Le creepypasta sono storielle piuttosto brevi pubblicate anonimamente su internet (spesso sul sito americano 4chan, nella sezione “storie paranormali” /x/) con il semplice scopo di spaventare il lettore. Vere e proprie leggende metropolitane nate sul web che con il tempo, in alcuni casi, sono assurte a veri e propri fenomeni di massa e che possono incarnare qualunque mezzo espressivo con potenziale virale nella rete: video di YouTube, foto, videogiochi, bambole e bambolotti, serial killer e mostri terrificanti. Storie che aspirano ad una spaventosa credibilità attraverso l’aggiunta di un comparto prove quali video, foto, trascrizioni di chat, commenti tratti da conversazioni sui forum e così via.

La storiella horror che diventa leggenda

Le creepypasta e i loro protagonisti, col tempo, sono proliferati assurgendo in certi casi a vere e proprie operette letterarie, racconti per non dormire, storielle dell’orrore da raccontare attorno a un fuoco. Altre volte sono divenute complesse e vastissime leggende metropolitane, in taluni casi considerate ancora oggi veritiere.

Questo è avvenuto attraverso la contaminazione di generi: da un lato pseudo prove scritte, dall’altro testimonianze completamente inventate, stralci di interviste, foto rubate o scattate ad hoc, fotomontaggi. Le creepypasta così, nonostante l’inconfondibile (ma non sempre) improbabilità che le contraddistingue, si sono guadagnate un’aurea di veridicità che ancora oggi le accompagna.


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Ma, sempre meglio essere chiari: si tratta in ogni caso di opere di fantasia. Magari tratte dalla realtà, ma comunque inventate di sana pianta con l’unico obiettivo di spaventare. Oggi ve ne descriverò cinque, quelle che ritengo tra le più famose in assoluto. Di alcune avrete sicuramente sentito parlare, altre forse le sentirete nominare per la prima volta. Ad ogni modo, ecco cinque creepypasta tra le più famose di sempre.

 

The Russian Sleep Experiment

Una storia di esperimenti sull’essere umano

The Russian Sleep ExperimentThe Russian Sleep Experiment è una creepypasta molto particolare, con riferimenti storici e dai risvolti (fanta)politici. Ritenuta vera da gran parte del pubblico del web, è una storia suggestiva sicuramente improbabile, ma non necessariamente campata in aria.

The Russian Sleep Experiment è la storia di un esperimento condotto in Russia attorno agli anni ’40 da cinque scienziati su altrettanti prigionieri politici. L’esperimento consisteva nel rinchiudere queste cavie in una camera a tenuta stagna e nel privarle del sonno (per un mese) attraverso un gas sperimentale. Per monitorare le cavie furono utilizzati dei microfoni e non delle videocamere, come sarebbe stato ai giorni nostri. L’esperimento portò a fenomeni di autolesionismo (a mani nude le cavie scavarono nei loro stessi corpi fino ad asportare muscoli e organi interni), a terribili episodi di follia e, infine, alla morte di tutti e cinque i prigionieri.

I deliri del totalitarismo

Che ci sia qualcosa di realistico in questa creepypasta è indubbio: gli esperimenti sull’essere umano compiuti dai governi totalitari (ad esempio da quello nazista durante la Seconda guerra mondiale) non sono certo un segreto. Ovviamente, come in tutti i racconti simili, l’obiettivo diventa poi quello di scuotere il lettore, perfino spaventarlo, se è possibile. Secondo me una creepypasta come The Russian Sleep Experiment, in questo, riesce alla perfezione.

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Smile.jpg

Probabilmente la più grande e inquietante leggenda metropolitana del web

Il cane di smile.jpgSmile.jpg (o smile.dog) è forse tra le prime – se non la prima – creepypasta circolata sul web. Risale agli anni ’90 e riguarda una misteriosa foto diffusa sui forum e le chat di quei tempi. Foto che ritrae un presunto cane in una stanza semibuia, illuminato dalla luce di un flash, che sorride. Al posto dei denti canini però, nella bocca del cane, ci sono bianchi e grandi denti umani. Alle spalle del cane vi è una mano che sembra far cenno a chi osserva la foto di avvicinarsi.

La smile.jpg ebbe effetti terribili su chiunque ebbe la sfortuna di guardarla, tra attacchi di epilessia, depressione, giramenti di testa e incubi.

Una catena virtuale

Stiamo parlando, quindi, dell’evoluzione di una tipologia di leggende metropolitane tra le più diffuse in assoluto: quella di video o foto maledetti diffusi tramite una “catena” virtuale di condivisioni. Ovviamente non c’è assolutamente nulla di veritiero in una creepypasta del genere, nonostante ci sia chi è ancora convinto del contrario.

Il fatto che la reale smile.jpg, la foto originale in grado di provocare effetti tanto terribili in chi l’osserva, sia praticamente introvabile la dice lunga. Al contrario, sul web, abbondano opere elaborate dai fan che cercano di ricostruirne l’essenza ma che, più che altro, vengono rese note per alimentare quella che probabilmente è la più grande e inquietante leggenda metropolitana nell’era di internet.

 

Suicide Mickey

Un terrificante fake video della Disney

Un fotogramma del fake video su TopolinoSuicide Mickey è un terrificante video di una decina di minuti con protagonista il famoso Topolino della Disney, Mickey Mouse. All’apparenza un cortometraggio animato degli anni ’30, è stato spacciato per un inedito ma la Disney lo ha sempre dichiarato un falso.


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Questo fantomatico video mostrerebbe Topolino mentre passeggia con sullo sfondo la tipica periferia residenziale americana e sul volto un’espressione afflitta. Per i primi tre minuti Topolino non fa altro che camminare accompagnato da una musica terribilmente assonante. Poi, dopo uno stacco a schermo nero di circa 3 minuti, il video riprende ma in maniera diversa. La musica assonante viene sostituita da una specie di lamento, un pianto prima mormorato, poi urlato, di cui è impossibile distinguere le parole.

La frase che indurrebbe al suicidio

Il volto del personaggio prima appare sorridente, poi lentamente inizia a cadere a pezzi mentre sullo sfondo le case diventano dei ruderi squallidi e deprimenti. In questo scenario da incubo un distorto e terrificante Topolino continua a camminare per poi cominciare a correre e infine cadere morto colpito da non si capisce quale arma affilata, mentre in sovraimpressione compare una frase in cirillico che, a quanto pare, spingerebbe al suicidio chiunque la legga.

Anche in questo caso siamo di fronte a un fake creato a regola d’arte. Un falso credibilissimo, considerata soprattutto la fama della Disney ed essendo a conoscenza dei molteplici messaggi subliminali e inquietanti sparsi nelle loro opere animate. Il fatto però che la versione originale del video non sia disponibile on-line, nonostante qualcuno affermi (erroneamente) si possa trovare semplicemente googlando, la dice lunga sulla veridicità dell’opera, disponibile in una versione perfettamente coincidente con quella descritta ma che nessun effetto malsano ha su chi decide di guardarlo. Io sconsiglio comunque la visione: si tratta di un video realmente inquietante e disturbante.

 

Slenderman

Il personaggio di una creepypasta più famoso in assoluto

Slenderman e le altre creepypasta più famose, tra eventi paranormali e webSlenderman è il personaggio di una creepypasta più famoso in assoluto, divenuto poi protagonista di videogiochi, racconti e persino di film. Un mostro, incarnazione moderna dell’orco, che vive nei boschi e rapisce soprattutto i bambini.

Fu creato da nel 2009 dall’artista Eric Knudsen (noto anche col nome di Victor Surge) e presentato per un concorso fotografico sul sito Something Awful. Il concorso prevedeva delle modifiche di foto reali con elementi inquietanti e spaventosi. Knudsen ideò questo uomo alto, vestito elegantemente, dalle braccia lunghissime e dal volto senza lineamenti e lo inserì nella foto di un parco giochi, insieme a vari bambini.

Un uomo nero 2.0

Uomo nero di ultima generazione, la figura di Slenderman ottenne così tanto successo da divenire solo in seguito protagonista di varie creepypasta e opere di fan art. Approdato poi nel mondo dei videogiochi, e dopo ancora in quella della fiction cinematografica, ha subito un destino simile a quello di personaggi mitici come il Mothman o il vampiro. Ovviamente però, proprio per la sua natura conclamata di “fiction”, è l’unico protagonista di creepypasta di cui è indubbia la falsità, talmente lontano dalla verosimiglianza da essere inaccettabile. E meno male: ci sono già troppe creature umane di cui siamo costretti a preoccuparci, nel mondo reale.

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Sindrome di Lavandonia

Tra le più famose creepypasta a tema ludico

Una sequenza dell'incriminato gioco dei PokémonLa Sindrome di Lavandonia è sicuramente tra le più famose creepypasta a tema ludico, legata al mondo dei videogiochi di Pokémon per il Game Boy della Nintendo, in particolar modo ai giochi Rosso e Blu (Verde, in Giappone). In questi due primi titoli della fortunata serie, i giocatori dovevano viaggiare per un mondo immaginario, di città in città, e catturare per poi allenare 151 Pokémon diversi, scontrandosi con altri giocatori e con le loro rispettive creature.

Tra le varie città da visitare, nelle versioni citate del noto gioco per console portatile, vi è quella di Lavandonia, una delle più piccole all’interno del gioco, una delle più insignificanti ma allo stesso tempo delle più importanti: a Lavandonia c’è infatti la famosa Torre Pokémon, una sorta di cimitero dei Pokémon passati. Insomma, si tratta di un posto inquietante e triste in un gioco allegro e spensierato, una nota forse addirittura stonata. Parlo di “nota” non a caso, perché la cosa più inquietante dell’intero “livello” del gioco è proprio la musica, funerea e ipnotica.

Una musica che induce la morte

Si dice che sia stato proprio a causa di quella musica originale che un ondata di suicidi coinvolse bambini tra i 7 e i 12 anni di età. Tutti videogiocatori, tutti capitati nella piccola città virtuale che dà il nome a questa creepypasta.

Per quanto sia ovviamente falsa, questa leggenda del web si rivela ben costruita e indicativa dei pericoli insiti nell’alienazione provocata da un’immersione totale in un mondo virtuale e fantastico come quello dei videogiochi. Tuttora c’è chi crede che una Sindrome di Lavandonia esista davvero, nonostante non ci sia traccia della musica originale (a quanto pare immediatamente sostituita dalla Nintendo dopo lo scandalo).

 

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