Cinque tra le più divertenti scuse per non andare a scuola

Cinque scuse che vi eviteranno (forse) di dover andare a scuola

Potevamo fare questo articolo qualche mese o settimana fa, quando la pressione delle verifiche si faceva più intensa. Ma non volevamo dare l’impressione di spingervi a stare a casa da scuola. A “bigiare”, “fare sega”, “bruciare”, “fare manca” o comunque si dica – al di là del desueto “marinare” – nella vostra zona il “salto” della scuola. Allo stesso tempo, però, pensavamo che sarebbe stato divertente elencare le scuse più fantasiose che sono giunte fino a noi, ammantate di leggenda, per giustificare un’assenza non casuale.


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Le scuse che troverete qui di seguito sono, quindi, più comiche che efficaci. È probabile che i vostri genitori ci si facciano una grassa risata e poi vi spediscano armi e bagagli verso l’istituto. E se non dovessero farlo, forse perché mossi a compassione per la vostra carente giustificazione, sappiate comunque che sarà difficile se non impossibile ottenere lo stesso effetto una seconda volta.

Intanto, però, fatevi pure due risate assieme a noi sulle cinque scuse più fantasiose mai esibite per saltare la scuola.

 

L’epidemia

Come sembrare coscienziosi anche quando si rimane a casa

Attenti ai germi!Se c’è una cosa a cui tutte le madri, di solito, fanno una grande attenzione è la salute dei loro figli. «Mettiti la sciarpa», «Asciugati bene i capelli prima di uscire», «Non sudare troppo» e così via sono alcune delle frasi più ricorrenti nel rapporto madre-figli. Questo può tornarvi utile. Potete infatti alimentare e sfruttare la fobia dei germi e delle malattie di vostra madre per starvene comodamente a letto invece di andare a scuola. Come fare? Basta un po’ di programmazione.

Prima di tutto, bisogna preparare il terreno. Nei giorni precedenti a quello in cui si vorrebbe restare a casa sarà necessario infatti introdurre coi genitori qualche riferimento al dilagare di una certa malattia in classe. Qualcosa del tipo: «Ma lo sai, mamma, che oggi Stefano è corso in bagno a vomitare?». Oppure: «In classe oggi pareva un concerto, tutti a tossire continuamente!».

Non posso permettermi di mancare. La settimana prossima

Poi, la sera prima o la mattina stessa ci si presenterà dai genitori facendo questo discorso: «Mamma, papà, ho un problema. La settimana prossima ho interrogazione di matematica, e lo sapete quanto ci tengo a far bene. Il prof, poi, odia chi fa il furbo e non si presenta il giorno dell’interrogazione. Non posso permettermi di mancare, per nessun motivo. E però in classe c’è una vera e propria epidemia: quasi la metà dei ragazzi è già a casa malato, e all’altra metà manca poco per seguirli. Io non posso permettermi di ammalarmi, il prof di matematica non me lo permetterebbe. Ma se vado a scuola, con tutta questa gente che mi tossisce addosso, sarà inevitabile. Va bene se sto a casa un paio di giorni, finché non passa il rischio di contagio?».

 

Nascondersi e poi accusare i genitori

«Mamma, perché non mi hai svegliato?»

Il problema della svegliaIl secondo metodo è abbastanza avventuroso, e vi darà l’impressione – se ben fatto – di essere una vera e propria spia. L’idea è quella di far credere ai vostri genitori di essere andati a scuola quando in realtà eravate nascosti altrove, e rimproverarli per non avervi svegliato in tempo. Qualche accorgimento va preso, però, in base al modo in cui siete soliti svegliarvi.

Se a tirarvi giù dal letto è vostra madre o vostro padre, avete due possibilità: o vi svegliate e vi alzate prima di loro, o imparate a sgattaiolare in silenzio. Nel primo caso, dovrete lasciare il letto vuoto e recarvi in bagno prima di tutti gli altri, facendolo trovare occupato al primo che cercherà di entrarvi. Poi dovrete sgattaiolarne fuori, non visti, e andarvi a nascondere da qualche parte (sotto il letto, nell’armadio), facendo bene attenzione a portare con voi lo zaino di scuola e il cellulare, rigorosamente spento. Magari potreste anche tirare su le persiane e rifare il letto, anche se poi negherete tutto. La ciliegina sulla torta sarebbe urlare un «Io vado!» dal corridoio di casa e far sentire la porta che si chiude, senza però farsi vedere in faccia.

Giocare sul senso di colpa dei genitori

A quel punto, i vostri genitori penseranno, legittimamente, che ve ne siate andati a scuola. Dovrete solo aspettare che escano per recarsi al lavoro e, attorno alle 9:55, chiamarli sul cellulare: «Mamma, ma porco cane! Perché non mi hai svegliato stamattina?». «Co-come?», risponderà lei. «Mi sono svegliato adesso e sono le 9:55. E voi siete tutti fuori! Perché non mi avete chiamato? Avevo verifica alla prima ora!». «Ma come? Non ti eri alzato?». «Mamma, io sono ancora a letto, in pigiama, con le persiane giù e tutto il resto, porco cane!». Ormai sarà troppo tardi e inutile andare in classe. E la colpa di tutto ricadrà solo sui vostri genitori.

Se invece non avete voglia di alzarvi in anticipo, come detto, dovete imparare a muovervi come un ninja. Biascicare un «Sì, ora mi alzo» a chi viene a svegliarvi; poi fare qualche rumore per far credere ai genitori di essere andato in bagno; poi altri rumori e il solito «Io vado!», urlato non troppo forte, prima della solita fuga nell’armadio. Anche in questo caso, il piano si conclude con una chiamata alla mamma: «Mi avevate svegliato, sì, ma poi mi sono riaddormentato e voi non avete fatto niente!».

Se tutti in famiglia hanno invece una loro sveglia, il piano si può fare un po’ più elaborato. Ad esempio, se si tratta di radiosveglie potete alzarvi di notte, staccarne e poi reinserirne la spina e garantirvi così una serie di sveglie che non suoneranno al momento dovuto. Oppure, se tutti usano i cellulari come sveglia, spostarne di nascosto l’orario. Insomma, spazio all’inventiva.

 

«Ho mal di pancia e nella scuola manca la carta igienica»

L’evoluzione della vecchia scusa

Stare a casa visto che a scuola manca la carta igienicaLa scusa più classica per saltare la scuola è quella legata ai motivi di salute: febbre, mal di pancia, spossatezza. Con qualche genitore ancora funziona, per qualche altro bisogna inventarsi degli escamotage (far alzare la temperatura del termometro, fingere il vomito e così via). La maggior parte dei genitori, però, questa vecchia scusa la conosce fin troppo bene, e non è disposto a farsi gabbare tanto facilmente. Bisogna quindi inventarsi qualcosa di nuovo.

Avrete sicuramente sentito – e forse vissuto anche sulla vostra pelle – del problema della carta igienica nelle scuole. In pratica, la crisi economica ha costretto molti istituti a fare grandi economie, e a rimetterci è stata spesso proprio la carta igienica. Questo fatto può tornare a vostro vantaggio.

Passare il pomeriggio precedente in bagno

Perché il piano funzioni, dovete cominciare a recarvi con una certa insistenza in bagno già dal pomeriggio prima alla data in cui intendete saltare la scuola. Direte a vostra madre che avete qualche problema di stomaco e che vi vengono delle improvvise necessità, ma che per il resto state bene. Poi, la mattina fatidica, dovrete tenere il bagno occupato a lungo, dicendo che non vi è passata ma che, anzi, la situazione è addirittura peggiorata. E che avete passato sul water tutta la notte. «Però sto bene, mamma – dovrete insistere, per dimostrare che non state fingendo –. Non ho mica febbre né altro. Se non fosse per ‘sta faccenda starei da Dio».


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A questo punto dovrete calare l’asso: «Sì, ma cavolo, come faccio adesso a scuola? Non c’è mai la carta igienica, e mica posso andare in bagno con un kleenex: non mi basterebbe mai. Tu hai qualche idea, mamma?». «Mah, non so – risponderà lei –. Vuoi portarti un rotolo di carta igienica da casa?». «Ma dai, mamma: mi vergogno! Mi prenderebbero in giro fino all’università». «Hai ragione. Be’, visto che non stai bene forse è meglio che stai a casa…». Missione compiuta.

 

Pene d’amore

«Abbiamo litigato e non posso vederlo/a lì, sul banco di fianco al mio»

L'amore tra i banchi di scuola può essere anche una buona scusa per rimanere a casaLo sapete bene: quando siamo piccoli raccontiamo sempre ai nostri genitori della bambina o del bambino che ci piace, e in genere la notizia non suscita nessun interesse. Quando però cresciamo la questione si inverte: i nostri genitori vogliono sapere con chi usciamo e chi frequentiamo, e noi non vogliamo assolutamente dirglielo. Eppure, nel caso in cui si sia alla ricerca di una buona scusa per non andare a scuola, questo meccanismo può aiutarvi. A patto che sappiate bluffare bene.

Anche in questo caso è bene portarsi avanti con la sceneggiata già il pomeriggio e la sera prima. Dovreste dar segno di essere irritabili, di non aver alcun appetito, e anche lanciare qualche sospirone. L’obiettivo è quello di portare vostra madre a chiedervi: «Be’, che hai? È successo qualcosa?». Sulle prime dovrete cercare di sembrare ritrosi, di non volervi aprire: «Ma niente, dai, non ho voglia di parlarne». Poi, dopo averla tirata un po’ per le lunghe, si può dare il via alla recita: «È per colpa di una ragazza/di un ragazzo».

Confidarsi (anche se per finta)

A quel punto dovete raccontare la vostra storia, e raccontarla bene. C’è questa ragazza o ragazzo, che è in classe con voi. Negli ultimi tempi è nata una certa sintonia, anche perché i prof vi hanno dato da fare qualche ricerca insieme. Alla sintonia sono seguiti gli sguardi, magari pure un’uscita a due, un bacetto. Poi, all’improvviso, lui o lei vi ha trattati male. E non riuscite più a guardarla o guardarlo in faccia. È per questo che non potete andare a scuola: avete bisogno di almeno due o tre giorni per riprendervi. Chissà che, rincuorati da così tante confidenze, i vostri genitori non ve li concedano.

 

Mi si è rotta la bicicletta

Ma occhio a non esagerare

Una bici vecchia è facilmente sacrificabileL’ultima scusa che abbiamo preparato per voi è quella più drastica e quella che vi costringe a maggiori rinunce. Se andate a scuola in bicicletta, infatti, basterà sacrificare la vostra amata due ruote per salvarvi. Dovrete infatti partire da casa come ogni mattina, ma, appena arrivati in una strada abbastanza isolata, procedere al sabotaggio del vostro mezzo. Se si tratta di una bici particolarmente vecchia, potete anche andarci giù pesanti, sperando che così i vostri genitori decidano di regalarvene una nuova. Altrimenti, è bene non fare mosse troppo definitive.

Una cosa molto semplice è quella di far “andare giù” la catena. Basta sporcarsi per bene le mani di grasso e rientrare a casa, bici alla mano, attorno alle 8:30. Il problema è che, se i vostri genitori non sono già andati al lavoro, insisteranno per darvi uno strappo fino a scuola e farvi entrare alla seconda ora. In questo caso, è meglio cautelarsi inventandosi anche una brutta caduta dalla bici. Per essere più credibili, meglio sporcarsi un po’ i vestiti e, se ne siete capaci, simulare qualche escoriazione.

Anche un piccolo incidente può bastare

Oppure si può forare il copertone, simulare un piccolo incidente, fingere che vi si sia rotto lo zaino o che l’ombrello si sia infilato tra i raggi della ruota. Insomma, ce n’è per tutti i gusti. Chiaro però che una scusa del genere si può usare una sola volta nella vita, altrimenti i genitori cominceranno a pensare che la guida – in futuro anche dell’automobile – sia inadatta a voi.

 

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