Cinque interessanti riviste di cinema italiane

Cinque interessanti riviste di cinema

Il cinema è un’arte visiva, certo; anzi, che più visiva non si può. Eppure fin dalla sua nascita il cinema è stato anche un’arte discussa, analizzata, studiata tramite la parola scritta.

Celebre è il caso dei Cahiers du cinéma, la rivista francese che dal 1951 portò avanti – prima al mondo – una nuova critica votata al riconoscimento degli autori che stavano dietro a un’opera cinematografica e che, soprattutto, seppe sfornare i principali registi della Nouvelle Vague francese, da François Truffaut a Jean-Luc Godard, da Claude Chabrol a Eric Rohmer.

Ma molte sono anche le riviste che in Italia hanno saputo negli anni parlare di cinema, incoronando i successi di alcuni registi e accompagnando i gusti degli spettatori.

Oggi il panorama è molto frastagliato: di fianco a riviste più popolari – che si interessano soprattutto di cinema hollywoodiano e di grosse produzioni italiane, pur non disdegnando un taglio critico – ce ne sono altre che cercano di prestare attenzione al cinema d’autore o a generi molto specifici che a volte vengono ignorati dalle riviste generaliste.

Cerchiamo di fare insieme il punto della situazione segnalandovi cinque interessanti riviste di cinema italiane.

La Nouvelle Vague
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Nouvelle vague. Forme, motivi,
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La Nouvelle Vague : Portrait
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1. Segnocinema

Per non creare differenze tra cinque giornali che, spesso molto differenti tra loro, risultano tutti per motivi diversi molto interessanti, abbiamo deciso di ordinare la nostra cinquina sulla base della “anzianità di servizio”, cioè della data di fondazione delle varie riviste.

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E Segnocinema, tra quelle che abbiamo scelto, è in effetti la rivista con la storia più lunga alle spalle: fondata nel 1981 dai componenti del Cineforum di Vicenza, è attualmente diretta da Paolo Cherchi Usai, un critico e storico del cinema che è tra l’altro tra i fondatori delle Giornate del Cinema Muto di Pordenone.

Un bimestrale dai molti volti

Una delle recenti copertine di Segnocinema, la più storica tra le riviste di cinemaEdita bimestralmente, ospita in ogni numero una sezione di saggi ed interventi di teoria cinematografica, spesso incorporando le tendenze più innovative della critica mondiale, a cui seguono uno speciale che approfondisce un determinato tema1 e poi le schede dei film del bimestre e una sezione dedicata ai Festival.

Inoltre particolarmente azzeccate sono le rubriche, come SplitSegno, in cui due critici si confrontano, l’uno attaccando e l’altro difendendo un determinato film, più altre riservate al sonoro, ai corti e agli attori.

Trovarla in edicola è abbastanza complesso. Più facile reperirla nelle librerie che hanno una sezione dedicata al cinema o acquistarla direttamente via abbonamento2.

L'ultimo spettatore. Sulla
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La storia del cinema in 1000
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David Wark Griffith. Ediz.
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2. Ciak

Molto più popolare e venduta è invece Ciak che, con Best Movie, rappresenta il pezzo forte a livello di tirature della nostra cinquina.

Una delle recenti copertine di CiakFondata nel 1985 e storicamente di proprietà della Mondadori, la rivista è tra l’altro recentemente passata di mano, in un’operazione che ha destato qualche perplessità, venendo venduta alla Visibilia srl di Daniela Santanché, senza però che per il momento questo comportasse dei cambiamenti di rotta della rivista.

Direttrice storica è Piera Detassis, giornalista da anni specializzata nel cinema italiano e in quello “al femminile”, che ha saputo ritagliare nel mensile anche uno spazio riservato alla critica di qualità.

Il giornale si segnala per la buona commistione tra un’ottica più leggera e legata allo star system e un’attenzione invece per il cinema d’autore.

Il mensile dei Ciak d’Oro

Simbolo di quest’unione sono i Ciak d’Oro, premi che la rivista assegna annualmente, sulla base di un sondaggio tra i propri lettori (e, per le categorie tecniche, del giudizio di alcuni esperti), alle migliori espressioni del cinema italiano.

Questi premi sono stati assegnati, solo nelle ultime edizioni, a personaggi del calibro di Paolo Sorrentino, Matteo Garrone, Giuseppe Tornatore, Nanni Moretti, Paolo Virzì, Mario Martone, Toni Servillo, Elio Germano, Kim Rossi Stuart, Valeria Bruni Tedeschi, Margherita Buy, Valeria Golino ed altri.

Dal punto di vista dei contenuti, la rivista offre interviste, recensioni, rubriche di svago (come la parodia di Stefano Disegni in ultima pagina) ma soprattutto anticipazioni sulle nuove uscite cinematografiche, con anche numeri speciali quasi interamente dedicati all’argomento.

Bellissimi : generazioni di
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Daniele Vicari
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Conversation Piece: A Film
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3. Nocturno

Di tutt’altra tipologia è invece Nocturno, una rivista fondata come fanzine nel 1994 da Manlio Gomarasca e Davide Pulici.

Una delle recenti copertine di Nocturno

Si tratta infatti di un mensile completamente dedicato al cinema di genere, cioè all’horror, al poliziesco, all’erotico, all’hard, al western e alla fantascienza, cioè a tutti quei film che normalmente etichettiamo di serie-B.

Nei primi anni di vita la rivista era dedicata esclusivamente al panorama italiano, e questo ha permesso di dare per la prima volta spazio ai lavori di registi come Ruggero Deodato, Lucio Fulci, Fernando Di Leo, Dario Argento, Umberto Lenzi, Mario Bava e altri.

Col tempo il giornale è diventato quindi un punto di riferimento del settore, grazie anche a un’impronta sempre meno amatoriale e sempre più professionale. Non a caso, nel giro di qualche anno la rivista è passata da trimestrale a mensile e soprattutto ha tentato la via dell’edicola tramite la grande distribuzione.

Le varie sezioni tematiche

Il cambio di rotta editoriale è stato accompagnato da un ampliamento degli argomenti trattati, che toccavano ora anche il cinema americano e venivano corredati anche dal lancio di varie VHS prima e DVD poi, dedicati ai film di culto e a documentari sui loro più grandi interpreti.

Edita a Pozzo d’Adda, in provincia di Milano, dalla Cinema Bis Communication, oggi la rivista si trova direttamente in edicola o si può acquistare tramite abbonamento3.

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È strutturata in una serie di sezioni tematiche come Insala, con le recensioni dei film in uscita, Cinetv, che si occupa di B-movie sul piccolo schermo e serie televisive, Cinescifi, sulla fantascienza, Cineaction, sui film d’azione, Cineasia, sul cinema orientale, Cinesex, sull’erotismo al cinema, e infine Cinefest, dedicato ai vari Festival internazionali.

Alla rivista è inoltre affiancato di tanto in tanto lo speciale Nocturno Dossier, di carattere monotematico. L’ultimo uscito, quest’estate, era dedicato al tema degli “alieni cattivi”.

Monnezza amore mio
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99 donne
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Nocturno Cinema n. 123 - Dossier
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4. Best Movie

Ritorniamo nel filone delle riviste a grande tiratura con Best Movie, stampata dal 2002 per i tipi della Editoriale Duesse, prima in formato gratuito e distribuita esclusivamente nei cinema, poi come rivista vera e propria con una buona diffusione in edicola.

Una delle recenti copertine di Best Movie

Diretto da Vito Sinopoli, il giornale offre una panoramica piuttosto esaustiva delle uscite cinematografiche, prestando grande attenzione alle produzioni più importanti come quelle hollywoodiane e curando in particolare le anticipazioni, le news e il gossip che arrivano da quel mondo.

Ogni numero presenta una cover story, in genere legata al film del mese o a un divo del momento, un focus su un argomento che lega varie nuove uscite e una serie di approfondimenti su alcuni protagonisti (attori, attrici e registi) del mese sul grande schermo.

Poi si passa alle recensioni e alle anticipazioni sia cinematografiche che, recentemente, televisive, alla presentazione dei DVD in uscita e a varie interviste.

Web e nuovi media

Inoltre da tempo il gruppo editoriale sta puntando sul web e sui nuovi media. Oltre al sito ufficiale della rivista4, infatti, è stato creato un portale dedicato al rapporto tra bambini e cinema, Movie for Kids5, in cui i film vengono recensiti e catalogati tenendo proprio presente un pubblico di infanti, segnalando quindi ai genitori l’età più adatta per ogni pellicola.

Infine, la rivista è disponibile su iPad e iPhone anche tramite un’apposita app, mentre sul sito ufficiale vengono costantemente pubblicate news dal mondo del cinema.

Il target di riferimento è quindi principalmente quello dei giovani adulti in una fascia d’età compresa tra i 18 e i 34 anni, con un’attenzione particolare anche per legare il cinema ai social network, alla moda, alla tecnologia e alle tendenze del momento.

 

5. Duellanti

Concludiamo questo nostro articolo a spirale ritornando su una rivista indipendente e dal taglio critico e di approfondimento, Duellanti, che per la verità nell’ultimo periodo sta attraversando qualche problema editoriale visto che, come si legge nella relativa pagina Facebook6 (il sito ufficiale non è più aggiornato dal 2010), sta avvenendo un cambio di editore che ha ritardato l’arrivo in edicola e nelle librerie del nuovo numero.

Ad ogni modo, Duellanti ha alle spalle una storia importante. Nonostante sia ufficialmente l’ultima nata delle riviste che abbiamo presentato finora, dato che ha visto la luce nel 2003, in realtà affonda le proprie radici ben più in là, visto che nacque come nuova esperienza in seguito alla chiusura di [duel].

L’erede di [duel] fondato da Gianni Canova

La rivista, fondata nel 1993 da Max Stèfani (già deus ex machina, al tempo, de Il Mucchio Selvaggio) e Gianni Canova, chiuse proprio quell’anno.

Una delle recenti copertine di Duellanti

Canova – noto ai telespettatori per essere il critico principale di Sky Cinema, oltre che docente universitario e giornalista di buona fama (ha collaborato praticamente con tutti i principali quotidiani italiani) – è stato poi il principale fautore del rilancio della nuova testata.

Ha fatto così proseguire la linea editoriale che prevedeva che il giornale non si occupasse solo di cinema ma cercasse di allargare i propri interessi anche alle altre forme di comunicazione e agli altri media, partendo spesso dai film ma non limitandosi solo ai film.

Dopo l’abbandono di Canova nel 2010, direttore è diventato Marco Toscano, ma la rivista ha mantenuto la stessa impostazione.

Tra i giornalisti che in questi dieci anni di vita hanno scritto su Duellanti si segnalano Enrico Ghezzi, Antonio Costa, Morando Morandini, Paolo Mereghetti, Slavoj Zizek, David Bordwell e Kristin Thompson (autori di un celebre manuale di storia del cinema), Matteo Bittanti, Carlo Chatrian e Fabio Vittorini.

Ignorantocrazia: Perché in
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