I miti greci e le divinità più famose

Le principali divinità greche rappresentate da Raffaello e dalla sua scuola nella Loggia di Psiche a Roma, nella Villa Farnesina

La mitologia classica è una delle più importanti basi della cultura occidentale. La si ritrova – citata o usata simbolicamente, tramite i miti che hanno per protagoniste le divinità greche – nel pensiero dei filosofi, nelle opere d’arte dei pittori, nei riferimenti dei poeti.

Anche in epoca cristiana ha continuato ad influenzare il nostro modo di concepire il mondo e di relazionarci con gli altri. E pure oggi non possiamo farne a meno. Tanto è vero che spunta anche in opere popolari come i cartoni animati (Pollon e Hercules), i fumetti supereroistici (Wonder Woman) o i romanzi per ragazzi (Percy Jackson).

Proprio per questi motivi, tutti noi – anche chi non ha studiato al liceo classico – abbiamo un’idea di chi siano Zeus, Atena, Afrodite, Era e tutti gli altri esseri che popolano il Monte Olimpo.

Un’idea che però a volte non è precisissima, perché, sopra al mito originale greco, si imprimono ricordi di tutt’altra fattura. Spesso si tratta di memorie apocrife, in certi casi derivanti dalla confusione tra dei greci e dei romani o tra diverse divinità.

Insomma, per evitare tutto questo, vi abbiamo preparato una lista delle divinità greche più importanti, con qualche chiarimento sulla loro storia.

 

1. Zeus

Padre e capo degli dei, Zeus è il principale dio dell’Olimpo nonché l’archetipo della divinità greca. Il suo nome, non a caso, deriva molto chiaramente dalla lingua protoindoeuropea e in particolare dalla parola Dyeus [1]. Essa indicava la luce e il cielo e da essa sono nati i nomi delle divinità di molte culture occidentali.

Lo stesso Iuppiter – Giove – latino, che sarà poi il nome del corrispettivo di Zeus, deriverebbe infatti da Dyeu-phter, cioè Cielo Padre.

Statua di Zeus conservata al LouvreFiglio del titano Crono e di Rea, Zeus era il più giovane dei fratelli, tra i quali figuravano anche Demetra, Era, Ade e Poseidone, di cui in parte parleremo più avanti. Proprio con Era, secondo la tradizione, si era unito in matrimonio. Frequentissime furono però le sue “scappatelle” e i figli avuti al di fuori del matrimonio [2].

Dalla moglie ebbe infatti Ares, Efesto, Ebe, Eris e Ilizia, ma da altre donne ebbe centinaia di discendenti. I più famosi sono Afrodite (da Dione), Apollo e Artemide (da Leto), Hermes (da Maia), Atena (da Metide), le Muse (da Mnemosine), Eracle (da Alcmena), Dioniso (da Semele).

 

Come il capo degli dei riuscì a prendere il potere

Il mito più celebre che vede Zeus come protagonista è quello che narra la sua ascesa al trono degli dei. Come detto, egli fu l’ultimo figlio di Crono, titano che però era solito divorare la propria prole.

La profezia di Crono

L’essere teneva un comportamento del genere per via di una profezia, pronunciata da Urano e Gea. Secondo questa, proprio uno dei suoi figli l’avrebbe infatti spodestato.

Rea, madre di Zeus, riuscì però a nasconderlo subito dopo la nascita dando al marito una pietra avvolta in fasce e facendogli credere che quello fosse il nuovo figlio. Zeus poté così crescere e affrontare il padre.

La caduta dei Titani in un'opera di Cornelis van Haarlem
La caduta dei Titani in un’opera di Cornelis van Haarlem

Dopo averlo costretto a vomitare i fratelli (o avergli aperto la pancia, a seconda delle tradizioni), Zeus condusse una lotta contro Crono e gli altri Titani nella cosiddetta Titanomachia.

Ottenuta la vittoria, si spartì il mondo coi fratelli. Ad Ade toccarono gli inferi e a Poseidone toccarono i mari. Infine affrontò la rivolta dei Giganti nella Gigantomachia.

Una volta sistemate le cose, poté governare sui cieli. I suoi simboli sono la folgore, l’aquila e il toro. Durante le sue scorribande amorose ha spesso assunto le sembianze di vari animali, tra cui il cigno e il toro stesso.

   

 

2. Apollo

Forse il secondo dio più famoso del Pantheon greco è Apollo, una divinità che a differenza di molte altre non aveva il suo corrispettivo nel mondo latino, e che quindi vi fu introdotto pari pari dalla mitologia greca. Figlio di Zeus e di Leto, protettrice della tecnologia, era fratello gemello di Artemide, dea della caccia.

Statua di Apollo ai Musei Vaticani

I suoi poteri e i suoi compiti erano molto ampi. Portava in cielo il Sole sul suo carro, era protettore delle arti, della musica e della poesia, ma era anche capace di scagliare frecce che portavano pestilenza ai popoli colpiti.

 
Il primo mito che lo vede protagonista è quello della sua nascita. Zeus aveva infatti messo incinta Leto tramite un rapporto extraconiugale. Per questo la legittima moglie, Era, desiderosa di vendetta, aveva proibito a Leto di partorire in qualsiasi punto della terra o delle isole.

Leto vagò disperata per molto tempo, fino a quando non trovò l’isola di Delo [3], appena sorta dalle acque ma ancora galleggiante sulle onde (e quindi non una vera isola), su cui partorire.

Il dio del Sole nell’Iliade ed i suoi amori

Particolarmente rilevante anche il ruolo che il dio ebbe nell’Iliade. Schierato a favore dei troiani, li aiutò infatti molte volte nella loro guerra contro i greci.

Il caso più significativo fu quando diede una ingente mano a Ettore ed Euforbo nel loro duello contro Patroclo. Stordì infatti quest’ultimo e ne fece sciogliere l’armatura. Inoltre guidò la freccia di Paride verso il tallone di Achille, unico punto debole dell’eroe.

Interessanti anche le sue storie d’amore, in particolare quelle con Dafne e con Giacinto. Nel primo caso, il dio venne colpito da una freccia scagliata da Cupido, che, geloso per la sua bellezza, lo fece innamorare della ninfa Dafne mentre contemporaneamente colpiva lei con una freccia arrugginita.

In questo modo, l’amore di Apollo non fu corrisposto e anzi Dafne arrivò a chiedere al padre Penéo che venisse rimossa la causa dell’amore che il dio provava per lei. Per questo motivo fu tramutata in pianta. Nacque così l’alloro, che Apollo decise di portare sul proprio capo in ricordo di quell’amore.

Nel caso di Giacinto, invece, questi era un principe di Sparta molto bello. Perciò era amato sia da Apollo, di cui divenne compagno, che da Zefiro, il vento di ponente.

Secondo quanto racconta Ovidio nelle Metamorfosi, proprio il vento si vendicò di quell’amore non corrisposto facendo finire in testa a Giacinto un attrezzo che Apollo stava lanciando durante un’esercitazione ginnica. Il giovane spartano morì ma venne trasformato dal dio nel fiore che porta il suo nome [4].

   

 

3. Atena

Anche Atena fu figlia di Zeus, almeno secondo la principale delle tradizioni, e allo stesso tempo divinità potente e adorata dal popolo. Non a caso, era la protettrice della città di Atene e dell’intera Grecia, e a lei era dedicato il Partenone (il cui nome allude alla verginità della dea).

Pallade Atena, in una statua davanti al Parlamento austriacoNell’Iliade parteggiò pertanto per i greci, aiutando in varie occasioni Achille. Ancora più importante fu il suo ruolo nell’Odissea, soprattutto nel finale [5]. L’indole astuta di Ulisse, d’altro canto, non poteva non piacerle.

Dea della sapienza, delle arti intese come abilità tecniche, della tessitura e della strategia militare, veniva spesso rappresentata assieme alla civetta (che sarebbe divenuta poi simbolo della filosofia) e all’ulivo. Inoltre aveva un mantello – o, a seconda delle tradizioni, uno scudo – chiamato Egida, fatto di materiale indistruttibile.

 
A volte, soprattutto in epoca tarda, veniva rappresentata anche con le ali. Questo avveniva per l’unione della sua figura con quella di Nike, la dea della vittoria.

I miti su astuzia e verginità

I miti che la riguardano sono molti. Intanto è molto particolare quello sulla sua nascita. Zeus infatti si era unito con Metide (o Meti), sua prima amante e forse anche sua prima moglie.

Una profezia, però, diceva che i figli di Meti sarebbero divenuti più potenti del loro padre. Per questo Zeus cercò di scongiurare il concepimento inducendo la compagna a tramutarsi in una goccia (o in una mosca, o in una cicala) e inghiottendola.

L’espediente però non funzionò. Atena nacque all’interno di Zeus e ne sarebbe uscita, già adulta, dal cranio o forse addirittura da un polpaccio.

Interessante, poi, il mito di Erittonio. Quest’ultimo era in un certo senso il figlio adottivo di Atena, divenuto in seguito re di Atene e portatore di innovazioni molto positive per la città.

Efesto fa le sue avances ad Atena in un quadro di Paris Bordone
Efesto fa le sue avances ad Atena in un quadro di Paris Bordone
La sua nascita sarebbe dovuta a un tentativo di accoppiamento di Efesto con Atena. Quando questa si rifiutò (o, a seconda delle tradizioni, scomparve dal talamo nuziale), il seme del dio del fuoco cadde sulla terra e da questa terra fecondata sarebbe nato Erittonio.

 
Atena poi avrebbe deciso di crescere il bimbo – che aveva la parte inferiore del corpo simile a un serpente – come se fosse suo, affidandolo inizialmente a tre sorelle.

Erittonio, per via del suo aspetto mostruoso, era però chiuso in una cesta e Atena impose alle tre di non aprirla mai. Il mancato rispetto del divieto le fece impazzire e tutte e tre si suicidarono gettandosi dall’Acropoli.

 

4. Poseidone

Dio dei mari e dei terremoti, Poseidone era fratello di Zeus. Era infatti uno dei figli di Crono che erano stati divorati dal padre e poi liberati dal fratello più piccolo.

Il culto della divinità era molto antico e probabilmente, in origine, anche più importante di quello di Zeus. A quel tempo però questo dio non era ancora associato al mare, probabilmente perché le prime culture che lo adorarono vivevano lontane dalla costa.

Statua di Poseidone al Museo Archeologico Nazionale di Atene

In questo modo si spiegherebbe anche la scelta del cavallo come suo animale-simbolo, molto più legato a una tradizione terriera che marinara.

 
Protettore di Corinto [6] e di molte altre città greche, custodiva la navigazione dei marinai, che spesso in suo onore affogavano dei cavalli prima di intraprendere un lungo viaggio. La collera, d’altronde, gli faceva agitare il mare con il suo tridente e provocare maremoti. La sua benevolenza dava invece un mare calmo e varie isole sul percorso, buone per l’approdo.

Il dio del mare contro Atena

Anche in questo caso, vari sono i miti che narrano le vicende di Poseidone. Uno dei più interessanti è quello che lo vide contrapposto ad Atena al sorgere della città di Atene.

La leggenda vuole, infatti, che nel luogo in cui sarebbe sorta la città venissero alla luce praticamente in contemporanea un ulivo – simbolo di Atena – e una sorgente d’acqua [7].

Poseidone sfida Atena per il controllo dell'Attica
Poseidone sfida Atena per il controllo dell’Attica

A questo punto i cittadini della città ancora senza nome avrebbero dovuto scegliere a quale dio intitolarla. Si votò democraticamente: i maschi si espressero tutti per Poseidone, le femmine tutte per Atena.

Essendo queste una in più, vinse la dea della sapienza. Ma Poseidone si vendicò devastando i campi e la cittadinanza lo placò solo promettendo che le donne non avrebbero più avuto diritto di voto.

Inoltre, è molto importante il ruolo del dio del mare nell’Odissea. Come ricorderete, ad un certo punto Ulisse trafiggeva e accecava Polifemo, il ciclope che minacciava di mangiarlo.

Quel ciclope era figlio proprio di Poseidone e di una ninfa marina, Toosa. Per vendicare la violenza fatta al figlio, Poseidone rese praticamente impossibile il ritorno di Ulisse ad Itaca. E lo costrinse a peregrinare per anni lungo il Mediterraneo.

   

 

5. Ade

Al quinto punto del nostro elenco troviamo un altro fratello di Zeus, Ade. Quello a cui, come abbiamo detto, dopo la sconfitta di Crono furono affidati gli inferi.

Testa di Ade recentemente restituita all'Italia

La sua vicinanza con l’aldilà ha fatto sì che col tempo il suo nome abbia finito per identificare tutto l’oltretomba. Se all’inizio infatti veniva coniugato al genitivo per indicare in un certo senso il “dominio di Ade”, poi finì per essere utilizzato al nominativo. Così ad esempio i romani, che pure lo chiamavano Plutone, lo definivano appunto “signore dell’Ade”.

 
Nonostante fosse una delle divinità più potenti nel Pantheon greco, la tradizione lo rappresenta come riluttante a lasciare il suo mondo. Per questo è molto poco presente anche nella mitologia. Le notizie su di lui derivano, anzi, da sporadici viaggi nell’aldilà compiuti da eroi come Orfeo, Teseo o Eracle.

Il rapimento di Persefone

Ad ogni modo, particolarmente bello è il mito di Persefone, che associa le questioni d’amore al ciclo delle stagioni. Innamorato di lei, Ade la rapì col consenso di Zeus, sfruttando l’apparizione di un narciso mentre lei stava raccogliendo dei fiori assieme alle ninfe.

La madre di Persefone, Demetra, rimase sconvolta dall’accaduto e si mise a cercare la figlia ovunque, prima di scoprire che era agli inferi. Essendo sorella di Zeus e di Ade, pretese la restituzione di Persefone, e al rifiuto scatenò – da dea dell’agricoltura qual era – una terribile carestia in tutta la Grecia.

A questo punto Zeus ordinò ad Ade di restituire la nipote, a patto che non avesse mangiato cibo dell’aldilà. In effetti Persefone era ancora digiuna, ma Ade con uno stratagemma le fece mangiare un melograno.

Demetra si arrabbiò di nuovo, ma Zeus riuscì a trovare un compromesso, visto che Persefone aveva mangiato solo sei grani del frutto. Così si pattuì che sarebbe rimasta sei mesi all’anno con Ade e sei mesi con la madre Demetra.

E questo spiega come mai per metà dell’anno (autunno e inverno) la terra è infeconda. E per l’altra metà, quando Persefone torna da Demetra, tutto rifiorisce.

 

Altre 30 divinità greche, oltre alle 5 già segnalate

Il Pantheon greco non si limitava però certo a solo cinque divinità, ma era molto più ampio e nutrito. Per fornirvi una veloce guida, abbiamo deciso qui di seguito di indicare il nome e, sinteticamente, le caratteristiche di altre trenta divinità o semidivinità greche.

 

Crono

Crono (o Kronos) è una divinità pre-olimpica, nonché, come detto, padre di Zeus e di molti degli dei che oggi ricordiamo. È quindi un titano, figlio di Urano e Gea, di cui parleremo tra poco. È il dio del tempo, ma anche della fertilità e dell’agricoltura; il mito più famoso su di lui è quello, già raccontato, secondo cui avrebbe ucciso i suoi figli mangiandoli.

Urano

Urano, come detto, ha un’origine ancora più antica di Crono, di cui sarebbe stato il padre. Il suo nome significa “firmamento” ed era considerato padre dei titani e quindi nonno degli dei olimpici. Anche lui tentò di uccidere i suoi figli ma fu da questi evirato. Era il dio del cielo come portatore di fecondità.

 

Gea

Compagna di Urano e madre di Crono era invece Gea, a volte indicata già dai greci come Gaia. Secondo alcuni miti sarebbe stata lei stessa, per partenogenesi, a generare Urano, poi suo compagno. Era la dea della terra e per questo tenuta in grande considerazione dai greci: i giuramenti effettuati in suo nome erano quelli più vincolanti.

Era

Statua di Era conservata al Louvre
Passiamo ora alla generazione degli dei olimpici, di cui abbiamo già detto qualcosa nella prima parte dell’articolo. Era, o Hera, era considerata la regina dell’Olimpo, compagna storica di Zeus; nella mitologia romana corrisponderebbe a Giunone. Era patrona del matrimonio, del parto e della fedeltà coniugale, nonostante il marito la tradisse frequentemente.

 

Afrodite

Secondo il mito Afrodite sarebbe nata dalla spuma del mare, frutto della mescolanza del seme del membro di Urano (evirato, come si è già detto) e il mare. Per questo era anche la dea della navigazione sicura, ma soprattutto era la dea della bellezza, dell’amore, della generazione e della primavera.

Ares

Figlio di Zeus e di Era, Ares era il dio della guerra, ma più in particolare degli aspetti più truculenti di essa. Per questo era considerato un dio subdolo, amante del sangue. Aveva come animali sacri il cane, il cinghiale e l’avvoltoio. A Roma venne identificato con Marte.

 

Ermes

Statua di Ermes ai Musei Vaticani
Ermes, o Hermes, è un altro dei figli di Zeus, anche se sua madre è Maia, una delle Pleiadi. Il ruolo per cui è celebre è quello di essere il messaggero degli dei, e questa sua caratteristica viene evidenziata anche dal borsello che porta sempre con sé, ma anche dai sandali e dal cappello alati, ad indicarne la velocità.

Artemide

Artemide era invece figlia di Zeus e di Latona, la madre della tecnologia e del progresso. Era inoltre sorella gemella di Apollo. Il suo campo era principalmente quello della caccia: era infatti patrona degli animali selvatici, delle foreste e del tiro con l’arco. Era inoltre una dea vergine ed era quindi considerata la dea delle iniziazioni femminili.

 

Dioniso

Figlio di Zeus era anche Dioniso, una divinità che è stata protagonista di una vera e propria riscoperta nel corso del nostro Novecento. Era infatti il dio della vita intesa nel suo senso più istintivo, ma anche della liberazione dei sensi, dell’estasi, del vino e dell’ebbrezza.

Eros

Nella cultura greca esistevano diverse rappresentazioni di Eros, il dio dell’amore, del desiderio e della bellezza. A volte era un vecchio, oltre che brutto; altre volte era un bambino, figlio di Afrodite e Ares, incaricato di scagliare frecce che facevano innamorare le sue vittime.

 

Efesto

Efesto era figlio di Zeus ed Era (anche se in alcuni racconti veniva generato dalla sola Era) ed era il protettore delle attività artigianali. Era infatti il dio del fuoco e delle fucine e, di conseguenza, della scultura, dell’ingegneria e della metallurgia. Secondo il mito viveva nelle viscere dell’Etna, che usava come sua fucina.

Demetra

Torniamo per un momento alla generazione precedente con Demetra, figlia di Crono e Rea e quindi sorella di Zeus, Era, Poseidone ed Ade. Era la dea del grano e dell’agricoltura, quella chiamata a portare le stagioni. Con Zeus ebbe una figlia, Persefone, sposa di Ade di cui abbiamo già parlato qualche riga più sopra.

 

Morfeo

Una divinità dei sogni è presente in vari miti greci, ma non sempre è identificata con la stessa persona. Omero, ad esempio, lo chiamava Oniro, figlio del Sonno (Ipno, di cui parleremo) e Notte. Più avanti sorse la figura di Morfeo, che prendeva le forme delle persone e delle cose sognate.

Eracle

Eracle bambino mentre strozza il serpente
A esser precisi, Eracle non è un dio quanto piuttosto un semidio. Era infatti figlio di Zeus e di una mortale, Alcmena, a cui il dio si presentò sotto le spoglie del promesso sposo. La caratteristica principale di Eracle era, comunque, la forza sovrumana, poi ripresa nel corrispettivo romano di Ercole.

 

Nike

Nike è una delle più celebri dee della mitologia greca, anche per via dell’omonima casa d’abbigliamento sportivo che da lei trae il nome. Figlia del titano Pallante e di una ninfa, è la personificazione della vittoria. Viene spesso rappresentata, nelle statue, come una donna alata.

Persefone

Persefone l’abbiamo già citata più volte nelle righe precedenti, in quanto moglie di Ade e figlia di Demetra. Era considerata dai greci la dea che governava sull’oltretomba ma che, allo stesso tempo, era complice della fioritura dei campi a primavera.

 

Elio

Elio, o Helios, era il titano del Sole. Figlio di Iperione e Teia, era fratello di Selene, di cui parleremo, che è invece legata al culto della Luna. Inizialmente era lui che, ogni mattina, portava in cielo il carro splendente del Sole, anche se questa credenza fu poi traslata col tempo su Apollo.

Tartaro

Col nome di Tartaro, nella mitologia greca, si indicava generalmente un luogo tenebroso in cui Zeus aveva rinchiuso i titani dopo averli sconfitti. Già in Esiodo, però, il nome venne dato anche al dio che personificava questo luogo; dio procreatore, insieme con Gea, di Tifeo o Tifone.

 

Eolo

Eolo in una statua conservata ad Harvard
Il personaggio di Eolo ricorre più volte nella mitologia greca, anche se con caratteristiche e poteri differenti. Spesso è il re o il dio dei venti, responsabile del loro soffiare. Come re compare anche nell’Odissea di Omero, ma secondo altre fonti era figlio di Poseidone.

Nyx

Nyx, il cui nome viene tradotto anche con Notte, era una delle figlie di Caos, divinità primordiale. Dimorava nei cieli e anche Zeus, secondo il mito, sembrava averne timore. Era anche madre di Etere ed Emera, cioè la luce e il giorno, che avrebbe avuto dal fratello Erebo.

 

Iris

Iris (o Iride) era, nella mitologia, la personificazione dell’arcobaleno e svolgeva anch’essa compiti di messaggera degli dei. Figlia di Taumante (a sua volta figlio di Gea) ed Elettra (la ninfa dell’ambra), aveva per sorelle le tre terribili arpie. Mentre Ermes portava i messaggi propizi, lei portava quelli funesti.

Thanatos

Thanatos (o Tanato) è uno dei figli di Notte, fratello gemello dell’Ipno (dio del sonno) di cui parleremo a breve. Era la personificazione della morte e il suo governante, anche se raramente veniva rappresentato nel mondo greco. Era arrogante ed impulsivo, amante della violenza e del sangue.

 

Nemesi

Nemesi era figlia di Oceano e Notte (ma secondo alcuni, invece, dello stesso Zeus); fu posseduta comunque da Zeus e da lei nacque un uovo, da cui sarebbero sorti i Dioscuri ed Elena di Troia. Ad ogni modo, era una delle dee della giustizia, intenta soprattutto a punire i colpevoli di delitti irrisolti.

Selene

Selene e Endimione in un dipinto di Sebastiano Ricci
Selene è la titanide della Luna, figlia di Teia e Iperione e quindi sorella di Elio (il Sole) e Eos (l’Aurora). Era bella ma col viso pallido; spesso si trovava su un carro alato che inseguiva quello solare. Ebbe diversi amanti ma si innamorò in realtà solo del mortale Endimione: chiese a Zeus di tenerlo sempre giovane, e questi lo fece sprofondare in un sonno eterno.

 

Erinni

Le Erinni sono il corrispettivo delle Furie romane: nacquero forse dal sangue di Urano (fuoriuscito dopo l’evirazione di cui abbiamo parlato) oppure furono figlie della Notte. Si tratta di tre sorelle di nome Aletto, Megera e Tisifone; erano alate e con i capelli di serpente e avevano il compito di torturare gli assassini.

Estia

Figlia primogenita di Crono e Rea, Estia era la dea della casa e del focolare, corrispondente alla romana Vesta. Essendo vergine, non ebbe mai figli e rifiutò le proposte di Poseidone ed Apollo, che la volevano come sposa. Era molto venerata in Grecia, ma a causa della sua presenza in pochi miti è in genere oggi quasi dimenticata.

 

Tiche

Tiche era la dea della fortuna, che garantiva ad una città un destino favorevole e la floridezza. Nata dall’unione tra Teti e Oceano, aveva il compito di accompagnare tutti gli uomini durante la loro esistenza. Non era infatti tanto una dea del caso, quanto dell’inevitabile destino.

Ipno

Ipno e Thanatos in un dipinto di John William Waterhouse
Ipno e Thanatos in un dipinto di John William Waterhouse

Ipno, o Hypnos, era il dio del sonno che abbiamo già citato in alcune occasioni nelle righe precedenti. Era figlio di Nyx e gemello di Thanatos. Il suo potere consisteva nella capacità di addormentare sia gli uomini che gli dei, tanto è vero che era in grado di addormentare perfino Zeus.

 

Ebe

Ebe era la dea della gioventù, figlia di Zeus e di Era. Anche se non sono sopravvissuti miti relativi a lei, era adorata dai greci che le dedicarono vari templi. Secondo alcune fonti – tra cui anche l’Odissea – fu sposa di Eracle.

Ecate

Ecate era a volte chiamata anche Zea ed era la dea dei demoni malvagi, dei fantasmi, dei morti e della negromanzia. La sua figura aveva un’origine pre-greca, ma fu poi inglobata nella mitologia ellenica. Era figlia di Asteria e madre di Scilla o, secondo altre fonti, di Circe e Medea.

 

E voi, quale divinità greca preferite?

 

Note e approfondimenti

[1] A questo link trovate un’interessante scheda riassuntiva dell’Università L’Orientale di Napoli.
[2] Per un semplice schema “ad albero genealogico” dei figli di Zeus cliccate qui.
[3] Quest’isola è vicina a Mykonos e presenta oggi un importante sito archeologico, molto visitato dai turisti.
[4] Un’interpretazione del mito in chiave “floreale” potete leggerla qui.
[5] Fu lei, d’altronde, a permettere il ritorno in patria dell’eroe greco. Dopo averlo a lungo protetto durante tutto il viaggio, lo trasformò infatti in un mendicante, in modo da farlo entrare ad Itaca senza troppi problemi. Poi suggerì a Penelope di spingere i Proci a sfidarsi per la sua mano. Infine, difese Ulisse proprio dai padri dei Proci, che volevano vendicarne la morte.
[6] A Corinto e nei suoi dintorni sorgevano anche importanti templi dedicati al dio.
[7] Qui si possono leggere i brani di Apollodoro e di Erodoto sulla questione.
[-] La foto della statua di Apollo è di Livioandronico2013 (via Wikimedia Commons).
[-] L’immagine invece della statua di Poseidone è stata scattata da Ricardo André Frantz (sempre via Wikimedia Commons).
[-] Il bassorilievo con Poseidone ed Atena è stato fotografato da Sailko.

 

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