Cinque grandi storie a fumetti ambientate in Italia scelte da Federico Memola

Cinque memorabili storie a fumetti ambientate in Italia

La locandina di Rovigo Comics 2015 realizzata da Claudio Casini, meglio noto come CloudRovigo è una piccola città e con una fama ancora più piccola. Sulla stampa locale, solo per fare un esempio, ha fatto molto discutere, qualche mese fa, il risultato di un sondaggio radiofonico che l’ha nominata “città più noiosa” d’Italia: e ha fatto discutere soprattutto perché questo risultato è figlio più di una fama dura a morire che non di effettiva mancanza di stimoli, visto anzi che nell’ultimo decennio le iniziative ospitate dal capoluogo polesano si sono moltiplicate.

Per quanto riguarda il fumetto, ad esempio, già da qualche tempo varie associazioni sono attive per portare in città manifestazioni di buon livello: e proprio nel prossimo weekend si svolgerà la quarta edizione di Rovigo Comics, mostra-mercato che dal 2012 si tiene a primavera inoltrata presso il Centro Commerciale Le Torri, in via Sacro Cuore.

Il programma è molto interessante: oltre al cosplay contest e all’edizione primaverile di RoBrick – lo spazio dedicato ai mattoncini LEGO –, sul versante comics troveranno spazio una mostra dedicata a Giuseppe De Luca (con le sue tavole da Dragonero) e soprattutto il lancio dell’inedito crossover tra L’Insonne e Jonathan Steele che verrà presentato in esclusiva alla fiera.

Proprio il crossover tra i due personaggi italiani sarà l’evento clou della manifestazione: come saprete, infatti, L’Insonne è un thriller di ambientazione fiorentina che ha per protagonista la DJ radiofonica Desdy Metus, mentre Jonathan Steele è una serie in cui mistero e tecnologia si mescolano, con protagonista l’omonimo collaboratore dell’Agenzia Incantesimi. La storia che ne segna l’incontro s’intitolerà La Madonna del Drago ed è stata scritta da Federico Memola, già creatore di Jonathan Steele e autore di lunga data anche in casa Bonelli, e disegnata da Federico Vicentini, con colori di copertina di Ketty Formaggio.

Un crossover italiano

L’albo contente la storia verrà presentato in fiera in due versioni: la prima, quella “regular”, avrà la normale copertina a colori, mentre la seconda, chiamata “white” e a tiratura limitata e numerata, avrà la copertina appunto completamente bianca, in modo da poter essere usata per disegni degli autori che saranno presenti alla manifestazione.

Vista la particolarità dell’iniziativa, che vede incontrarsi due personaggi italiani in una storia che si svolge nel nostro paese – evento piuttosto raro nella nostra pur ampia scena editoriale – abbiamo chiesto a Federico Memola di scegliere cinque grandi avventure a fumetti del passato ambientate appunto in Italia. D’altro canto, Memola ha un’esperienza nel settore che pochi possono vantare: ha scritto per Nathan Never, Martin Mystère, Legs Weaver e, oltre alla serie di Jonathan Steele, ha creato anche quelle di Rourke, Harry Moon, Gray Logan e Roland, lavorando per Bonelli, Star Comics, 001 Edizioni, Planeta DeAgostini e San Paolo. Ecco dunque le cinque storie che ha scelto.

 

Asterix e gli allori di Cesare

di René Goscinny e Albert Uderzo

La copertina di Asterix e gli allori di CesareCominciamo andando indietro nel tempo, non solo dal punto di vista della pubblicazione editoriale, ma anche degli eventi narrati: la prima storia scelta da Memola è infatti Asterix e gli allori di Cesare, la diciottesima avventura del guerriero gallo uscita per la prima volta in volume nel 1972. In questa storia, Asterix ed Obelix si recano a Roma su incarico del capo del loro villaggio, Abraracourcix, per rubare la corona d’alloro di Cesare, utile a fornire l’ingrediente più pregiato di uno speciale ragù con cui il capo intende zittire il fastidioso cognato.

Ma i motivi della scelta di quest’avventura di Asterix da parte di Federico Memola non si fermano alla trama: «Perché l’Asterix di Goscinny – spiega –, oltre a essere un capolavoro indiscusso, è stato uno dei fumetti fondamentali per la mia formazione. E la ricostruzione di Roma da parte di Uderzo è semplicemente spettacolare. Ma la parte migliore rimangono la storia e le battute. “Il pollo lo spenno?” “E perché?”».

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Il principe Valiant

di Hal Foster

Prince Valiant in ItaliaSpostiamoci ora ancora più indietro nel tempo, non tanto per quanto riguarda l’ambientazione – che rimane quella dell’epoca romana, anche se spostata in avanti di qualche secolo, al passaggio tra età antica e medievale – quanto per gli anni di realizzazione di questo fumetto: la seconda scelta di Federico Memola è infatti caduta sul principe Valiant, eroe creato nel 1937 dal canadese (poi naturalizzato statunitense) Hal Foster. Cavaliere senza macchia e senza paura, Valiant si trova a vivere in un’Europa in cui si mescolano cultura vichinga e latina, miti nordici e cristiani.

«Valiant è un altro fumetto che ha contribuito alla mia formazione – spiega Memola –: quando lo lessi, da ragazzino, rimasi molto colpito dal ciclo di avventure che vedevano il protagonista muoversi in un’Italia ormai invasa dai barbari, con tanto di sacco di Roma». E la striscia di Foster era in effetti molto particolare per diversi motivi: non da ultimo, il fatto che non utilizzava balloon, ma esclusivamente didascalie, effetto che rendeva il fumetto quasi simile ad un racconto illustrato.

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Zio Paperone e la fattucchiera

di Carl Barks

Zio Paperone e Amelia nella prima avventura assiemeNon sono molti gli eroi o gli antieroi del fumetto che hanno la loro residenza in Italia: un po’ perché molti personaggi sono stati creati da autori stranieri, un po’ perché anche gli sceneggiatori italiani hanno di solito preferito ambientare le loro storie all’estero, in città o luoghi che avessero un sapore esotico. Ci sono dei casi però in cui sono stati i fumettisti stranieri a scegliere l’Italia: così è avvenuto, ad esempio, con Carl Barks, che decise di far vivere alle falde del Vesuvio una nuova avversaria di Zio Paperone introdotta nel dicembre del 1961: Amelia la fattucchiera.

«Barks, la prima apparizione di Amelia, la fattucchiera ispirata a Sophia Loren e con dimora sul Vesuvio… c’è davvero bisogno di altre motivazioni?»: questa la spiegazione della scelta di Memola, che non ha certo bisogno di commenti. Aggiungiamo solo che quell’avventura, tradotta in italiano per la prima volta sul numero 331 di Topolino, datato 1° aprile 1962, segnò anche l’esordio di miss Paperett, la segretaria di Paperon de’ Paperoni.

 

Il sorriso della Gioconda

di Alfredo Castelli e Giancarlo Alessandrini

La riedizione de Il sorriso della Gioconda, storia di Martin Mystère«Martin Mystère rimane il personaggio della Bonelli cui sono più affezionato e questa storia ambientata a Firenze e dintorni, in cui scopriamo che Leonardo aveva “inventato” l’impressionismo con quasi quattro secoli d’anticipo, è sempre stata un ottimo esempio di come una buona idea possa consentire di raccontare storie efficaci in poche pagine»: così Federico Memola nel presentare Il sorriso della Gioconda, storia scritta da Alfredo Castelli e disegnata da Giancarlo Alessandrini e comparsa per la prima volta nel 1983, a pochi mesi dal lancio del mensile bonelliano, sul numero 13 della rivista Orient Express.

L’avventura, lunga appena 12 tavole e a colori, è stata ristampata in più occasioni, l’ultima delle quali all’interno di Martin Mystère Extra numero 6 del giugno 1997, del quale vedete la copertina qui a fianco. Martin Mystère, d’altro canto, è stato anche il personaggio a cui Memola ha legato il suo successo all’interno della Bonelli: dopo qualche storia per Nathan Never, infatti, gli fu affidato il compito di curare la serie Zona X, inizialmente nata come uno spin-off proprio del mensile di Mystère.

 

Largo delle Tre Api e Morte a Roma

di Magnus

Largo delle tre api, seconda avventura de Lo Sconosciuto«Lo sconosciuto è stato uno dei miei primi fumetti “trasgressivi” – racconta Memola, introducendo l’ultimo personaggio della sua cinquina –: la scoperta che il disegnatore di Alan Ford poteva essere grottesco, ma anche drammatico, oltre che un grande autore e narratore. La scoperta del fumetto decisamente adulto, insomma». Ed in effetti a metà anni ’70 il fumetto d’autore propriamente detto, in Italia, era quasi una novità: c’erano sì dei grandi autori, ma lavoravano sempre all’interno di una rigida serialità, o per i mensili pubblicati da Bonelli, o per gli albi della Disney, o per la Astorina di Diabolik.

Anche Magnus, nome d’arte del bolognese Roberto Raviola, era uno di questi: aveva iniziato disegnando fumetti neri e poi, tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70, aveva acquisito una certa fama grazie ad Alan Ford, il primo vero fumetto grottesco della nostra tradizione. Ma i ritmi incalzanti e la rigida griglia del mensile della Corno gli stavano stretti e così nel 1975 creò, in solitario, Lo sconosciuto, una serie noir molto particolare in cui la seconda e la terza avventura (Largo delle Tre ApiMorte a Roma) erano appunto ambientate in Italia.

 

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