I libri che fanno piangere

I romanzi, quando sono belli, ci regalano infinite emozioni. Ci sono libri che fanno piangere e altri che fanno ridere. Libri che lasciano a bocca aperta e altri che fanno digrignare i denti. E perfino libri che queste cose le fanno tutte insieme, una dietro l’altra, di capitolo in capitolo. È forse proprio per questo che amiamo la letteratura: perché a volte sa coinvolgerci in maniera totale. Come nessun altro mezzo di comunicazione è in grado di fare.

Quando è impossibile fermare le lacrime

Oggi ci vogliamo però concentrare su una tipologia particolare di romanzi: i libri che fanno piangere. Quelli commoventi, davanti ai quali nessuno riesce a trattenere le lacrime. A volte questo obiettivo è raggiunto raccontando tristi storie d’amore. Altre volte un libro può anche farci piangere per la felicità, perché una serie di avvenimenti impossibili porta comunque a un lieto fine. Insomma, i modi sono molti, ma il finale è sempre lo stesso: la commozione.

La lista potrebbe essere lunga, ma, come nostro solito, ne abbiamo scelti cinque. Cercando – e non era facile – di non limitarci solo ai libri tristi per ragazze, ma di abbracciare un campo che almeno in parte possa colpire anche i maschi. È un percorso che parte dai classici e arriva, come vedrete, ad alcuni libri molto recenti. Ed è un percorso che voi potete integrare, con i vostri preferiti, nei commenti.

Prima di cominciare, però, vi vogliamo segnalare alcuni romanzi che avrebbero potuto rientrare in cinquina, ma che per motivi di spazio abbiamo dovuto lasciare fuori. Libri di cui abbiamo già parlato altrove, o di cui ci riserviamo di parlare presto. Tra questi vi citiamo quelli di Khaled Hosseini, Il buio oltre la siepe di Harper Lee, Storia di una ladra di libri di Markus Zusak e La custode di mia sorella di Jodi Picoult. E ora cominciamo.

 

Emily Brontë – Cime tempestose

La storia di Heathcliff e Catherine

Cime tempestose di Emily BrontëQuando si legge un bel libro d’amore, si piange in genere per il fatto che i due protagonisti non riescono a raggiungere la felicità. Ad ostacolarli è, spesso, il destino, o la malevolenza delle persone che stanno loro attorno. È raro, però, che il vero ostacolo siano i protagonisti stessi, artefici in qualche modo delle loro stesse disgrazie.

Questo però è, semplificando, quello che accade in Cime tempestose, capolavoro di Emily Brontë. Pubblicato per la prima volta nel 1847, il romanzo è uno dei più celebri del romanticismo, anche se non ne rispetta del tutto i canoni. Venato da un profondo pessimismo, non mette in scena il classico eroe che lotta contro il destino o la natura. Ma un vero e proprio antieroe; meglio ancora, un cattivo, forse il più memorabile della storia della letteratura.


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Heathcliff, questo il suo nome, compare nel romanzo come il burbero padrone di Wuthering Heights, casale nella brughiera. Tramite un racconto in flashback, però, scopriamo la sua triste storia. Ragazzo di strada, forse vagabondo, viene portato nello Yorkshire da un ricco signore che decide di adottarlo. Costui, Mr. Earnshaw, ha però già due figli, Hindley e Catherine. Il primo non sopporta Heathcliff, e i rapporti tra i due saranno sempre segnati dall’odio reciproco. La seconda, invece, si innamora un po’ alla volta, ricambiata, del ragazzo.

La loro storia d’amore è una delle più tormentate, contraddittorie e per questo vere della letteratura. I due si amano ma non riescono a stare insieme. Lei lo trova rozzo e, per via anche di qualche incomprensione, finisce per preferirgli il vicino di casa, Edgar Linton. Questo segnerà la fine di ogni possibile rapporto tra i due, ma anche l’inizio di una lunga maledizione e di una serie di infelicità. Un libro angosciante, tremendamente vero e commovente.

 

Anna Frank – Diario

La tragicità degli eventi storici

Il diario di Anna Frank, uno dei libri che fanno piangere più sconvolgentiCambiamo completamente genere passando al celebre Diario di Anna Frank. Qui c’è sì tanta disperazione, ma la storia è molto più tragica di quella di Cime tempestose. Perché non coinvolge solo due persone, ma un intero popolo, quello ebraico, attraverso le vicende di una ragazzina. E soprattutto perché la storia non è frutto della fantasia di uno scrittore, ma è reale.

Come saprete, Anna Frank era una ragazzina ebrea tedesca nata a Francoforte nel 1929. Lasciò la Germania con la sua famiglia in seguito alle persecuzioni naziste, trovando rifugio in Olanda. Quando il paese fu però invaso dai tedeschi durante la Seconda guerra mondiale, dovette nascondersi. Fu purtroppo trovata dalla Gestapo nell’agosto del 1944 e deportata assieme ai suoi familiari. Finì nel campo di concentramento di Bergen-Belsen, da cui non fece ritorno.

La storia del diario

Della sua famiglia, solo il padre si salvò. Riuscì a recuperare il diario di Anna e a pubblicarlo, consegnandolo a un enorme e duraturo successo. La figlia aveva cominciato a scriverlo il 12 giugno 1942, in occasione del tredicesimo compleanno. Continuò ad aggiornarlo fino al 1° agosto 1944. Contemporaneamente, però, negli ultimi tempi aveva cominciato a rimaneggiare i vecchi scritti. O, meglio, a riscriverli in una forma che lei stessa sperava sarebbe stata destinata alla pubblicazione dopo la sua liberazione.

Il diario intreccia vicende personali e storiche. La famiglia Frank vive nascosta in un alloggio segreto, in cui presto viene raggiunta dalla famiglia van Pels. A questi si aggiunge poi il signor Pfeffer. Tutti vengono presentati nel diario però con pseudonimi. Anna racconta la vita nel nascondiglio, i rapporti col padre Otto e la madre Edith, il timido amore per Peter, i litigi, le paure, i sospetti, le speranze. In un resoconto lucido e vero di un dramma collettivo.

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Stephen Chbosky – Ragazzo da parete

Il libro da cui è stato tratto Noi siamo infinito

Ragazzo da parete di Stephen Chbosky, oggi rititolato Noi siamo infinito per via del filmAvete visto il film Noi siamo infinito? Se siete giovani, probabilmente sì. Ha avuto un discreto successo ed è diventato di culto soprattutto tra i ragazzi delle superiori, nonostante sia uscito solo nel 2012. A trascinarlo è stata la presenza di due giovani attori di buona fama, Logan Lerman e soprattutto Emma Watson. A dirigere e scrivere la sceneggiatura di quel film è stato però l’americano Stephen Chbosky. Che, prima di raccontare quella storia con la macchina da presa, l’aveva raccontata con la penna.

Noi siamo infinito è infatti l’adattamento di un romanzo dato alle stampe nel 1999. In un primo momento fu tradotto in Italia con un titolo piuttosto fedele all’originale americano, Ragazzo da parete. Anche noi abbiamo scelto di presentarvelo così, per emulare la scelta di Chbosky (The Perks of Being a Wallflower). Grazie al successo del film, però, è stato ristampato come Noi siamo infinito ed è così che oggi lo trovate in libreria.


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La storia è quella di un ragazzo, che si fa chiamare Charlie, che racconta la sua vita tramite una serie di lettere. Il protagonista è una matricola liceale e, come il titolo lascia intuire, non è esattamente popolare. Timido ed introverso, durante le feste rimane spesso accostato alle pareti, a fare quasi da tappezzeria. Pian piano però fa amicizia con Sam, una adolescente di cui si innamora, e con il fratellastro della ragazza, Patrick, omosessuale.

Ma il libro non è il classico racconto giovanile ambientato a scuola. Si toccano tematiche scottanti: dal suicidio alle molestie sessuali, dall’omosessualità al modo in cui essa viene gestita, dalle droghe alla solitudine. Anche per questo il libro ha suscitato varie polemiche negli Stati Uniti, che però non gli hanno proibito di incontrare i favori del pubblico e della critica.

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David Nicholls – Un giorno

Ogni 15 luglio

Un giorno di David NichollsDopo aver visto libri che sono in un certo senso dei classici, passiamo a quelli usciti negli ultimi anni. Perché ultimamente il genere del libro strappalacrime – a volte più riuscito, altre volte più banale – sembra vivere una nuova giovinezza. E incontrare il favore soprattutto delle lettrici più giovani.

Cominciamo con Un giorno, romanzo del 2009 firmato dall’inglese David Nicholls. Lo scrittore si è formato prima come attore e poi come sceneggiatore per cinema e TV. Solo dopo qualche anno di questa carriera ha deciso di dedicarsi alla letteratura, mettendo però su carta le esperienze maturate nello sviluppo dei personaggi per altri mezzi di comunicazione. E dopo un paio di tentativi – Le domande di Brian e Il sostituto – è arrivato Un giorno.

Emma e Dexter

Il romanzo racconta la storia di due ragazzi, Emma e Dexter. I due passano insieme l’ultima notte d’università, nel 1988, ma poi si separano. Sono infatti consapevoli che la loro è solo una fugace avventura e che adesso, giunta la laurea, devono intraprendere una nuova vita. Le loro esistenze, infatti, si sviluppano l’una distante dall’altra. Ogni anno, però, il 15 luglio – data di quella notte d’amore – si ricontattano. Perché sotto sotto sono davvero innamorati l’uno dell’altra.

Anche in questo caso, la storia è stata adattata in un film. Nel 2011, poco dopo il successo del libro, è infatti uscita una pellicola intitolata One Day, diretta da Lone Scherfig. Nel ruolo dei due protagonisti sono stati ingaggiati Jim Sturgess e Anne Hathaway. Nicholls, anche per via del suo passato nel settore, si è occupato invece della sceneggiatura.

 

John Green – Colpa delle stelle

Il più recente dei libri che fanno piangere

Colpa delle stelle di John GreenL’ultimo esempio della nostra lista dei libri che fanno piangere è recentissimo e baciato da una grande fortuna editoriale. Si tratta di Colpa delle stelle, romanzo di John Green da cui è stato tratto un film campione d’incassi. Ed è forse questo il libro che racchiude meglio gli elementi che abbiamo visto in questa lista. C’è infatti un amore impossibile, ci sono speranza e dolore, ma anche gioventù, delusioni, rapporti familiari e altro ancora.

Green, classe 1977, negli anni si è specializzato in romanzi per giovani adulti. Libri dal retrogusto amaro, in cui si indagano le difficoltà dei giovani ad inserirsi in un mondo che spesso è ostile. Appartengono a questo genere Cercando Alaska e Città di carta, ad esempio. Ma rientra in questa tipologia anche Colpa delle stelle.

La malattia

Al centro della trama c’è il difficile rapporto d’amore tra Hazel e Gus, due teenager. Difficile non tanto per problemi di carattere o incomprensioni, quanto per la spada di Damocle che pende sui ragazzi. Entrambi infatti sono malati. Lei ha il cancro, e pare essere quella messa peggio. Lui è senza una gamba, amputata per via di un tumore alle ossa che sembra comunque superato.

Tra i due nasce una tenera storia d’amore che li spinge fino in Olanda, alla ricerca di uno scrittore molto amato da Hazel. Ma, visto che si tratta di uno dei libri che fanno piangere più famosi degli ultimi anni, aspettatevi anche qui qualche colpo di scena. Se poi volete annegare nelle lacrime, procuratevi il film, ben interpretato da Shailene Woodley, Ansel Elgort e Willem Dafoe.

Colpa delle stelle
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Io prima di te
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Città di carta
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