Cinque grandi golfisti italiani

I cinque più grandi golfisti italiani di sempre

L’Italia, per tradizione, non ha un grande rapporto con gli sport individuali, soprattutto con quelli in cui si guadagna di più. Nel tennis, nonostante i recenti fasti di Sara Errani, abbiamo sempre espresso un numero limitato di campioni, come anche nel golf, nelle corse, nella boxe, nell’atletica leggera. Con qualche importante eccezione (Valentino Rossi su tutti), insomma, sembriamo in difficoltà con quegli sport individuali in cui girano parecchi soldi, mentre ce la caviamo meglio nelle discipline più umili ma non meno importanti, come la scherma, il nuoto, la ginnastica.

La causa principale di questa situazione è difficile da individuare. Anche il nostro sistema sportivo, votato molto più alle specialità di squadra che a quelle individuali, ha le sue colpe. Ma forse più in generale a noi spesso manca quella capacità di compiere l’ultimo passo, quella motivazione che negli sport individuali, oltre al talento, può fare la differenza. Al di là delle analisi sociologiche, deludente era, fino a qualche anno fa, il panorama del golf italiano, non tanto perché mancassero buoni dilettanti, ma perché i giocatori arrivati al professionismo erano pochi e ancora meno erano quelli che vincevano i tornei.


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Oggi le cose sono in parte cambiate. La nuova generazione di Edoardo e Francesco Molinari prima e di Matteo Manassero poi è riuscita negli ultimi anni a portare a casa ottimi risultati. Ha inoltre rilanciato l’attenzione per questo sport (che ritornerà ad essere olimpico nel 2016, dopo un’assenza che durava dal 1904) da parte dei mass media. Visto che in queste settimane si stanno giocando i più importanti tornei del circuito, cogliamo l’occasione per riscoprire cinque tra i più grandi golfisti italiani della storia.

 

Ugo Grappasonni

Il più grande negli anni ’50

Ugo GrappasonniIl primo vero golfista italiano di razza è stato, a quanto ci raccontano le cronache, Ugo Grappasonni, scomparso qualche anno fa e patriarca di una vera e propria dinastia nell’ambito del golf italiano. Nato nel 1922 a Roma, Grappasonni venne scoperto nel 1931, a nemmeno dieci anni, dal maestro Pietro Manca nel Golf Club Roma Acquasanta. Il vero esordio e il passaggio a professionista avvennero però nel dopoguerra. Tra il 1948 e il 1954 si aggiudicò vari Open in giro per l’Europa, da quello svizzero a quello d’Olanda, da quello del Ticino a quello del Marocco. Inoltre fece suoi l’Italian Open, unico italiano di sempre ad averlo vinto per due volte (nel 1950 e 1954), e il prestigioso Open di Francia, anche in questo caso unico italiano a riuscire nell’impresa prima del trionfo di Costantino Rocca nel 1993.

Questi successi lo resero uno dei giocatori europei più popolari e forti del periodo. Non a caso fu convocato anche in una rappresentativa europea ospitata alla Casa Bianca dal presidente Eisenhower, a sua volta grande fan dello sport. Dopo il ritiro si è dedicato all’insegnamento, prima al Golf Club Villa d’Este di Como – dove ebbe tra i suoi allievi anche Clark Gable – e poi a Roma, dove è mancato nel 1999. Tra i tanti fratelli e figli divenuti a loro volta maestri di golf, spicca Silvio Grappasonni, ex giocatore di buon livello ed ora opinionista di Sky Sport.

 

Baldovino Dassù

L’italiano che vinse in Galles

Baldovino DassùSe Grappasonni è stato una sorta di pioniere nel golf italiano, Baldovino Dassù fu il primo a raccoglierne l’eredità, una quindicina d’anni dopo. Classe 1952, fiorentino, Dassù divenne professionista molto giovane, nel 1971, entrando quasi subito nel PGA European Tour, circuito che avrebbe disputato fino alla metà degli anni ’80. I suoi maggiori risultati arrivarono comunque poco più che ventenne. Nel mese di ottobre 1976 infatti si aggiudicò sia l’Italian Open che il British Masters (importante torneo allora sponsorizzato dalla Dunlop e giocato quell’anno in Galles), precedendo di appena un colpo il più esperto campione Hubert Green che l’anno successivo si sarebbe aggiudicato lo US Open.

Inoltre, in carriera ha conquistato tre Italian Professional Championship, un Italian PGA Championship e un Cerruti Open. Dopo il ritiro si è messo a realizzare nuovi campi da golf assieme ad importanti architetti. Tra quelli creati anche grazie al suo contributo figurano l’Argentario Golf Club, il Poggio dei Medici in Toscana e il golf club di Brunico Val Pusteria, quest’ultimo di 9 buche.

 

Costantino Rocca

Quando sfiorò l’Open Championship

Costantino Rocca detiene il record di tornei European Tour per un italianoDella stessa generazione di Dassù è anche Costantino Rocca, bergamasco classe 1956, che però è arrivato ai grandi successi ad un’età più avanzata del collega, come d’altronde il golf consente ampiamente. Se infatti Dassù ottenne le sue vittorie attorno alla metà degli anni ’70, Rocca, di appena quattro anni più giovane, conquistò i suoi trofei più importanti tra il 1993 e il 1999. Sicuramente il suo aver giocato in epoca più recente rispetto ai grandi golfisti che abbiamo incontrato l’ha aiutato ad ottenere una certa notorietà, ma la sua fama è legata anche al suo talento, tra i migliori mai espressi dall’Italia. Un talento che gli ha consentito in diverse occasioni di gareggiare coi più forti del mondo.

Rocca vinse cinque tornei dell’European Tour negli anni ’90: l’Open di Lione, il prestigioso Open di Francia (eguagliando il risultato di Grappasonni), il Volvo PGA Championship, il Canon European Masters e il West of Ireland Golf Classic. Ma al di là di questo Rocca è ricordato dai golfisti di tutto il mondo per due imprese uniche. Nel 1995 fu a un passo dal conquistare il primo major (l’Open Championship) per un italiano, perdendo solo ai playoff contro John Daly, mentre durante la Ryder Cup del 1995 fece una buca in uno che aiutò la squadra europea a conquistare la coppa (e due anni più tardi si sarebbe ripetuto battendo Tiger Woods in singolo). Attualmente è presidente della PGA italiana.

 

Francesco Molinari

Il vincitore della Coppa del Mondo in coppia col fratello Edoardo

Francesco MolinariArriviamo ai tempi più recenti e ai golfisti ancora in attività, quelli che negli ultimi anni hanno riportato in auge questo sport nel nostro paese. Francesco Molinari (nato nel 1982) è il più giovane di una fortissima coppia di fratelli torinesi, nella quale l’altra metà è costituita da Edoardo, nato nel 1981. I due hanno saputo portare a casa importanti vittorie sia in coppia che in squadra, che ancora come singoli. Forse però in questa specialità Francesco ha conquistato dei titoli in più e per questo a lui abbiamo deciso di dedicare la voce della nostra cinquina.

Professionista dal 2006, ha vinto tre tornei dello European Tour, diventando il secondo miglior italiano di sempre: nel 2006 l’Italian Open, da più di 25 anni appannaggio degli stranieri; quattro anni dopo il cinese HSBC Champions (davanti al numero uno del mondo Lee Westwood, salendo così al 14° posto del World Golf Ranking); nel 2012 infine l’Open di Spagna. Ma, come detto, il giovane Molinari ha saputo imporsi anche nel gioco di squadra. In coppia col fratello Edoardo nel 2009 ha conquistato la prima e finora unica Coppa del Mondo per l’Italia, disputata sempre in Cina. A livello di Ryder Cup, invece, nel 2012 a Chicago ha pareggiato la gara decisiva con Tiger Woods che ha consentito all’Europa di vincere il trofeo.

 

Matteo Manassero

L’enfant prodige del golf italiano

Matteo Manassero, giovanissimo ma già tra i più grandi golfisti italiani di sempreSe Francesco Molinari sembrava fino a qualche mese fa l’unico in grado di poter intaccare il record di Costantino Rocca, oggi il suo nome è stato suo malgrado sorpassato da quello di un vero e proprio enfant prodige, Matteo Manassero. Nato in provincia di Verona nel 1993, Manassero ha fatto registrare in pochi anni una carriera a dir poco travolgente.

A 16 anni ha infranto il record di più giovane vincitore al British Amateur Championship, uno dei due major per dilettanti. Passato professionista l’anno dopo, ad ottobre è diventato il più giovane vincitore di sempre di un torneo dell’European Tour, vincendo il Castelló Masters, risultato ripetuto poi nel 2011 (Malaysian Open), 2012 (Singapore Open) e 2013 (BMW PGA Championship, la cui nuova edizione si sta disputando in questi giorni). Grande promessa del golf italiano – in realtà già ampiamente mantenuta al di là dei risultati che potranno arrivare in futuro –, in carriera è stato anche al 25° posto del ranking mondiale, anche se al momento è in una posizione più arretrata.

 

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