Cinque indimenticabili cattivi dei cartoni animati televisivi

Cinque memorabili cattivi dei cartoni animati televisivi

Ogni eroe ha bisogno di sicuro della sua spalla, del suo sparring partner. Ma più di tutto ogni eroe ha bisogno del suo antagonista, del cattivo di turno contro cui scontrarsi e trionfare. È così dai tempi di Omero e – nonostante l’arrivo degli antieroi e dei villain che si redimono – sarà così ancora per molto tempo.

Il difficile è creare questi antagonisti per i prodotti destinati ai bambini. Perché se in una storia per adulti si può calcare la mano sui tratti negativi, in una per i più piccoli bisogna stare attenti alla quantità di violenza e di cattiveria che si mettono in campo. Bisogna cioè riuscire a creare personaggi abbastanza crudeli da spingere a fare il tifo per l’eroe ma anche abbastanza simpatici da non disgustare il pubblico.

Per questo, oggi vogliamo ricordare assieme a voi cinque cattivi dei cartoni animati della TV. Cattivi che sono entrati nella memoria collettiva, grazie alla loro ambigua capacità di incutere timore ma anche di simpatia.

 

Bruto

L’antagonista di Braccio di Ferro che mira a Olivia

Il suo nome ha avuto molte varianti sia in italiano che in inglese, ma la fisionomia e il brutto carattere di Bruto sono noti senza grandi variazioni fin dal 1933. In quell’anno fece infatti la sua comparsa nei cartoni animati di Braccio di Ferro prodotti dallo studio Fleischer, lo stesso che realizzava Betty Boop e Superman.

Bruto fu creato da Elzie Crisler Segar sulle pagine di The Thimble Theatre, la stessa striscia in cui comparivano Braccio di Ferro e Olivia, ma divenne popolare grazie ai corti animati degli anni ’30. E mentre nei fumetti compariva in maniera sporadica, nei cartoni era la spalla ideale. Lo schema fisso lo vedeva quasi sempre avventarsi su Olivia e poi scontrarsi con Popeye. Questi veniva sconfitto in una zuffa, ma si rifaceva dopo la comparsa del solito barattolo di spinaci (anche questa una novità della serie animata).

Al di là della trama più o meno sempre uguale, Bruto era un marinaio dal fisico imponente e dalla barba ispida. Il suo fare era aggressivo e spiccio e tendeva ad usare i modi bruschi sia con gli uomini che con le donne. Anche per questo, divenne in breve tempo l’archetipo animato dell’uomo brutale.

Il marinaio rimase infine popolare pure nei decenni successivi, in particolare tra gli anni ’50 e i ’70, quando i vecchi cartoni vennero trasmessi con continuità dalle emittenti TV.

 

Wile E. Coyote

Lo sfortunato cacciatore di Beep Beep

Come noterete presto, la nostra cinquina va in direzione opposta rispetto alla produzione dei cartoni americani. Se, infatti, tutti i principali studios avevano i loro animali antropomorfi (dal Topolino e Paperino della Disney ai Bugs Bunny e Daffy Duck della Warner), per quanto riguarda i cattivi bisognava abbandonare gli animaletti – troppo simpatici – e passare agli esseri umani.

Non che non mancassero gli antagonisti nel gruppo degli animali con sembianze umane. Gambadilegno era un cattivo coi fiocchi, così come Bugs Bunny e Tom avevano una personalità non certo buona. Ma questi cattivi o non comparivano con sufficiente regolarità, o erano personaggi così complessi da non sembrare dei villain. L’unico vero animale protagonista e cattivo, anche se sfortunato e per questo molto simpatico, è stato Wile E. Coyote. Egli comparve in una serie di corti che, a partire dal 1949, lo videro contrapposto al veloce Beep Beep.

Creato da Chuck Jones, una delle leggende dei cartoon americani, è un coyote ricco di inventiva che fa di tutto per catturare e mangiare un Road Runner (e non uno struzzo). Per farlo, spesso utilizza armamentari e arnesi prodotti dalla ACME (A Company that Makes Everything). I suoi tentativi però si scontrano sempre con l’estrema velocità della preda, tanto è vero che ogni assalto finisce tragicamente per il coyote, che spesso precipita in una gola.

Il personaggio è comparso in 45 corti prodotti negli anni ’50 e ’60 all’interno delle serie Looney Tunes e Merrie Melodies, ma è diventato popolare grazie alle repliche televisive.

 

Gargamella

Lo stregone nemico dei Puffi

Dei Puffi e della loro importanza nel mondo del fumetto belga abbiamo già scritto altrove, ma non abbiamo avuto modo di soffermarci finora su Gargamella, il loro principale nemico sia nei fumetti sia, con più continuità, nei cartoni.

Creato da Peyo nel 1959, è comparso in varie avventure dei Puffi, rendendosi responsabile della creazione di Puffetta, inviata nel villaggio per portare scompiglio ma poi integrata nello status quo. La grande fama mondiale è però arrivata con la serie di cartoni prodotti dalla Hanna & Barbera per la NBC. In quella serie Gargamella era uno dei protagonisti più frequenti. Anche per questo, gli vennero affiancati nel corso degli anni nuovi personaggi come l’apprendista Lenticchia, il mago Baldassarre o la piccola Denisa.


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Comprimario sia nei fumetti che nei cartoni era invece il gatto Birba (in originale chiamato col più suggestivo nome di Azraël), maschio in origine e femmina nella versione italiana. Il felino collaborava con Gargamella nel tentativo di catturare gli esserini blu.

Dal canto suo, quest’ultimo era un mago potente anche se imbranato e destinato al fallimento, vera pecora nera di una famiglia di grandi stregoni. La sua mania era quella di riuscire a catturare i Puffi, obiettivo per il quale elaborava numerosi piani. La vera motivazione che stava dietro a tutto questo, però, non era sempre chiara, visto che è cambiata nel corso degli anni: all’inizio gli servivano per una formula alchemica; altre volte sembrava volerli mangiare; negli ultimi due film, infine, affermava di volerne succhiare l’essenza, capace di dargli una sorta di superpotere magico.

 

Skeletor

Il terribile avversario di He-Man

Finora i personaggi che abbiamo presentato sono sì cattivi, ma fanno paura fino a un certo punto. Sono infatti destinati a rimanere sempre sconfitti dall’eroe e risultano perfino comici nella loro ostinata lotta contro le forze del bene. Skeletor, il principale antagonista dell’He-Man de I dominatori dell’Universo, è invece un cattivo quasi da adulti, di quelli che incutono timore e riverenza.

Creato nel 1981 dalla Mattel come personaggio di un gruppo di giocattoli fantasy che solo poi, a scopo promozionale, sarebbero diventati protagonisti di un cartone animato, Skeletor è un essere dalla non meglio chiarita identità. Il suo fisico è infatti umano ma al posto del volto ha un teschio giallo. La sua essenza pare essere inoltre demoniaca.


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Nella prima serie, quella degli anni ’80 e destinata ad un pubblico di bambini, il “cattivo” era però un antagonista abbastanza classico, infido e circondato da aiutanti ottusi. Infatti rimaneva sempre sconfitto nei suoi vari tentativi di conquistare il castello di Grayskull, obiettivo che lui riteneva decisivo per carpire antichi segreti magici e poter così governare Eternia.

Nelle serie seguenti e in alcuni fumetti inediti in Italia, però, il personaggio diventava ancora più minaccioso ed inquietante. Nella prima e più celebre sequenza di cartoni animati usava a volte una pantera viola che faceva da contraltare al felino usato da He-Man, la tigre verde Battle-Cat.

 

Montgomery Burns

Il ricco capo di Homer Simpson

Di nuovo crudele fino all’eccesso, ma stavolta con intenti parodistici, è Montgomery Burns, uno dei più celebri comprimari de I Simpson, in cui compare fin dal primo episodio. Anziano (l’età più spesso riportata è 104 anni) proprietario della centrale nucleare di Springfield, è un personaggio privo di scrupoli, che passa sopra a qualsiasi persona o dettame morale pur di accrescere il proprio impero.

Vive in una grande villa protetto dai suoi feroci cani (e da una serie di altri animali molto fantasiosi) ed è assistito da Waylon Smithers, segretario innamorato lui. Parodia del capitalismo rampante e decadente, vive quasi per miracolo visto che sembra essere affetto da tutte le malattie esistenti. Inoltre non ha alcuna forza fisica (viene abbattuto perfino dalle formiche), tanto è vero che ogni settimana deve sottoporsi a un intervento chirurgico per sopravvivere per altri sette giorni.


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Nonostante questo, la sua verve negli affari è fuor di dubbio e dimostra grande vitalità anche quando è costretto a confrontarsi con Homer o gli altri Simpson. Simpson dei quali, però, dimentica tutte le informazioni ad ogni puntata, tanto è vero che Homer, più volte licenziato, continua a lavorare come addetto alla sicurezza della centrale.

Alcune puntate ci hanno fatto conoscere anche dei particolari del suo passato. Soldato durante la Seconda guerra mondiale, nacque nel territorio dell’Impero Austro-Ungarico, visto che quando si mette a cantare l’inno americano si confonde e canta quello della scomparsa madrepatria.

 

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