Si inaugura oggi, a Torino, il Grattacielo Intesa Sanpaolo, un edificio che ha fatto molto discutere in questi anni e di cui abbiamo parlato anche noi qualche tempo fa, presentando gli edifici più alti d’Italia. L’occasione, però, ci pare ghiotta per parlare di un altro Grattacielo in costruzione a Torino e soprattutto del suo architetto: stiamo parlando del Grattacielo della Regione Piemonte e di Massimiliano Fuksas, considerato oggi uno dei designer di grido del panorama non solo italiano, ma europeo.

Personalità eclettica e che non scende facilmente a compromessi, nell’ultimo decennio Fuksas è diventato anche un personaggio mediatico, intervistato spesso da TV e giornali per i suoi progetti ma anche per le sue idee politiche, partendo dagli anni in cui era un contestatore all’Università fino alla sua vicinanza attuale ai partiti di sinistra. Proprio questa maggior attenzione nei suoi confronti gli ha attirato critiche ed elogi in grande quantità, a cui si devono aggiungere commissioni importanti in Europa e non solo. Ma quali sono, a tutt’oggi, i suoi progetti più importanti? Ecco la nostra selezione.

 

Vienna Twin Tower

Il doppio grattacielo

Laureatosi a Roma sul finire degli anni ’60, Fuksas, figlio di padre ebreo lituano e di madre italiana cattolica, iniziò a farsi conoscere nei due decenni successivi, spostandosi anche all’estero: negli anni ’80 fu attivo soprattutto in Francia – paese dove ha ricevuto anche parecchie onorificenze –, mentre nei ’90 ha lavorato molto in Austria. E proprio a Vienna, dove ha aperto uno studio nel 1993, ricevette l’incarico di costruire un complesso di due grattacieli nel decimo distretto, vicino al Wienerberg, nella periferia meridionale della città.

Ne è nato così il complesso Vienna Twin Tower, i cui lavori sono cominciati nel 1999 e terminati due anni più tardi, nel 2001: si tratta di un doppio grattacielo ad uso residenziale e di uffici, con una torre alta 127 metri e l’altra 138; la più alta delle due dispone di 37 piani e di 100mila metri quadrati di superficie. Inoltre all’interno sono presenti un centro conferenze, un cinema da dieci sale e svariati bar e ristoranti, mentre il parcheggio sotterraneo può contenere fino a duemila autovetture. Finanziato dalla Wienerberger Baustoffindustrie AG e dall’Immofinanz Immobilien Anlagen AG, l’edificio ha subito qualche critica nel corso degli anni non tanto per il disegno architettonico, che ha anzi posto la fantasia di Fuksas all’attenzione europea, quanto per la locazione dell’edificio, mal servito dalle linee di trasporto pubblico.

 

Fieramilano a Rho

Gli spazi più moderni e la loro vocazione commerciale

Risalente ai primi anni Duemila, nell’ambito di una più ampia riqualificazione degli spazi della Fiera di Milano, è invece il progetto di Fieramilano a Rho. Sorto a pochi chilometri di distanza dagli spazi precedentemente occupati dalla vecchia fiera, il nuovo complesso architettonico progettato da Fuksas si dirama lungo Corso Italia, in un’area che fino a un decennio prima era occupata da una raffineria dell’Eni ma che è ben servita dalla metropolitana milanese; il tutto organizzato in 8 padiglioni (due dei quali a due piani) per quasi 350mila metri quadrati espositivi al chiuso e altri 60mila all’aperto, numeri che hanno consentito un’espansione notevole dell’impianto fieristico.

La vocazione di Fuksas verso le aree espositive, d’altro canto, non è documentata solo dal lavoro eseguito a Rho, ma anche da molti altri suoi progetti, che uniscono in genere una vocazione architettonica ad un’utilità pratica e, spesso, commerciale. Tempo fa, non a caso, abbiamo presentato anche il Centro Commerciale Etnapolis, da lui progettato in Sicilia e attualmente uno dei cinque più grandi d’Italia, ma progetti analoghi sono stati portati avanti anche all’estero, come ad esempio a Salisburgo col bel Europark o con l’Armani Ginza Tower di Tokyo.

 

Peres Center for Peace di Giaffa

Quando l’architettura diventa etica

Nel portfolio di Fuksas non figurano però solo edifici dedicati agli affari; l’esempio più eclatante, anzi, di come i suoi lavori possano diventare portavoce di valori etici e morali è l’importante Peres Center for Peace che l’architetto romano ha realizzato a Giaffa nel 2009, in un quartiere a prevalenza araba della città israeliana, a pochi chilometri di distanza da Tel Aviv. Il Centro fu fondato da Shimon Peres – vincitore del premio Nobel per la pace ed ex Primo ministro e Capo di Stato di Israele – nel 1996 con lo scopo di diffondere una visione di pace nel Medio Oriente, una pace basata sulla cooperazione socio-economica e lo sviluppo.

Dopo vari anni in edifici non pensati per questo scopo, il Centro ha potuto quindi recentemente permettersi una nuova sede, che fosse simbolica oltre che funzionale; Fuksas è stato scelto perché costruisse un edificio che potesse diventare un punto di riferimento nella zona, all’interno tra l’altro di un quartiere molto povero, quasi a volerne fare un simbolo di riscatto sociale (ed è importante che la prima cerimonia ufficiale che si tenne all’interno della nuova costruzione fu la cerimonia di laurea di un gruppo di 21 donne, perlopiù arabe). D’altronde, la capacità di Fuksas di ridare dignità a zone in difficoltà era stata sfruttata, prima di allora, anche in Italia, come dimostra il caso della Chiesa di San Paolo Apostolo a Foligno, costruita su finanziamento della CEI in seguito al terremoto dell’Umbria e delle Marche della fine degli anni ’90.

 

Grattacielo della Regione Piemonte a Torino

Il secondo edificio più alto d’Italia

Arriviamo, seguendo l’ordine di progettazione, al Grattacielo della Regione Piemonte, uno dei tanti che stanno avvicinandosi in questi anni al grande cielo di Torino, come dimostra il cenno che facevamo in apertura al Grattacielo Intesa Sanpaolo, progettato invece da un altro grandissimo nome dell’architettura italiana come Renzo Piano. In questo caso, però, l’architettura si lega alla politica ed entrambe si legano ai soliti problemi italiani, che rendono le cosiddette grandi opere difficili da terminare, minate da un’infinita burocrazia e, a volte, anche da polemiche e strascichi giudiziari. Il progetto di una sede unica per la Regione Piemonte risale ancora ai primi anni del nuovo secolo: Fuksas, infatti, vinse la gara presentando nel 2001 la sua idea di grattacielo, che venne accettata e finanziata con i fondi che si sarebbero risparmiati dai canoni di affitto che la Regione attualmente ancora paga ogni mese. Problemi burocratici, cambi di location e di progetti e soprattutto il mutamento del colore politico della giunta regionale hanno notevolmente rallentato i lavori, tanto che oggi, a quattro anni di distanza dalla posa della prima pietra, ancora non si ha una data certa per la conclusione dell’edificio (anche se le ultime dichiarazioni parlano del prossimo settembre).

Ad ogni modo, il progetto di Fuksas prevede un edificio di 42 piani più un ultimo piano adibito a bosco pensile, per un totale di 205 metri di altezza, ben al di sopra della Mole Antonelliana; mentre infatti al Grattacielo Intesa Sanpaolo è stato imposto di non poter superare l’altezza dello storico edificio cittadino, Fuksas ha potuto lavorare piuttosto liberamente da questo punto di vista perché la sua struttura sorge lontana dal centro storico, nel quartiere Nizza Millefonti, a due passi dal Lingotto. In questo modo, il grattacielo torinese diventerebbe il secondo più alto d’Italia dopo la Torre Unicredit di Milano, per una superficie di 70mila metri quadrati, a cui si deve aggiungere una generale riqualificazione di tutto il quartiere. Sulla facciata dell’edificio, infine, è prevista l’installazione di 1.000 metri quadrati di pannelli fotovoltaici che dovrebbero in qualche modo alleviare le spese energetiche della struttura.

 

Nuovo Centro Congressi di Roma

La Nuvola che stenta a decollare

Concludiamo con un altro progetto importantissimo che però, più ancora di quello di Torino, risulta arenato dai fardelli della burocrazia, dei ripensamenti, della mancanza di fondi: quello del Nuovo Centro Congressi di Roma, che la stampa ha ribattezzato – per via della sua forma ma forse anche dell’aleatorietà della sua realizzazione – La Nuvola. In costruzione all’EUR nella zona di viale Cristoforo Colombo, il complesso è in lavorazione dal 2008 ma ancora non si vede all’orizzonte l’ombra del suo completamento, nonostante l’intervento diretto dello Stato che, tramite il Ministero dell’Economia, possiede il 90% di EUR Spa, la società che controlla il tutto.

Il progetto, presentato da Fuksas e da sua moglie Doriana Mandrelli – con la quale collabora in tutti i suoi lavori – sul finire degli anni ’90, prevede tre organismi distinti: una teca fatta di vetro, acciaio e pietra, che ospita quella che è propriamente la “Nuvola”, un auditorium da 1850 posti collegato alla teca tramite una serie di passerelle sospese; una parte interrata con sale meeting, sale polivalenti, spazi di comunicazione e parcheggio; e infine la cosiddetta “Lama”, un hotel da più di 400 stanze con ingresso principale da viale Europa. Tutto il progetto, complessivamente, si sviluppa su circa 55mila metri quadrati.

 

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