Negli ambienti omofobi o comunque culturalmente arretrati, si sostiene spesso che la nostra sia una società decadente. Il motivo? La presenza di un discreto numero di omosessuali, che non si nascondono ma anzi manifestano apertamente le loro scelte, chiedendo anche il riconoscimento di alcuni diritti.

In realtà, però, basta una conoscenza anche molto superficiale della storia e della cultura occidentali per rendersi conto che l’omosessualità non è affatto una novità. Né che essa, in passato, sia stata legata a momenti di decadenza.

Anzi, troviamo omosessuali nell’antica Grecia, nel momento di massimo splendore delle polis e della filosofia. Ne troviamo poi a Roma, quando la città italiana cominciava a dominare il mondo. Infine, ne emergono molti durante il Rinascimento, quando le arti trionfarono.


Leggi anche: Cinque importanti film sull’omofobia

Insomma, a giudicare dalla storia, l’omosessualità non coincide affatto con la decadenza di una cultura o di un popolo, ma casomai il contrario. Per questo, abbiamo provato a scegliere alcuni grandi uomini (e donne) del passato che sono stati omosessuali o bisessuali.

Come vedrete, per alcuni l’omosessualità è un dato certo; per altri, anche in virtù del loro ruolo di rilievo, esistono solo voci e ipotesi, anche se molto autorevoli. Scopriamoli assieme.

 

1. Hammurabi

Vissuto attorno al XVIII secolo a.C., Hammurabi è ricordato come il sovrano babilonese che fece stendere il celebre Codice che porta il suo nome.

Il Codice di Hammurabi, con sopra il sovrano e il dio della giustizia Shamash

Questo codice è considerato una delle prime leggi scritte della storia ed è importante soprattutto perché era liberamente consultabile da chiunque sapesse leggere i suoi caratteri cuneiformi. Questo implicava che la legge, per la prima volta, era pubblica e doveva essere conosciuta dal popolo.

 
Ma Hammurabi, per quel che ne sappiamo, fu un sovrano importante per diversi motivi. Sotto il suo regno unificò tutta la valle del Tigri e dell’Eufrate, ponendo fine anche all’ultima dinastia sumera. E riuscì a mantenere un regno così grande anche tramite una serie di riforme, volte ad amalgamare il suo popolo.

Così promosse l’uso del babilonese come lingua comune, riorganizzò le divinità e migliorò l’amministrazione dello stato.

L’omosessualità al tempo del Codice

Dal punto di vista privato, Hammurabi ebbe moglie ma anche amanti di sesso maschile. D’altronde, nella cultura mesopotamica come poi in quella greca l’amore tra maschi non era affatto discriminato. Basta aprire Gilgamesh, il celebre poema epico della regione, per leggere dell’eroe che «ama» il suo amico Enkida «come una moglie».

Certo, l’amore omosessuale non era per tutti. Nel Codice, ad esempio, non si fa mai menzione dell’omosessualità, che quindi non era considerata un reato, ma in altre raccolte di leggi assiro-babilonesi si sostiene che chi venga colto sul fatto debba essere reso eunuco (ma solo se aveva un ruolo passivo nell’accoppiamento).

 

2. Alessandro Magno

Certamente più note sono le vicende sentimentali di Alessandro Magno. Re dei macedoni, figlio di Filippo II, Alessandro visse nel IV secolo a.C., costruendo uno degli imperi più grandi del mondo. Morì a neppure 33 anni d’età, ma in 12 anni di regno riuscì a conquistare l’Impero Persiano, spingendosi fino alle porte dell’India e della Cina.

Il segreto del suo successo furono una buona dose di fortuna, legata alla congiuntura storica, ma anche una grande intelligenza politica.

Alessandro Magno a cavallo
Il pregio di Alessandro, infatti, fu quello di presentarsi sempre come l’uomo giusto davanti ai diversi interlocutori. Così, coi greci era un tipico sovrano ellenico, appassionato di filosofia; coi suoi soldati era invece un guerriero; coi persiani aveva caratteristiche divine.

A quanto pare, i successi gli costarono anche la vita, visto che secondo la tesi più accreditata morì o per cirrosi epatica o per pancreatite acuta, dovute all’abuso di alcool.

Efestione: dove termina l’amicizia e comincia l’amore?

Riguardo alla sessualità del condottiero, gli storici hanno discusso a lungo. Di sicuro ebbe varie mogli e amanti di sesso femminile, nonché amicizie molto forti con uomini, che scivolavano in aspetti romantici.

Non è chiaro, e non potrà mai esserlo, se queste amicizie maschili implicassero anche dei rapporti sessuali, cosa che comunque nel mondo greco non era affatto rara. Sappiamo, d’altro canto, che disdegnava la sessualità fine a se stessa, ricercando una forma d’amore più completa, simile a quella che gli aveva insegnato il suo maestro Aristotele.

Il suo luogotenente

L’amicizia maschile più forte fu quella con Efestione, figlio di un nobile e amico d’infanzia. Questi fu suo compagno nell’esercito, facendogli da luogotenente, e quando morì fu pianto a lungo dal re. C’è stato anche chi, addirittura, è arrivato a sostenere che Alessandro abbia cominciato a trascurare la propria salute proprio a causa di quel lutto.

In ogni caso, le fonti ci raccontano che quando il re ed Efestione arrivarono a Troia, elevarono sacrifici agli eroi greci lì sepolti. In particolare Alessandro li fece per Achille ed Efestione per Patroclo. Visto il rapporto particolare che esisteva tra i due protagonisti dell’Iliade, tutto lascia pensare che il riferimento non fosse casuale.

 

3. Giulio Cesare

Alessandro Magno è considerato uno dei più grandi condottieri della storia, ma da buon greco non stupiscono i suoi amori. Diverso è il discorso per Gaio Giulio Cesare, da sempre il simbolo del vigore romano.

Ebbene, vi stupirà sapere che in vita Cesare fu più volte ritenuto protagonista di una relazione d’amore omosessuale sia dai suoi oppositori politici, sia dai suoi stessi legionari.

Il grande condottiero romano Giulio Cesare veniva spesso accusato di aver avuto un amore omosessuale in gioventù
Il futuro condottiero era nato nel 101 o 100 a.C. a Roma, dalla gens Iulia, una famiglia patrizia dalle nobili origini ma non molto influente. Da giovane si schierò con i populares, e per questo dovette lasciare Roma quando Silla prese il potere.

Trovò rifugio nel servizio militare, che gli consentì di spostarsi in Asia. In particolare si stabilì per qualche tempo in Bitinia, una regione dell’Anatolia vicina al Bosforo, dove entrò alla corte del re Nicomede IV.

Un amore giovanile?

Fu proprio quest’ambasceria alla corte di Nicomede che diede vita a una serie infinita di pettegolezzi. Il re di Bitinia, infatti, diede a Cesare tutte le flotte che questi aveva richiesto senza battere ciglio, e d’altro canto Cesare non mancò di ritornare in Bitinia con motivazioni che ai più sembravano dei pretesti.

L’idea era, insomma, che Cesare, allora nemmeno ventenne, si fosse concesso al re. A questo allude il console Bibulo, quando apostrofa Cesare come «regina di Bitinia».


Leggi anche: Cinque significati dell’amore nel pensiero platonico

D’altronde, anche Cicerone gli si rivolse in Senato, mentre Cesare parlava di Nicomede, queste parole: «Lascia perdere questi argomenti, ti prego, poiché nessuno ignora che cosa egli ha dato a te e ciò che tu hai dato a lui».

Infine, Svetonio ci racconta che, durante il trionfo di Cesare, le sue truppe, a cui in quelle occasioni era concesso di dire quello che volevano, intonarono canti scurrili. Il cui testo può essere tradotto così: «Cesare ha sottomesso le Gallie, ma Nicomede ha messo sotto lui. Oggi trionfa Cesare che le Gallie ha sottomesso, non trionfa Nicomede che ha messo sotto lui».

 

4. Ottaviano Augusto

Cesare fu l’uomo che diede il via a quel processo che portò Roma da repubblica a impero; Augusto fu quello che lo completò. Pronipote dello stesso Cesare, nato a Roma nel 63 a.C., Ottaviano si formò all’ombra dello zio, ma iniziò a farsi notare solo dopo la morte di questi. Cesare infatti lo adottò nel suo testamento, nominandolo proprio erede.

Da qui il giovane, che non aveva neppure vent’anni, capì la sua strada e cominciò a governare Roma, prima con Marco Antonio e Marco Lepido, poi da solo.

Ottaviano Augusto, il primo degli imperatori romani
In breve divenne imperatore e diede il via a una sequela di Cesari di grande importanza. Ciò che accomuna tutti questi imperatori, oltre alle scelte politiche, fu l’abitudine di dormire con dei catamiti, cioè dei ragazzini che subivano passivamente l’attività sessuale dell’adulto.

Furono, detta in altri termini, dei pederasti, come d’altronde era abbastanza comune anche nel mondo greco. È celebre, per fare un esempio, il passo del Simposio in cui Alcibiade racconta che da ragazzino si era offerto a Socrate, ma anche a Roma la pratica era cosa comune.

Gli altri imperatori pederasti

Sia Augusto che Tiberio ebbero amanti di questo tipo, ma anche i loro successori proseguirono la pratica. Nerone, addirittura, fece celebrare un rito in cui si sposava con due uomini. D’altro canto, è notissima la storia d’amore tra l’imperatore Adriano e il giovane Antinoo, anche lui originario della Bitinia, di cui parleremo nel dettaglio più avanti.

Secoli dopo, infine, fece molto parlare di sé anche Eliogabalo, che ebbe cinque mogli e due mariti, anche se la sua origine culturale era orientale.

 

5. Leone X

Lasciamo l’antichità e spostiamoci nell’era moderna per presentare un altro uomo di potere forse omosessuale, il papa Leone X. Le preferenze sessuali del pontefice rinascimentale, ovviamente, non furono mai acclarate in maniera incontrovertibile, ma molti documenti coevi, anche di storici di primo piano, lasciano pensare che i sospetti su di lui fossero fondati.

Leone X ritratto da Raffaello assieme a Giulio de' Medici e Luigi de' Rossi

Figlio di Lorenzo il Magnifico, nacque col nome di Giovanni Lorenzo de’ Medici nel 1475, e subito fu avviato alla carriera ecclesiastica.

 
In lui, in realtà, non c’era alcuna vocazione verso la Chiesa. Amava le lettere e gli studi umanistici, e d’altronde il fatto di essere nominato cardinale a 16 anni dovrebbe lasciare pochi dubbi sulla natura politica della sua carriera.

La scarsa fortuna dei Medici dopo la morte del padre lo portò a lungo lontano dall’Italia. Nel 1513, però, riuscì a farsi eleggere papa. Celebre la frase che pare abbia pronunciato: «Poiché Dio ci ha dato il Papato, godiamocelo».

Le pasquinate e il giudizio di Guicciardini

E in effetti i critici dissero che Leone X spendesse molto in arte e passioni. Finanziò alcuni dei più importanti lavori di Raffaello e Michelangelo in Vaticano, ma fu anche il papa che diede il via alla vendita delle indulgenze in Germania che scandalizzò Lutero.

Sul versante passionale, esistono diverse pasquinate coeve a Leone che lo dipingono come sodomita, spesso passivo: «Morì el meschino, e non te dir bugia, per fotter troppo in cul un suo ragazzo», si scrisse alla sua morte.

I piaceri che non si possono nominare

Ma al di là delle poesie di strada, anche una fonte autorevole come Francesco Guicciardini non era tenero col pontefice: «Credettesi per molti, nel primo tempo del pontificato, che e’ fusse castissimo; ma si scoperse poi dedito eccessivamente, e ogni dì più senza vergogna, in quegli piaceri che con onestà non si possono nominare».

Inoltre, ci sono documenti che ci raccontano di tentativi di Leone X di farsi affidare dei giovinetti, dando loro importanti cariche, ma anche del rifiuto dei genitori, forse perché timorosi che le voci sul papa fossero vere.

 

Altri 6 famosi personaggi storici omosessuali o bisessuali, oltre ai 5 già segnalati

A ben guardare, non ci si può però fermare solo a questi primi 5 nomi. Il novero dei grandi uomini e delle grandi donne del passato che probabilmente hanno avuto amori omosessuali è molto più ampio, e merita quindi qualche altra menzione. Ecco altri 6 personaggi storici su cui ci sono ipotesi concrete di questo tipo.

 

Adriano

Per quanto riguarda l’epoca classica, abbiamo già menzionato Alessandro Magno, Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, ma sicuramente una delle storie omosessuali più intense di sempre è quella che vide protagonista l’imperatore Adriano. Nato nel 76 d.C., regnò sull’impero romano dal 117 al 138, anno della sua morte.

Antinoo

Successore di Traiano, è considerato in genere benevolmente dagli storici: fu uomo di grande cultura, sapiente amministratore e tollerante in campo religioso. Dal nostro punto di vista, però, è particolarmente noto il rapporto che lo legò ad Antinoo, un giovane greco che conobbe attorno al 123.

Molto probabilmente, il giovane – che all’epoca doveva avere sui 13 anni – divenne l’amante dell’imperatore, tanto da seguirlo in ogni suo viaggio negli anni successivi. Antinoo però morì misteriosamente nel 130, cadendo nel Nilo e affogando. Da quel momento in poi Adriano, disperato per questa morte, lo divinizzò, fondando un culto sulla sua persona.

Edoardo II d’Inghilterra

Dalle nostre parti la figura di Edoardo II non è forse molto nota, ma nel mondo anglosassone è invece piuttosto celebre soprattutto per via di un dramma scritto da Christopher Marlowe nel 1592, appunto l’Edoardo II, in cui si raccontavano, romanzandole, le sue vicende personali.

Piers Gaveston

Vicende in cui un certo peso avevano anche le accuse di omosessualità. Nato nel 1284, Edoardo divenne infatti re d’Inghilterra nel 1307, ma già da tempo aveva stretto un’amicizia particolare con Piers Gaveston, un coetaneo di origini modeste che il padre, Edoardo I, gli aveva affiancato per dargli un amico che lo raddrizzasse.

L’amicizia si era però probabilmente tramutata in qualcosa di più serio, e per questo Piers era stato presto allontanato da Edoardo. Divenuto re, lui lo richiamò a corte e lo elevò a nobile, suscitando le ire degli aristocratici. Tra vari tira e molla, questi ultimi finirono poi per ribellarsi, uccidendo Gaveston e infine lo stesso Edoardo.

 

Leonardo da Vinci

Sugli artisti girano spesso svariate voci di omosessualità, a volte fondate ed altre volte meno. Se oggi, però, è più facile verificare cosa c’è di vero, quantomeno perché gli stessi artisti hanno per fortuna sempre meno timore a fare coming out, molto più complessa era la situazione in passato.

La denuncia

Un caso emblematico è quello di Leonardo da Vinci, che abbiamo deciso di includere in questa nostra lista perché è stato anche più di un semplice pittore, visto che ha collaborato con regnanti e uomini d’arme. Nel 1476, quando aveva 24 anni, fu denunciato a Firenze per aver praticato sodomia con il giovane Jacopo Saltarelli, noto per prostituirsi.

Quell’accusa fu presto fatta cadere, ma i sospetti su Leonardo rimasero. Non si sposò mai né ebbe figli, ma usava spesso modelli maschili, che ritraeva in alcuni bozzetti anche in pose erotiche (perfino con il pene eretto). Sigmund Freud, a tal proposito, scrisse anche un celebre saggio, lavorando su un ricordo d’infanzia di Leonardo.

Giacomo I d’Inghilterra

Ritorniamo alla corte d’Inghilterra con Giacomo I Stuart, sovrano molto noto a livello politico, ma meno per quel che faceva in camera da letto. Figlio di Maria Stuarda, salì al trono dopo Elisabetta I, la regina vergine. Per questo – e per via di certe sue tendenze – girava per il regno un motto: «Dopo un re, abbiamo finalmente una regina».

Il Duca di Buckingham

Se infatti Elisabetta pareva piuttosto mascolina, Giacomo appariva effeminato. Molto colto, divenne re di Scozia nel 1567, ad appena un anno d’età, e poi d’Inghilterra nel 1603, unificando così le due corone. Fu sposato ma ebbe un particolare legame con George Villiers, che lui nominò Duca di Buckingham.

A Buckingham il re scrisse lettere accorate che in parte ci sono rimaste. E quando il Parlamento gli chiese conto di quei favoritismi, Giacomo li ammise candidamente: «Potete essere sicuri che amo il Conte di Buckingham più di chiunque altro, e più di voi che siete qui riuniti. […] Cristo aveva Giovanni, io ho George».

 

Eleanor Roosevelt

Eleanor Roosevelt è nota per essere stata, in un certo senso, la prima vera first lady d’America. Sposata con Franklin D. Roosevelt, lo accompagnò lungo quattro mandati, dalla crisi economica degli anni ’30 fino alla fine della Seconda guerra mondiale, quando il marito morì. E poi ebbe ruoli importanti anche negli anni successivi, ad esempio all’ONU.

Lorena Hickok

Non tutti sanno, però, che Eleanor in quei lunghi anni intrattenne un’intima relazione con una giornalista, Lorena Hickok, apertamente lesbica. Le due si scambiarono ben 3.000 lettere che oggi sono conservate nella Franklin D. Roosevelt Presidential Library and Museum. Lettere appassionate, d’affetto e apparentemente anche d’amore.

Non è mai stato chiarito del tutto se il rapporto tra le due fosse solo platonico e ideale o anche fisico ed erotico, ma di sicuro la Hickok visse parte della sua vita abitando anche dentro alla Casa Bianca o nelle immediate vicinanze della stessa.

Alan Turing

La vita e la triste parabola di Alan Turing è diventata piuttosto nota, negli ultimi anni, grazie a libri e film, ma vale la pena di ricordarla anche qui. Matematico e logico, Turing nacque a Londra nel 1912 ed è considerato, oggi, uno dei padri dell’informatica e uno dei più grandi matematici del suo tempo.

Contro i nazisti

Fu lui il primo a formalizzare il concetto di algoritmo, nonché il primo ad affrontare veramente il tema dell’intelligenza artificiale. Durante la Seconda guerra mondiale assunse poi anche un ruolo attivo nella campagna militare, lavorando come crittoanalista e riuscendo a decifrare i messaggi dei nazisti.

Nel 1952 però la sua sorte mutò. Denunciando alla polizia un furto subito, finì per ammettere di essere omosessuale, cosa che allora costituiva ancora un reato. Condannato, fu sottoposto alla castrazione chimica tramite estrogeni, cosa che gli provocò una fortissima depressione e lo indusse, nel 1954, al suicidio.

 

 

Segnala altri grandi della storia che erano omosessuali o bisessuali nei commenti.