La mitologia classica è una delle più importanti basi della cultura occidentale. La si ritrova – citata o usata simbolicamente, tramite i miti che hanno per protagoniste le divinità greche – nel pensiero dei filosofi, nelle opere d’arte dei pittori, nei riferimenti dei poeti.

Anche in epoca cristiana ha continuato ad influenzare il nostro modo di concepire il mondo e di relazionarci con gli altri. E pure oggi non possiamo farne a meno. Tanto è vero che spunta anche in opere popolari come i cartoni animati (Pollon e Hercules), i fumetti supereroistici (Wonder Woman) o i romanzi per ragazzi (Percy Jackson).

Proprio per questi motivi, tutti noi – anche chi non ha studiato al classico – abbiamo un’idea di chi siano Zeus, Atena, Afrodite, Era e tutti gli altri che popolano il Monte Olimpo.

Un’idea che però a volte non è precisissima, perché, sopra al mito originale greco, si imprimono ricordi di tutt’altra fattura. Spesso si tratta di memorie apocrife, in certi casi derivanti dalla confusione tra dei greci e dei romani o tra diverse divinità.

Insomma, per evitare tutto questo, vi abbiamo preparato una lista delle cinque divinità greche più importanti, con qualche chiarimento sulla loro storia.

 

1. Zeus

Padre e capo degli dei, Zeus è il principale dio dell’Olimpo nonché l’archetipo della divinità greca. Il suo nome, non a caso, deriva molto chiaramente dalla lingua protoindoeuropea e in particolare dalla parola Dyeus [1]. Essa indicava la luce e il cielo e da essa sono nati i nomi delle divinità di molte culture occidentali.

Lo stesso Iuppiter – Giove – latino, che sarà poi il nome del corrispettivo di Zeus, deriverebbe infatti da Dyeu-phter, cioè Cielo Padre.

Statua di Zeus conservata al LouvreFiglio del titano Crono e di Rea, Zeus era il più giovane dei fratelli, tra i quali figuravano anche Demetra, Era, Ade e Poseidone, di cui in parte parleremo più avanti. Proprio con Era, secondo la tradizione, si era unito in matrimonio. Frequentissime furono però le sue “scappatelle” e i figli avuti al di fuori del matrimonio [2].

Dalla moglie ebbe infatti Ares, Efesto, Ebe, Eris e Ilizia, ma da altre donne ebbe centinaia di discendenti. I più famosi sono Afrodite (da Dione), Apollo e Artemide (da Leto), Hermes (da Maia), Atena (da Metide), le Muse (da Mnemosine), Eracle (da Alcmena), Dioniso (da Semele).

 

Come il capo degli dei riuscì a prendere il potere

Il mito più celebre che vede Zeus come protagonista è quello che narra la sua ascesa al trono degli dei. Come detto, egli fu l’ultimo figlio di Crono, titano che però era solito divorare la propria prole.

La profezia di Crono

L’essere teneva un comportamento del genere per via di una profezia, pronunciata da Urano e Gea. Secondo questa, proprio uno dei suoi figli l’avrebbe infatti spodestato.

Rea, madre di Zeus, riuscì però a nasconderlo subito dopo la nascita dando al marito una pietra avvolta in fasce e facendogli credere che quello fosse il nuovo figlio. Zeus poté così crescere e affrontare il padre.

La caduta dei Titani in un'opera di Cornelis van Haarlem
La caduta dei Titani in un’opera di Cornelis van Haarlem

Dopo averlo costretto a vomitare i fratelli (o avergli aperto la pancia, a seconda delle tradizioni), Zeus condusse una lotta contro Crono e gli altri Titani nella cosiddetta Titanomachia.

Ottenuta la vittoria, si spartì il mondo coi fratelli. Ad Ade toccarono gli inferi e a Poseidone toccarono i mari. Infine affrontò la rivolta dei Giganti nella Gigantomachia.

Una volta sistemate le cose, poté governare sui cieli. I suoi simboli sono la folgore, l’aquila e il toro. Durante le sue scorribande amorose ha spesso assunto le sembianze di vari animali, tra cui il cigno e il toro stesso.

 

2. Apollo

Forse il secondo dio più famoso del Pantheon greco è Apollo, una divinità che a differenza di molte altre non aveva il suo corrispettivo nel mondo latino, e che quindi vi fu introdotto pari pari dalla mitologia greca. Figlio di Zeus e di Leto, protettrice della tecnologia, era fratello gemello di Artemide, dea della caccia.

Statua di Apollo ai Musei Vaticani

I suoi poteri e i suoi compiti erano molto ampi. Portava in cielo il Sole sul suo carro, era protettore delle arti, della musica e della poesia, ma era anche capace di scagliare frecce che portavano pestilenza ai popoli colpiti.

 
Il primo mito che lo vede protagonista è quello della sua nascita. Zeus aveva infatti messo incinta Leto tramite un rapporto extraconiugale. Per questo la legittima moglie, Era, desiderosa di vendetta, aveva proibito a Leto di partorire in qualsiasi punto della terra o delle isole.

Leto vagò disperata per molto tempo, fino a quando non trovò l’isola di Delo [3], appena sorta dalle acque ma ancora galleggiante sulle onde (e quindi non una vera isola), su cui partorire.

Il dio del Sole nell’Iliade ed i suoi amori

Particolarmente rilevante anche il ruolo che il dio ebbe nell’Iliade. Schierato a favore dei troiani, li aiutò infatti molte volte nella loro guerra contro i greci.

Il caso più significativo fu quando diede una ingente mano a Ettore ed Euforbo nel loro duello contro Patroclo. Stordì infatti quest’ultimo e ne fece sciogliere l’armatura. Inoltre guidò la freccia di Paride verso il tallone di Achille, unico punto debole dell’eroe.

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Interessanti anche le sue storie d’amore, in particolare quelle con Dafne e con Giacinto. Nel primo caso, il dio venne colpito da una freccia scagliata da Cupido, che, geloso per la sua bellezza, lo fece innamorare della ninfa Dafne mentre contemporaneamente colpiva lei con una freccia arrugginita.

In questo modo, l’amore di Apollo non fu corrisposto e anzi Dafne arrivò a chiedere al padre Penéo che venisse rimossa la causa dell’amore che il dio provava per lei. Per questo motivo fu tramutata in pianta. Nacque così l’alloro, che Apollo decise di portare sul proprio capo in ricordo di quell’amore.

Nel caso di Giacinto, invece, questi era un principe di Sparta molto bello. Perciò era amato sia da Apollo, di cui divenne compagno, che da Zefiro, il vento di ponente.

Secondo quanto racconta Ovidio nelle Metamorfosi, proprio il vento si vendicò di quell’amore non corrisposto facendo finire in testa a Giacinto un attrezzo che Apollo stava lanciando durante un’esercitazione ginnica. Il giovane spartano morì ma venne trasformato dal dio nel fiore che porta il suo nome [4].

 

3. Atena

Anche Atena fu figlia di Zeus, almeno secondo la principale delle tradizioni, e allo stesso tempo divinità potente e adorata dal popolo. Non a caso, era la protettrice della città di Atene e dell’intera Grecia, e a lei era dedicato il Partenone (il cui nome allude alla verginità della dea).

Pallade Atena, in una statua davanti al Parlamento austriacoNell’Iliade parteggiò pertanto per i greci, aiutando in varie occasioni Achille. Ancora più importante fu il suo ruolo nell’Odissea, soprattutto nel finale [5]. L’indole astuta di Ulisse, d’altro canto, non poteva non piacerle.

Dea della sapienza, delle arti intese come abilità tecniche, della tessitura e della strategia militare, veniva spesso rappresentata assieme alla civetta (che sarebbe divenuta poi simbolo della filosofia) e all’ulivo. Inoltre aveva un mantello – o, a seconda delle tradizioni, uno scudo – chiamato Egida, fatto di materiale indistruttibile.

 
A volte, soprattutto in epoca tarda, veniva rappresentata anche con le ali. Questo avveniva per l’unione della sua figura con quella di Nike, la dea della vittoria.

I miti su astuzia e verginità

I miti che la riguardano sono molti. Intanto è molto particolare quello sulla sua nascita. Zeus infatti si era unito con Metide (o Meti), sua prima amante e forse anche sua prima moglie.

Una profezia, però, diceva che i figli di Meti sarebbero divenuti più potenti del loro padre. Per questo Zeus cercò di scongiurare il concepimento inducendo la compagna a tramutarsi in una goccia (o in una mosca, o in una cicala) e inghiottendola.

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L’espediente però non funzionò. Atena nacque all’interno di Zeus e ne sarebbe uscita, già adulta, dal cranio o forse addirittura da un polpaccio.

Interessante, poi, il mito di Erittonio. Quest’ultimo era in un certo senso il figlio adottivo di Atena, divenuto in seguito re di Atene e portatore di innovazioni molto positive per la città.

Efesto fa le sue avances ad Atena in un quadro di Paris Bordone
Efesto fa le sue avances ad Atena in un quadro di Paris Bordone
La sua nascita sarebbe dovuta a un tentativo di accoppiamento di Efesto con Atena. Quando questa si rifiutò (o, a seconda delle tradizioni, scomparve dal talamo nuziale), il seme del dio del fuoco cadde sulla terra e da questa terra fecondata sarebbe nato Erittonio.

 
Atena poi avrebbe deciso di crescere il bimbo – che aveva la parte inferiore del corpo simile a un serpente – come se fosse suo, affidandolo inizialmente a tre sorelle.

Erittonio, per via del suo aspetto mostruoso, era però chiuso in una cesta e Atena impose alle tre di non aprirla mai. Il mancato rispetto del divieto le fece impazzire e tutte e tre si suicidarono gettandosi dall’Acropoli.

 

4. Poseidone

Dio dei mari e dei terremoti, Poseidone era fratello di Zeus. Era infatti uno dei figli di Crono che erano stati divorati dal padre e poi liberati dal fratello più piccolo.

Il culto della divinità era molto antico e probabilmente, in origine, anche più importante di quello di Zeus. A quel tempo però questo dio non era ancora associato al mare, probabilmente perché le prime culture che lo adorarono vivevano lontane dalla costa.

Statua di Poseidone al Museo Archeologico Nazionale di Atene

In questo modo si spiegherebbe anche la scelta del cavallo come suo animale-simbolo, molto più legato a una tradizione terriera che marinara.

 
Protettore di Corinto [6] e di molte altre città greche, custodiva la navigazione dei marinai, che spesso in suo onore affogavano dei cavalli prima di intraprendere un lungo viaggio. La collera, d’altronde, gli faceva agitare il mare con il suo tridente e provocare maremoti. La sua benevolenza dava invece un mare calmo e varie isole sul percorso, buone per l’approdo.

Il dio del mare contro Atena

Anche in questo caso, vari sono i miti che narrano le vicende di Poseidone. Uno dei più interessanti è quello che lo vide contrapposto ad Atena al sorgere della città di Atene.

La leggenda vuole, infatti, che nel luogo in cui sarebbe sorta la città venissero alla luce praticamente in contemporanea un ulivo – simbolo di Atena – e una sorgente d’acqua [7].

Poseidone sfida Atena per il controllo dell'Attica
Poseidone sfida Atena per il controllo dell’Attica

A questo punto i cittadini della città ancora senza nome avrebbero dovuto scegliere a quale dio intitolarla. Si votò democraticamente: i maschi si espressero tutti per Poseidone, le femmine tutte per Atena.

Essendo queste una in più, vinse la dea della sapienza. Ma Poseidone si vendicò devastando i campi e la cittadinanza lo placò solo promettendo che le donne non avrebbero più avuto diritto di voto.

Inoltre, è molto importante il ruolo del dio del mare nell’Odissea. Come ricorderete, ad un certo punto Ulisse trafiggeva e accecava Polifemo, il ciclope che minacciava di mangiarlo.

Quel ciclope era figlio proprio di Poseidone e di una ninfa marina, Toosa. Per vendicare la violenza fatta al figlio, Poseidone rese praticamente impossibile il ritorno di Ulisse ad Itaca. E lo costrinse a peregrinare per anni lungo il Mediterraneo.

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5. Ade

Concludiamo con un altro fratello di Zeus, Ade. Quello a cui, come abbiamo detto, dopo la sconfitta di Crono furono affidati gli inferi.

Testa di Ade recentemente restituita all'Italia

La sua vicinanza con l’aldilà ha fatto sì che col tempo il suo nome abbia finito per identificare tutto l’oltretomba. Se all’inizio infatti veniva coniugato al genitivo per indicare in un certo senso il “dominio di Ade”, poi finì per essere utilizzato al nominativo. Così ad esempio i romani, che pure lo chiamavano Plutone, lo definivano appunto “signore dell’Ade”.

 
Nonostante fosse una delle divinità più potenti nel Pantheon greco, la tradizione lo rappresenta come riluttante a lasciare il suo mondo. Per questo è molto poco presente anche nella mitologia. Le notizie su di lui derivano, anzi, da sporadici viaggi nell’aldilà compiuti da eroi come Orfeo, Teseo o Eracle.

Il rapimento di Persefone

Ad ogni modo, particolarmente bello è il mito di Persefone, che associa le questioni d’amore al ciclo delle stagioni. Innamorato di lei, Ade la rapì col consenso di Zeus, sfruttando l’apparizione di un narciso mentre lei stava raccogliendo dei fiori assieme alle ninfe.

La madre di Persefone, Demetra, rimase sconvolta dall’accaduto e si mise a cercare la figlia ovunque, prima di scoprire che era agli inferi. Essendo sorella di Zeus e di Ade, pretese la restituzione di Persefone, e al rifiuto scatenò – da dea dell’agricoltura qual era – una terribile carestia in tutta la Grecia.

A questo punto Zeus ordinò ad Ade di restituire la nipote, a patto che non avesse mangiato cibo dell’aldilà. In effetti Persefone era ancora digiuna, ma Ade con uno stratagemma le fece mangiare un melograno.

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Demetra si arrabbiò di nuovo, ma Zeus riuscì a trovare un compromesso, visto che Persefone aveva mangiato solo sei grani del frutto. Così si pattuì che sarebbe rimasta sei mesi all’anno con Ade e sei mesi con la madre Demetra.

E questo spiega come mai per metà dell’anno (autunno e inverno) la terra è infeconda. E per l’altra metà, quando Persefone torna da Demetra, tutto rifiorisce.

 

 

Note e approfondimenti

[1] A questo link trovate un’interessante scheda riassuntiva dell’Università L’Orientale di Napoli.
[2] Per un semplice schema “ad albero genealogico” dei figli di Zeus cliccate qui.
[3] Quest’isola è vicina a Mykonos e presenta oggi un importante sito archeologico, molto visitato dai turisti.
[4] Un’interpretazione del mito in chiave “floreale” potete leggerla qui.
[5] Fu lei, d’altronde, a permettere il ritorno in patria dell’eroe greco. Dopo averlo a lungo protetto durante tutto il viaggio, lo trasformò infatti in un mendicante, in modo da farlo entrare ad Itaca senza troppi problemi. Poi suggerì a Penelope di spingere i Proci a sfidarsi per la sua mano. Infine, difese Ulisse proprio dai padri dei Proci, che volevano vendicarne la morte.
[6] A Corinto e nei suoi dintorni sorgevano anche importanti templi dedicati al dio.
[7] Qui si possono leggere i brani di Apollodoro e di Erodoto sulla questione.
[-] La foto della statua di Apollo è di Livioandronico2013 (via Wikimedia Commons).
[-] L’immagine invece della statua di Poseidone è stata scattata da Ricardo André Frantz (sempre via Wikimedia Commons).
[-] Il bassorilievo con Poseidone ed Atena è stato fotografato da Sailko.

 

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