Cinque gradi militari da conoscere

Alla scoperta dei diversi gradi militari

Il servizio militare, in Italia, non è più obbligatorio ormai da molti anni [1]. Così non è raro che i giovani d’oggi non conoscano granché non solo della vita, ma anche della organizzazione e dei gradi militari.

D’altronde, l’esercito è per loro un’esperienza lontana, quasi impercettibile se non hanno in famiglia un parente che abbia intrapreso quella carriera. L’esercito non si vede più di tanto sulle strade, a meno che non si viva in una zona con grossi problemi. E lo stesso vale per la marina, l’aeronautica e gli altri corpi della Difesa.

Questo, da un lato, è indubbiamente un bel segnale. Uno esercito che si vede poco implica un paese poco bellicoso, che non ha bisogno di mostrare i muscoli per mantenere la pace. D’altra parte, la completa ignoranza delle dinamiche militari non è sempre un buon segno, anche perché l’esercito è una parte importante degli equilibri di un paese.

Che ruolo ha, ad esempio, un caporale? E che differenza c’è tra un caporale e un sergente? Se queste domande, trenta o quarant’anni fa, erano quasi banali per un uomo passato attraverso l’anno di naja, oggi mandano in crisi la maggior parte dei ventenni.

Abbiamo perciò deciso di presentare i cinque principali gradi previsti nell’esercito italiano, illustrandovi i compiti e le responsabilità di ognuno. E di segnalarvi anche, per ogni graduato, il suo corrispettivo nell’Aeronautica, nella Marina, nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza e nella Polizia.

Qui parleremo dunque esclusivamente dell’Italia, ma grossomodo gli stessi livelli si replicano, con qualche piccola variazione, nei principali eserciti stranieri. A questi ad ogni modo cercheremo di dedicare altri articoli in futuro. Ed ora partiamo.

 

1. Caporale

Il primo grado che troviamo sopra al soldato semplice è quello di caporale. Il suo nome deriva dal latino, anche se ci sono due ipotesi al riguardo. La prima vuole che sia un’evoluzione del medievale capora, cioè capo, ad indicare il fatto che comanda la truppa.

La seconda invece lo riconduce a corpus (anche perché in inglese il corrispettivo è corporal), nel senso di arruolato. Nei paesi di lingua spagnola invece lo stesso grado è designato con la parola cabo. In Italia si ha notizia della parola già nel XIV secolo, e poi si è diffusa prima in Francia e poi nel resto d’Europa.

Il grado di Caporalmaggiore

A loro volta, esistono però vari tipi di caporale, uno subordinato all’altro. Il livello più alto in Italia è quello del Caporale Maggiore Capo Scelto, seguito dal Caporale Maggiore Capo, dal Caporale Maggiore Scelto e dal Primo Caporale Maggiore.

Questi sono tutti scelti tra i soldati in servizio permanente nell’esercito. Se si scende invece tra i volontari in ferma breve, e quindi nei ranghi più bassi, si trovano i gradi di Caporale Maggiore e appunto Caporale, senza ulteriori qualifiche.

Negli altri reparti

Nella Marina Militare, nell’Areonautica, nei Carabinieri, nella Guardia di Finanza e nelle forze di Polizia questi gradi si ritrovano spesso (ma non sempre) con nomi diversi.

Ad esempio il Caporale si chiama Comune di 1ª Classe nella Marina e Aviere Scelto nell’Aeronautica, mentre manca un corrispettivo chiaro nelle altre armi e forze. Idem per il Caporale Maggiore, che si chiama Sottocapo nella Marina e Primo Aviere nell’Aeronautica.

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Infine, passando ai graduati in servizio permanente abbiamo il Sottocapo nella Marina (di 1ª, 2ª e 3ª classe), l’Aviere Capo o Aviere Scelto nell’Aeronautica, da Carabiniere ad Appuntato Scelto nel corpo dei Carabinieri e dal Finanziere all’Appuntato Scelto nella Guardia di Finanza. Tra le forze di Polizia abbiamo infine Agente, Agente Scelto, Assistente e Assistente Capo.

 

2. Sergente e Maresciallo

Passiamo ora ai sottufficiali. Nell’esercito, il primo dei sottufficiali è infatti il Sergente, titolo a cui si accede tramite un concorso interno riservato ai volontari in servizio permanente.

Questo fa sì che, di fatto, questo sia il primo scalino della progressione di carriera di chi ha intenzione di sviluppare tutta la sua vita professionale all’interno dell’esercito. Di solito, un Sergente ha compiti di comando nei confronti di squadre e sezioni. In corpi militari più tecnici, sono in genere degli specialisti del settore.

Il tremendo Sergente Maggiore Hartman di "Full Metal Jacket"Dopo aver vinto il concorso si viene nominati Allievo Sergente e si deve frequentare un corso apposito, al termine del quale si ottengono i gradi di Sergente. Dopo 7 anni si può diventare Sergente Maggiore e, dopo ulteriori 7 anni, Sergente Maggiore Capo.

Gli stessi identici gradi si ritrovano nell’Aeronautica e nella Marina Militare, anche se in quest’ultimo caso la progressione è Sergente-Secondo capo-Secondo capo scelto.

Brigadieri e Sovrintendenti

Diversi sono i nomi corrispondenti nelle altre forze armate e dell’ordine, almeno in Italia. Tra carabinieri e i finanzieri, a questo livello, troviamo infatti il Vice Brigadiere, che diventa poi Brigadiere e infine Brigadiere Capo.

Nelle forze di polizia e nel Corpo Forestale dello Stato, invece, i gradi corrispondenti si chiamano Vice Sovrintendente, Sovrintendente e Sovrintendente Capo.

I Marescialli

C’è però un ulteriore livello dei sottufficiali, che è quello degli Ispettori. Ovvero quello dei Marescialli. Bisogna subito dire che questo termine si presta a qualche ambiguità. Il suo nome deriva dal francese maréchal, che in epoca medievale indicava il sovrintendente alle scuderie.

Oggi è usato, di conseguenza, appunto per i sottufficiali in vari eserciti del mondo, ma in alcuni casi può anche indicare il comandante supremo di un esercito. Pensate, solo per fare due esempi storici, al Maresciallo Pétain in Francia o al Maresciallo d’Italia (che però era un grado onorifico) Pietro Badoglio.

I Marescialli tra i sottufficiali hanno in genere compiti tecnici e collaborano direttamente coi gradi superiori, sostituendosi ad essi in caso di necessità. I livelli nell’esercito prevedono Maresciallo, Maresciallo Ordinario, Maresciallo Capo, Primo Maresciallo e Primo Maresciallo Luogotenente.

Piccole variazioni nei nomi sono presenti nell’Aeronautica, nella Marina, nell’Arma dei Carabinieri e nella Guardia di Finanza. In Polizia, invece, si parla di Vice Ispettore, Ispettore, Ispettore Capo e Ispettore Superiore.

 

3. Tenente e Capitano

I primi ufficiali

Arriviamo finalmente agli ufficiali e cominciamo, nella nostra salita gerarchica, dai subalterni. E cioè dai tenenti. Per la precisione, il primo grado che si incontra è quello di Sottotenente, che in certi paesi (soprattutto quelli anglofoni) trova un corrispettivo nel Secondo Tenente. In genere a questo grado spetta il comando di un plotone.

La mostrina del TenenteI nomi sono i medesimi nell’Aeronautica, nei Carabinieri e nei Finanzieri. In Marina si parla invece di Guardiamarina per il grado inferiore e Sottotenente di Vascello per quello superiore. Nella Polizia, nella Polizia Penitenziaria e nel Corpo Forestale, infine, si parla di Vice Commissario e Commissario.

Subito sopra ai Tenenti troviamo i Capitani, che negli altri rami dell’esercito e delle forze dell’ordine possono essere chiamati Tenenti di Vascello (nella Marina) e Commissario Capo (nella polizia).

Il nome deriva dal latino caput, cioè “capo”, e il suo compito è quello di comandare una compagnia, cioè l’unione di più plotoni (quindi, in genere, più di 100 persone).

 

4. Maggiore e Colonnello

Gli ufficiali superiori

Avviamoci verso la fine della nostra cinquina. Il grado più alto degli ufficiali prima di arrivare ai Generali è quello occupato da Maggiori e Colonnelli. Quello di Maggiore, in questo caso, è l’inferiore, corrispondente al Capitano di Corvetta della Marina e al Vice Questore della Polizia.

Il Colonnello dell'Aeronautica Edmondo Bernacca, celebre per le sue previsioni del tempoNell’ordinamento italiano arriva poi la figura del Tenente Colonnello, che nella Marina corrisponde al Capitano di Fregata. Il suo compito è quello di comandare in genere un battaglione, cioè un’unità composta da varie centinaia di persone, più di 500 e meno di 1.000.

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Infine, il grado più alto all’interno di questo gruppo è quello di Colonnello. Questi comanda un reggimento, cioè l’unione di più battaglioni. I suoi corrispettivi nelle altre armi sono i gradi di Capitano di Vascello per la Marina Militare e Primo Dirigente nella Polizia di Stato e nel Corpo Forestale dello Stato.

 

5. Generale

Il grado più alto raggiungibile

Concludiamo coi generali. Nell’ordinamento italiano abbiamo, dal grado inferiore a quello superiore, Generale di Brigata, Generale di Divisione, Generale di Corpo d’Armata e Generale, senza ulteriore specificazione.

Esiste inoltre la carica di Generale di Corpo d’Armata con incarichi speciali, titolo ad esempio posseduto dal Capo di Stato Maggiore che è il responsabile dell’addestramento e del mantenimento in efficienza dell’esercito.

Il proverbiale Generale d'acciaio, George Smith PattonI titoli si ripropongono con piccole variazioni anche nelle altre forze armate. Fa eccezione la Marina, dove, in ordine dal grado più basso al più alto, troviamo Contrammiraglio, Ammiraglio di Divisione, Ammiraglio di Squadra e Ammiraglio.

 

 

Note e approfondimenti

[1] Il servizio militare obbligatorio fu abolito nel 2005, dopo ampie discussioni che si erano protratte per anni, anticipando tra l’altra la data che inizialmente era stata fissata per il 2007. Qui trovate l’articolo d’epoca del Corriere della Sera che riportava la notizia. E invece in quest’altro articolo potete trovare un’analisi degli effetti a volte anche assurdi di quella riforma a 12 anni di distanza.

 

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