Cinque leggendari mostri marini della letteratura che non vi faranno dormire sonni tranquilli

Il calamaro gigante di Ventimila leghe sotto i mari, uno dei più famosi e leggendari mostri marini della letteratura

Le figure dei mostri marini sono da sempre presenti nell’immaginario collettivo. L’idea di una creatura mitologica, che popola i mari ed incute timore ai marinai, ha stuzzicato la fantasia degli scrittori che, per rappresentarla, hanno iniziato a servirsi di espedienti sempre più audaci e legati ad antiche credenze.

Essi hanno dato così origine ad una tipologia di racconto piuttosto comune, incentrato su un animale mostruoso che vive nel mare e semina il terrore.

L’archetipo del mostro marino che ingoia l’eroe è presente, ad esempio, anche nella letteratura per bambini. Pensiamo per esempio a Pinocchio o a Il soldatino di stagno [1]. Lì l’isolamento nel ventre del pesce mette in contatto con la coscienza e porta alla decisione di uscire dalla propria chiusura mentale.

I mostri marini, d’altronde, possono assumere le forme più variegate: dal drago al serpente, fino ad arrivare ad esseri dotati di mille tentacoli. Essi possono avere una consistenza gelatinosa oppure ricca di squame. Possono essere dotati di fauci o di semplici ventose.

Indipendentemente dal loro aspetto, fanno parte della storia della letteratura da sempre, poiché rappresentano forze soprannaturali, contro le quali l’uomo si rivela impotente, o quasi. Essi si nascondono nel profondo degli abissi e attaccano non visti. Nel mondo antico, in cui gli spostamenti via mare erano gli unici possibili, rappresentavano il rischio e l’ignoto del viaggio.

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Suscitano terrore e ostilità, anche perché in fondo rappresentano il lato oscuro e bestiale che si nasconde in ognuno di noi. E dunque, esaminiamo cinque figure di mostro marino che, nella letteratura di tutti i tempi, hanno fatto molto parlare di sé.

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1. Il leviatano

Un mostro antico dalla forza leggendaria

L'apertura de Il leviatano, celebre trattato filosofico di Thomas HobbesIl leviatano incarna l’archetipo di mostro che ingoia il protagonista della storia. Viene citato nella Bibbia – e in particolare nell’Antico Testamento – come una terribile creatura marina, dotata di una forza inaudita. Simbolicamente rappresenta il caos primordiale, la potenza priva di controllo, benché sia espressione della volontà di Dio.

Il filosofo inglese del ‘600 Thomas Hobbes utilizzò proprio questa figura per dare il titolo al suo celebre trattato di filosofia politica, in cui il potere dello stato è paragonato alla forza terribile del mostro descritto da Giobbe. Una forza che è ritenuta necessaria per mantenere la pace e la convivenza tra gli uomini [2].

Animale primitivo, il nome del leviatano ricorre più volte nel testo ebraico della Bibbia. In Isaia è definito come un serpente bizzarro e tortuoso. In Giobbe in modo da riconoscere in esso un coccodrillo, sia pure con tratti esagerati che si mescolano a credenze popolari.

 

2. Il calamaro gigante

Forse il più classico fra i mostri marini

La piovra gigante che affonda le navi è un classico, al cinema come nei romanzi. Celebre è quella del Nautilus del Capitano Nemo, presente in Ventimila leghe sotto i mari, opera di Jules Verne. A questo calamaro gigante si possono mozzare gli arti, ma non se ne cambiano le sorti, poiché il corpo rimane al sicuro sott’acqua.

Il misterioso mostro marino affonda le navi che incontra lungo il percorso, e i superstiti parlano di grandi riflessi fluorescenti e di una massa capace di muoversi a velocità prodigiosa. E sbuffare colonne d’acqua a grandi altezze.

Il calamaro gigante di Ventimila leghe sotto i mari, uno dei più famosi e leggendari mostri marini della letteraturaAl di là della storia romanzata, il calamaro gigante, che un tempo pareva leggenda, è divenuto realtà. A grandi profondità, infatti, e soprattutto nei mari adiacenti al Giappone, sono stati rinvenuti esemplari di calamari di enormi dimensioni, a riprova che questo tipo di creatura marina esiste per davvero [3].

Anche se priva di quella ferocia di cui parlano i libri.

 

3. Il serpente marino

Il mostro per eccellenza della mitologia

Il serpente marino è un’enorme creatura acquatica serpentiforme, presente nella mitologia. Un animale feroce che terrorizza i naviganti dell’antichità con la sua forza distruttiva. Si pensi ad esempio al secondo libro dell’Eneide di Virgilio, dove i serpenti marini ingoiano Laocoonte ed i suoi due figli [4].

Il celebre gruppo del Laocoonte conservato ai Musei Vaticani, a Roma
Il troiano Laocoonte fu infatti punito per la sua incredulità: per la precisione, per avere dubitato del cavallo che i greci avevano donato alla città di Troia. Gli furono inviati due enormi serpenti che, uscendo dal mare, si avvinghiarono ai suoi due figli. Egli accorse in loro aiuto, ma venne letteralmente dilaniato e stritolato assieme ad essi.

L’enorme testa farebbe pensare ad un drago, ma è la forza che si sprigiona da un corpo senza arti ad avvolgere tutto nelle sue spire e ad avere la meglio sull’uomo. Se calcolate che la fobia per i serpenti è già molto diffusa nell’essere umano, grande sarà l’ansia che suscitano queste creature dalle dimensioni addirittura esagerate, nello spettatore impotente.

 

4. Lo squalo

Un pesce assassino che ha ispirato numerose pellicole cinematografiche

Gli squali sono spesso stati protagonisti di pellicole cinematografiche di genere horror o thriller, la cui qualità, però, è stata perlopiù scadente.

Il manifesto originale de Lo squalo, notissimo film di Steven Spielberg che ha spostato i mostri marini dalla letteratura al cinema

Fa eccezione l’immortale Lo squalo del 1975, diretto da Steven Spielberg e tratto da un romanzo scritto da Peter Benchley nel 1974. Il romanzo parla di un enorme squalo bianco che semina il terrore nel braccio di mare che costeggia l’immaginaria isola di Amity, a Long Island, in America.

Al fine di tutelare il turismo, il sindaco della località rifiuta di chiudere la spiaggia, assicurando così un lauto banchetto al grande pesce. Il capo della polizia Martin Brody chiede aiuto all’esperto pescatore Quint e al giovane biologo marino Hooper.

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I tre danno inizio ad un’estenuante caccia allo squalo, a bordo di una barca detta Orca, facendo riemergere i loro fantasmi sopiti. Alla fine ne rimarrà solo uno, in grado di misurarsi con l’enorme animale e avere su di esso la meglio [5].

 

5. Moby Dick

Una balena bianca simile ad un fantasma

La storia della baleniera Pequod e del suo capitano Achab, ossessionato da una balena bianca, diviene angosciante a causa di un pensiero fisso che fa perdere il senno e la lucidità. Molti marinai danno infatti la caccia alla mitica Moby Dick, ma non con la stessa ossessione del capitano, la cui gamba è stata strappata in precedenza dall’animale.

Moby Dick, la balena biancaLo scrittore statunitense Herman Melville, tra l’altro, collega Moby Dick all’archetipo biblico, quando Ishmael – voce narrante del romanzo e alter ego dell’autore – trova un quadro del leviatano.

La presenza inquietante della balena scorre come un fantasma per tutta l’opera e, anche se compare solo alla fine, le avventure convergono verso di essa fino a farla diventare protagonista assoluta.

Il mare di Melville è “titanico e biblico”. Il viaggio un’allegoria e al tempo stesso un’epopea epica, poiché alle scene di caccia alla balena si alternano le riflessioni scientifiche e filosofiche.

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La lettura di questo libro, infatti, deve essere accompagnata dall’interpretazione, poiché l’autore utilizza un numero notevole di citazioni di storie, shakespeariane e bibliche.

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Note e approfondimenti

[1] Nel libro di Collodi il terribile Pesce-Cane, come lo chiama l’autore, è l’antagonista principale di Pinocchio, tanto è vero che viene presentato come «l’Attila dei pesci e dei pescatori». Ne Il soldatino di stagno, fiaba di Andersen, invece il protagonista viene mangiato da un pesce dopo essere stato messo su una barchetta di carta da dei bambini. Infine, merita una citazione anche Le avventure del barone di Münchhausen, raccolta di fantasiose avventure settecentesche in cui il barone riesce ad uscire dal ventre della balena grazie alla propria astuzia.
[2] D’altronde, Hobbes non ha molta fiducia nell’uomo e nella sua socievolezza. Tutt’altro. Celebre è il motto latino con cui di solito si sintetizza la sua concezione: Homo homini lupus. Ovvero: ogni uomo è lupo per l’altro uomo.
[3] Qui se ne può ammirare uno lungo circa 4 metri, avvistato di recente proprio in Giappones.
[4] Il passo dell’Eneide, in italiano e con un buon apparato di note, può essere oggi letto qui.
[5] Il film ha avuto un tale successo da dare origine a una vera e propria saga cinematografica. Il film ha avuto infatti tre seguiti, nessuno dei quali però diretto da Steven Spielberg.

 

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