Budapest è una città molto particolare, perché particolare è la sua storia. Metropoli moderna e popolosa eppure saldamente ancorata al passato, signorile e allo stesso tempo proiettata in avanti, manifesta un po’ ovunque i segni del suo passato. Nata ufficialmente alla fine dell’Ottocento dall’unione tra Buda, Óbuda e Pest, è stata fondata dai celti, dominata dai romani, occupata dagli ungheresi.

Invaso prima dai mongoli e poi dai turchi, il sito in cui si sarebbe sviluppata l’odierna Budapest ha trovato pace solo verso la fine del ‘600, quando fu riconquistato dagli Asburgo d’Austria. Una pace relativa, però, perché gli ungheresi non hanno mai vissuto con piacere il dominio dei cugini austriaci. Memori del loro glorioso passato e di una cultura e una lingua diverse da quelle tedesche, per secoli hanno chiesto autonomia. L’hanno ottenuta solo con la Prima guerra mondiale, perdendo però gran parte del territorio.

La storia recente tra nazismo e comunismo

Poi è arrivato lo spettro del nazismo, appoggiato, qui, dal Partito delle Croci Frecciate e in parte dall’ammiraglio Horthy. Al dramma della guerra, seguì però poi il dramma del comunismo, imposto in buona parte dall’esterno. Nel 1956 Budapest ritornò brevemente il centro del mondo durante la rivolta contro i russi, che però finì male per gli ungheresi.

La città è rinata dopo il crollo del comunismo, negli ultimi venticinque anni. Anzi, per certi versi è stata la capofila della crescita economica dell’est europeo, con ottimi risultati. Ma negli ultimi tempi la crisi economica si è fatta sentire, e questo ha riportato alla luce vecchi spettri.

Il capo del governo, Viktor Orbán, ha radicalizzato negli ultimi anni le sue posizioni, passando da una politica liberale ad una più populista. E hanno fatto scalpore alcune sue forti prese di posizione contro gli immigrati.


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Oggi Budapest è una città bellissima, meta di buona parte del turismo internazionale che si dirige verso l’est Europa. Ma allo stesso tempo una città inquieta, che, dopo l’ingresso nell’Unione Europea, ha ricominciato però a guardare ad est (e cioè a Putin) e a chiudersi in se stessa. Per un turista, sia chiaro, ha tantissimo da offrire, a prezzi anche abbastanza abbordabili. Ma la sua indole orgogliosa continua a riemergere, di tanto in tanto.

Visto che a grandi linee ve l’abbiamo già presentata in altri nostri precedenti articoli, oggi vogliamo avvicinarci a Budapest soprattutto dal punto di vista culturale. E quindi esplorarne i musei principali. Come vedrete, in alcuni casi si tratta di istituzioni classiche. Ma in altri, nei musei più giovani, si può trovare qualcosa di inconsueto.

 

Museo Nazionale Ungherese

Pezzi di storia del paese

La facciata del Museo Nazionale Ungherese di Budapest (foto di Jarita via Flickr)
La facciata del Museo Nazionale Ungherese di Budapest (foto di Jarita via Flickr)

Il primo e più famoso museo di Budapest è probabilmente il Museo Nazionale Ungherese (in lingua locale, Magyar Nemzeti Múzeum). Fondato nel 1802 grazie alla donazione della collezione di un nobile locale, si è allargato molto nel corso dei decenni. Oggi ospita manufatti ed elementi della storia ungherese che vanno dall’XI fino al XX secolo.

Molti i reperti prestigiosi. Ad esempio, si segnala il Mantello dell’incoronazione, a cui è dedicata una sala apposita. Donato da Santo Stefano d’Ungheria nell’XI secolo, fu rifoggiato nel XIII secolo con ricami in fili d’oro e perle. Le altre insegne reali, come lo scettro e la corona d’oro, furono ritrovate dagli americani durante la Seconda guerra mondiale e portate negli USA. Conservate per vari anni a Fort Knox, sono state ridonate all’Ungheria nel 1978. Oggi queste ultime sono esposte al Parlamento.

I vari reperti storici

Tra gli oggetti delle altre sale si segnalano corone, decorazioni funerarie, vasi, armi, monete, ritratti anche prestigiosi. Tra manoscritti, banchi di chiese d’epoca e armature si prosegue lungo i secoli, fino ad arrivare ai reperti delle guerre mondiali.

Particolarmente significativa è anche l’immagine esteriore del museo. L’edificio è infatti stato edificato in stile neoclassico verso la metà del XIX secolo da Mihály Pollack, uno dei maggiori architetti della sua epoca. D’altronde, il neoclassico trovò proprio nell’Impero Austro-Ungarico grandi possibilità di espansione, perché era una forma d’arte che ben si sposava con l’ideologia che in quegli anni dominava alla corte degli Asburgo. Inoltre attorno al museo si estendono dei bei giardini, con statue dei personaggi più influenti della storia ungherese.

 

Museo di Belle Arti

La grande pittura del Medioevo e del Rinascimento

La sala dedicata al Rinascimento del Museo di Belle Arti, uno dei musei di Budapest più belli (foto di KovacsDaniel via Wikimedia Commons)
La sala dedicata al Rinascimento del Museo di Belle Arti, uno dei musei di Budapest più belli (foto di KovacsDaniel via Wikimedia Commons)

Se i reperti storici vi interessano poco ed amate invece l’arte, la vostra meta non potrà che essere il Museo di Belle Arti. Chiamato in lingua locale Szépművészeti Múzeum, sorge su un lato di Piazza degli Eroi, forse la più bella di Budapest. Qui troverete, tra l’altro, anche il Monumento del Millennio, dedicato agli eroi della storia ungherese. E a chiudere la piazza sull’altro lato, infine, un altro museo artistico, la Galleria d’arte Műcsarnok, dedicata alle opere contemporanee.

Per quanto riguarda il Museo di Belle Arti, esso ha una facciata che può a prima vista ricordare quella del Museo Nazionale Ungherese. In realtà lo stile è il medesimo – il neoclassico – ma l’epoca è diversa. Questo museo fu infatti edificato nel 1906 in stile eclettico-neoclassico da Albert Schickedanz e Fülöp Herzog. Di per sé però la collezione si era già formata tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800. E anzi con i moti del 1848 si era notevolmente ampliata.

Le raccolte

Oggi ospita una mole notevole di opere, sia per numero che per importanza. Questo fa sì che sia divenuto, nel tempo, uno dei maggiori musei europei. Le raccolte sono divise in sei sezioni: antichità egizie, antichità greco-romane, maestri medievali e rinascimentali, scultura medievale e rinascimentale, Ottocento e Novecento, disegni e stampe.

Tra le opere principali si segnalano i ritratti realizzati da Raffaello, Tiziano, Tintoretto, Rubens, Giorgione e molti altri. Inoltre sono ben rappresentate la scuola spagnola (Velázquez, Ribera, El Greco, Goya) e quella fiamminga (Bruegel il Vecchio, van Dyck, Rembrandt e altri).

 

Museo Storico di Budapest

Dentro al Castello

Il Museo Storico di Budapest, noto anche come Museo del Castello

Ritorniamo sul versante storico con il Museo Storico di Budapest, che ha sede presso lo storico Castello di Buda. Anche per questo è chiamato Museo Castello, mentre in ungherese il suo nome è Budapesti Történeti Múzeum. E come il nome lascia intuire, mentre il primo museo della nostra lista si focalizzava sulla storia ungherese, questo si concentra sulla sola capitale.

Nonostante il castello sia stato danneggiato durante la Seconda guerra mondiale, i lavori che hanno portato alla realizzazione dell’attuale museo hanno permesso di riscoprire elementi antichi e storici di notevole interesse. All’interno troverete mobili, vestiti, libri, strumenti di vario genere che riflettono la vita dei secoli passati sia a Buda che a Óbuda e Pest. In particolare, molto spazio è lasciato alla storia che va dal Medioevo ai secoli più recenti.

La bellezza dell’edificio

L’aspetto più rilevante, però, è l’edificio in sé. Il castello colpisce infatti già dall’esterno, tanto da essere inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco. Anche all’interno – complice l’equilibrato e bell’allestimento – si vive però una bella esperienza. Particolarmente suggestive, infine, sono le stanze medievali, rinvenute in anni relativamente recenti.

 

Museo dell’Olocausto

In un’ex sinagoga

Il muro delle vittime al Museo dell'Olocausto di Budapest (foto di Takkk via Wikimedia Commons)
Il muro delle vittime al Museo dell’Olocausto di Budapest (foto di Takkk via Wikimedia Commons)

Budapest è sempre stata una città multireligiosa. Qui ancora oggi il cattolicesimo è la confessione più diffusa, ma la percentuale di fedeli, stando ai censimenti, non supera il 50% della popolazione. Anche in tempi passati, nell’Ottocento, si ritenevano cattolici non più dei due terzi degli abitanti di Budapest. Per il resto, erano presenti varie minoranze degne di nota. Ad esempio, in funzione antiasburgica si erano diffusi calvinismo e luteranesimo. E poi erano presenti molti ebrei.

A fine ‘800 essi rappresentavano quasi il 20% della popolazione della capitale ungherese. Numericamente, si era attorno alle 75.000 persone. In pratica qui viveva una delle comunità più corpose d’Europa. Anche per questo la città fu duramente colpita dall’Olocausto, e si stima che circa un terzo degli ebrei locali abbia trovato la morte nei campi di sterminio. E se anche oggi in città vivono meno di 10.000 ebrei, Budapest è rimasta la capitale europea con la maggior comunità israelitica.


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Non deve stupire, quindi, la presenza di un Museo dell’Olocausto particolarmente curato e suggestivo. Il nome in ungherese è Holokauszt Emlékközpont e sorge in Páva utca, non distante dal Danubio e dal Museo d’Arte Applicata (se avete tempo, fateci un salto). In realtà si tratta di un’ex sinagoga costruita negli anni ’20 del ‘900, trasformata in memoriale per gli ebrei di Budapest. In questa forma è stata aperta al pubblico nel 2004, grazie anche al lavoro dell’architetto István Mányi.

La cosa particolare è che la struttura dell’edificio è stata resa volutamente asimmetrica. L’intento, infatti, era quello di simboleggiare la distorsione del tempo e della ragione avvenute durante l’Olocausto. L’atmosfera, all’interno, risulta quindi molto particolare. Anche perché la mostra principale è ospitata nei sotterranei. Inoltre, ci sono periodicamente delle mostre momentanee piuttosto interessanti.

 

Museo Casa del Terrore

Il ricordo dei regimi totalitari

Il suggestivo esterno della Casa del Terrore a Budapest (foto di DanielWessel via Wikimedia Commons)
Il suggestivo esterno della Casa del Terrore a Budapest (foto di DanielWessel via Wikimedia Commons)

Concludiamo il nostro percorso dei musei di Budapest con quello più particolare e strano. Già il nome è molto originale, perché non è certo comune entrare in una “Casa del Terrore” (se si escludono i Luna Park, ovviamente). Ma questo edificio non ha nulla a che fare con lo spavento delle giostre per bambini. A incutere paura sono invece i regimi totalitari che in questo palazzo avevano i loro più terribili simboli.

L’edificio sorge al numero 60 di Andrássy út, il viale più bello e famoso della città, che conduce fino a Piazza degli Eroi. Questo nome, in realtà, gli è stato ridato nel 1990, dopo la fine del comunismo. In precedenza era divenuto, infatti, prima Sztálin út (in onore di Stalin), poi Magyar Ifjúság útja (in onore dei rivoltosi del 1956) e infine Népköztársaság út (viale della Repubblica Popolare) per volere dei russi. È stato tra l’altro inserito qualche anno fa anch’esso nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’Unesco.

La sede della polizia politica nazista e comunista

L’edificio che ospita il museo fu costruito nel 1880, al momento dell’apertura della via. Divenne tristemente noto in città perché ospitò la Casa della Lealtà, cioè il quartier generale prima della polizia politica nazista e poi di quella comunista. Per questo motivo, a partire dai primi anni Duemila si è lavorato per trasformarlo in un memoriale delle vittime di quei due regimi.

Nelle sue varie sale, infatti, si è cercato di ricreare l’atmosfera oppressiva di quegli anni, anche tramite musiche e luci. Dentro si trovano documenti che ricordano l’epoca del Partito delle Croci Frecciate e della ÁVH (il corrispettivo ungherese del KGB). Si possono inoltre visitare anche le celle in cui venivano detenuti i prigionieri politici.

 

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