Se avete dei bambini, dai 3 ai 6 anni e a volte anche più grandi, sapete bene che trovare dei giochi adatti a loro è difficile. Prima di quell’età, infatti, basta metterli davanti ad un estraneo o portarli a fare un giretto, e rimangono a bocca aperta per ore. Dopo, non hanno più voglia di giocare con voi, perché hanno le loro carte, i loro libri, i loro amichetti. Ma in mezzo, nell’interregno dei 4, dei 5 anni e a volte anche dei 6, 7 e 8 anni, farli divertire è ancora compito vostro. Oggi, per darvi una mano, vi proponiamo proprio per questo alcuni giochi con la palla.

Bimbi in squadre

Quando la stagione è bella e non c’è troppo caldo, infatti, non c’è nulla di meglio che mettere i bambini all’aperto. Soprattutto quando se ne devono gestire molti, che sia per una festa di compleanno o per una qualsiasi altra occasione. A quel punto è possibile infatti dividere i piccoli in squadre, giocare un po’ con la loro competitività e farli divertire per ore intere.

Quello che serve, appunto, è solo una palla. Esistono infatti decine di giochi – alcuni più conosciuti, altri meno – che potete proporre. Tra i tanti, ne abbiamo selezionati cinque che ci sembrano più divertenti degli altri. E ve ne spieghiamo le regole, i pregi e i difetti qui di seguito.

 

Palla prigioniera

Un classico tra i giochi con la palla

Partiamo col gioco più famoso, Palla prigioniera, a volte erroneamente chiamato anche Palla avvelenata. A voler essere rigorosi, infatti, questo secondo nome va attribuito ad un gioco diverso di cui parleremo tra qualche riga. È però piuttosto frequente, soprattutto in certe zone d’Italia, che il nome sia usato anche per il passatempo che vi spieghiamo ora.

Questo è infatti un gioco che conoscono tutti i bambini, perché prima o poi tutti ci hanno giocato. Si dividono i ragazzi in due squadre di egual numero, e si delimita un campo abbastanza ampio, dividendolo a metà con una linea. In fondo al campo, in entrambi i lati, bisogna inoltre predisporre una zona detta “prigione“.


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Con l’estrazione si decide quale squadra avrà la palla all’inizio del gioco. Lo scopo è catturare gli avversari, e la cattura è possibile quando, dalla propria metà campo, si riesce a colpire un giocatore con la palla. Attenzione, però: la palla può colpire qualsiasi parte del corpo ma solo tramite tiro diretto, senza aver rimbalzato per terra.

Palla prigioniera, il gioco che ha ispirato il Dodgeball

Inoltre l’avversario può salvarsi dalla cattura nel caso in cui prenda la palla al volo. Quando avviene un’eventualità del genere, non è infatti il colpito ad essere catturato, ma chi ha lanciato la palla. In ogni caso, quando tutto questo avviene si lascia la propria metà campo e si finisce nella prigione degli avversari. Da lì sarà comunque possibile ricevere dei passaggi dei propri compagni o catturare delle palle che arrivano in zona e lanciarle contro gli avversari per liberarsi.

Strategie e varianti

Perde ovviamente la squadra i cui giocatori finiscono per essere tutti catturati. Quello che serve per vincere, dunque, è un tiro abbastanza potente e soprattutto una buona destrezza. Cercare di prendere la palla al volo, inoltre, può essere una strategia molto efficace ma anche rischiosa, perché a volte anche i tiri facili possono scivolare via e ci si può letteralmente far catturare con le proprie mani.

Variazioni sul tema

Di questo gioco esistono inoltre numerose varianti. Ad esempio, se i bimbi sono un po’ più cresciuti si può imporre la regola che prima di un lancio i componenti di una squadra debbano fare tre passaggi al volo, senza far cadere la palla. Oppure si può prevedere che la partita finisca non quando si catturano tutti gli avversari, ma solo il loro capitano (di cui però non si sa l’identità).

In ogni caso il gioco è divertente e appassionante, soprattutto quando le squadre sono equilibrate. In America, tra l’altro, negli ultimi anni è nato anche uno sport che deriva direttamente da Palla prigioniera, il Dodgeball. Grazie al successo del film omonimo, infatti, è nata addirittura una lega nazionale con partite che assicurano essere molto spettacolari.

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Palla avvelenata

Contro un muro e contro gli altri

Parliamo allora di questa Palla avvelenata, di cui molto spesso non conosciamo le regole, confondendola con giochi simili. Invece ha una sua specificità e, pur assomigliando all’altro, non è per nulla un gioco banale. Anzi, prevede forse qualche brivido in più, anche se è un pochino più complesso da spiegare a bambini piccoli.

Vediamo come funziona. In primo luogo, serve ovviamente una palla, che però da sola non basta. Per giocare è necessario avere infatti anche la disponibilità di un muro. Non serve niente di trascendentale, basta anche il muro di casa. Non vi preoccupate, non verrà più di tanto maltrattato.

La dinamica del gioco

Il gioco funziona così. Si sceglie – o per estrazione, o tramite una conta o in un altro modo a voi congeniale – chi è il primo a dare avvio alla manche. Questi verrà chiamato “il battitore“. All’inizio della gara il battitore si mette con la palla in mano davanti al muro, e tutti gli altri giocatori si sparpagliano vicini a lui. Quando il battitore comincia, lancia la palla contro il muro e contemporaneamente urla la frase: «Chiamo…», seguita dal nome di un altro bambino che sta giocando.

Per giocare a Palla avvelenata servono dei bambini, una palla e un muro

A questo punto tutti cominciano a correre il più lontano possibile dalla palla, mentre il bambino chiamato si precipita su di essa. Una volta raggiunta, si ferma sul posto e urla: «Stop!». Tutti i giocatori si devono quindi fermare all’istante, pietrificati, come fossero delle statue.

I passi e il lancio

Il giocatore con la palla in mano, il nuovo battitore, a questo punto può girarsi, compiere fino a un massimo di tre passi e poi scagliare la palla contro un altro bambino. Quest’ultimo deve restare immobile ma può tentare di respingere la palla con le mani o addirittura prenderla al volo.

Se viene colpito senza riuscire a respingerla viene eliminato e il battitore può dare il via a un altro turno. Se invece riesce a allontanare la palla, essa ritorna in gioco e il primo che la raggiunge (anche tra le statue) diventa il nuovo battitore. Infine, se riesce a bloccare la palla o viene mancato dal lancio, ad essere eliminato è invece il battitore e lui ne prende il posto. Si va avanti fino a che non rimane un unico giocatore, il vincitore.

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Palla in cerchio

Fare gol all’avversario

Passiamo ora a un gioco meno noto, ma non meno bello o divertente. Si chiama Palla in cerchio ed è molto semplice. Per prima cosa, bisogna chiedere ai bambini di disporsi in cerchio, a gambe divaricate, in modo che i piedi di ognuno appoggino su quelli del vicino.

I bambini in cerchio possono giocare a Palla in cerchio

Dopodiché si consegna ad un primo bambino il pallone. La palla dovrà sempre viaggiare rigorosamente rasoterra e potrà essere spedita da una parte all’altra del cerchio in mille modi, ma sempre usando le mani. La si potrà spingere, le si potrà dare un pugno, si potrà perfino usare una specie di bagher rasoterra. Per farlo, i bambini dovranno ovviamente piegare la schiena tenendo fermi i piedi, senza piegare le ginocchia.

Chi vince?

Lo scopo del gioco è quello di far passare la palla attraverso le gambe di un altro bimbo. Ed evitare che passi sotto alle proprie, parando con le mani i tiri avversari. Il giocatore che subisce tre “gol” viene eliminato. Esce quindi dal cerchio che viene ricomposto, più stretto, senza di lui. Si va avanti fino a che non rimangono due soli giocatori che vengono proclamati vincitori.

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Torello

Anche con le mani

Se avete mai giocato a calcio, sapete benissimo cos’è il Torello. È un gioco che si impara a fare in qualsiasi squadra e permette di migliorare nei fondamentali. Pochi sanno, però, che basta qualche piccolo adattamento per renderlo un gioco fruibile anche con le mani e soprattutto per i più piccoli.

Bastano una palla e dei bambini per giocare a torello

Le regole sono semplici. Tutti i giocatori meno uno si dispongono in cerchio, stando relativamente larghi tra loro. In mezzo al cerchio si mette il giocatore che “sta sotto“. Mentre quelli in cerchio si passano la palla coi piedi, quello in mezzo deve cercare di intercettarla. Quando ci riesce, lui torna nel perimetro del cerchio e quello che ha fatto il passaggio che poi è stato intercettato finisce in mezzo.

Renderlo adatto ai bimbi

Giocare coi piedi a questo gioco è relativamente complesso. Se si hanno dei bambini che non sono avvezzi ai fondamentali del calcio, però, è possibile semplificarlo. Ad esempio, invece di usare i piedi si possono utilizzare le mani. Lanciarsi la palla senza che il passaggio venga intercettato è già una sfida entusiasmante ma non insormontabile quando si hanno 5 o 6 anni.

Se poi si è in tanti, il cerchio può essere allargato e in mezzo possono finirci due bambini. Eventualmente, per rendere le cose più complicate al posto del pallone si può usare una palla più piccola. O addirittura una pallina da tennis. Ma in quest’ultimo caso fate attenzione affinché non la tirino troppo forte.

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Sette si schiaccia

Per pallavolisti ma anche neofiti

Concludiamo con un altro gioco mutuato da uno sport, che può essere adattato anche per i bambini più piccoli. Si chiama Sette si schiaccia ed è spesso usato negli allenamenti della pallavolo. Aiuta infatti a migliorare nei fondamentali, oltre a tenere vigile la concentrazione, soprattutto per quanto riguarda i tempi di gioco.

Vediamo intanto come funziona nel caso del volley. Prima di tutto bisogna disporsi in cerchio, con un po’ “d’aria” gli uni dagli altri. Poi il primo giocatore dà il via all’azione facendo un palleggio verso un compagno e contemporaneamente dicendo: «Uno».


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Da quel momento in poi, tutti i giocatori dovranno continuare a passarsi la palla tramite il palleggio del volley, continuando la conta ma facendola mentalmente. In pratica dopo l’«Uno» detto a voce alta, il «Due», il «Tre», il «Quattro» e così via dovranno essere solo pensati.

Schiaccia e schiva

Il giocatore che riceve il settimo passaggio, però, non dovrà continuare nell’azione ma schiacciare la palla verso un altro giocatore nel cerchio. Questi, dal canto suo, dovrà cercare di schivare il pallone. Se verrà colpito, verrà eliminato dal gioco. Se invece sarà mancato, ad uscire dal cerchio sarà lo schiacciatore. Ovviamente non si può schiacciare su quello che te l’ha appena alzata. E se si sbaglia a contare si viene eliminati.

Sette si schiaccia, un gioco che sfrutta i movimenti della pallavolo

I bambini che non sono in grado di palleggiare o schiacciare, possono giocare in altro modo. Ad esempio, passandosi la palla con le due mani e poi facendo un lancio alla “palla prigioniera”. Oppure, eventualmente, si può permettere anche di usare i piedi. L’importante è che il tutto risulti fattibile a seconda dei bambini con cui ci si trova a giocare.

 

 

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