Per le generazioni cresciute dalla fine degli anni ’70 in poi, i cartoni animati rappresentano un pezzo dell’infanzia. Che siano rimasti affezionati alla televisione o se ne siano distanziati, che abbiano compiuto studi di altissimo livello o si siano accontentati di un percorso normale, appena sentono le note iniziali della canzone del loro cartone del cuore, subito tendono a ritornare bambini. E ad associare i ricordi della loro infanzia a quella particolare scena o a quella particolare puntata.

La TV ha plasmato i ricordi e le menti dei bambini di allora così tanto che spesso perfino gli sport praticati nell’infanzia dipendevano da quelle trasmissioni. I giovani calciatori sognavano di diventare forti come Holly Hutton o Mark Lenders, le piccole pallavoliste di emulare Mila Hazuki o Mimì Ayuhara, i cestisti si ispiravano a Hanamichi Sakuragi, le speranze del baseball a Tom Brandell. Insomma, ognuno aveva il suo modello o il suo mito. Un mito che veniva cementato, spesso, dalle sigle iniziali, canzoni dalla melodia semplice ma accattivante, che si fissavano nella memoria.


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Queste melodie vengono ricordate e, in qualche caso, cantate ancora oggi, a venti o trent’anni di distanza. Cristina D’Avena, una delle interpreti più celebri all’epoca, non a caso continua a tenere concerti in tutta Italia, cavalcando l’effetto nostalgico. E in passato anche noi abbiamo rispolverato alcune canzoni che hanno fatto la storia dei cartoni animati degli anni ’80. Voi, però, ci avete chiesto di allargare la rassegna al decennio successivo. E allora, ecco le più memorabili sigle di cartoni animati degli anni ’90.

 

I Cavalieri dello Zodiaco

Da Massimo Dorati a Giorgio Vanni

Partiamo dall’inizio del decennio, e in particolare dal 26 marzo 1990. In quella data, sulla Odeon TV di Calisto Tanzi, fece la sua prima comparsa l’anime I Cavalieri dello Zodiaco, realizzato in Giappone attorno alla metà del decennio precedente ma ancora inedito nel nostro paese. Ad accompagnarlo c’era una sigla scritta e cantata da Massimo Dorati, che avrebbe introdotto tutti i primi 52 episodi. Successivamente, altre sigle si sarebbero alternate, alcune ancora scritte da Dorati (Il ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco), altre da Alessandra Valeri Manera, Max Longhi e Giorgio Vanni (la I Cavalieri dello Zodiaco usata da Mediaset). Inoltre l’edizione in home video della Yamato utilizza una traduzione italiana della sigla originale giapponese, cantata da Giacinto Livia.


Dorati, scomparso prematuramente poco più di tre anni fa, è stato un musicista e un importante autore televisivo. Nella sua carriera ha collaborato a trasmissioni come Karaoke, Buona Domenica, Festivalbar, Scherzi a parte, La sai l’ultima?, Io canto e Colorado. Giorgio Vanni, il cantante della versione Mediaset, ha invece alle spalle un percorso più tradizionale nel campo della musica, con una lunga collaborazione con Miguel Bosè negli anni ’80. Proprio nel decennio successivo è poi passato alla TV, scrivendo e cantando alcune delle sigle più importanti degli ultimi vent’anni, come quelle di Dragon Ball, Pokémon, Rossana, Naruto, One Piece, Detective Conan ed altri ancora.

 

Calimero

La versione di Cristina D’Avena riutilizzata a La prova del cuoco

Calimero è l’unico personaggio italiano della nostra cinquina, e una delle leggende della nostra animazione. Il piccolo pulcino nero fu infatti creato da Carlo Peroni per un Carosello dei fratelli Pagot nel 1963, e da allora è stato protagonista di varie serie a cartoni animati. Quella che apparve sui teleschermi degli italiani negli anni ’90 era il frutto di una collaborazione con il Giappone, e a dire la verità neppure la prima. Il primo anime di Calimero era infatti stato prodotto negli anni ’70 e trasmesso nel nostro paese da Rai 1. Questo secondo, invece, arrivò in Italia nel 1995 grazie alle reti Mediaset. Infine esiste una terza e recentissima coproduzione italo-franco-nipponica che è stata mandata in onda a partire dal 2014 dalla Rai e da Disney Junior.


Il cartone degli anni ’90, oltre a tener fede al personaggio e alle sue esclamazioni tipiche, presentava una canzone iniziale diventata celebre. Era scritta per il testo da Alessandra Valeri Manera e per la musica da Franco Fasano, mentre a cantarla era Cristina D’Avena. A collaborare al successo della canzone fu, negli anni successivi, anche il suo utilizzo all’interno della trasmissione Rai La prova del cuoco, dove è stata ribattezzata Calimero Dance.

 

Batman

Un eroe dark con la sigla scritta da Alessandra Valeri Manera e Ninni Carucci

Sempre ai primi anni ’90 risale anche la bella serie animata di Batman, prodotta negli Stati Uniti dalla Warner Bros e trasmessa nel nostro paese da Canale 5. Creato sulla scia del successo dei film di Tim Burton, il cartone riusciva a far convivere le atmosfere dark che tanto andavano di moda in quegli anni con un gusto e uno stile anni ’30. Inoltre, una certa dose di ironia e un segno semplice ma affascinante lo rendevano perfetto anche per il pubblico giovanile, in un equilibrio qualitativo che difficilmente è stato raggiunto da altre serie a cartoni tratte dai fumetti.


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La sigla per la versione italiana era scritta ancora una volta da Alessandra Valeri Manera per il testo e da Ninni Carucci per la musica. A cantarla era invece la solita Cristina D’Avena. Mentre abbastanza nota è la carriera della Valeri Manera e della D’Avena, forse potreste non conoscere quella di Carucci. Il musicista, classe 1942, è però uno dei più grandi compositori di sigle dei cartoni Mediaset. A lui si devono – a volte da solo e a volte in collaborazione con altri autori – anche le canzoni iniziali di serie come Occhi di gatto, Mila e Shiro, due cuori nella pallavolo, Ti voglio bene Denver, Scuola di polizia, Lupin, l’incorreggibile Lupin, È quasi magia, Johnny, Nadia – Il mistero della pietra azzurra ed altri ancora.

 

Sailor Moon

Cinque sigle per cinque serie

Era firmata dal trio composto da Alessandra Valeri Maniera, Ninni Carucci e Cristina D’Avena anche la prima sigla di Sailor Moon, uno degli anime di maggior successo degli anni ’90. Lanciato in Italia il 21 febbraio 1995 su Canale 5, il serial cercava di raccogliere anche da noi l’enorme successo che i personaggi avevano avuto in Giappone. Un risultato raggiunto abbastanza facilmente, che ha portato a 5 diverse serie a cartoni animati (per un totale di più di 200 episodi), 3 film, 2 cortometraggi e 3 speciali TV.

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Come detto, a lavorare alla prima sigla – intitolata semplicemente Sailor Moon – era stato un team molto affiatato, autore di numerose altre canzoni per Mediaset. Gli stessi tre firmarono anche la seconda e la terza sigla, rispettivamente intitolate Sailor Moon, la luna splende e Sailor Moon e il cristallo del cuore. Le canzoni che hanno accompagnato le ultime due serie, invece, sono state sempre cantate da Cristina D’Avena e scritte, per quanto riguarda il testo, da Alessandra Valeri Manera, ma la musica è stata invece composta da Piero Cassano, tastierista dei Matia Bazar.

 

Piccoli problemi di cuore

La storia d’amore di Miki e Yū

Concludiamo con Piccoli problemi di cuore, un anime che ha fatto la sua prima comparsa in Italia nel gennaio 1997, venendo trasmesso prima da Canale 5 e poi da Italia 1. Si trattava di un cartone tipicamente femminile tratto da un shōjo manga intitolato Marmalade Boy, che sarebbe stato tradotto poco dopo il lancio della serie TV. La storia segue le vicissitudini di Miki, una ragazza di 16 anni che viene sconvolta dal divorzio dei genitori e soprattutto dalle nuove relazioni che i due imbastiscono con un’altra coppia (e col loro figlio, Yū).

L’anime presenta 76 episodi divisi in due stagioni, anche se nel nostro paese ne sono andati in onda solo 63. Il motivo di queste mancanze, e anche dei numerosi tagli impartiti all’originale giapponese, è molto complesso. Per anni, infatti, Piccoli problemi di cuore è stata considerata la serie più censurata da Mediaset, che, come saprete, spesso non ci va leggera con gli adattamenti. In questo caso, però, i cambiamenti sono stati operati col consenso dei creatori nipponici, al fine di rendere appetibile a un pubblico di giovani italiani una serie che coinvolgeva temi anche scabrosi. Per quanto riguarda la sigla, è stata scritta da Alessandra Valeri Manera e Franco Fasano e cantata da Cristina D’Avena.

 

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