Gli anni ’80 sono un decennio di cui noi (e non solo noi) ci siamo occupati spesso: in quegli anni, infatti, vari elementi del vivere collettivo – dalla TV all’elettronica, dalla moda ai sistemi politici – vissero una netta svolta che, nel bene e nel male, ha portato fino a noi, e quindi è inevitabile ricorrere con la mente a quel periodo per trovare in esso le radici dell’oggi.

Anche dal punto di vista più prosaico del cinema e delle mode, quel decennio fu fondamentale sotto diversi aspetti. In genere, il sistema hollywoodiano, forte dell’esperienza maturata sul finire del decennio precedente, iniziò a seguire in maniera sempre più decisa le tendenze giovanili, producendo sequel e remake, cavalcando il merchandising e i generi di nuova introduzione, sfruttando fino all’inverosimile le formule che sembravano funzionare, dall’horror alla commedia scolastica.


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Uno dei generi di maggior fortuna, così, divenne rapidamente quello del film di ballo. Il successo de La febbre del sabato sera nel 1977 e Grease nel 1978, entrambi interpretati da John Travolta, aveva aperto la strada a pellicole in cui al centro della scena ci fossero le nuove generazioni di aspiranti ballerini, che fossero ancora dei liceali che si preparavano al ballo di fine anno o degli assidui frequentatori di discoteche più o meno evolute. Ma quali sono i film di ballo che segnarono quel decennio? Ecco i cinque che abbiamo scelto.

 

Saranno famosi

Si entra negli anni ’80

Saranno famosi, il film del 1980 che ha ispirato serie TV e remakeIl film di danza che aprì quel decennio fu, forse, quello che riuscì anche ad influenzarlo più in profondità: stiamo parlando di Saranno famosi, pellicola di Alan Parker uscita nel 1980. Scritto da Christopher Gore, con numerosi apporti dello stesso regista – che ha poi lavorato su altri musical importanti come Pink Floyd – The Wall, The Commitments e Evita –, il film racconta vari anni di vita di alcuni studenti della High School of Performing Arts di New York, un prestigioso istituto che forma attori, ballerini e musicisti.

Il film si aggiudicò due Oscar (entrambi a Michael Gore, autore della colonna sonora e della celebre canzone Fame, ma non imparentato con l’omonimo sceneggiatore) e segnò un’epoca, spingendo moltissimi ragazzi a fare richiesta di ammissione in scuole di questo tipo e diventando la prima fonte di ispirazione per i talent show che sarebbero comparsi qualche anno più tardi. Un successo che ha portato anche alla nascita quasi immediata di una seguitissima serie TV (trasmessa tra il 1982 e il 1987, e spesso replicata anche in Italia), di un musical a Broadway e di un recente remake.

 

Flashdance

Ballare come Jennifer Beals (o chi per essa)

Flashdance, con Jennifer BealsSaranno famosi era un film in cui il ballo era ben presente, anche se non era l’unico talento artistico ad essere portato sullo schermo; in Flashdance, invece, la danza la faceva finalmente da padrona, rubando la scena a tutto il resto. D’altronde era già passato qualche anno: il film di Adrian Lyne (poi regista di 9 settimane e ½, Attrazione fatale e Proposta indecente) uscì infatti nel 1983, quando il ballo iniziava a conquistarsi sempre maggiore spazio anche all’interno dei primi videoclip musicali; e proprio “un insieme raffazzonato di clip rock” fu la definizione che i critici coniarono per la pellicola alla sua prima uscita, stroncandola gelidamente e candidandola perfino ai Razzie Awards per la peggiore sceneggiatura dell’anno.

Di sicuro Flashdance non aveva nella trama il suo punto forte, visto che in molti punti appariva scontata e irreale; ma aveva una forza nelle scene di ballo che non poteva lasciare indifferenti, e che infatti con l’andare del tempo finì per convincere tutti. Protagonista era una giovanissima Jennifer Beals, che però, com’è abbastanza noto, veniva sostituita da una serie di controfigure (tra cui anche un ballerino maschio) durante le scene di danza. Grazie alle canzoni-traino What a Feeling di Irene Cara (scritta anche da Giorgio Moroder e vincitrice dell’Oscar) e Maniac di Michael Sembello, il film entrò rapidamente nel mito ed è ancora oggi uno dei più noti del suo genere.

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Footloose

Kevin Bacon e il ballo scolastico

Footloose, film che lanciò la carriera di Kevin BaconL’essenza del rock – almeno di quello vero e proprio – è sempre stata quella di essere un tipo di musica ribelle, che si scaglia contro il perbenismo e le convenzioni, che offende il pudore e cambia il modo di vedere le cose. È forse anche per questo che la sua epopea è stata spesso attraversata da cantanti o performer dai mille problemi, che morivano troppo giovani o finivano in carcere; e il ballo, nella sua versione più scatenata e moderna, ha sicuramente introiettato questi elementi di ribellione e scandalo, tanto è vero che – solo per fare un esempio – la cosa che più colpì di Elvis Presley alla sua comparsa nelle scene non furono tanto le sue canzoni, quanto piuttosto la mossa dell’anca.

Footloose, film datato 1984, giocava le sue carte proprio sulle reazioni bigotte e preoccupate che il rock e il ballo riuscivano a procurare nelle persone di una certa età: il protagonista, Ren McCormack, era infatti un ragazzo di Chicago che si trasferiva in una cittadina in cui la musica era stata vietata in seguito a un drammatico incidente, riuscendo però a riportarvi la voglia di ballare. Interpretato da un cast composto da giovani di belle speranze – oltre al protagonista Kevin Bacon bisogna menzionare anche Lori Singer, già interprete del serial di Saranno famosi, Chris Penn e Sarah Jessica Parker – e attori navigati, il film ebbe un successo clamoroso dovuto anche in questo caso soprattutto alle scene di ballo e alle musiche trascinanti; non per nulla, il brano Footloose di Kenny Loggins ottenne una nomination agli Oscar.

 

Il sole a mezzanotte

Venti di guerra fredda sulla pista da ballo

Il sole a mezzanotte, perla poco notaI film che abbiamo presentato finora, e più in generale quasi tutti i film di ballo comparsi sulla scena dagli anni ’80 in poi, hanno basato gran parte del loro successo sugli adolescenti, a cui si rivolgevano spesso direttamente e di cui esaltavano i sogni di gloria; non è un caso, infatti, che molte di queste pellicole abbiano un’ambientazione scolastica. Diverso è però il caso de Il sole a mezzanotte, film forse poco noto in Italia ma molto interessante diretto nel 1985 da Taylor Hackford, già regista di Ufficiale e gentiluomo e successivamene de L’ultima eclissi, L’avvocato del diavolo e Rapimento e riscatto.

La pellicola, infatti, mescolava ballo e thriller, innestandosi all’interno di quel filone di film sulla guerra fredda che la presidenza di Reagan aveva rilanciato ma che stava per esaurirsi a breve: il protagonista era infatti un ballerino russo scappato in America (interpretato dal vero ballerino Michail Baryšnikov, che ha vissuto un’esperienza simile) che però, a causa di un problema del suo aereo, si ritrovava proprio in Unione Sovietica e veniva costretto a prepararsi – assieme a un esule statunitense interpretato da un altro reale ballerino, Gregory Hines – per un’esibizione a Leningrado. I due però preparavano segretamente un piano di fuga, mentre di giorno si esercitavano sulle note di canzoni famose (tra cui la Say You, Say Me di Lionel Richie che conquistò l’Oscar). Nel cast anche Isabella Rossellini ed Helen Mirren, che qualche anno dopo avrebbe sposato proprio il regista di questa pellicola.

 

Dirty Dancing – Balli proibiti

Record all’home video

Dirty Dancing, forse il più famoso e amato tra i film di ballo degli anni '80Concludiamo con un film immancabile, quello che forse col passare degli anni ha perso meno del suo smalto: Dirty Dancing, la pellicola del 1987 che, lanciata con un budget ridottissimo e con attori tutti di secondo piano, riuscì a battere vari record dell’home video e a far incassare complessivamente alla casa di produzione la bellezza di 214 milioni di dollari. Un successo che si deve ancora una volta all’idea di giocare sull’aspetto più sensuale e proibito del ballo, ambientando la pellicola nei primi anni ’60 ma spostando il tutto al di fuori di una scuola e rendendo più “corposa”, se così si può dire, la storia d’amore principale.

I due ruoli principali, come ricorderete, sono quelli del maestro di danza Johnny Castle, interpretato dal compianto Patrick Swayze (che proprio in seguito a questo film vide decollare le sue quotazioni a Hollywood), e della giovane Frances “Baby” Houseman, interpretata da Jennifer Grey, che però non si è mai riuscita a scrollare di dosso quella parte; alla regia, invece, Emile Ardolino, autore anche di Sister Act ma troppo presto strappato al mondo del cinema a causa dell’AIDS. Anche qui, parte del successo è dovuto alle musiche – in particolare alla canzone (I’ve Had) The Time of My Life – ma pure ad alcune battute particolarmente riuscite, come la celebre «Nessuno può mettere Baby in un angolo».

 

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