Cosa deve fare un libro? Ognuno probabilmente ha la sua risposta. C’è chi dice che debba semplicemente intrattenere, fornendoci qualche ora di distrazione dalla noia. C’è chi ritiene, invece, che debba farci sognare, a livello sentimentale o mentale. Altri ancora amano libri che aprono la mente, romanzi o saggi che capovolgono completamente il nostro modo di pensare.

Ma esistono libri di questo tipo? Romanzi che insegnano a vivere, che toccano l’anima e che ci accompagnano alla ricerca di un significato della vita?

Dipende anche da noi

In parte sì. E diciamo “in parte”, perché in realtà molto dipende da noi. Un libro non è come un film o una canzone, che ti arrivano addosso e ti investono.

Un libro è più simile a una montagna che devi scalare. La montagna può essere impegnativa e tu puoi mollare prima di comprenderne la bellezza. Così come il senso di quello che stai facendo non sta nella montagna, ma in te. Lo stesso avviene per i libri.

Vogliamo insomma dire che un elenco di libri che aprono la mente non significa automaticamente che la vostra vita cambierà leggendoli. Dipenderà in buona misura da come vi accostate a questi volumi e da quanta fatica fate per permettere loro di operare in voi. Ad ogni modo, vale la pena di provare.

L’elenco poteva essere lungo. Potevamo citare anche Il piccolo principe, che però probabilmente avete già letto. O alcuni volumi di Stephen Hawking o Philip Zimbardo, che però avrebbero reso forse troppo tecnica la nostra lista.

O ancora qualche libro sul successo, sulle start-up, sulle idee vincenti o sul potere, come quelli di Robert Greene o Malcolm Gladwell. Abbiamo però preferito questi libri che ci sembra possano colpire, in modo diverso, vari tipi di persone. Gustateveli.

 

1. Lao Tzu – Il libro del Tao

Cominciamo con un classico della spiritualità e del pensiero orientale. Il libro del Tao – pubblicato spesso anche col titolo più fedele di Tao Tê Ching – è infatti il testo alla base del taoismo.
Una delle molte edizioni del libro del Tao
Si pensa sia stato composto tra il IV e il III secolo a.C., secondo la tradizione da Lao Tzu, il cui nome viene traslitterato anche come Laozi. Ovvero, appunto, il leggendario fondatore del taoismo, la cui reale esistenza storica è argomento di dibattito.

Il titolo in cinese può essere tradotto come Libro della Via e della Virtù. Infatti è un testo non semplice, a tratti anche in rima, che però raccoglie massime, aforismi e insegnamenti sugli argomenti più disparati.

 
La difficoltà più rilevante sta nell’uso frequente di metafore e passaggi ambigui, che danno da discutere anche agli studiosi. Questo linguaggio oscuro, però, ne ha fatto anche la fortuna editoriale e ne costituisce tuttora il fascino.

Le influenze del Tao Tê Ching anche in Occidente

Oltre ad essere il testo fondamentale del taoismo, il Libro del Tao ha avuto una profonda influenza su altre filosofia e religioni orientali. In Occidente il volume è arrivato nella seconda metà dell’Ottocento, in principio tramite il lavoro di alcuni missionari.

La sua saggezza ha però influenzato molti intellettuali, paradossalmente sia a destra che a sinistra. Tra i primi studiosi italiani, ad esempio, ci fu Julius Evola, mentre oggi è pubblicato con grande rilievo anche da editori di parte opposta.


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Il volume può quindi parlare ancora pure a noi, a patto che abbiamo la pazienza di ascoltarlo. Le parole, complesse, vanno ovviamente meditate.

Basta leggerne le prime righe per rendersene conto: «La via che si può considerare la via non è una via invariabile; i nomi che si possono considerare nomi non sono nomi invariabili. “Non-essere” è il nome che diamo all’origine del cielo e della terra, “essere” è il nome che diamo alla madre di tutte le creature».

   

 

2. Fëdor Dostoevskij – I fratelli Karamazov

Completamente diverso, almeno per impostazione, è il secondo libro della nostra lista. Paradossalmente, però, il periodo è più o meno lo stesso, almeno per quanto riguarda la sua diffusione in Europa. Abbiamo scelto infatti ora di concentrarci su I fratelli Karamazov, capolavoro di Fëdor Dostoevskij del 1879. Non un libro sapienziale, ma un romanzo, con una trama molto chiara (anche se corposa).
I fratelli Karamazov di Dostoevskij
Eppure, nelle pagine che raccontano le disavventure dei membri di una famiglia di proprietari terrieri russi emerge molto di più delle semplici vicende. La trama è infatti in un certo senso solo la scusa che permette a Dostoevskij di porsi delle domande più profonde.

Domande che riguardano la fede, il libero arbitrio, il bene e il male, il dubbio. Domande che il romanziere russo si era già posto in altri libri – Delitto e castigo, ad esempio – ma che qui, nella sua ultima opera, trovano la massima sintesi.

 

Una saga familiare che parla però dell’animo umano

Il libro è lungo e impegnativo, non bisogna nasconderlo. E potrebbe risultare lontano dalla sensibilità attuale, visto che lo scrittore si dilunga sulla psicologia dei personaggi, con descrizioni molto accurate. Una volta abbattuta la prima coltre di difficoltà, però, il romanzo non può non stupire e lasciare a bocca aperta.

Sia per l’abilità di tratteggiare una saga familiare così complessa, sia per l’analisi dei segreti dell’animo umano. Segreti che solo Dostoevskij riusciva a scandagliare così bene.

Le vicende di Dmitrij, Ivan, Alëša e Smerdjakov ci permettono di riflettere sulle nostre vicende. Le loro scelte di vita, la loro rincorsa verso la felicità sono un po’ anche le nostre. I loro errori sono in parte anche i nostri. E riflettere su di loro non può che aprire la mente anche a noi.

   

 

3. Viktor Frankl – Uno psicologo nei lager

Dopo aver visto due classici del genere, entriamo nel ‘900. Questo secolo, infatti, ha messo a dura prova le convinzioni dell’uomo e dell’umanità intera. Le tragedie delle due guerre mondiali, l’Olocausto, i totalitarismi e molti altri drammi ci hanno mostrato che la fiducia nel progresso era probabilmente ingenua.
L'uomo in cerca di senso di Viktor Frankl, che contiene anche Uno psicologo nel lager
D’altro canto, la scienza, la medicina, l’economia hanno però effettivamente continuato a progredire. E così, oggi, ci troviamo di fronte a un mondo pieno di paradossi.

Davanti a questo scenario e alla crisi dei sistemi di valore tradizionali l’uomo può sentirsi perso. Può credere che la sua stessa esistenza perda di significato. Una consapevolezza che avevano già raggiunto alcuni tra i più grandi pensatori dell’Ottocento, in primis Nietzsche.

 
E che nel XX secolo è stata fatta propria dall’esistenzialismo, una corrente che ha cercato di dare una risposta ai dubbi dell’uomo. Una risposta a volte incapace di reggersi in piedi, ma pur sempre una risposta.

L’uomo in cerca di senso

In un certo senso in questo filone può essere fatto rientrare anche Viktor Frankl. Nato a Vienna nel 1905, ebreo, già prima della Seconda guerra mondiale divenne un importante medico. Ammiratore prima di Sigmund Freud e poi di Alfred Adler, tentò un suo personale approccio alla psichiatria.

Ma fu soprattutto l’esperienza dei campi di concentramento, patita ad età già matura, a segnargli la vita. Il medico passò infatti tre anni in quattro diversi lager nazisti, tra cui anche Auschwitz e Dachau.


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Si salvò per miracolo, mentre vide morire tutti i propri cari. Lì, nel peggior posto del mondo, però, si pose la vera domanda sull’esistenza umana. Che senso ha la vita, ad Auschwitz? Perché vivere? E che cos’è l’uomo?

Tutte domande a cui tentò di rispondere, una volta finita la guerra, in Uno psicologo nei lager (a volte tradotto anche come L’uomo in cerca di senso), un libro semplice, scevro di retorica eppure straordinariamente efficace. E che parla anche a chi esperienze così terribili non le farà mai.

      

 

4. George Orwell – 1984

I libri che abbiamo presentato finora parlano di uomini. Sono cioè sì libri che aprono la mente, ma lo fanno rimanendo ancorati alla realtà individuale. Indagano la psicologia del singolo, i suoi desideri, e cercano di dargli risposte.
"1984" è il lavoro più famoso – e più influente – dell'inglese George Orwell
Il libro del Tao, certo, si concentra anche sui grandi misteri della vita e del cosmo, ma sempre in rapporto all’individuo. 1984 di George Orwell, di cui parliamo ora, invece si concentra sulla società.

Scritto nel 1948 e pubblicato l’anno successivo, il romanzo è molto celebre. Sicuramente il suo punto di forza era, allora come oggi, la capacità di individuare la possibile deriva degli stati contemporanei.

 
Ambientato in un futuro distopico, presentava una trama che si concentrava su un impiegato del Partito Unico, Winston. Questi aveva il compito di correggere libri e articoli, in modo da renderli coerenti con le esigenze del Grande Fratello.

Winston, Julia e la distopia del Grande Fratello

L’uomo, però, iniziava a manifestare una piccola forma di insofferenza nei confronti di quello che era il più totalitario dei regimi mai immaginati. Un’insofferenza che andava via via crescendo, soprattutto dopo l’incontro con Julia.

I due cominciavano anzi a incontrarsi di nascosto e a cercare di mettersi in contatto con organizzazioni clandestine. Anche se la loro opera cospiratoria era destinata a durare poco.

Il tratto più interessante del libro, però, è come detto la descrizione del sistema in cui Winston vive. Orwell, prendendo spunto dalle esperienze patite durante la Guerra civile spagnola, delinea un mondo certo diverso da quello in cui viviamo oggi, ma in cui certe dinamiche – in maniera molto attenuata – sono comunque presenti.

Si pensi anche solo al celeberrimo Grande Fratello, dittatore che tutto vede e tutto controlla. O al ruolo della propaganda, alla psicopolizia o al bipensiero. Insomma, un romanzo che svela molti pericoli anche del mondo di oggi.

   

 

5. Robert M. Pirsig – Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta

Lo zen e l'arte della manutenzione della motocicletta di Robert M. Pirsig, uno dei più celebri libri che aprono la mente
Passiamo a un libro uscito nel 1974 che ha avuto un grandissimo successo in tutto il mondo. Si tratta di Lo zen e l’arte della manutenzione della motocicletta, un classico della generazione hippie che si propone fin dall’inizio di scardinare le consuete credenze sulla società, sul pensiero e sull’individuo.

Autore del romanzo, in buona misura autobiografico, è Robert M. Pirsig1. Studioso di spiritualità orientale e di letteratura, all’epoca della stesura del romanzo non aveva mai pubblicato nulla e aveva superato da tempo i 40 anni.

 
Intraprese però un viaggio in motocicletta col figlio primogenito, che racconta nel libro, e questo gli diede lo spunto per riprendere alcune riflessioni già affrontate, ma abbandonate.

Libri che aprono la mente con un viaggio coast to coast

Il romanzo si dispiega così su un doppio livello. Da un lato c’è il viaggio coast to coast, con la motocicletta su cui fare una meticolosa manutenzione. Dall’altro c’è la riflessione sul senso dell’esistenza e della realtà, sulla moralità e sul comportamento.

Tutto questo rende il libro una sorta di romanzo filosofico, in cui sensibilità orientale e logica occidentale trovano una sintesi.

Tramite quella che Pirsig stesso definì una “Metafisica della Qualità” si arriva quindi ad esaltare il valore della vita interiore. Ma anche della dinamica, del cambiamento, dell’esperienza, tutte cose vissute in una chiave sostanzialmente zen. Un libro figlio di anni che oggi sembrano molto lontani, ma che può ancora stupire e sconvolgere la mente.

   

 

Altri 9 libri che aprono la mente, oltre ai 5 già segnalati

Se i cinque libri che vi abbiamo segnalato li avete già letti, siete di sicuro alla ricerca di qualche altro titolo ulteriore. Qui di seguito ve ne proponiamo, più velocemente, altri nove: alcuni sono dei romanzi, altri dei saggi. Tutti, pensiamo, vi lasceranno a bocca aperta.

 

Paulo Coelho – L’alchimista

Pubblicato per la prima volta in Brasile nel 1988 e poi tradotto in decine di lingue in tutto il mondo, L’alchimista di Paulo Coelho è un classico nel campo dei libri di formazione. Non è un caso che, nei suoi trent’anni di vita editoriale, abbia venduto più di 100 milioni di copie.

La storia è quella di un ragazzo, Santiago, che si mette in viaggio nel tentativo di inseguire un sogno ricorrente che lo vede ai piedi delle piramidi egiziane. In questo percorso di scoperta affronterà molte sfide e crescerà come uomo e come persona, in un iter che vi conquisterà completamente anche come lettori.

Eckhart Tolle – Il potere di adesso

Eckhart Tolle è uno scrittore tedesco classe 1948. Da vari anni, oltre che come autore di libri, lavora come “oratore spirituale”, o almeno così si autodefinisce. La svolta in questo campo è arrivata a fine anni ’70, quando Tolle ebbe una sorta di illuminazione.

Quell’illuminazione l’ha portato, nel 1999, a scrivere Il potere di adesso, una sorta di guida all’illuminazione quotidiana. Vi si ritrovano influenze del buddismo e del cristianesimo, oltre a una forte dose di misticismo. Ma il suo messaggio ha avuto un grandissimo successo in vari paesi e può sicuramente stimolare la riflessione.

 

Hermann Hesse – Siddharta

Siddharta è uno dei romanzi più famosi del premio Nobel Hermann Hesse, pubblicato per la prima volta nel 1922. Un romanzo che presenta pesantissime influenze filosofiche e religiose, visto che è ambientato in India al tempo del Buddha (anche se il protagonista non è il Siddharta storico).

La storia è infatti quella di un uomo che cerca un senso nella sua vita, scoprendolo lentamente tramite il confronto con altri maestri, con persone normali e in un certo senso anche con la natura. Ne esce una visione influenzata dal buddismo, dalla filosofia tedesca (Schopenhauer e Nietzsche, soprattutto) ma anche pienamente originale.

Daniel Kahneman – Pensieri lenti e veloci

Daniel Kahneman è un economista, uno dei più importanti del mondo, vincitore del Premio Nobel nel 2002. Il suo percorso però è stato tutt’altro che tradizionale, visto che è arrivato all’economia partendo dalla psicologia. I suoi studi, infatti, si concentrano sui processi decisionali, anche all’interno delle aziende.

Pensieri lenti e veloci presenta in maniera accessibile il frutto dei suoi lavori, ed è stato non a caso un bestseller in tutto il mondo. Per lui le decisioni avvengono in base a due sistemi: uno, veloce e istintivo, che si basa su motivazioni primordiali, e l’altro, più lento e riflessivo, che porta a decisioni più ponderate. E a volte questi due sistemi entrano in conflitto.

 

Susan Cain – Quiet

Quiet è un interessante saggio di Susan Cain, una ricercatrice americana. Non vi troverete necessariamente una chiave per cambiare la vostra vita, quanto piuttosto un’analisi di un tipo psicologico molto comune, ma anche molto bistrattato: quello delle persone introverse.

Lo scopo della Cain – riportando dati e ricerche sia a livello psicologico che scientifico e culturale – è dimostrare come la nostra società abbia sottovalutato, ritenendolo quasi patologico, l’atteggiamento introverso che contraddistingue molti. Atteggiamento che invece può diventare una risorsa.

Spencer Johnson – Chi ha spostato il mio formaggio?

Abbiamo parlato di saggi e di romanzi, ma esistono anche libri che, potremmo dire, si pongono a metà via tra i due generi. Come Chi ha spostato il mio formaggio? di Spencer Johnson, un volumetto che in un certo senso è molto simile a una parabola.

Racconta infatti la storia di due topolini e di due gnomi che vivono all’interno di un labirinto, e che ogni giorno devono andare alla ricerca del formaggio. Il problema nasce quando il formaggio, all’improvviso, non si trova più nel solito posto e i protagonisti della storia devono relazionarsi col cambiamento. Un libro che è molto utile a capire i cambiamenti del mondo di oggi.

 

Maxwell Maltz – Psicocibernetica

Quando si parla di mente e di stile di vita, di solito bisogna affidarsi a libri piuttosto recenti, che tengano conto dei cambiamenti e delle ricerche nel settore. I classici, in sostanza, diventano di solito obsoleti molto in fretta. Fa eccezione Psicocibernetica, pubblicato da Maxwell Maltz addirittura nel 1960.

Maltz, che di mestiere faceva il chirurgo plastico, decise pionieristicamente di applicare i principi della nascente cibernetica allo studio della mente. E fondare così una sorta di ingegneria dell’autorealizzazione, puntando a far comprendere cosa sia la propria immagine di sé e come migliorarla. Un libro ancora molto attuale.

Cormac McCarthy – La strada

La strada è invece un romanzo, anzi addirittura un romanzo post-apocalittico che apparentemente non c’entra nulla con l’autorealizzazione e il cambiare idea sulle cose. Invece, grazie a una storia scarna e drammatica, riesce a porre l’accento sulle cose che davvero contano nella vita e soprattutto sulla natura dei rapporti umani.

A scriverlo, nel 2006, è stato Cormac McCarthy, uno dei più apprezzati romanzieri americani viventi (è l’autore anche di Non è un paese per vecchi e Cavalli selvaggi). Il libro ha vinto anche un premio Pulitzer per la narrativa ed è stato adattato in un film con Viggo Mortensen come protagonista.

 

Yuval Noah Harari – Sapiens. Da animali a dèi

Sapiens (tradotto inizialmente solo come Da animali a dèi) di Yuval Noah Harari è un piccolo caso letterario. Pubblicato per la prima volta in Israele nel 2011, è stato rapidamente tradotto in moltissime lingue, scalando le classifiche. In Italia è arrivato nel 2015, suscitando un vivace dibattito.

Il volume è una trattazione intelligente e documentata dell’evoluzione umana sotto diversi punti di vista (sociale, politico, economico, scientifico, filosofico). Grazie anche alla capacità di scrittura di Harari, consente di guardare alla storia dell’uomo con uno sguardo ampio e interessante. Non è un caso che perfino Mark Zuckerberg l’abbia definito un libro “imprescindibile”.

 

E voi, quale libro che ti apre la mente preferite?

 

L’infografica col riassunto finale

I libri che aprono la mente

Note e approfondimenti

 

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