Cinque indimenticabili partite della Juventus di Marcello Lippi

Marcello Lippi con la Coppa dei Campioni conquistata dalla sua Juventus nel 1996

 
Quando si parla della Juventus degli ultimi anni, quella di Antonio Conte prima e Massimiliano Allegri poi, molto spesso la si paragona e la si confronta con la Juventus di Marcello Lippi. Una squadra di cui lo stesso Conte è stato uno degli elementi fondamentali.

A unire le due formazioni, oltre ai successi conseguiti in patria, pare essere soprattutto lo spirito operaio con cui vengono affrontate le partite. Uno spirito che porta i giocatori anche di grande qualità a sacrificarsi in favore del gruppo, a correre dietro ad ogni pallone, a mettere in campo una mentalità vincente che va perfino oltre i limiti calcistici di ognuno.

La Juve di Lippi: una potenza europea

Certo, non ci sono solo analogie tra le due squadre: a differenza di quella di oggi, la Juve di Lippi non vinse solo in Italia ma anche in Europa. E soprattutto riuscì a surclassare alcune delle più prestigiose potenze continentali del periodo, anche se raccolse meno, in termini di trofei, di quanto sarebbe stato lecito aspettarsi. Alla fine della corsa si contavano infatti tre finali di Champions League perse, due delle quali in maniera inaspettata.

In attesa che i bianconeri (o qualche altra squadra italiana) sappiano presto, speriamo, rinverdire i fasti del calcio nostrano, ricordiamo intanto le cinque più memorabili partite della Juventus di Marcello Lippi.

 

Juventus – Fiorentina 3-2

La grande rimonta del dicembre 1994

Il decennio a cavallo tra la fine degli anni ’80 e i primi anni ’90 non fu felice per la Juventus. Dopo la fine del ciclo di Trapattoni e Platini, si alternarono sulla panchina bianconera diversi allenatori. Alcuni erano personaggi spumeggianti come Gigi Maifredi, altri solidi veterani come Dino Zoff o lo stesso Trap, ritornato dopo l’esperienza all’Inter.

Nonostante qualche successo anche in campo internazionale, la squadra non riuscì però ad imporsi in Italia. Per tutto quel periodo cedette il passo soprattutto al Milan di Sacchi e Capello, ma anche al Napoli, all’Inter e alla Sampdoria. Tutto cambiò nel 1994, quando proprio dal Napoli arrivò il giovane Marcello Lippi, che all’epoca pareva un sosia di Paul Newman ma che seppe portare subito la sua squadra – rinforzata dagli arrivi di Paulo Sousa, Didier Dechamps e Ciro Ferrara – a lottare per le prime posizioni.

L’avvio in campionato fu discreto ma non travolgente. La Juve vinse proprio a Napoli e superò il Milan, ma non andò oltre lo 0-0 in casa con l’Inter e soprattutto perse a Foggia. Il 4 dicembre la classifica era guidata dal Parma di Zola, seguito dalla Juve e subito dopo dalla sorprendente Fiorentina, neopromossa trascinata da Batistuta e Rui Costa.

Contro la squadra di Claudio Ranieri

Proprio i viola allenati da Claudio Ranieri quel giorno fecero visita al Delle Alpi, portandosi nel primo tempo sul 2-0 grazie alle reti di Baiano e Carbone. Nella ripresa, dopo il discorso di Lippi in spogliatoio, la Juve però rinacque. Vialli segnò una doppietta attorno alla mezz’ora e, a tre minuti dal termine, Del Piero siglò, con uno dei suoi gol più belli, il definitivo sorpasso.

I bianconeri superarono il Parma in classifica la domenica successiva. La squadra di Nevio Scala fu infatti bloccata sullo 0-0 dal Genoa mentre la Juve batté la Lazio con un memorabile 4-3. Consolidò poi il primato a gennaio, quando andò a vincere direttamente a Parma.

 

Juventus – Ajax 1-1 (5-3 d.c.r.)

La vittoria della Champions League a Roma nel 1996

Il 1995 si concluse in maniera straordinaria per la Juventus. La squadra di Lippi si aggiudicò trionfalmente lo scudetto e la Coppa Italia, anche se perse la finale di Coppa Uefa contro i rivali del Parma. L’anno successivo il team entrò così di diritto nella Champions League in cui, all’epoca, c’era già la formula a gironi ma a cui partecipavano solo i vincitori dei rispettivi campionati. La formazione era sostanzialmente la stessa, a parte la cessione eccellente di Roberto Baggio per far spazio all’astro nascente di Alessandro Del Piero. Erano arrivati inoltre Pessotto, Jugovic e Vierchowod.

Nel girone la squadra di Lippi superò agilmente il Borussia Dortmund, la Steaua Bucarest e i Rangers di Glasgow, trovando però l’ostico Real Madrid nei quarti di finale. L’andata al Santiago Bernabeu finì infatti 1-0 per i più esperti madrileni, ma nel ritorno a Torino Del Piero e Padovano ribaltarono la situazione, portando i bianconeri in semifinale.


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Lì il Nantes fu regolato facilmente e così il 22 maggio 1996 la Juventus si presentò all’Olimpico di Roma per giocarsi quasi in casa la finale contro l’Ajax. Gli olandesi di Louis van Gaal erano i detentori della coppa, strappata l’anno prima al Milan di Capello, e in quella stagione si erano già aggiudicati la Coppa Intercontinentale e la Supercoppa Europea. Erano inoltre prossimi alla conquista del terzo scudetto consecutivo. D’altronde, potevano schierare campioni come Van der Sar, i fratelli de Boer, Davids, Kanu, Litmanen e un giovane Kluivert.

La partita si mise subito bene grazie al gol d’astuzia di Fabrizio Ravanelli al 13′. Una corta respinta di Peruzzi, però, permise a Litmanen di pareggiare già nel primo tempo. Il risultato non si schiodò più dall’1-1, nonostante anche una ghiotta occasione per Del Piero nel finale. Ai rigori, per la Juve segnarono Ferrara, Pessotto, Padovano e Jugovic, mentre tra gli olandesi sbagliarono Davids e Silooy.

 

Paris Saint-Germain – Juventus 1-6

Il trionfo al Parco dei Principi nell’andata della Supercoppa del ’97

Andiamo avanti di un’altra stagione, in quel triennio di successi in cui la Juventus sembrava a tratti quasi imbattibile. Nell’estate del ’96 i cambiamenti non furono pochi. Vialli e Ravanelli emigrarono in Inghilterra e Paulo Sousa passò al Borussia Dortmund. Arrivarono però Montero, Boksic, un giovanissimo Christian Vieri e soprattutto Zinedine Zidane, destinato a prendere in mano le redini del gioco bianconero.

Di quello che la squadra fece in campionato parleremo a breve. Qui concentriamoci un attimo sul versante europeo ed internazionale. Nel novembre del ’96, volati a Tokyo, i bianconeri conquistarono la Coppa Intercontinentale contro il River Plate di Francescoli.


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In Champions proseguirono per varie partite dando l’impressione di essere insuperabili. Si liberarono infatti facilmente di Manchester United, Fenerbahçe, Rapid Vienna, Rosenborg e, in semifinale, lo stesso Ajax ormai senza molti dei suoi pezzi pregiati, venduti durante l’estate. La finale col Borussia Dortmund pieno di ex juventini (Kohler, Reuter, Paulo Sousa, Möller) fu però un passo falso difficile da dimenticare.

Nella Supercoppa Europea, comunque, giocata tra gennaio e febbraio in andata e ritorno, gli juventini si tolsero qualche soddisfazione. All’andata, in particolare, al Parco dei Principi contro il PSG di N’Gotty, Raí, Dely Valdés e Leonardo gli italiani s’imposero addirittura per 6-1 grazie alla doppietta di Padovano e ai gol di Porrini, Ferrara, Lombardo e Amoruso. Nella partita di ritorno – giocata a Palermo – la Juve poi confermò la sua supremazia grazie a un 3-1 firmato da una doppietta di Del Piero e dal gol a tempo scaduto di Vieri.

 

Milan – Juventus 1-6

Lo storico trionfo di Lippi contro i rossoneri nel campionato del ’97

Dopo lo scudetto del 1995, nel 1996 la Juventus non riuscì a ripetersi. In campionato fu superata infatti dall’ultimo Milan di Capello, allenatore che di lì a poco si sarebbe imbarcato nell’avventura col Real Madrid. Il ’97, però, complice anche l’allargamento della rosa e il parallelo calo delle avversarie più storiche, segnò il ritorno della Juve sulla vetta della classifica italiana.

Il principale antagonista fu il Parma del giovane Ancelotti, che chiuse a solo due punti di distanza dai bianconeri. Anche l’Inter si dimostrò in crescita, crescita che sarebbe stata ulteriormente incrementata dall’arrivo di Ronaldo nell’estate successiva.

La brutta annata dei campioni in carica

Il Milan campione in carica visse dal canto suo una stagione nerissima. L’arrivo in panchina di Oscar Washington Tabarez non diede i risultati sperati e anche il ritorno di Sacchi a metà stagione non raddrizzò l’annata. Tanto che i rossoneri chiusero con solo 6 punti di vantaggio sulla zona retrocessione.

Il girone d’andata vide i rossoneri pareggiare 0-0 a Torino, ma nel successivo aprile la compagine milanista attraversò il suo periodo peggiore. In quella fase venne umiliata in casa dalla Juve e poi perse sonoramente il derby con l’Inter. Nella gara con i bianconeri erano in campo campioni come Baresi (che si sarebbe ritirato a fine anno), Maldini, Savicevic, Desailly, Boban e, nel secondo tempo, pure l’ex Roberto Baggio. Ciò non servì ad evitare la goleada juventina, con doppiette di Jugovic e Vieri e gol di Zidane su rigore e Amoruso.

 

Juventus – Real Madrid 3-1

La partita perfetta di Pavel Nedved nella Champions League del 2003

Dopo un altro anno – il 1997/98 – ai vertici in Italia (scudetto) e in Europa (finale di Champions), il 1998/99 fu drammatico. Dopo un avvio tutto sommato discreto, Alessandro Del Piero si infortunò a Udine e la squadra andò in crisi, precipitando rapidamente in classifica. Proprio per questo motivo, nel febbraio del ’99 Lippi rassegnò le dimissioni e fu sostituito dall’ex rivale Ancelotti.

L’allenatore viareggino rimase però fermo solo pochi mesi, accettando in estate la corte di Massimo Moratti e passando all’Inter. A Milano rimase una stagione e qualche partita della seconda ma non riuscì ad incidere, soprattutto a causa dell’infortunio di Ronaldo e dei problemi che sorsero nello spogliatoio.

Ancelotti dal canto suo alla Juve collezionò due secondi posti. Così nel 2001 i bianconeri decisero di riassumere Lippi, che sarebbe rimasto su quella panchina per un triennio prima di passare alla Nazionale. In quei mesi conquistò due scudetti ed un’altra finale di Champions, persa ai rigori contro il Milan a Manchester.

Contro i galácticos

Tra tutte le partite di questa seconda fase lippiana, la più bella ed esaltante fu probabilmente la gara di ritorno della semifinale di Champions giocata il 14 maggio 2003 a Torino contro il Real Madrid. La squadra spagnola era quella dei galácticos in cui giocavano Zidane, Figo, Ronaldo, Raúl, Casillas e Roberto Carlos, campioni d’Europa e del mondo in carica e futuri campioni di Spagna. Infatti a Madrid i blancos riuscirono ad imporsi per 2-1.

A Torino, però, la Juventus ribaltò il risultato grazie ad una gara straordinaria di Pavel Nedved. Segnarono Trezeguet, Del Piero e dello stesso ceco che però, ammonito e diffidato, fu costretto a saltare la tanto agognata finale. Si consolò però col Pallone d’oro assegnatogli pochi mesi dopo.

 

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