Qualche giorno fa vi abbiamo raccontato come poter passare un sabato sera “alternativo” in casa col proprio partner. E l’abbiamo fatto ricorrendo semplicemente a un po’ di fantasia o al massimo a qualche gioco in scatola facilmente reperibile su Amazon. Oggi però voglio fornirvi qualche spunto per i migliori giochi da fare in gruppo quando il gruppo è composto da adulti. Perché capitano certe serate in cui, per un motivo o per l’altro, si è costretti o si vuole rimanere in casa. E spesso ci si pone la fatidica domanda: «E adesso, cosa facciamo?» Be’, la risposta più semplice è: «Giochiamo».

I nostri negozi di giocattoli, e spesso anche le nostre soffitte, sono pieni di ottimi e divertenti giochi in scatola e di società che permettono a piccoli gruppi di passare serate divertenti e mai noiose. Oppure, quando non ci sono, se ne possono ricreare rapidamente di altri altrettanto divertenti.

Tutto sta a prenderli in mano, dopo che magari che li si era dimenticati attorno ai 16 anni, e gustarli ora, da adulti, magari in una qualche variante innovativa. Per questo abbiamo deciso di prepararvi una panoramica dei principali giochi di gruppo per adulti, cercando di rimanere su quelli adatti a tutti e lasciando perdere quelli troppo “nerd”.

Inoltre, per ognuno di questi giochi abbiamo cercato di presentarvi le principali varianti (perfino quelle di importazione che si possono trovare solo su eBay) e, in alcuni casi, anche le più famose e piacevoli versioni per tablet e smartphone. Andiamo quindi a scoprire insieme cinque giochi per adulti da fare in gruppo.

Giochi da fare in gruppo per adulti

 

1. Scarabeo e Scrabble

In America la Grande Depressione originatasi nel 1929 è stata certo un periodo drammatico, ma anche una spinta straordinaria verso un rinnovamento dell’economia. Il fatto di rimanere disoccupati, infatti, diventava in alcuni casi (anche se non sempre, ovviamente) lo stimolo a inventare qualcosa di nuovo o a buttarsi a capofitto in progetti innovativi.

Anche nel campo dei giochi di società, il settore fu rivoluzionato da quegli anni. Nacque Monopoly, di cui parleremo, ma venne creato e lanciato anche un altro gioco classico della tradizione americana, Scrabble, da noi noto principalmente col nome di Scarabeo.

Scrabble
Creato da Alfred Mosher Butts nel 1938 ma ricreato in Italia alla fine degli anni ’50 da Aldo Pasetti, è un gioco molto celebre in cui lo scopo è quello di formare delle parole di senso compiuto con le lettere che si sono pescate a caso, in modo da ottenere più punti dell’avversario.

Le parole incrociate su mille dispositivi

La versione originale, ultimamente commercializzata anche in Italia, ha però delle regole differenti da Scarabeo, che nel nostro paese è stato lanciato prima da Editrice Giochi ed ha una maggior popolarità.

Le differenze tra i due giochi di società

Nel caso di Scrabble, infatti, il gioco è un po’ più complesso e tecnico, mentre Scarabeo si può vedere come una sua versione semplificata, visto che, ad esempio, qui ogni nuova parola si deve sempre incrociare con quelle già presenti sul tavolo, mentre nella versione americana le parole si possono anche affiancare a formare una serie di sigle di due lettere.

Inoltre, nel gioco italiano il jolly dà punteggio e può essere anche riutilizzato più volte, se scambiato con la lettera adeguata.

Anche questi giochi sono oggi disponibili in maniera digitale. Di Scrabble, grazie a EA, esiste una versione per iOS1, Android2 e Facebook3, mentre Scarabeo può essere giocato direttamente tramite un client Adobe Air4.

   

 

2. Taboo

Alcuni dei passatempi che vedremo in questa prima parte dell’articolo sono classici del tutti-contro-tutti, ma vogliamo però ora concentrarci su due giochi da tavolo che vanno giocati divisi in squadre e che risultano quindi più dinamici e veloci.

Il primo, celeberrimo, è Taboo, gioco tutto sommato recente lanciato sul mercato internazionale nel 1989 dalla Hasbro. In esso ogni concorrente deve cercare di far indovinare una parola alla propria squadra senza pronunciare una serie di termini proibiti.

Taboo
Anche in questo caso, se il gioco lo conoscete già e volete invece provarlo in forme diverse, esistono versioni speciali e digitali. Se masticate l’inglese c’è la curiosissima Bible Edition con parole tratte esclusivamente dalle Sacre Scritture (ad esempio la carta di Mosè ha come parole proibite “principe”, “Egitto”, “piaghe”, “faraone” e “comandamenti”).

Inoltre può essere interessante provare la versione Body Language in cui al posto delle parole si devono usare i gesti, non i propri ma quelli di un avversario che viene manovrato quasi come una marionetta. E infine c’è la versione Celebrity, dedicata appunto alle celebrità del mondo dello spettacolo.

Parole proibite su vari dispositivi

Sul versante elettronico non esiste un’app ufficiale (la Hasbro ha prodotto solo un’applicazione per smartphone per sostituire il buzzer, il pulsantino che si preme per segnalare un errore), ma sono state create molte imitazioni più o meno accurate.

Quelle di maggior successo sono Unspeakable e iTaboOs, entrambi solo per iOS5, gratuiti all’inizio ma che da un certo punto in poi necessitano di pacchetti di parole venduti a parte.

   

 

3. Trivial Pursuit

Sempre a gruppi è organizzato anche un altro classico della prima parte della nostra lista, Trivial Pursuit, anche questo un gioco relativamente giovane ma molto apprezzato nelle serate tra amici.

Fu creato infatti tra il 1979 e il 1980 dai canadesi Chris Haney, Scott Abbott e John Haney a partire da una sfida lanciata durante proprio una partita di Scrabble. Dal 1983 è poi diventato un successo planetario, visto che già nel 2004 ne erano state vendute più di 88 milioni di scatole in patria e all’estero.

Il tabellone di Trivial Pursuit
Quattro anni più tardi, tra l’altro, la Hasbro ne acquistò la licenza per la cifra non indifferente di 80 milioni di dollari.

Il principio del gioco è molto semplice: rispondendo a domande su sei diversi argomenti (geografia, spettacolo, storia, arte e letteratura, natura e scienza, hobby e sport, almeno nella versione base) si procede nel tabellone e si acquisiscono delle “lauree”.


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Queste lauree permettono poi di arrivare al domandone finale e, se si risponde in maniera esatta, alla vittoria della partita.

Il quiz per i gruppi di amici

Anche qui le variazioni sono moltissime. Ci sono le edizioni Deluxe, Family, con carte per adulti e per bambini, e Party, con regole adattate ai grandi gruppi. Senza dimenticare le versioni con domande monotematiche come Disney, Celebrity, Anni ’80, Anni ’90, Millennium, Beatles, Doctor Who, Star Wars ed altri marchi.

Sul versante mobile non esistono più versioni ufficiali, ma le imitazioni si sprecano. Vi basterà inserire “Trivial Pursuit” nel campo di ricerca dei rispettivi store e ne troverete a bizzeffe.

   

 

4. Risiko

Torniamo ai giochi in solitaria, e in particolare a quelli di quando eravamo ragazzi. In questo senso, il più famoso e amato gioco in scatola per maschi adulti è sicuramente Risiko, una simulazione di guerra basata sui dadi e sulla strategia.

La storia di questo gioco, se la si vuole approfondire, è molto curiosa. Fu creato in Francia nel 1954 dal regista di cortometraggi Albert Lamorisse – che l’aveva inventato in realtà da bambino, in quegli anni ’30 in cui spiravano in Europa venti di vera guerra – col nome di La Conquête du Monde.

Il Risiko
Fu poi acquistato e prodotto dall’americana Parker Brothers col nome di Risk, titolo col quale è tuttora noto in tutto il mondo.

In Italia arrivò, importato prima dalla Giochiclub e poi dalla Editrice Giochi, a partire dal 1968. Venne presentato però con un nome diverso, da un lato per adattarlo al pubblico italiano, dall’altro perché la nostra versione si distinse quasi subito per alcune varianti nelle regole.

Ad esempio, da noi ci si può difendere anche con tre dadi, se si hanno sufficienti armate sul territorio attaccato, mentre la versione americana prevede al massimo due dadi per la difesa, a favorire quindi inevitabilmente l’attacco.

La simulazione di guerra più famosa

Le caratteristiche sono note, anche se è comunque più semplice giocarci che spiegarlo. C’è un obiettivo segreto da raggiungere, ci sono territori da conquistare (tirando i dadi) e truppe da spostare, ma è sostanzialmente un gioco in cui alcune semplici strategie – soprattutto è importante non avere fretta – e un po’ di fortuna possono portare alla vittoria.

Le varianti

Oltre al gioco tradizionale, esistono numerose varianti interessanti. Sempre in scatola sono anche FutuRisiko! (con ambientazione futuristica), S.P.Q.Risiko! (ambientato nel Mediterraneo romano), Risiko! Sturmtruppen (personalizzata con le strisce di Bonvi), Risiko Il Signore degli Anelli e Risiko! Challenge (una sorta di edizione di lusso per chi partecipa a tornei).

Su tablet esiste la versione ufficiale Risiko! Digital 36, disponibile sia per iPad che per Android (e pure su Windows e Mac), ma il gioco ha sollevato qualche polemica tra gli utenti per problemi di usabilità.

Più stabili sembrano essere le versioni non ufficiali o alternative, come Conquist7, disponibile per iOS e Mac, in varie versioni.

      

 

5. Monopoli

L’altro grande classico, e anzi il padre dei moderni giochi di società, lo abbiamo in parte già citato. È Monopoli (o, secondo il nuovo nome usato recentemente dalla Hasbro per uniformarlo alla sua versione internazionale, Monopoly).

Il titolo fu creato nel 1934 e commercializzato in Italia già nel 1935, in piena epoca fascista, dalla neonata Editrice Giochi. All’epoca ne fu italianizzato il tabellone, prendendo come spunto le vie della Milano del tempo (e infatti esistevano anche una Via del Fascio e un Corso Littorio).

Il Monopoly
Le regole le conoscono tutti, quindi è inutile che ci dilunghiamo a raccontarvele. Più interessanti sono invece le varianti prodotte dalla Hasbro negli ultimi anni. Esistono, per i più piccoli, le versioni Junior, Disney e Bancomatto, oltre a numerose altre brandizzate coi titoli del momento.

Per i più grandi si devono invece segnalare le edizioni Nostalgia, in una curiosa veste vintage, e Monopoly Empire, con le marche più famose del capitalismo mondiale al posto delle strade.

Inoltre meritano una menzione le edizioni Monopoly Italia, creata nel 2011 per i 150 anni dell’Unità del nostro paese, e Monopoly Millionaire, in cui si vince quando si arriva a totalizzare un credito di un milione (con partite più veloci rispetto alla versione classica).

Il più classico (ma anche moderno) dei giochi da tavolo

Infine, ci sono anche Monopoly City, che si sviluppa anche in 3D, Marvel Monopoly, coi supereroi della celebre casa editrice, e Monopoly CityVille, in cui l’impostazione classica del gioco da tavolo si fonde con quella di CityVille.

In più anche in questo caso esistono le versioni elettroniche. Non esiste più una versione ufficiale e semplice del gioco, ma ci sono svariati cloni, mentre la Hasbro ha autorizzato alcune variazioni sul tema. Quella più diffusa su smartphone è Monopoly Bingo!8


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Infine sono da segnalare anche Monopoly Slots, con addirittura della slot machine, e lo stesso Monopoly Millionaire, di cui abbiamo in buona parte già parlato.

      

 

Altri 12 giochi da fare in gruppo, oltre ai 5 già segnalati

Forse i giochi in scatola non sono il vostro forte, o forse, più semplicemente, quelli che abbiamo citato potreste non averli in casa a portata di mano. In casi come questo bisogna ingegnarsi e trovare in fretta altre soluzioni. Qui di seguito trovate quindi degli ulteriori giochi di gruppo che vi faranno sicuramente divertire.

 

Il gioco dei mimi

Un grande classico che funziona sempre è il Gioco dei mimi. Un gioco che si può organizzare in cinque minuti, che non ha bisogno di nessun supporto, ma che assicura una serata di grande divertimento soprattutto quando si è almeno in 6 giocatori (ma si può arrivare anche a 20-30, se serve, senza che l’attività perda di fascino).

Le regole sono semplicissime. In primo luogo ci si divide in due squadre. Non serve che il numero sia precisamente identico: anche se si è in numero dispari si può giocare lo stesso. A quel punto un giocatore scelto a sorte della squadra A si presenta agli avversari della squadra B.

Questi, dopo essersi consultati, gli sussurrano all’orecchio il titolo di un film, di un romanzo, di una canzone (in italiano), di un fumetto, di una serie TV o di qualsiasi cosa vi siate messi d’accordo di considerare valida. Lui a quel punto dovrà mimare ai compagni di squadra in un tempo stabilito (2 minuti, ad esempio) quel titolo.

Finito il turno si invertono i ruoli e un membro della squadra B farà lo stesso coi suoi compagni. Si andrà avanti per varie manche, fino a quando tutti avranno mimato almeno un titolo. Tenendo il conto di quanti titoli sono stati indovinati da ciascuna squadra, sarà facile poi stabilire i vincitori.

Chi sono?

Un gioco classico è anche Chi sono? In questo caso è meglio non essere in troppi: una decina al massimo di giocatori può bastare. Se si vuole mettere un po’ di competizione ci si può dividere anche in questo caso in squadre, ma non è strettamente necessario.

Alla persona che “sta sotto” viene attaccato sulla fronte un cartellino, senza che lei veda cosa c’è scritto. Potrebbe esserci il nome di una persona famosa, come un attore o un politico, oppure di una pianta o di un animale. Tutto è concesso.

La persona che sta sotto dovrà porre agli altri – che vedono cos’ha scritto sulla fronte – delle domande a cui si possa rispondere solo con un “sì” o con un “no”. Ad esempio: «Sono un animale?» Oppure: «Sono nato in Italia?» O ancora: «Ho più di sessant’anni?»

Le domande che la persona potrà fare sono limitate (in genere 10 possono andare bene), dopo di che quest’ultima dovrà cercare di dare la soluzione, cioè di individuare “chi è”. Se indovina, un punto viene assegnato alla sua squadra, e poi si passa a far star sotto qualcun altro.

 

Non ho mai…

Anche Non ho mai… è un gioco facilissimo da organizzare, particolarmente adatto quando l’ora avanza e la festa langue. Serve un tavolo abbastanza grande da accogliere tutti i partecipanti (più si è, meglio è), tanti bicchieri quanti i partecipanti e qualche bottiglia di alcolici.

Una volta che tutti sono pronti si decide da chi partire. La persona prescelta dovrà pronunciare una frase cominciando con le parole «Non ho mai…». Ad esempio: «Non ho mai fatto l’amore in pubblico». Oppure: «Non ho mai rubato dei soldi a nessuno». Oppure ancora: «Non ci ho mai provato con una collega di lavoro».

L’importante è che le frasi riguardino, come si è visto, questioni che possono risultare imbarazzanti. Una volta pronunciata la frase, infatti, tutti gli altri giocatori attorno al tavolo dovranno chiedersi, sinceramente, se invece loro quella cosa l’hanno fatta. E se l’hanno fatta devono svuotare il bicchiere, bevendolo d’un fiato.

Dopodiché, seguendo il giro, si passa al giocatore successivo, che dovrà pronunciare di nuovo una frase che comincia con «Non ho mai…» Se regna davvero la sincerità, l’esito può essere anche molto divertente. E qualcuno può ubriacarsi molto in fretta.

Affinità di coppia

Questo ulteriore gioco, che abbiamo deciso di chiamare Affinità di coppia, funziona particolarmente bene quando tra gli ospiti della serata ci sono anche alcune coppie, affiatate o meno. Giocateci però con attenzione: è un passatempo divertente, ma quando i giocatori lo prendono troppo sul serio può diventare anche causa di litigi.

Funziona così. Prima di tutto ogni giocatore si deve isolare dagli altri e rispondere su un foglio ad una serie di domande. I quesiti potete sceglierli voi, a vostra fantasia. Noi ne consigliamo una decina, come ad esempio “Qual è il tuo piatto preferito?” o “Qual è il posto in cui vorresti vivere?” o “Qual è stato il tuo primo lavoro?”

Dopo aver risposto ognuno dovrà piegare il foglio e metterselo in tasca. A quel punto si formeranno delle coppie, apparentemente affiatate (fidanzati o grandi amici dovranno insomma abbinarsi). Ogni membro della coppia dovrà quindi rispondere alle stesse domande di prima, cercando però di indovinare la risposta del partner.

Quindi i quesiti diventeranno “Qual è il suo piatto preferito?” e “Qual è il posto in cui vorrebbe vivere?” Dopo aver risposto alle dieci domande, ognuno tirerà fuori dalla tasca il proprio foglio e lo darà al compagno. Ogni risposta azzeccata varrà un punto e aiuterà la coppia a prevalere sulle altre.

 

Cori alterni

I prossimi due giochi tirano in ballo le capacità canore degli invitati. Ma non preoccupatevi: se qualcuno dovesse essere stonato le cose diventeranno, anzi, ancora più divertenti. In entrambi i casi, comunque, ci si deve dividere in due squadre e l’una deve cercare di prevalere sull’altra.

Partiamo da Cori alterni. In questo caso, quando si formano le due squadre bisogna lasciar fuori un invitato che faccia da arbitro. Lo scopo è cantare in coro quante più canzoni possibile, senza “incartarsi” e senza sbagliare le parole.

Dopo un minuto di preparazione, l’arbitro fa infatti partire una squadra, che inizia a cantare una canzone a sua scelta. All’improvviso, a sua discrezione, il giudice di gioco però deve passare la parola alla squadra opposta, che senza aspettare dovrà cominciare a cantare una canzone diversa. Da lì in poi il giudice alternerà le squadre con celerità.

Ad un certo punto, una delle due squadre si bloccherà, perché a nessuno verrà in mente, nella fretta, una canzone, o perché qualcuno non si ricorderà più le parole. Si assegnerà quindi il punto alla squadra avversaria e poi si ricomincerà. Chi arriva per primo a 5 punti, vince.

Karaoke senza parole

L’altro gioco canoro è una versione riveduta e corretta del Karaoke in modo da renderlo competitivo. Funziona grossomodo come il Gioco dei mimi di cui abbiamo già parlato, solo che in questo caso non si devono usare i gesti ma la voce.

Ci si divide come al solito in due squadre. Il primo giocatore che dovrà cominciare si presenta alla squadra avversa che, sottovoce, gli comunica qual è la canzone che dovrà cercare di far indovinare ai suoi compagni di squadra. Si deve trattare, ovviamente, di canzoni molto popolari, che tutti più o meno conoscono.

A quel punto lui si presenterà ai compagni e dovrà cantare la canzone, senza però usare le parole del testo. Potrà invece fischiettarla, mugolarla oppure usare, al posto delle parole, una serie di “la-la-la“. Queste cose sono tutte concesse, a seconda di come il giocatore si trovi meglio.

In 30 secondi la squadra dovrà indovinare la canzone suggerita. I concorrenti più intonati avranno probabilmente vita facile, ma quelli stonati faranno sudare di sicuro sette camice ai loro compagni di squadra.

 

Disegnare le canzoni o i film

Concludiamo la lista dei giochi improvvisati con quello che non è altro che una versione semplificata di Pictionary, gioco di società di cui parleremo a breve, nel prossimo capoverso. Il principio è sempre quello del Gioco dei mimi, solo che questa volta bisognerà disegnare.

L’unico accorgimento, se si è in tanti, è che bisognerebbe avere uno spazio adeguato per fare i disegni. Un foglio di piccole dimensioni può funzionare solo quando si è in una manciata di amici, sei o otto al massimo. Altrimenti sarebbe bene avere un blocco o una lavagna di dimensioni maggiori, magari posata su un cavalletto.

Ovviamente anche in questo caso bisogna dividersi in due squadre e uno dei concorrenti riceverà, dalla squadra avversaria, l’indicazione di cosa dovrà far indovinare ai propri amici. Vi suggeriamo di orientarvi solo sui titoli (di libri, di canzoni, di film): sono quelli che permettono di sfogare la fantasia.

Meglio dare anche un tempo limite per fare indovinare il titolo segreto, come ad esempio 1 o 2 minuti. Visto che ognuno ha capacità di disegno molto diverse e che, messi sotto pressione, molti si fanno venire le idee più assurde, l’effetto comico è assicurato.

Pictionary

Sugli stessi principi si basa anche Pictionary, questa volta un gioco in scatola. Qui, a differenza del gioco appena illustrato, c’è anche un tabellone con un percorso lungo il quale ogni squadra dovrà muovere il proprio segnaposto.

Più complesso è anche il numero di cose che si può essere costretti a disegnare. Sono previste infatti quattro tipologie di carte. Quelle gialle contengono nomi di persone, di luoghi o di animali. Quelle blu, invece, riguardano gli oggetti. Le arancioni illustrano delle azioni mentre le verdi sono le più difficili.

Il colore della carta si basa sulla casella occupata dal segnaposto. Se il membro della squadra a cui tocca disegnare riesce a far indovinare la parola (o la frase) segreta ai compagni, il turno rimane alla squadra che ha disegnato, che può spostarsi su un’altra casella e continuare a disegnare.

Il gioco è commercializzato in Italia da Mattel e costa poche decine di euro, offrendo anche, nelle ultime versioni, delle lavagnette e dei pennarelli cancellabili (che vi aiuteranno a risparmiare carta). Esiste anche un concorrente molto simile, Visual Game, pubblicato invece da Editrice Giochi.

 

Nomi, cose, città

Anche Nomi, cose, città è un gioco che si può comodamente acquistare in qualsiasi negozio di giocattoli, fisico o online che sia. Per la verità, però, sfrutta delle regole piuttosto semplici, che è facile ricreare anche in casa con qualche piccolo accorgimento (o ricorrendo, al limite, a un’app per smartphone).

Per farselo da soli bisogna preventivamente preparare dei fogliettini con, scritte, le varie lettere dell’alfabeto, bigliettini che poi andranno piegati e inseriti in un sacchetto. Contemporaneamente, ogni giocatore dovrà procurarsi un foglio e preparare una griglia con varie righe vuote, mentre nelle colonne scriverà “Nome, cosa, città, animale, mestiere, frutta”.

Una volta estratta la prima lettera, tutti i giocatori dovranno velocemente (in 1 minuto) cercare di riempire la prima riga della griglia, scrivendo un nome, una cosa, una città e così via che comincino con la lettera estratta. Ad esempio, se uscisse la “C” si potrebbe scrivere: Carlo, Ciabatta, Cagliari, Cobra, Capostazione, Cocomero.

Finita la prima manche, tutti i giocatori si confrontano. Una parola corretta usata anche da un altro giocatore vale 5 punti; una corretta non usata da nessun altro ne vale 10. Infine, una parola corretta in una categoria in cui si è stati gli unici a rispondere vale 20 punti. Ovviamente però si devono fare più manche prima di decretare il vincitore.

Twister

Twister è un gioco ugualmente divertente, soprattutto quando i partecipanti alla festa sono abbastanza giovani ed agili da non rimetterci qualche legamento. Purtroppo però è difficile da riprodurre velocemente in casa, anche se lo si può comprare per pochi euro.

Il gioco, in realtà, è molto semplice. C’è un tappeto che va disposto su un pavimento relativamente ampio e privo di ostacoli. Su questo tappetino di plastica sono disegnati dei cerchi di quattro colori: rosso, blu, giallo e verde.

Al primo giocatore viene dato, per cominciare, un piccolo pannello con una ruota da far girare. Quando l’indicatore smette di ruotare, segnala quale piede o mano bisogna usare e su quale colore bisogna piazzarlo. È abbastanza evidente che nel giro di pochi turni la faccenda si farà necessariamente ingarbugliata.

Ci si può giocare in due, ma Twister risulta particolarmente gustoso quando si è in tre o in quattro, perché i corpi dei giocatori cominciano ad intrecciarsi l’uno sull’altro. Chi cade a terra perdendo l’equilibrio o appoggia un gomito o un ginocchio deve lasciare la partita, mentre gli altri continuano fino a quando non ne rimane uno solo.

 

Jenga

Jenga è un gioco che è stato creato negli anni ’70 ma che ha acquisito una certa popolarità negli ultimi tempi, grazie anche ad alcune apparizioni in diverse serie TV americane. Si tratta di un gioco di concentrazione e precisione, che però consta di partite piuttosto rapide, della durata di pochi minuti.

La scatola del gioco viene fornita con una serie di blocchetti di legno della stessa misura. Questo blocchetti formano inizialmente una torre verticale, dalla quale i vari partecipanti al gioco devono cercare, uno per volta, di togliere un pezzo, riposizionandolo poi in cima alla torre stessa.

Lo scopo è quello di riuscire a fare la propria mossa senza far crollare tutto, ma allo stesso tempo mettere in difficoltà il giocatore successivo, che dovrebbe trovarsi una torre ancora più instabile e difficile da gestire.

A perdere la partita è infatti il giocatore che, facendo la sua mossa, finisce per far cadere la costruzione. Il divertimento sta nella tensione che naturalmente si viene a creare tra i giocatori e nelle sfide (a volte anche spavalde) che si possono lanciare l’uno con l’altro.

Uno (o qualsiasi altro gioco di carte)

Concludiamo con un classico: quando non si sa a quale gioco giocare e tutte le alternative, per un motivo o per l’altro, sono state scartate, c’è sempre l’escamotage di tirare fuori un mazzo di carte e mettersi a fare una partita.

In questo caso vanno bene tutti i giochi: da una banalissima briscola a un più complicato poker, magari con la formula Texas Hold’em. L’importante è che i partecipanti conoscano tutti le regole e che ci sia un minimo di equilibrio sul tavolo da gioco.

Noi in particolare, comunque, vi suggeriamo di mettervi a giocare a Uno, se ne avete in casa le carte. Non perché sia necessariamente migliore degli altri giochi, ma perché è pensato proprio per momenti come questi e permette alcune giocate spettacolari che animano un po’ la festa.

Se poi siete stanchi di giocare con le solite regole, potete anche provare alcune delle varianti al regolamento ufficiale oppure le versioni speciali che la Mattel ha lanciato nel corso degli anni.

 

Domande e risposte finali

Quali sono i migliori giochi di gruppo per adulti?

Se siete appassionati di giochi di società vi consigliamo i grandi classici, come Risiko, Monopoly o Scrabble. Se invece non avete niente di già pronto in casa, potete comunque organizzare rapidamente delle sessioni del Gioco dei mimi, di Chi sono? e di Pictionary.

Quali sono i giochi per adulti più divertenti?

Quelli che più facilmente finiscono per generare l'ilarità generale sono Taboo, il Gioco dei mimi, il Disegnare titoli di canzoni e di film e il Karaoke senza parole. Se poi siete abbastanza agili, anche Twister può riservare delle belle sorprese.

Quali sono i giochi di gruppo più intelligenti?

Trivial Pursuit, in questo caso, è sicuramente la scelta obbligata. Anche Scarabeo e Scrabble (e, in parte, Nomi, Cose, Città) possono comunque finire per generare delle sfide a colpi di intelligenza e preparazione.

Quali giochi di gruppo si prestano a una serata alcolica?

Molti giochi di società per adulti possono essere adattati a questo scopo, includendo come penitenza la bevuta di un bicchierino. Ad ogni modo quello più adatto è Non ho mai... Anche il Jenga alcolico, infine, può risultare particolarmente divertente.

Quali giochi di gruppo sono più adatti per le feste?

Quando i giocatori sono molti bisogna buttarsi su un'attività che coinvolga più o meno tutti. Funzionano molto bene quei giochi in cui si viene divisi in due squadre e in cui bisogna necessariamente far casino, come Il gioco dei mimi, Non ho mai..., il Karaoke senza parole e, meglio ancora, i Cori alterni.

 

L’infografica col riassunto finale

I migliori giochi da fare in gruppo per adulti

 

E voi, quale giochi da fare in gruppo preferite?

Note e approfondimenti

  • 1 Questo è il link.
  • 2 Qui.
  • 3 La pagina di riferimento è questa.
  • 4 Per informazioni leggete qui.
  • 5 Il primo lo trovate qui.
  • 6 Il sito di riferimento lo trovate qui.
  • 7 Qui il sito di riferimento.
  • 8 La versione per iOS la trovate qui, mentre quella per Android a questo link.

 

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