Nel 1961 venne pubblicato Fantastic Four 1, l’albo che sancì l’esordio dell’era Marvel dei comics e che rese ancor più memorabile quella Silver Age iniziata con l’introduzione del nuovo Flash, Barry Allen, da parte della DC Comics. Da quel momento in poi decine di nuovi personaggi fecero il loro ingresso sulla scena fumettistica e numerose, memorabili storie vennero scritte.

Non solo Stan Lee

Se sui testi di quegli albi svettava il nome di Stan Lee (lasciando da parte le polemiche sul suo reale ruolo), un immenso e fondamentale contributo a queste storie provenne dagli artisti che li disegnarono, o meglio, che diedero loro vita. Artisti che fecero sì che quelle storie non venissero considerate solo dei “semplici fumetti”, ma vere e proprie opere d’arte moderne.

Nel primo decennio dell’era Marvel dei comics, molti disegnatori hanno contribuito al suo successo, cinque di loro in particolare.


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John Buscema

“Big John”

John Buscema (vero nome Giovanni Natale Buscema), figlio di genitori siciliani, nacque a New York nel 1927. Dopo aver completato gli studi, cercò lavoro come illustratore per agenzie pubblicitarie, accettando comunque un impegno da freelance presso la Timely Comics (antesignana della Marvel). Quando tuttavia un’agenzia lo assunse a tempo pieno, Buscema sparì dai radar fumettistici per quasi dieci anni.

Tornò a lavorare per la Marvel, dietro richiesta di Stan Lee, verso la metà degli anni ’60, dando vita a un lungo ciclo di Avengers. Un paio di anni dopo inaugurò insieme a Lee la prima, leggendaria serie di Silver Surfer, celebrata ancora oggi, seppur rivelatasi all’epoca un insuccesso commerciale.

Negli anni ’70 Buscema iniziò a lavorare al personaggio al quale rimase più affezionato: Conan il barbaro. Realizzò nel corso degli anni, infatti, i disegni di oltre 200 storie incentrate sul guerriero creato da Robert Howard, collaborando al contempo su decine di altre testate Marvel.

Per questa casa editrice, Buscema lavorò quasi fino alla fine della sua carriera, realizzando storie per la DC Comics solo a partire dal 2000. Morì nel 2002, a causa di un tumore allo stomaco. Sia suo fratello Sal che sua nipote Stephanie sono apprezzati disegnatori di fumetti.

 

Gene Colan

“Il Decano”

Gene Colan nacque a New York nel 1926. Esordì nel campo fumettistico in maniera professionale non appena compiuta la maggiore età, dedicandosi in maniera particolare a disegnare storie di guerra.

Ancora sotto contratto con la DC Comics negli anni ’60, iniziò a lavorare per la Marvel con uno pseudonimo (Adam Austin) realizzando alcune storie di Iron Man e Sub-Mariner. Quando poté utilizzare il suo vero nome, Colan diede vita a un lungo e indimenticabile ciclo di Daredevil, inoltre creò graficamente i personaggi di Falcon, il primo Capitan Marvel e i Guardiani della Galassia.

Negli anni ’70, Colan realizzò l’intera serie Marvel (70 numeri) dedicata a Dracula, avendo la possibilità di introdurre al pubblico il personaggio di Blade, ma all’inizio degli anni ’80 entrò in aperto contrasto con l’editor capo Jim Shooter e andò a lavorare per la DC Comics per la quale realizzò, tra le altre cose, svariate storie di Batman e Wonder Woman.

Conclusa questa esperienza, causa anche alcuni problemi alla vista, Colan iniziò a ritirarsi in maniera costante dalla professione, non disdegnando tuttavia di realizzare di tanto in tanto altre storie dedicate a Dracula o ai vampiri. Morì nel 2011, a seguito di complicazioni causate da una insufficienza epatica.

 

Steve Ditko

Il creatore dell’Uomo Ragno

Steve Ditko mostrò un interesse nel mondo del fumetto sin da quando terminò la leva militare, partecipando a numerosi stage. Le sue incredibili doti lo portarono a lavorare per la casa editrice Atlas (antesignana della Marvel), dove conobbe Stan Lee e realizzò insieme a lui decine di storie di fantascienza o di mostri.

Nel 1962 Stan Lee ebbe l’idea per un nuovo eroe adolescente con le capacità di un ragno e chiese alcune tavole di prova a Jack Kirby. Costui le realizzò, ma Lee non ne rimase soddisfatto e si rivolse allora a Ditko, il quale risultò più convincente. Nacque così l’Uomo Ragno/Spider-Man, la cui serie divenne in breve tempo un grande successo.


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L’anno dopo, sempre insieme a Lee, Ditko creò un altro celebre eroe della Marvel, il Dottor Strange. Volenteroso di veder riconosciuti i suoi meriti, Ditko chiese di essere accreditato come co-sceneggiatore sia delle storie dell’Uomo Ragno che di quelle del Dr. Strange e la sua richiesta venne accontentata.

L’addio alla Marvel

Questo tuttavia non impedì che nel 1966 Ditko lasciasse la Marvel per insanabili divergenze creative con Stan Lee. Negli anni successivi l’artista lavorò con la DC Comics e alcune case editrici minori, prima di un breve ritorno alla Marvel negli anni ’90, aderendo nel contempo alle teorie dell’oggettivismo, la filosofia sviluppata dalla scrittrice Ayn Rand.

Steve Ditko è un uomo molto riservato: di lui esistono pochissime foto (nessuna delle quali a colori) e rifiuta di concedere interviste da quasi cinquant’anni. Ai fan che gli scrivono lodando le sue storie del passato, l’artista risponde sempre che erano solo lavori su commissione che per lui oggi non hanno più significato. Ci permettiamo di dissentire.

 

Jack Kirby

“Il Re”

Se dovessimo scegliere l’esempio massimo di stile e personalità grafica di quest’era, la nostra scelta ricadrebbe su di lui. Jack Kirby (vero nome Jacob Kurtzberg) nacque a new York nel 1917. Autodidatta, iniziò a disegnare in maniera professionale verso la metà degli anni ’30 realizzando alcune strisce per i quotidiani e collaborando anche con gli studi di animazione dei fratelli Fleischer.

Il primo, grande successo arrivò nel 1940 quando, in coppia con lo sceneggiatore Joe Simon, creò il supereroe Capitan America, le cui storie vennero pubblicate dalla Timely Comics ottenendo uno straordinario riscontro.

Con la fine della guerra e il declino dei supereroi, Kirby iniziò a disegnare storie dei più svariati generi (romance, western, mostri), approdando infine alla Atlas Comics dove iniziò una lunga e fruttuosa partnership lavorativa con Stan Lee. Insieme a lui, a partire dal 1961, creò centinaia di personaggi (Fantastici Quattro, Hulk, Thor, Ant-Man, i Vendicatori, gli X-Men… e questo solo per scalfire la superficie) contribuendo in maniera significativa anche alla stesura delle sceneggiature.

Alla DC Comics e ritorno

Proprio il mancato riconoscimento dei suoi pieni meriti lo portò in aperto contrasto sia con Stan Lee che con l’editore Martin Goodman, convincendolo nel 1970 ad abbandonare la Marvel e passare alla DC Comics, per la quale concepì la cosiddetta Saga del Quarto Mondo, durante la quale venne introdotto il personaggio di Darkseid. Tuttavia l’eccessivo controllo creativo sui suoi progetti lo convinse sei anni dopo a tornare alla Marvel, dove stavolta gli venne garantita più libertà e la possibilità di scrivere le sceneggiature con pieno credito.

Per tre anni, Kirby scrisse e disegnò svariate serie, la più celebre delle quali rimase The Eternals, concludendo questa sua esperienza con una ultima collaborazione con l’amato/odiato Stan Lee per una graphic novel su Silver Surfer. Negli anni successivi, il grande artista tornò a lavorare per il mondo dell’animazione e si impegnò in progetti personali con alcune piccole case editrici. Nel febbraio del 1994, a causa di un infarto, Jack Kirby morì lasciando dietro di sé un vuoto incolmabile.

 

John Romita Sr.

“Jazzy Johnny”

Figlio di genitori dalle origini italiane, John Romita cominciò a lavorare in maniera stabile per l’industria del fumetto poco dopo aver concluso la sua carriera nell’esercito statunitense, realizzando all’inizio racconti western e horror per poi, a partire dagli anni ’50, specializzarsi nelle romance stories. Lavorò su questo genere per la DC Comics per molti anni, disegnando decine di storie, fino a quando la casa editrice smise di commissionargliele.

Stan Lee ne approfittò subito e convinse Romita a lavorare per la Marvel: all’inizio come inchiostratore, poi affidandogli la parte grafica di Daredevil. Quando tuttavia Steve Ditko decise di non realizzare più Amazing Spider-Man, Lee decise di sostituirlo proprio con Romita.


All’inizio non entusiasta di questo incarico, Romita disegnò le prime storie cercando di imitare lo stile del suo predecessore, ma quando capì che sarebbe rimasto sulla serie a lungo iniziò a sviluppare uno stile più personale e ancora oggi di riferimento per molti artisti che si cimentano col personaggio di Spider-Man. Fu sua l’idea di uccidere la fidanzata storica di Peter Parker, Gwen Stacy, una storia ancora oggi memorabile.

Nel 1973 Romita divenne il direttore artistico della Marvel, contribuendo in questo ruolo alla creazione grafica di svariati personaggi tra cui Wolverine, il Punitore e Luke Cage. Questo lo portò a realizzare col passare del tempo sempre meno storie, rimanendo comunque una figura fondamentale nel panorama del fumetto statunitense. Romita è il padre di un artista che porta il suo stesso nome e che ancora oggi continua a lavorare con successo per le più importanti case editrici americane.

 

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