia grazie alla DC Comics (seppur, in seguito, ebbe con questa casa editrice forti contrasti motivati dalla questione dei diritti d’autore sull’opera). Da questo fumetto è stato tratto nel 2005 anche un film con Hugo Weaving e Natalie Portman.

Ecco a voi cinque frasi di quest’opera, che va comunque ammirata e letta nella sua interezza.


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Ricorda sempre il cinque Novembre…

Questa è una notte speciale

«Questa è una notte speciale. È una celebrazione. Un’inaugurazione. Ti hanno mai insegnato la filastrocca? “Ricorda per sempre il cinque Novembre. E la congiura contro lo Stato. Ricorda e sta’ attento che quel tradimento mai e poi mai sia dimenticato”».

 

Chi li ha eletti?

Potevi fermarli

«Abbiamo avuto una sfilza di malversatori, imbroglioni, bugiardi e maniaci che hanno preso una sfilza di decisioni catastrofiche. È un fatto assodato. Ma chi li ha eletti? Sei stato tu! Tu che hai nominato queste persone! Tu che hai dato loro il potere di prendere decisioni per te! Per quanto ammetto che si possa fare un errore una volta, fare gli stessi errori letali un secolo dopo l’altro mi sembra pura e semplice premeditazione. Hai incoraggiato questi incompetenti criminali che hanno ridotto a un macello la tua vita lavorativa. Hai accettato i loro ordini insensati senza sollevare dubbi. Hai permesso loro di riempire il tuo spazio lavorativo di macchine pericolose. Potevi fermarli. Dovevi soltanto dire:”No”».


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Forse non ti vedrò mai, ma ti amo

La Lettera di Valerie

«Morirà qui. Morirà ogni centimetro di me. Tranne uno. Uno. È piccolo ed è fragile ed è l’unica cosa al mondo che valga la pena avere. Non dobbiamo mai perderlo, o venderlo, o darlo via. Non dobbiamo mai permettere che ce lo tolgano. Non so chi sei, né se sei uomo o donna. Forse non ti vedrò mai. Non ti abbraccerò, né piangerò con te, né mi ubriacherò mai con te. Ma ti amo. Spero che tu scappi da qui. Spero che il mondo cambi e che le cose migliorino, e che un giorno la gente abbia di nuovo le rose. Vorrei baciarti. Valerie. Conosco ogni centimetro di questa cella. Questa cella conosce ogni centimetro di me. Tranne uno».


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L’idea

A prova di proiettile

«Pensava di uccidermi? Non c’è carne o sangue da uccidere in questo manto. C’è solo un’idea. E le idee sono a prova di proiettile».

 

Buonasera, Londra

Si reinsedia la speranza

«Buonasera, Londra. Vorrei presentarmi ma, a dir la verità, io non possiedo un nome. Potete chiamarmi “V”. Dall’alba dell’umanità, un pugno di oppressori ha da noi strappato quel controllo della vita che era solo di noi stessi. Senza far nulla, noi vi rinunciammo. Conosciamo già la strada loro, che per campi e guerre porta al mattatoio. Nell’anarchia, esiste un’altra strada. Con l’anarchia, dalle macerie una nuova vita nasce, si reinsedia la speranza. Dicono che è morta l’anarchia, ma… Le voci sulla mia morte sono state esagerate. Sarà domani demolita Downing Street. E già in rovina cadrà la testa, un epilogo al nostro passato. Domani sceglierete che sarà per voi: una vita solo vostra o un ritorno alle catene. Attenti a questa scelta. Ed ora, addio».

 

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