Cinque importanti scrittori spagnoli contemporanei

Cinque grandi scrittori spagnoli contemporanei

 
Nonostante la globalizzazione e, soprattutto, la grande rapidità delle comunicazioni stiano avvicinando tra loro sempre più i vari popoli, è innegabile che nelle varie letterature nazionali permangano delle differenze piuttosto nette.

Tempo fa vi abbiamo, ad esempio, presentato alcuni giallisti svedesi, che hanno saputo portare all’interno di un genere consolidato uno stile freddo e algido tipico degli ambienti nordici. Qualcosa del genere, d’altro canto, accade più o meno ad ogni latitudine, con scrittori ovviamente dotati di una propria personalità ma influenzati dall’ambiente, dalla formazione e dalla cultura del loro paese.

La Spagna dopo Franco

Per questo motivo abbiamo pensato di proporvi una breve indagine sullo stato della letteratura spagnola contemporanea. E ci sembra un’indagine interessante perché la Spagna in questi ultimi trent’anni è cambiata molto, uscendo dalla lunga dittatura franchista e trasformandosi in una democrazia moderna e borghese, tra miracoli economici e improvvise crisi del mercato del lavoro.

I caratteri dei suoi narratori sono quindi vari e diversificati, ma in tutti ci sembra di cogliere alcune tendenze particolari. Cercheremo di evidenziarle man mano che vi presentiamo quelli che a nostro avviso sono cinque tra i più importanti scrittori spagnoli contemporanei.


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Juan Goytisolo

La coscienza critica della Spagna franchista

Juan Goytisolo, uno dei più importanti scrittori spagnoli contemporaneiLa storia della letteratura spagnola contemporanea, come abbiamo già cercato di mostrare, è legata alla storia politica del paese. Con la presa del potere di Francisco Franco nel 1939, infatti, ogni voce libera fu messa a tacere, come dimostra purtroppo la tragica fine di Federico García Lorca.

Anzi, anche se il regime col passare degli anni si aprì a nuove e più liberali politiche economiche, ammettendo anche una certa dialettica interna ed istituzionale, la censura agì con costanza fino all’ultimo. Impedendo la pubblicazione di libri sgraditi e costringendo molti all’emigrazione.

Da una nobile famiglia catalana

Uno di questi fu Juan Goytisolo, scrittore tutto sommato poco noto dalle nostre parti e tradotto a sprazzi da editori minori. Egli fu però un elemento fondamentale della presa di coscienza letteraria della Spagna.

Nato a Barcellona nel 1931, Goytisolo discendeva da una nobile famiglia catalana, di simpatie conservatrici (il padre fu imprigionato dai repubblicani). Ciononostante, la scoperta delle crudeltà perpetrate da alcuni suoi avi lo portò su posizioni opposte, aderendo giovanissimo al Partito Comunista.

In esilio a Parigi

Appena laureato in legge pubblicò il suo primo romanzo, Juegos de manos, ma già nel 1956 fu costretto a trasferirsi a Parigi a causa della sua ferma opposizione al franchismo. Qui si sarebbe sposato con una scrittrice francese, Monique Lange, e avrebbe pubblicato tutti i suoi successivi romanzi, accomunati dal venir presto proibiti in Spagna.

In essi infatti rivolge un duro atto d’accusa contro l’idea di una nazione monolitica messa in piedi da Franco e da molti altri prima di lui, affermando invece il carattere multietnico e multiculturale della storia della penisola iberica.

Tra i suoi romanzi tradotti in italiano si segnalano Paesaggi dopo la battaglia, scritto nel 1982, Esiliato di qua e di là e Oltre il sipario.

Señas de identidad
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Esiliato di qua e di là.
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Paisajes después de la batalla
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Manuel Vázquez Montalbán

L’ex galeotto socialista che creò Pepe Carvalho

Manuel Vázquez Montalbán, uno dei migliori scrittori spagnoli, purtroppo prematuramente scomparsoCome anticipato, la letteratura ma più in generale tutta la società spagnola è stata protagonista, nell’ultimo trentennio, di un vero e proprio risveglio. Un risveglio che è stato portato avanti da alcuni scrittori ancora in vita, ma anche da un narratore purtroppo prematuramente scomparso, Manuel Vázquez Montalbán.

Nato a Barcellona nel 1939, Vázquez Montalbán era figlio di un militante socialista che passò vari anni in carcere. Una sorte che sarebbe toccata anche a lui negli anni ’60 a causa delle idee antifranchiste. Proprio in carcere cominciò a scrivere e, una volta uscito, grazie alle abilità acquisite trovò lavoro come giornalista.

Il suo detective privato

Dopo alcune prove nel campo della poesia, nei primi anni ’70 passò alla narrativa, dando vita al personaggio del detective privato Pepe Carvalho che gli avrebbe dato fama internazionale. Si trattava di un cinico investigatore catalano, nato alla fine della Guerra civile ed ex militante di sinistra (proprio come Vázquez Montalbán). L’uomo campava grazie a indagini su infedeltà coniugali ma ogni tanto poteva mettere il suo fiuto al servizio di casi più interessanti, mantenendo comunque sempre un basso profilo.

Il personaggio è stato protagonista di 18 romanzi e numerosi racconti, scritti fino all’infarto che nel 2003, a 64 anni, si è portato via il suo creatore. Le sue indagini più celebri, comunque, sono raccontate in Assassinio al Comitato Centrale, in cui il giallo si mescola con una disamina del ruolo della sinistra spagnola durante il franchismo e dopo la sua caduta, e in Il centravanti è stato assassinato verso sera.

Grande spazio, in questi e negli altri romanzi, trovano inoltre le ricette tipiche della cucina catalana e spagnola, a causa della mai nascosta passione di Vázquez Montalbán per la gastronomia.

I mari del Sud
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Tatuaggio
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Carvalho indaga
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Arturo Pérez-Reverte

L’inviato di guerra trasformato in narratore

Arturo Pérez-Reverte, ex giornalista ora scrittoreAppartenente a un’altra generazione che non aveva vissuto neppure nell’infanzia gli anni della guerra civile è invece Arturo Pérez-Reverte, nato nel 1951 a Cartagena, nel sud-est del paese. Uno scrittore che, anche se estraneo allo scontro tra franchisti e repubblicani, la guerra ha imparato a conoscerla comunque, cercando di raccontarla in giro per il mondo.

Ex reporter formatosi sugli scenari di guerra di Cipro, delle Falkland, dell’Iraq e di Sarajevo, Pérez-Reverte ha infatti usato tutta quest’esperienza nella stesura del suo primo libro, L’ussaro, ambientato durante le guerre napoleoniche. È stato però col successivo Il maestro di scherma che ha cominciato ad essere tradotto anche all’estero.


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Sempre ambientata nel passato, e in particolare nel ‘600, è anche la saga dedicata al capitano Diego Alatriste, il suo eroe più famoso (portato in Italia da Salani e Tropea). In generale però negli anni Pérez-Reverte ha saputo creare un proprio stile che fonde accuratezza storica ed elementi del romanzo thriller, sfruttando anche una nuova tendenza fatta scaturire dal successo internazionale de Il nome della rosa.

Amato dal cinema

La sua prosa che risente della formazione giornalistica, un generale pessimismo sul destino dell’uomo e il suo appoggiare spesso posizioni anticonformiste hanno reso i suoi libri molto appetibili anche per il cinema. Il club Dumas ha fornito ad esempio a Roman Polanski il soggetto per il film La nona porta. Dalla saga di Alatriste è stata invece tratta la pellicola spagnola Il destino di un guerriero.

La corposa ricerca storica che sta dietro a molti suoi libri gli ha permesso di ottenere infine importanti riconoscimenti accademici. Nel 2003 è diventato membro della Real Accademia Spagnola della Lingua, mentre già nel 1998 in Francia gli era stato assegnato l’Ordine delle Arti e delle Lettere.

 

Javier Marías

Lo scrittore così bravo da diventare re

Javier Marías al tavolo da lavoroClasse 1951 è anche Javier Marías Franco, che a differenza degli scrittori che abbiamo citato finora non è però catalano o originario di zone lontane dal centro castigliano, ma nativo di Madrid. È anzi esponente di una famiglia importante, essendo nipote del cineasta Jess Franco (specialista di cult movie di serie B) e figlio di un filosofo allievo di José Ortega y Gasset. Un uomo che tra l’altro fu per qualche anno espulso dalla Spagna per i suoi insegnamenti antifranchisti.

Da giovanissimo si formò lavorando sul set di alcuni film dello zio, ma dopo la laurea in Filologia inglese si trasferì prima ad Oxford e poi in Massachusetts a insegnare spagnolo.

L’esordio anche grazie a una fuga a Parigi

Nel frattempo pubblicava, giovanissimo, i suoi primi romanzi. Quello d’esordio lo scrisse a 17 anni durante una fuga a Parigi, ma i suoi più importanti capolavori arrivarono a partire dagli anni ’80, dopo vari anni passati a tradurre libri dall’inglese.

Proprio l’attività come traduttore risulta fondamentale nei lavori di questo periodo, visto che il protagonista di questi romanzi è spesso un letterato che lavora come interprete, rinunciando di fatto alla propria vera voce. In particolare hanno grande successo L’uomo sentimentale, Tutte le anime e Un cuore così bianco, oggi nel catalogo di Einaudi.

Tutte le anime, inoltre, è diventato un caso letterario anche per una questione politica. La lettura del romanzo, che contiene al suo interno una descrizione di John Gawsworth, spinse il re di Redonda – un microstato delle Antille in cui da tempo regnano da una serie di letterati britannici, tra cui in passato lo stesso Gawsworth – ad abdicare proprio in favore di Marías. Questi è salito sul “trono” da allora e ha concesso titoli nobiliari a intellettuali come Francis Ford Coppola, Pedro Almodóvar, Alice Munro e perfino il nostro Umberto Eco, nominato Duca dell’isola del giorno prima.

Vite scritte
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Berta Isla
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Domani nella battaglia pensa
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Carlos Ruiz Zafón

Lo spagnolo più venduto in libreria

Carlos Ruiz Zafón, forse il più famoso tra gli scrittori spagnoli contemporaneiDi tutti gli importanti nomi che abbiamo presentato finora, alcuni sono noti al grande pubblico – quello di Vázquez Montalbán, per dirne uno, è stato d’ispirazione anche ad Andrea Camilleri nella creazione del suo più celebre personaggio – ma di nessuno si può dire che sia quello di un autore di clamorosi bestseller. Apprezzati, stimati e spesso più che dignitosamente venduti, ma non certo in grado di successi planetari, forse perché troppo intellettuali o troppo legati alla storia spagnola.

Il nome con cui chiudiamo, però, è al contrario uno di quelli che negli ultimi anni hanno smosso le classifiche di tutto il globo, regalando fama all’autore anche nel nostro paese: quello di Carlos Ruiz Zafón.

Dai libri per ragazzi a quelli per adulti

Nato anch’egli a Barcellona ma nel 1964, ha esordito come autore di libri per ragazzi, passando agli adulti nel 2002 con L’ombra del vento. Ovvero quello che è a tutt’oggi il suo più grande successo, capace di vendere più di 8 milioni di copie nel mondo, 1,5 delle quali solo in Italia. Il romanzo, come spesso accade anche coi suoi libri successivi, oscilla tra la nostalgia, il mistero, le atmosfere noir e l’amore per i libri e le persone, raccontando la Barcellona della Guerra civile e degli anni ’40.

Il grande successo di questo esordio – che noi stessi abbiamo consigliato come un libro adatto anche ai più giovani – ha portato in Italia alla pubblicazione anche dei suoi volumi precedenti, destinati in origine ai ragazzi, oltre che a nuovi romanzi. Tra questi, Il gioco dell’angelo e Il prigioniero del cielo. Oltre che in Spagna, dove collabora pure con vari quotidiani, Zafón risiede da anni anche in California.

L'ombra del vento
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Il gioco dell'angelo
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Il prigioniero del cielo
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